Le grandi differenze tra velo cristiano e islamico: nessun paragone

sottomissione donnaHa suscitato consensi e polemiche la scelta del presidente dell'Unione comunità islamiche, Izzedin Elzir, di protestare contro il divieto francese al burkini pubblicando una foto con delle suore cattoliche, in tonaca e velo. Come a dire: loro sì e noi no?

Tema tornato d'attualità dopo l'odierno intervento di Dacia Maraini che, a proposito del burka e del hijab (il velo), commenta: «Quella copertura, anche solo della testa, ha un valore emblematico di negazione e censura. Solo di fronte al marito, ovvero il proprietario di quel corpo, la donna può mostrarsi in tutta la sua completezza». «Sia chiaro», ha aggiunto, «non ho niente contro il velo e chi lo porta, ma non diciamo che si tratta di una libera scelta e che esprime l’autonomia delle donne. Il velo è un segno di sottomissione, che lo si scelga o meno. Anche le suore lo usano, mi si dice, ma appunto, anche in quel caso si tratta di dichiarare l’appartenenza a un ordine religioso».

Non si capisce bene cosa intenda la storica femminista, in ogni caso sarebbe bene chiarire che è un errore paragonare, oggi, il velo cristiano e quello islamico. Per due motivi, sopratutto.

1) Il primo dato è che le suore cristiane aderiscono liberamente ad un ordine religioso che, a volte, tra le altre regole, prevede il coprimento anche del capo. Sono libere, dopo una scelta cosciente e ponderata, di intraprendere questa strada...

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L’evoluzione amica del teismo: il caso delle imperfezioni in natura

evoluzione e dioUno degli argomenti più insidiosi per il movimento dell'Intelligent Design (o Disegno intelligente, con la maiuscola) è quello delle imperfezioni in natura, chiamato anche "disteleologia" o, meglio, "argomento del progetto imperfetto".

Il Disegno Intelligente è sostenuto anche da scienziati di un certo peso, pretende tuttavia di inserire nel dibattito scientifico l'identificazione del Creatore, rintracciato nelle pieghe della biologia. Riteniamo sia un approccio sbagliato, condividendo il giudizio del prof. Fiorenzo Facchini: «quello di disegno è un concetto filosofico, su cui la scienza non può dire nulla. Argomentare dalla sintonia delle forze e del sistema della natura per un disegno superiore è plausibile, ma siamo in un campo filosofico. Introdurre la causalità divina nel corso della evoluzione per realizzare direttamente strutture complesse (come si afferma nell’Intelligent design) non è corretto».

Il paradosso che vorremmo sottolineare è che soltanto l'adesione alla spiegazione evolutiva è in grado di offrire una risposta adeguata a chi utilizza l'argomento del "disegno imperfetto" contro l'esistenza di Dio. Questa tesi, affermata dal neo-darwinismo filosofico, sostiene infatti l'incompatibilità tra una natura creata e ordinata e le tante "imperfezioni" (o "errori") presenti in essa, ma si tratta di una obiezione filosoficamente debole. Innanzitutto è controverso il significato da attribuire al concetto di "perfezione" e "imperfezione", già Baruch...

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Nessun aiuto ai nazisti: false accuse alla Curia genovese

rat line vaticanoLa città di Genova ha avuto un ruolo non indifferente dopo la dissoluzione del regime nazista, da lì si imbarcarono infatti decine di ebrei e di profughi in fuga, in cerca di una vita nuova.

Come ogni episodio storico, non può mancare un'accusa alla Chiesa di aver sfruttato l'occasione per aiutare la fuga anche dei criminali nazisti, la cosiddetta rat-line ("la via del topo"), che collegava l'Europa con il Sud America.

Polemica tornata sui media recentemente da parte dello scrittore Carlo Martigli, che ha retoricamente domandato al prelato genovese Tarcisio Bertone di far luce sui «rapporti tra la Curia genovese e i nazisti in fuga all'indomani della fine della II Guerra Mondiale». In particolare sotto accusa è stato messo il card. Giuseppe Siri, sospettato di aver sostenuto il sacerdote croato Carlo Dragutin Petranovic, ex cappellano militare delle milizie ustascia, a sua volta sospettato di distribuire passaporti falsi ai nazisti.

Un'inchiesta storica, forse Martigli non lo sa, è già stata effettuata dal prof. Pier Luigi Guiducci, docente di Storia della Chiesa presso la Pontificia Università Lateranense. Nel volume Oltre la leggenda nera (Mursia 2015) -da noi recensito nel maggio 2016- lo storico ha dedicato un intero capitolo...

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Massimo Fini: «non sono cattolico, ma i genitori gay sono violenza alla natura»

omogenitorialitàPubblichiamo qui di seguito l'articolo dell'editorialista de Il Fatto Quotidiano, Massimo Fini, sulla sentenza della Corte d'Appello di Trento che ha riconosciuto due uomini come genitori di una coppia di gemelli nata tramite maternità surrogata. Un intervento tanto più importante quanto l'autore è diametralmente contrario e nemico delle posizioni cattoliche, oltretutto avendo scritto proprio pochi giorni fa un offensivo saggio su Gesù Cristo.

    di Massimo Fini da Il Fatto Quotidiano, 02/03/17    

Non sono cattolico ma trovo la sentenza della Corte d’Appello di Trento, con tutte le conseguenze che implica, accolta con giubilo da molte parti, semplicemente aberrante. Saltiamo qui tutti i sottili distinguo giuridici e veniamo alla sostanza.

1) È fuori discussione che ognuno ha diritto ad agire la propria sessualità come meglio crede o istinto gli detta (pedofilia esclusa). Ma questa libertà vale per sé e solo per sé non quando c’è in gioco un terzo soggetto, in questo caso il bambino. In linea di principio o, per meglio dire, per legge di natura, un bambino ha diritto di avere, almeno sulla linea di partenza, un padre e una madre. Quindi non è affatto vero che questa legge, soprattutto quando non ci sono ancora bimbi nati da una coppia omosessuale, maschile o femminile, ma c’è solo la possibilità che questo possa avvenire grazie alle varie moderne tecnologie, tutela il bambino, gioca invece, e irresponsabilmente, sulla sua...

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La Chiesa e i vescovi bergogliani parlano chiaro su vita e famiglia

paglia eutanasia«Non alziamo certo bandiera bianca. Significa semplicemente tenere presente il Vangelo e quanto ci insegna, soprattutto nel rapporto con le persone e con le loro storie. L'eutanasia non è segno di civiltà evoluta». Le parole di mons. Nunzio Galantino, segretario generale della Conferenza episcopale italiana, chiariscono la scelta della diocesi di Milano sulla veglia di preghiera per Fabiano Antoniani (Dj Fabo), morto per eutanasia in Svizzera.

Un gesto che è stato messo in contrapposizione con la negazione dei funerali a Piergiorgio Welby. Un errore per mons. Galantino, che ha detto: «certi accostamenti sono impropri. Il clima culturale e anche politico del caso Welby era particolarmente acceso e conflittuale». L'eutanasia rappresenta «una risposta troppo sbrigativa ai bisogni autentici di chi soffre per malattie o infermità; nasconde un messaggio falso e deleterio: cioè che esistano alcune vite che, per alcune condizioni, non sono degne di essere vissute. E così la società trova comodo liberarsene. Non credo sia il volto di una società davvero “civile”». «Da sempre la Chiesa prega per i defunti, ma la posizione sull'eutanasia non cambia», ha commentato don Davide Milani, della diocesi di Milano e portavoce del...

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C’è un nuovo seminarista, è un neuroscienziato dell’Università di Yale

seminario neuroscienziatoDallo studio delle neuroscienze alla dedizione totale a Cristo. E' stata questa la decisione del neuroscienziato portoricano Jaime Maldonado-Aviles, docente presso la celebre Yale University, dove ha insegnato e fatto ricerca nella divisione di psichiatria molecolare (autore di studi pubblicati anche dalla rivista Nature).

Ne hanno parlato i media americani pochi giorni fa, raccontando la storia del nuovo seminarista del Theological College presso la Catholic University di Washington. Dopo aver vinto prestigiose borse di studio dal National Institutes of Health, a 37 anni lo studioso ha sentito la chiamata alla vocazione, troppo potente per essere ignorata. Ha così lasciato la carriera ed il laboratorio di ricerca: «Questa costante intuizione», ha dichiarato Maldonado-Aviles, «che forse ero stato chiamato a servire il mondo in un modo diverso, era sempre più frequente». Ha così obbedito alla chiamata, trovando in seminario molti dei suoi compagni di classe del college, tra cui un dottorato in chimica e uno scienziato delle nanotecnologie. Ora lo aspettano due anni di filosofia e quattro di teologia.

Il card. Donald Wuerl, arcivescovo di...

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Il film Silence e l’abiura della fede: sotto minaccia, è lecito rinnegare Dio?

film scorsese fede in dioL'ultimo film di Martin Scorsese, intitolato Silence, è da vedere. Il messaggio che trasmette è discutibile nel suo relativismo, tuttavia appaiono nascosti spunti davvero validi ed ha il merito di generare riflessioni ben più profonde rispetto alle abituali proposte cinematografiche.

Senza svelare la trama, è la storia di due padri gesuiti che nel 1638 partono per il Giappone in ricerca del loro maestro spirituale, padre Ferreira, rifiutandosi di credere che abbia davvero abiurato alla sua fede a causa della persecuzione subita. Arrivati a destinazione incontrano la nascosta comunità cristiana che da anni vive priva di sacerdoti, morti come martiri. Loro stessi subiscono persecuzioni che lo shogun, il dittatore giapponese, applica ai danni dei cristiani e dei convertiti, venendo sfidati ripetutamente a rinnegare la fede.

Il ricatto che subiscono dalle autorità giapponesi è psicologicamente devastante: abiurare la fede in Cristo, calpestare la Sua immagine posta simbolicamente ai loro piedi, per salvare la vita dei fratelli cristiani che hanno incontrato. Lo spettatore si immedesima e si domanda: "ed io, cosa avrei fatto?". "Se oggi venissi sfidato da un terrorista islamico come mi comporterei?" 

E' a questa domanda che padre Angelo Bellon, docente di teologia morale nel seminario dell'arcidiocesi di Genova, ha voluto rispondere. Oltre...

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Il complotto sulle dimissioni di Ratzinger offende la sua dignità

mons. negri benedetto xviDopo la colossale bufala del conclave invalido, dopo il catastrofismo apocalittico tramite la diffusione di false profezie, dopo aver accusato Papa Francesco di qualunque cosa, dalla secolarizzazione occidentale all'ignoranza dei cattolici italiani verso i brani evangelici, il mondo tradizionalista ha trovato un nuovo passatempo.

Sorprende che ad animare i catto-complottisti sia stato questa volta un prelato stimato come mons. Luigi Negri, un'uscita affidata ad un piccolo giornale online locale, Rimini 2.0. Ha abbracciato la teoria del complotto dietro le dimissioni di Benedetto XVI: «Ho poca conoscenza – per fortuna – dei fatti della Curia romana», ha dichiarato, «ma sono certo che un giorno emergeranno gravi responsabilità dentro e fuori il Vaticano. Benedetto XVI ha subito pressioni enormi. Non è un caso che in America, anche sulla base di ciò che è stato pubblicato da Wikileaks, alcuni gruppi di cattolici abbiano chiesto al presidente Trump di aprire una commissione d’inchiesta per indagare se l’amministrazione di Barack Obama abbia esercitato pressioni su Benedetto. Resta per ora un mistero gravissimo, ma sono certo che le responsabilità verranno fuori. Si avvicina la mia personale “fine del mondo” e la prima domanda che rivolgerò a San Pietro sarà proprio su questa vicenda».

Che mons. Negri sia poco informato della questione, quindi non direttamente colpevole, è evidente quando definisce "gruppi cattolici" coloro...

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Se le femministe riscoprono il valore della maternità e dell’etica cristiana

valore maternità femminismoSono sempre più numerose le donne che combattono per la liberazione femminile. Libertà non dalla fantomatica società patriarcale, ma dal femminismo radicale.

Secondo un sondaggio dell'anno scorso, infatti, il 53% delle giovani donne non si considera femminista: il 34% perché non concorda con gli obiettivi (solo l'11% ritiene importante preservare l'accesso all'aborto, ad esempio) e il 49% perché non approva l'etichetta "femminista".

«Le donne meritano di meglio», ha scritto recentemente la scrittrice Samantha Johnson sull'Huffington Post in un articolo intitolato: "Quando sono diventata madre, il femminismo mi ha deluso". «Nella lotta per assicurare l'uguaglianza, predichiamo alle ragazze che possono - e dovrebbero - fare qualsiasi cosa un ragazzo può fare, così però stiamo fallendo nel prepararle ad una delle più grandi sfide con cui dovranno confrontarsi: la maternità. Stiamo insegnando alle giovani che non c'è alcun valore nella maternità e che essere casalinga è un concetto obsoleto, misogino. Promuoviamo la carriera professionale indicandola come simbolo di successo, svalutando completamente il contributo dei genitori a casa. Dobbiamo dire alle donne quanto è importante è essere madri».

Una riflessione lucida da parte di una donna che comunque non rinuncia a definirsi femminista,...

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Nicolosi, Robert Spitzer e le terapie riparative: nuovi retroscena

terapie riparativeE' morto pochi giorni fa Joseph Nicolosi, psicologo americano co-fondatore di NARTH, associazione di terapisti clinici che accompagnano le persone con tendenze omosessuali indesiderate nella riscoperta della loro identità originale.

Non siamo tanto interessati alle cosiddette "terapie riparative", piuttosto al sostenere la libertà delle persone omosessuali di poter chiedere anche un aiuto terapeutico se sperimentano un disagio verso le proprie inclinazioni. Tali percorsi clinici generano spesso orrore in quanto erroneamente identificati con obbligate torture psicologiche cui verrebbero sottoposti omosessuali non consenzienti. Non è così, sono loro stessi a rivolgersi agli specialisti vivendo un'egodistonia, trovando cioè in se stessi comportamenti o idee in disarmonia con i propri reali bisogni e desideri. Né Nicolosi, né i suoi colleghi di NARTH -tra cui celebri psichiatri come Robert Perloff e Nicholas Cummings, entrambi ex presidenti dell'American Psychological Association (APA)-, hanno mai subito denunce dai loro pazienti a causa dei loro trattamenti. L'unica questione che si pone, dunque -scartato l'abuso o la pericolosità-, è se queste terapie siano efficaci o no.

Le associazioni di psicologi sono contrarie all'intervento terapeutico verso le persone che tendenze omosessuali indesiderate, si tratta però notoriamente...

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Ora di religione, dieci risposte ai luoghi comuni

scuole religiose  di Nicola Rosetti* *docente di Religione cattolica nella scuola secondaria

da Ancoraonline, 06/07/16  

È sempre molto vivo il dibattito attorno all'Insegnamento della Religione Cattolica (IRC) nella scuola italiana. Sono numerose le obiezioni sollevate sull'opportunità della presenza di questa materia nel curricolo scolastico: proviamo a riportare le contestazioni più frequenti e cosa si può rispondere ad esse.

 

1) Lo studio della religione non serve a niente, andrebbe abolito Il compito della scuola è quello di aprire gli occhi degli studenti sul mondo che li circonda. Di questo mondo fa parte a pieno titolo anche l’universo religioso: ignorarlo sarebbe una forma di oscurantismo.

2) Chi vuole conoscere il cattolicesimo vada in parrocchia Durante l’ora di Religione Cattolica non si fa catechismo, ma si studia, nel quadro delle finalità didattiche della scuola, quella religione che ha plasmato in gran parte la cultura italiana. La Divina Commedia di Dante o I Promessi Sposi di Manzoni, gli affreschi di Giotto o i dipinti di Caravaggio, il Requiem di Mozart, solo per fare alcuni esempi, sarebbero impensabili al di fuori di un contesto cristiano. Il cristianesimo è come l’humus nel quale una simile produzione artistica ha potuto attecchire. Si tratta di riconoscere un’evidenza che è indipendente dalle proprie convinzioni religiose.

3) La Costituzione garantisce la laicità dello Stato. Perciò in uno Stato...

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Il fisico Steven Weinberg e la sorprendente nostalgia di Dio

fisica ateiCertamente uno dei principali fisici teorici viventi è Steven Weinberg, premio Nobel (1979) e titolatissimo accademico americano. Tra i suoi meriti principali quello di aver enormemente contribuito all'elaborazione della teoria elettrodebole.

Weinberg è anche spesso citato dai critici del teismo e del cristianesimo in quanto dichiaratamente ateo, autore di questa famosissima frase: «Quanto più l'universo ci appare comprensibile, tanto più ci appare senza scopo» (S. Weinberg, "The First Three Minutes: A Modern View of the Origin of the Universe", Basic Books 1977). Ovvero, con il procedere della scoperte scientifiche, diminuirebbe sempre più la percezione di uno scopo della vita e dell'universo.

Rispettiamo questo punto di vista, ricordando soltanto però che si tratta semplicemente di una opzione filosofica da lui semplicemente scelta: nessun dato naturale e/o scientifico ci costringe o porta necessariamente ad abbracciare questo estremo nichilismo.

Ci ha colpito molto leggere poco tempo fa un chiarimento dello stesso Weinberg circa la sua celebre citazione. «Nel mio libro del 1977, "I primi tre minuti"», ha scritto, «fui tanto imprudente da osservare che "più l'universo appare comprensibile, più appare senza scopo". Non volevo dire che la scienza c'insegna che l'universo è senza scopo, ma che l'universo stesso non ci suggerisce nessuno scopo, e subito dopo aggiungevo che noi stessi possiamo inventare uno scopo della vita, magari quello di cercare di capire l'universo. Ma ormai il guaio era fatto, e da allora...

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«Due anni fa le nozze gay in Irlanda, ecco lo stupro culturale che abbiamo subito»

gay irlanda referendum    di John Waters* *giornalista ed ex editorialista dell'Irish Time da Il Foglio, 06/03/17    

Quando ho iniziato a fare giornalismo, 35 anni fa, lo scopo dei media era favorire il dialogo tra persone con punti di vista differenti. Una visione differente a quella odierna, dove si vuole portare tutti a dire le stesse cose. Il dibattito è stato la linfa vitale della comunità umana, non un ostacolo al progresso.

Tutto questo sta cambiando, certamente nel mio paese, l'Irlanda, ma anche negli Stati Uniti, nel Regno Unito e in altri paesi. Esprimere una visione non ortodossa in certi ambiti significa rischiare la vita, la serenità e la reputazione. I media sono diventati una corte suprema della correttezza politica, in cui i trasgressori vengono processati pubblicamente per aver infranto il marxismo culturale che ci governa.

Ho subito il mio processo tre anni fa, quando, prima del referendum irlandese in materia di matrimonio gay, la drag queen "Panti Bliss" mi ha chiamato omofobo in TV, aggiungendo che avevo cercato di distruggere la sua felicità, senza offrire alcuna prova a sostegno della sua tesi. "Omofobia" è una parola truffaldina, non ha un significato obiettivo chiaro ed è stata inventata dagli attivisti LGBT come strumento demonizzazione degli avversari così da emarginarli e ridurli al silenzio. E' uno strumento di censura, viene usato per imbrattare gli oppositori creando una macchia che non può essere pulita da alcuna risposta...

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L’antispecismo? E’ razzismo verso l’essere umano

antispecismo razzismoDopo il "Manifesto per la pedofilia" in nome della «liberazione sessuale dei bambini», firmato dai filosofi Jean-Paul Sartre, Simone De Beauvoir e Michel Focault, arriva il "Manifesto dell'antispecismo" in nome della «liberazione animale».

Sono sempre dei filosofi a firmarlo, quello antispecista è sottoscritto da Peter Singer e, in Italia, dal giovane Leonardo Caffo (in foto), docente di Ontologia al Politecnico di Torino. Sono sempre i filosofi a voler "liberare" qualcuno che non chiede di esserlo. Liberazione animale è il libro che nel 1975 il guru Singer ha usato per condannare il «pregiudizio o atteggiamento di prevenzione a favore degli interessi dei membri della propria specie e a sfavore di quelli dei membri di altre specie», definendo "specista" l'essere umano che non desidera essere equiparato alla nutria e al piccione, accusandolo di razzismo.

Caffo ha rilasciato recentemente un'intervista in cui aderisce completamente alle tesi di Singer, nella quale -citando Marx e Leonardo Di Caprio-, ha stigmatizzato la sofferenza degli animali -e su questo siamo d'accordo-, aggiungendo però che «l'antispecismo propone che l'uomo non è più antropocentrico». Ed è qui che il castello crolla, la giusta richiesta di rispetto del mondo animale diventa etica...

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L’odio del Duce per il cristianesimo, instaurò un’ideologia pagana

mussolini ateoIl Novecento è stato definito l'"Età dei totalitarismi" in quanto vide l'avvento del fascismo, del nazismo e del comunismo. Sebbene questi movimenti professassero concetti differenti, avevano tuttavia in comune l'obiettivo di realizzare l'Uomo Nuovo attraverso il controllo dell'individuo in ogni aspetto della società.

Queste ideologie, facendosi portavoce di una visione del mondo antitetica a quella cristiana, finirono inevitabilmente per scontrasi con la Chiesa Cattolica. Ciò è particolarmente evidente nei casi della Russia Comunista e della Germania nazista dove si giunse a vere e proprie persecuzioni nei confronti delle confessioni cristiane ma lo fu, anche se in misura minore, per quanto riguarda l'Italia fascista.

La ragione di questa minore ostilità è dovuta al fatto che il fascismo non riuscì a mai a diventare completamente “totalitario” in quanto dovette fare i conti con altri "poteri forti" compresa la stessa Chiesa. In realtà, quando nel 23 marzo 1919 Benito Mussolini costituì a Milano il movimento dei Fasci di combattimento, non nascose la sua inclinazione anticlericale, tanto che uno dei propositi del partito prevedeva «il sequestro di tutti i beni delle congregazioni religiose e l'abolizione delle mense vescovili che costituiscono un'enorme passività per la Nazione e un privilegio di pochi». Lo stesso Duce inneggiò pubblicamente nel 1919 alla nuova modernità pagana dichiarando: «Noi, che detestiamo dal profondo tutti i cristianesimi, da quello di Gesù a quello di Marx,...

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