Il Miur ora contrasta il gender a scuola: consenso informato e diritto all’astensione

    di Filippo Savarese* *Direttore delle Campagne della Fondazione CitizenGO  

La battaglia delle famiglie per la libertà educativa e contro la “colonizzazione del Gender” nelle scuole segna un punto fondamentale e per certi versi storico.

Lo scorso 21 novembre il Miur ha infatti emanato una Circolare per tutti gli istituti scolastici su alcune questioni fondamentali inerenti il Piano Triennale dell’Offerta Formativa (Ptof), ovvero il documento in cui tutte le scuole mettono nero su bianco come intendono concretamente istruire gli alunni e studenti iscritti, comprese le attività e le iniziative ulteriori rispetto al cosiddetto curricolo nazionale obbligatorio (in altre parole la grande varietà di iniziative proposte dalle scuole che esulano dalle ‘classiche’ materie: italiano, matematica, storia, etc).

Prima di esaminare i contenuti della Circolare, è bene ricordare che il Ptof è di gran lunga il più importante documento sull’identità, per così dire, di una scuola. È quello che i genitori firmano all’atto di iscrizione del figlio. Firmandolo, in poche parole dichiarano: “Sì, scuola, voglio che tu istruisca mio figlio sulla base di quello che c’è scritto qui”. Ecco perché è fondamentale (benché spesso possa essere anche molto noioso) leggere e conoscere il Ptof nel dettaglio. L’idea che la scuola insegni solo a contare, scrivere, datare esattamente la battaglia di Waterloo e risolvere equazioni di primo, secondo o terzo grado è un’idea...

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I segreti delle reliquie bibliche, un nuovo libro cerca la verità nella leggenda

Pubblichiamo qui di seguito l'invito alla lettura di Massimo Olmi, scrittore e studioso di storia antica, al suo ultimo libro, intitolato "I segreti delle reliquie bibliche" (X Publishing 2018).

 

In questo nuovo libro, vengono esaminati alcuni manufatti menzionati nella Bibbia, tra cui l’Arca dell’Alleanza, la croce di Cristo, la lancia del soldato che trafisse il costato di Gesù e il calice dell’Ultima Cena.

Il primo capitolo del volume è dedicato all’Arca perduta, la misteriosa cassa realizzata all'epoca di Mosè per contenere le tavole dei Dieci comandamenti. Non è chiaro che fine abbia fatto, dal momento che nell’Antico Testamento, ad un certo punto, non se ne parla più. Alcuni studiosi ipotizzano che l’Arca sia stata portata via dai babilonesi, i quali saccheggiarono il tempio di Gerusalemme nel 587 o nel 586 a.C. Ma la Bibbia ci informa che più tardi gli arredi sacri del santuario furono tutti restituiti. Nel Libro di Esdra troviamo l’elenco di tali oggetti, ma dell’Arca dell’Alleanza non vi è alcuna traccia. Oggi si sente spesso dire che il misterioso manufatto biblico si trova in Etiopia. Ad Axum, infatti, è custodita un’arca che viene indicata come l’originale. Qualcuno, invece, ritiene che l’Arca si trovi tuttora a Gerusalemme, in una camera segreta sotto le rovine del tempio. Ma stando ad alcuni testi medievali il prezioso manufatto fu portato addirittura a Roma...

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Ucciso dagli indigeni che voleva convertire, ma è stato un azzardo non una missione

Differenza tra missione e avventura. Pubblichiamo il commento di un missionario del Pime sulla morte del giovane missionario protestante, colpito da una scarica di frecce scagliate dagli abitanti dell'isola di North Sentinel, territorio indiano dove vive la comunità più incontaminata del mondo, i Sentinelesi. Desiderava convertirli ma lo hanno ucciso appena si è avvicinato alla riva. La notizia è diventata virale.

  di Padre Alberto Caccaro missionario del Pontificio Istituto Missioni Estere (Pime) da Mondo e Missione, 24/11/18  

«L’isola ultima roccaforte di Satana», così titolava un articolo sulla pagina web di uno dei più noti quotidiani italiani a proposito della vicenda accorsa al giovane americano John Allen Chau, ucciso tra il pomeriggio del 16 e la mattina del 17 novembre scorsi nell’isola di North Sentinel, una delle isole Andamane nel golfo del Bengala. È un passaggio preso dall'ultima lettera scritta dal giovane prima di essere ucciso e consegnata ad uno dei pescatori che lo hanno portato e poi lasciato sull’isola.

John, in passato, si era recato lì più volte con l’intento, si dice, di convertire a Cristo i pochi abitanti di quello sperduto fazzoletto di terra. Nell’ultimo viaggio però, ha trovato la morte. La notizia ha fatto il giro del mondo. A breve verrà dimenticato, ma poco importa. La sua morte, il riferimento a Satana, la collocazione sperduta dell’isola, una bibbia tra le mani, sono ingredienti sufficienti per lanciare la notizia e generare sciami di commenti. Spesso di fronte a ciò che...

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Il pasticcere cristiano perseguitato dall’odio Lgbt, suo nipote si converte: «E’ un eroe»

Il pasticcere di Denver negò torna ad una coppia gay. La Corte Suprema lo ha assolto e Jack Phillips è diventato un simbolo della libertà religiosa, vittima di odio, vandalismo e minacce di morte. Ha resistito in pace e serenità, diventando un testimone e cambiando la vita di chi gli è stato vicino.  

Ha visto lo zio resistere cristianamente alla persecuzione arcobaleno, così il nipote di Jack Phillips si è lentamente convertito. Della vicenda ne avevamo parlato quest'estate, lui è il pasticcere di Denver (il "pasticcere omofobo", come viene chiamato sui media), Jack Phillips, ormai famoso in tutto il mondo. Non per i suoi dolci, ma perché è diventato il simbolo internazionale della libertà religiosa e colui che è riuscito a sconfiggere la dittatura Lgbt.

La Corte Suprema degli Stati Uniti, infatti, ha ribaltato i giudizi di condanna di altri tribunali assolvendo il pasticcere cristiano per essersi rifiutato di preparare una torta speciale in occasione del matrimonio di due persone dello stesso sesso, evento che confliggeva con i suoi valori morali e religiosi. E' stato denunciato e perseguitato mediaticamente per anni, tra minacce di morte e vandalismo al suo negozio, fino alla completa assoluzione nel giugno scorso con votazione favorevole di sette giudici su nove (compresi due giudici legati a Barack Obama): «le obiezioni religiose e filosofiche al matrimonio gay sono idee protette»,...

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L’ex leader della mala del Brenta: «sono libero ma dannato, mi affido al Giudizio Divino»

Il "doge" della mala del Brenta. Giampaolo Manca racconta la sua conversione in carcere nel quale ha scontato la sua lunga pena, in attesa della giustizia divina.  

Ha passato metà della sua vita in carcere. Parliamo di Giampaolo Manca, alias "Doge", uno degli esponenti più noti della cosiddetta "mala del Brenta", una banda mafiosa veneta che ha operato nell'Italia nord-orientale dagli anni 70 agli anni 90.

A carico di Manca c'è sopratutto la complicità nell’omicidio dei fratelli Rizzi su ordine di Felice Maniero. Verso la fine del 2017 il tribunale di sorveglianza di Bologna ha accolto l’istanza di affidamento in prova permettendogli di scontare gli ultimi tre anni di pena in una comunità di Rimini.

In una recente intervista (su Libero, 29/10/18) è emersa forte la sua richiesta di non essere imitato dai giovani, non vuole diventare un modello da emulare. Una preoccupazione comprensibile se si pensa quanto accaduto al criminale Renato Vallanzasca, a cui hanno dedicato film che lo hanno trasformato in eroe. Quella di Manca è una testimonianza che in qualche modo si collega alle vertiginose parole di Franco Bonisoli, l'ex brigatista condannato a quattro ergastoli di cui abbiamo raccontato qualche mese fa.

L'orribile svolta alla sua vita la diede sul finire degli anni 70 quando la polizia uccise un suo...

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«Alcuni Papi, Dio li infligge». Una citazione falsa, mai scritta da San Vincenzo di Lerino

I "Papi inflitti da Dio". San Vincenzo di Lerino non lo ha mai scritto, tale frase non compare nell'unica opera a lui attribuita ed infatti è citata dagli oppositori di Francesco senza bibliografia. Se ci si riduce ad inventare citazioni ed attribuirle ai Padri della Chiesa per denigrare il Successore di Pietro c'è davvero bisogno dell'intercessione di San Vincenzo.  

«Alcuni papi Dio li dona, altri li tollera, altri ancora li infligge». Questa la frase attribuita a San Vincenzo di Lerino e popolare tra i vari blog e autori antipapisti, dedicata ovviamente a Papa Francesco e diffusa in particolare da Antonio Socci che la riportò anche nel suo libro Non è Francesco. Addirittura, su LifeSiteNews, Don Linus Clovis, dopo aver citato la frase in questione, ha aggiunto: «Questa è sicuramente un’opinione che Benedetto XVI sottoscrive».

Quanto c’è, però, di vero in tutto ciò? Nulla. A fornire una puntuale confutazione è Giovanni Marcotullio sul sito web Breviarium. Si legge: «mi sono stupito di non aver mai letto quella citazione… non solo nelle pagine di Vincenzo ma neppure altrove: cercando su Google ho trovato nella risposta motivo di conforto. Nessuno, mai, riporta il dettaglio della citazione, come se ciascuno l’avesse copiata dagli altri, e neppure mi è riuscito di rinvenirla in libri anteriori alla nostra epoca (intendo gli ultimi vent’anni)».

Non solo, ma non...

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Leggi razziali, l’eroica opposizione della Chiesa cattolica

La Chiesa e le leggi razziali fasciste. Lo storico Andrea Riccardi e due storiche dell'Università di Firenze ricostruiscono il ruolo dei cattolici e degli ecclesiastici nel salvare gli ebrei, coordinati dalla Santa Sede che proibì ai sacerdoti di aderire alla "Difesa della razza".  

1938-2018, 80 anni dalla promulgazione delle leggi razziali. In tutta Italia si stanno organizzando eventi per fare memoria di quanto accadde a milioni di persone ebree. Anche l’Università Cattolica di Milano ha organizzato un incontro intitolato “Chiesa, fascismo ed ebrei: la svolta del 1938”, in collaborazione con la Società Dante Alighieri, di cui è presidente Andrea Riccardi, ordinario di Storia Contemporanea a Roma.

Riccardi è un eminente studioso dei rapporti tra Chiesa cattolica e fascismo e durante l'evento ha rivelato che nel 1938 la Santa Sede era preoccupata della «fragilità dei cattolici di fronte alla propaganda razzista e nazionalista». Per questo, la Segreteria di Stato diede istruzione ai vescovi «di impedire al clero l’abbonamento a "La Difesa della Razza"». Secondo il Vaticano, infatti, si correva «il rischio che i preti, in mezzo al popolo, insulsamente si schierassero con la propaganda». «Questa», ha spiegato Riccardi «era la coscienza che si aveva in Vaticano della capacità di tenuta d’una parte del clero di fronte alle passioni...

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«Mio marito suicida in Svizzera. Ma io stimo chi resta, chi rispetta la vita e la sua famiglia»

Eutanasia in Svizzera. Parla la moglie di Simon Binner, giornalista di Sky News suicidatosi nel 2016, attraverso il libro "Io sono ancora qui". Un tradimento, la scelta del marito, che l'ha portata ad opporsi ad una legge sulla morte assistita.

 

Una scelta egoistica, un tradimento. Così la moglie di un uomo, morto per suicidio assistito in una clinica svizzera, ha tolto la maschera alla sdolcinata retorica mediatica che sempre accompagna queste notizie.

Solitamente si sottolinea la scelta eroica e coraggiosa della persona suicida, decisione presa per togliere i familiari da un inutile peso di un'esistenza ormai priva di qualità. Eppure Deborah Binner, moglie di Simon Binner, giornalista di Sky News, ha già visto morire di cancro la loro figlia, tre anni prima: «Sapevo di non aver lasciato nulla di intentato nella battaglia per salvarla», ha detto. «E alla fine la sua morte fu dolce. Mentre stava morendo, mi sedetti con lei e la tenni tra le braccia, accarezzandole la testolina. Mi disse che era felice. Incredibilmente per quel momento, lo ero anch'io. Ho toccato l'amore al suo livello più profondo».

Eppure, non Deborah non può dire lo stesso della scelta di morte del marito, per nulla dolce: «Al contrario, la morte di Simon è irrisolta. A me è sembrato arrabbiato, rifiutato, un vero suicidio. Penso che abbia sinceramente pensato che togliersi la vita fosse coraggioso e che ci avrebbe risparmiato un sacco di angoscia. So che le sue intenzioni erano completamente pure. Ma sicuramente è altrettanto coraggioso vivere con...

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Ondata di suicidi nell’era del benessere: ma cosa basta al cuore dell’uomo?

Suicidi nel mondo. Uno psicologo americano sul New York Times è arrivato a parlare di "una crisi di mancanza di senso", perché siamo soli in un cosmo indifferente. Tutti attendono qualcuno che porti la salvezza, ma quel Qualcuno è già venuto e gli uomini non se ne sono accorti.

 

Un'ondata di suicidi di persone, sopratutto, ricche e famose ha investito le società occidentali negli ultimi vent'anni. Si parla di un aumento del 25% dal 1999, soltanto negli Stati Uniti. Ma la nostra generazione vive il massimo confort di sempre, a livello di salute, livelli d'istruzione, redditi pro-capite, diritti individuali, tecnologia e servizi.

«Quid animo satis?», si chiedeva Francesco d'Assisi. Cosa basta al cuore dell'uomo? Ma non solo San Francesco. Perfino uno psicologo di livello, come Clay Routledge (North Dakota State University), sul blasonato New York Times, è arrivato a scrivere: «il tasso di suicidi è aumentato anche se sono sempre più disponibili cure per la depressione e l'ansia. Come scienziato comportamentale, sono convinto che la crisi del suicidio della nostra nazione sia in parte una crisi di mancanza di senso». Ovvero, «l'aumento del rischio di disperazione esistenziale».

Certo, Routledge riduce tutto ad una lettura della psicologia...

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L’apologeta protestante si converte al cattolicesimo: «E’ l’unico cammino autentico»

Protestanti convertiti. Una dirompente conversione, quella del giovane apologeta calvinista J. Luis Dizon, molto attivo e combattivo contro il cattolicesimo. Ma, ad un certo punto, ha ammesso che non poteva più negare l'origine autentica del cristianesimo anche osservando che i suoi argomenti trovavano facile e convincente risposta nella teologia cattolica.  

Il 31 ottobre è stata una data significativa per J. Luis Dizon, un giovanissimo blogger canadese e studente di Teologia presso l'Università di Toronto. Un "apologeta" legato al cristianesimo calvinista.

Il 31 ottobre 1517, si dice che Martin Lutero inchiodò le sue 95 tesi sulla porta della chiesa di Wittenberg, dando inizio alla Riforma protestante (in realtà è un episodio che non si è mai storicamente verificato), mentre il 31 ottobre 2007 cominciò il cammino di conversione di Lizon.

E' lui stesso ad esordire citando queste date nel suo sorprendente ultimo articolo del suo blog. Sì, perché il 31 ottobre 2018 è accaduto qualcos'altro: «il mio viaggio ha raggiunto la sua fine. Oggi, annuncio che sto tornando alla fede della mia infanzia, che è il cattolicesimo». Un annuncio scioccante per molti suoi lettori e anche inaspettato, più volte lo stesso giovane teologo apologeta aveva difeso la visione evangelica del cristianesimo rispetto alla posizione della Chiesa di Roma.

Comprende lo shock...

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«Aiutiamoli a non emigrare». Il Papa ribadisce il suo pensiero, spesso frainteso

Bergoglio e migranti. Nel discorso ai delegati dell'Albania, Francesco ha invitato ad uno sviluppo autentico per evitare che i giovani scelgano l'emigrazione, togliendo al Paese forze e competenze. Nessun inno allo "sbarco massiccio" di migranti, come falsamente gli fa dire Antonio Socci.  

Nella sua giornaliera esaltazione del sovranismo nazionalista e patriottico sulle colonne di Libero, Antonio Socci non si dimentica nemmeno una volta di deridere Papa Francesco. Pochi giorni fa ha collegato i risultati di un sondaggio che vedono la maggioranza degli italiani a favore delle istanze immigratorie della Lega con la «sconfitta dell'ideologia incarnata da Bergoglio e dalla sinistra».

Il Papa -chiamato solo per cognome per sottolineare la volontaria mancanza di rispetto alla sua autorità-, «in questi anni ha tuonato di continuo contro coloro che costruiscono muri», ha proseguito il giornalista. «Secondo lui dovremmo abbattere le frontiere e offrirci allo sbarco massiccio di migranti per avere un futuro radioso».

Ma questo non è il pensiero di Francesco, è la calunnia di un sedicente cattolico verso il Santo Padre. Certamente Papa Bergoglio è una voce instancabile dell'apertura cristiana, dell'evangelica accoglienza dello straniero. Così come lo era Giovanni Paolo II, ...

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Khmer rossi, condannati ultimi leader. La sentenza: «volevano creare una società atea»

Condanna Khmer rossi. Nessuno riporta le parole della sentenza, in cui si legge che "volevano creare un società atea ed omogenea". Lo stesso progetto di tutte le dittature del Novecento. Pol Pot era amico di Sartre e un ammiratore della Rivoluzione Francese.  

Sorprende che l'organo di stampa del comunismo italiano, Il Manifesto, parli della condanna degli ultimi due leader dei Khmer rossi, seguaci militari del dittatore cambogiano Pol Pot e responsabili di uno dei maggiori stermini di massa della seconda metà del secolo scorso. La Corte straordinaria della Cambogia, infatti, ha condannato per genocidio Nuon Chea e Khieu Samphan.

Meno strano che nel riportare la notizia, invece, il giornalista comunista Emanuele Giordana eviti accuratamente di citare la parola comunismo. Come se i Khamer rossi fossero stati solo un po' matti e non esecutori pratici dell'ideologia che anima lo stesso quotidiano rosso. Il New York Times, al contrario, fin dalle prime righe ha scritto: «Undici anni dopo il loro arresto, e dopo un lungo e costoso processo, sono stati condannati come membri sopravvissuti di una comunità comunista molto unita e ritenuti responsabili dell'uccisione di almeno 1,7 milioni dei loro connazionali dal 1975 al 1979».

...

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Presepe a scuola, perfino l’Imam e i Cirinnà lo difendono: ora basta scuse

Presepe nelle scuole e laicità. Dopo il caso di Terni e di Roma, sia un rappresentante del mondo islamico che il sindaco Esterino Montino (compagno della Cirinnà) prendono posizione contro chi toglie i simboli cristiani nelle scuole. Non discriminano nessuno, lo dicono loro.  

Puntualissimi. Ad un mese di distanza dal Natale, ecco che inizia la giostra dei dirigenti scolastici allergici alla cristianità che vietano presepi, recite e canzoni natalizie. Il motivo? Si preoccupano, in anticipo, di evitare la discriminazione di persone di fede islamica.

A dirla tutta, le uniche notizie arrivate in questo senso provengono da una scuola primaria di Terni, dopo la segnalazione dell'assessore comunale alla Scuola, Valeria Alessandrini (Lega). La polemica è divampata a livello nazionale grazie anche all'intervento del ministro degli Interni, Matteo Salvini, in difesa della "tradizione". La preside dell'istituto però ha definito "insussistente" il fatto, spiegando che «l'idea di realizzare un presepe vivente era solo un'ipotesi, neanche formulata più di tanto. In tutte le scuole della nostra direzione vengono fatti presepi e canti natalizi, dunque il rispetto è totale per tutte le sensibilità, anche religiose. Ma senza superare certi limiti e seguendo le regole base imposte dal principio di laicità».

Caso chiuso, dunque. Anzi, no. Perché il polverone alzato dalla Lega è stato comunque utile, sia come deterrente per dirigenti scolastici che invece hanno realmente una mezza idea di censurare la propria tradizione culturale-religiosa in nome...

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Il fisico Lee Smolin: «gli universi paralleli? Su, basta fantasticare»

Lee Smolin, il tempo e la teoria del Multiverso. Il celebre fisico statunitense rifiuta categoricamente la tesi degli universi paralleli e negli ultimi anni ha sostituito la sua nota avversione alla trascendenza con una visione più possibilista.

 

"Su, ragazzi. Basta scherzare, è ora di tornare con i piedi per terra". Potrebbe essere questa l'estrema sintesi dell'ultimo libro del celebre fisico teorico Lee Smolin, intitolato "The Singular Universe and the Reality of Time: A Proposal in Natural Philosophy (Cambridge University Press 2014). D'altra parte il "tornare con i piedi a terra" è anche il titolo di un suo articolo abbastanza famoso.

Smolin non ha bisogno di presentazioni, membro del Perimeter Institute for Theoretical Physics e docente presso l'Università di Waterloo e di Toronto, è noto per i suoi importanti contributi alla meccanica quantistica. La tematica affrontata è quella riguardante il Multiverso, la tesi secondo la quale il nostro universo sarebbe soltanto uno degli infiniti altri (10500 universi, per la "precisione"). Un'ipotesi che molti respingono in quanto inverificabile e priva di fondamenti scientifici. Tra essi proprio Smolin: «La scienza viene danneggiata quando si abbandona la disciplina di validazione empirica», ha scritto. Per questo, se vogliamo restare nel campo scientifico, «abbiamo ragione di credere nell'esistenza di un solo universo,"...

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Politico prolife si dichiara “donna” per contrastare l’aborto, stufo delle critiche femministe

Ideologia gender. La provocazione del senatore australiano O'Sullivan ha fatto il giro del mondo. Se a criticare l'aborto è un uomo la risposta è quella di "togliere le mani dalle ovaie delle donne", ma se l'opposizione arriva da una donna le femministe sono più in difficoltà. Stufo di tutto ciò, O'Sullivan ha sfruttato la teoria gender.  

La vicenda ha dell'incredibile ma è una buona sintesi della follia dei tempi moderni. Nel Senato dell'Australia qualche giorno fa si stava dibattendo su una mozione che avrebbe impedito agli attivisti pro-aborto di interrompere l'annuale "Giornata del bambino non nato", che si celebra il 25 marzo.

A presentare tale mozione è stato il senatore Barry O'Sullivan, un politico "pro-life". Si è lamentato dell'ipocrisia dei "pro-choice", che protestano per  i volontari per la vita al di fuori delle cliniche abortiste ma sono i primi ad impedire le manifestazioni a favore della vita nascente.

Come riflesso pavloviano sono scattate le urla delle femministe presenti, in particolare, quelle della senatrice Larissa Waters (Verdi): «Il senatore O'Sullivan deve togliere le sue mani e i suoi rosari dalle mie ovaie e da quelle delle 10.000 donne del Queensland che abortiscono ogni anno, 10.000 donne che hanno il diritto di prendere una decisione sul proprio corpo senza l'opinione del senatore O Sullivan». La bagarre è proseguita e O'Sullivan ha tuttavia raccolto il sostegno del senatore liberale Eric Abetz.

Se è una donna...

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