«O rinneghi Gesù o perdi il bambino». La vita dei cristiani in terra islamica.

L’associazione Open Doors USA ha diffuso la storia di Sameda, una donna che vive in un paese asiatico. E' diventata cristiana tre anni fa abiurando l’Islam. Non potendo rimanere nubile (la cultura locale non lo consente) ed essendo praticamente assenti gli uomini cristiani, Sameda ha sposato un musulmano. Non le restava altra scelta e la pressione sociale ha avuto la meglio.

All'inizio, le differenti religioni non hanno influito sulla loro vita matrimoniale. Anzi, Sameda racconta di un matrimonio riuscito e di una convivenza felice. Ma i problemi sono emersi: dopo poco tempo il marito ha iniziato ad usarle violenza sia verbale che fisica, arrivando a picchiarla addirittura durante la gravidanza. Per Sameda aderire alla religione Cristiana era impegnativo e pregnante, ed agli occhi del marito questo iniziava ad essere insopportabile.

Ma il peggio doveva venire: alla nascita della loro figlia, il marito ha chiesto a Sameda di abiurare e di tornare all’Islam. «Non posso escludere Cristo dalla mia vita», ha risposto la donna. Così è arrivato l’ultimatum: abbandonare il Cristianesimo o essere abbandonata e privata della figlia. All'ennesimo rifiuto, Sameda è stata cacciata di casa, con sua figlia in braccio e senza alcun mezzo di sussistenza sia per lei che per la piccolina. Ora vive con la madre, ma la sua paura non è finita ma semmai accresciuta: difatti il marito ha presentato...

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Otto scomode domande a cui mons. Viganò è meglio che non risponda

"Fare chiarezza". Con questo slogan è stato pensato e presentato il "dossier Viganò", mascherandone il vero obiettivo: indurre l'odiato Papa Francesco alle dimissioni. C'è un problema: il memoriale, preparato male e di corsa, contiene falsità sopratutto nei passaggi-chiave, che ne compromettono la credibilità. Ma oltre a danneggiare sopratutto Benedetto XVI e Giovanni Paolo II, si è dimostrato un boomerang verso lo stesso Carlo Maria Viganò. Al quale abbiamo rivolto otto domande (retoriche) alle quali sarebbe meglio che non risponda perché oltre a gettare pesanti ombre di complicità su di lui, fanno definitivamente crollare il suo impianto accusatorio nei confronti di Papa Francesco (e di Benedetto XVI).

"La luce finalmente vince sulle tenebre", ha detto l'altro ieri Viganò a quel che si è scoperto essere uno dei suoi correttori di bozza, Aldo Maria Valli. Eppure, le "tenebre" del passato dell'ex nunzio hanno, di fatto, compromesso il suo dossier. Non parliamo delle sue vicende giudiziarie, anche da noi citate in altri articoli per sottolineare la difficoltà che tali questioni pongono quando Viganò chiede di fidarsi del suo racconto privo di prove. Accuse di appropriazione indebita dell'eredità familiare arrivate dal fratello Lorenzo, che Viganò stesso ha smentito pubblicando un comunicato...

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Stephen Hawking, ateo o deista? Ecco i suoi pensieri su Dio

Nel marzo scorso è morto Stephen Hawking, probabilmente il più famoso fisico della storia a non aver ricevuto il Premio Nobel. In molti hanno riflettuto sui suoi enormi contributi alla scienza, in questo contesto invece vorremmo focalizzare il suo pensiero religioso. Viene solitamente descritto come ateo, lui stesso si è così definito alcune volte, mentre altre ha espresso una visione deista.

La madre, Isabel, era un membro del Partito Comunista inglese e il figlio Stephen ha mantenuto nella sua vita questo background culturale. Nel gennaio 1963 gli è stata diagnosticata la sclerosi laterale amiotrofica, un mese dopo aver conosciuto la sua prima moglie, Jane Wilde Hawking, da sempre cristiana. Più volte Jane ha raccontato come la forza della fede l'abbia sorretta nell'accompagnare Stephen, nell'accettare il deterioramento della sua malattia e della sua relativa depressione. Assieme hanno trascorso 25 anni, «avevo due bambini piccoli, gestivo la casa e mi occupavo di Stephen a tempo pieno: vestendolo, facendogli il bagno, e si rifiutava di avere qualche aiuto al di fuori di me», ha raccontato. Dopo la pubblicazione del suo capolavoro, A Brief History of Time (Dal big bang ai buchi neri), Jane rivelò a un giornalista che il suo ruolo con il marito non consisteva più nel promuovere il suo successo, ma nel "dirgli che non era Dio": «Si potrebbe dire che si sentisse davvero onnipotente».

La vita...

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Accuse al Papa: l’ex nunzio Viganò ha mentito, ecco le prove

Papa Francesco non ha voluto commentare l'atto di accusa che l'ex nunzio Carlo Maria Viganò ha pubblicato nei suoi confronti, chiedendo ai giornalisti di maturare da soli un'opinione. Così, in poche ore, la  redazione UCCR ha preso sul serio il memorandum di Viganò e l'invito del Papa e ha trovato prove schiaccianti che smentiscono il passaggio chiave della testimonianza del già controverso ex nunzio, facendo crollare (o, alla peggio, ridimensionando fortemente) la sua accusa al Papa.

Prima però quattro chiarimenti (chi è impaziente si rechi più sotto). 1) Qual è l'accusa di Viganò: l'ex nunzio non ha accusato Francesco di aver coperto un atto di pedofilia realizzato dal card. McCarrick, lo ha accusato di non avergli dato ascolto quando lo avrebbe avvertito nel 2013 delle varie notizie/voci a carico del cardinale riguardanti rapporti sessuali con adulti (seminaristi) risalenti a cinquant'anni prima, mettendolo anche a conoscenza che Benedetto XVI gli avrebbe per questo «imposto di ritirarsi ad una vita di preghiera e di penitenza». Scrive Viganò: nonostante Francesco abbia «saputo da me il 23 giugno 2013» dei «crimini commessi da McCarrick abusando della sua autorità con seminaristi e sacerdoti», il Papa lo avrebbe «coperto ad oltranza, anzi ha fatto...

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La maternità trasforma il cervello della donna: più empatica e comprensiva

La ricerca scientifica continua a ricordarci che gli uomini e le donne sono profondamente diversi, altro che unisex e nati in corpi sbagliati. La moderna tecnologia di imaging sta mostrando quanto grande sia questa differenza a livello neurologico. Se si sbircia nel cervello delle future mamme e in quello delle neo-mamme, infatti, si assiste a cambiamenti incredibili.

La maternità trasforma, come ha spiegato Chelsea Conaboy sul BostonGlobe, plasma le donne in «operatori sanitari feroci e protettivi», incentrati sulla «sopravvivenza del bambino e sul benessere a lungo termine». Alla radice di questa trasformazione c'è una ristrutturazione radicale del cervello, per questo l'esperto di salute mentale materna, Jodi Pawluski dell'Università di Rennes, definisce la maternità un "evento totalizzante" anche per il cervello. «È uno degli eventi biologici più significativi nella vita biologica».

Vi sono enormi cambiamenti nel volume di materia grigia nel cervello delle nuove madri, concentrati nelle regioni coinvolte nell'interazione sociale e nella "teoria della mente", che è l'abilità di "mettersi nei panni di qualcun altro". In altre parole, il cervello delle neo-mamme si riconfigura letteralmente a favore di empatia e comprensione. Questa incredibile trasformazione modella anche il cervello del...

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Papa Bergoglio e i migranti: «se non si può integrare, meglio non accogliere»

Durante l'intervista sul volo di ritorno da Dublino, al Papa è stato chiesto un giudizio sulla vicenda italiana della nave Diciotti e sul tema dell'immigrazione. «Accogliere lo straniero è un principio morale», ha ribadito il Pontefice. «Ma non si tratta di accogliere “alla belle étoile”, no, ma un accogliere ragionevole». Perciò occorre parlare «della prudenza dei popoli sul numero o sulle possibilità: un popolo che può accogliere ma non ha possibilità di integrare, meglio non accolga. Lì c’è il problema della prudenza. E credo che proprio questa sia la nota dolente del dialogo oggi nell’Unione Europea».

Salta così, una volta di più, l'immagine costruita da certi media di un Pontefice immigrazionista, schierato irrazionalmente per un'accoglienza selvaggia dei migranti. Non è la posizione della Chiesa. Il Papa ha anche citato la Svezia: «La Svezia è stata un modello. Ma, in quel momento, la Svezia incominciava ad avere difficoltà: non perché non avesse buona volontà, ma perché non aveva le possibilità di integrazione», di migranti. Giudizi in continuità con quanto aveva già detto tante altre volte. Ma avvertendo anche prudenza nel volerli rimandare indietro: «Ho visto in un filmato registrato di nascosto dove si vede ciò che succede a coloro che...

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Caso McCarrick: l’oscuro Mons. Viganò accusa il Papa, ma la prudenza è d’obbligo

Scrivendo prima dei media tradizionali possiamo solo prevedere che sarà alta l'attenzione alle accuse che Carlo Maria Viganò, ex nunzio apostolico negli Stati Uniti, ha scritto ieri contro Papa Francesco e decine di cardinali, legati strettamente anche a Benedetto XVI. Date, incontri e nomi di chi avrebbe coperto gli abusi del card. McCarrick e questo dà valore alle sue accuse. Ma molti indizi impongono estrema prudenza: si tratta di una persona in cerca di vendetta e riabilitazione mediatica dopo i pesanti scandali che lo hanno coinvolto alcuni anni fa, tanto che il Papa emerito decise di allontanarlo da Roma nel 2011.

Al di là della verità o meno delle accuse, è un'operazione mediatica ben studiata dalla cosiddetta resistenza cattolica al Papa. Mons. Viganò ha infatti consegnato il suo memoriale al portale canadese Lifenews, scatenato contro Francesco, e al leader della cordata italiana antipapista, Marco Tosatti, che lo hanno pubblicato avvalorando ogni parola delle sue 11 pagine di accuse. Leggendole in modo non prevenuto sono rivelazioni apparentemente attendibili in quanto -come già detto- circostanziate con date e nomi di fedelissimi di Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Francesco. Tuttavia, emerge lo scenario standardizzato del complottismo tradizionalista (ideologia a cui Viganò appartiene), e appare un infantile regolamento di conti...

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Incontro famiglie e padre Martin, una riflessione pacata e oggettiva al suo discorso

Lasciando perdere gli affannati e disperati commenti di autoproclamatesi bussole cattoliche, proponiamo una riflessione pacata, costruttiva e oggettiva all'atteso discorso del gesuita James Martin al World Meeting of Families 2018.

  di Carlo Martinucci da Facebook25/08/18  

Ho letto con attenzione l'intervento che padre James Martin, SJ ha proferito ieri a Dublino in occasione dell'Incontro mondiale delle famiglie, dal titolo "Come le parrocchie possono accogliere i cattolici LGBT".

Prima di dire la mia, voglio fare tre premesse: a) L'ho letto cercando di avere un profondo pregiudizio positivo, perché ritengo che avere un pregiudizio positivo sia una condizione necessaria (e non sufficiente) per capire quello che il nostro interlocutore ci dice. b) L'ho letto perché sono anche io un "amante del cattivo gusto", come mi ha insegnato Giovanni Lindo Ferretti durante un'intervista con Chiambretti tornata di moda di recente, per cui più nel "mio ambiente" si parla male di qualcuno, più mi viene voglia di andare a sentire da lui stesso...

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Camillo Langone, il cattolico pro-cannabis e anti-papa

Legalizzare la droga sarebbe «quel male minore teorizzato da Agostino d’Ippona e Tommaso d’Aquino». Ne è convinto Camillo Langone, giornalista de Il Foglio, che così si definisce: «sono un conservatore, un cattolico praticante, sono un uomo di destra (della destra divina, chiaro)».

E, come molti giornalisti della "destra divina", è entrato in crisi esistenziale con il pontificato di Francesco. Langone non è ossessionato come altri, ma mensilmente pubblica la sua stoccata correttiva al Pontefice. Se ha usato Agostino e Tommaso per avvalorare la droga libera, lo stesso ha fatto per sostenere la pena di morte: «I Papi che divorziano dai Santi non finiscano con lo sposare i demoni», ha commentato.

E, oltre ai Santi, Langone fa litigare Francesco e Giovanni Paolo II: «Oggi il Santo Padre dice che “alla luce del Vangelo la pena di morte è inammissibile”. E lo fa in modo molto ufficiale, modificando il Catechismo. Possibile che nemmeno San Giovanni Paolo II, approvante proprio quel testo che la pena di morte ancora contemplava, riuscisse a vedere l’evangelico chiarore?». Innanzitutto la ...

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Padre a 76 anni: «un atto d’amore». Ma non verso quel bimbo.

"Non è mai troppo tardi". No, a 80 anni è tardi. Siamo certi che l'emozione della genitorialità sarà indimenticabile, ma con che diritto negare ai figli l'assistenza necessaria, fisica e mentale, che delle persone anziane non possono naturalmente garantire? «Ho dovuto costruirmi un futuro con genitori ormai anziani», ha raccontato ad esempio un figlio dei cosiddetti "genitori-nonni". «Non è stato piacevole barcamenandosi tra pannoloni, medicine e colloqui di lavoro».

Il caso è quello dell'annuncio della nascita, il 16 agosto scorso, del figlio dell'antropologo Massimo Canevacci, padre all'età di 76 anni. «Mi sono commosso. Vedi questo esserino delicato, che dorme... Mi ha dato un senso del sacro, della vita che va difesa in ogni momento: un'esperienza di quello che dovrebbe essere l'umanesimo». Non lo mettiamo in dubbio, sono esperienze uniche. Ma nell'intervista non appare mai una riflessione sul futuro di questo bambino. Se non una frase raggelante: «Un bambino ha bisogno di due figure genitoriali che lo accompagnino e io vorrei essergli accanto a lungo, vivere con lui tutte le avventure. So che non sarà possibile, ma la riflessione...

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“Basta arcobaleno!”. Se il compagno Rizzo ha le idee più chiare dei cattodem

I comunisti duri e puri non si spezzano e non si comprano. O meglio, non si svendono. Questo viene in mente riflettendo sulla continua critica che l'attuale segretario del Partito Comunista italiano, Marco Rizzo, sta facendo a quella che chiama la sinistra fucsia, che ha tradito il popolo, le battaglie per i lavoratori e per gli ultimi per farsi portavoce quasi esclusivamente della borghesia arcobaleno, del bullismo Lgbt e delle teorie queer, gender e fluid-sex.

«Perché cresce il fascismo?», si è domandato Rizzo. «Perché la sinistra ha strizzato l'occhio ai potenti dimenticando lavoro e diritti sociali. I leader sono Saviano, Asia Argento, Boldrini, Botteri ed il popolo ha odiato la "sinistra". Per battere i fascisti serve la bandiera rossa, non quella arcobaleno». Lui ci crede ancora, non ha imparato nulla dagli orrori comunisti del Novecento e crede che la sinistra possa riacquistare credibilità facendola finita con gli Scalfarotto, i Saviano, le Boldrini e i Sergio Lo Giudice, da poco nominato a capo del Dipartimento Diritti civili del PD. Una medicina corretta ma la cura non saranno certo la bandiera rossa e il pugno alzato, tanto meno il leninismo verso il quale Rizzo si sente nostalgico.

https://twitter.com/MarcoRizzoPC/status/1031887010989006848

E' comunque un passo deciso che non sono ancora riusciti a fare i cattolici del Partito Democratico, sia quelli platealmente a favore della rivoluzione gay sia quelli -più coerenti con i valori che professano- contrari, ma che non trovano...

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François Englert, fisico ebreo: «Salvo dal nazismo grazie alla Chiesa cattolica»

Siamo in Belgio, anno 1943 e la resistenza cattolica al nazismo, guidata clandestinamente dai vescovi cattolici, nasconde e mette in salvo gli ebrei. Tra essi il futuro premio Nobel per la fisica, François Englert, co-scopritore del bosone di Higgs.

Englert ha rivelato la sua storia soltanto nel 2013, quando vinse il Nobel per aver scoperto i meccanismi che danno origine alla massa delle particelle elementari. «Il direttore del Comitato che assegna il premio mi chiese di scrivere una breve autobiografia», ha raccontato recentemente. «Risposi che non avevo voglia di includervi il periodo della guerra. Lui replicò che in quanto vincitore avevo il dovere morale di farlo. Accettai e improvvisamente mi sentii liberato».

Nato in Belgio da una famiglia di ebrei polacchi, nel 1943 vennero denunciati ai nazisti: «incontrammo un prete cattolico che ci aiutò a fuggire con l'aiuto della resistenza clandestina e di alcuni membri della gerarchia cattolica», ha raccontato. «Ci fecero avere una nuova identità e un nascondiglio sicuro». Fino alla fine della guerra, quando Englers riprese gli studi che lo avviarono alla sua celebre carriere scientifica.

Il grande contributo della Chiesa cattolica nel salvare migliaia di ebrei è ormai un dato storico, come ...

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L’ex brigatista: «Ho ucciso Aldo Moro, da ateo la provvidenza di una seconda vita»

Fa tremare i polsi la testimonianza che Franco Bonisoli ha lasciato al Meeting di Rimini (video più sotto). Membro della direzione strategica delle Brigate Rosse e del Comitato esecutivo, condannato a quattro ergastoli anche a causa della strage di via Fani dove venne rapito Aldo Moro. Impressionante il racconto di come dal marxismo-leninismo scelse di passare alla lotta armata per coerenza con gli slogan, unica soluzione per poter imporre un mondo più giusto.

«Il comunismo era un sogno, un Eden terreno da vivere subito», ha raccontato. «Serviva però prima la rivoluzione: i buoni, cioè noi, andavano divisi dai cattivi (i padroni, il potere e chi li difendeva), andavano abbattuti e si sarebbe instaurata una società di transizione, la dittatura del proletariato. Un potere giusto, per poi arrivare al comunismo. Il problema è che per abbattere lo Stato serviva la forza, la violenza e le armi e quindi l'omicidio politico. Questa è stata la base di quello che poi divenne cronaca, gli anni di piombo. Io, come tutti i compagni che hanno fatto la scelta armata, non avevamo una sete di potere personale o aspirazioni politiche. La scelta della clandestinità intrapresa nel 1974 significava dare la mia vita per una causa, la vita che mettevo in discussione era la mia. Questo per abbattere un mondo brutto, dare un contribuito per le nuove generazioni: ci sarebbero voluti 100 anni, non importava. Ne valeva la pena. L'alternativa era vivere in un mondo che...

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Smentito Vittorio Lingiardi: suicidi gay? L’omofobia non c’entra, colpa delle relazioni

"Discriminazione gay spinge al suicidio", "si suicidano perché vittime di bullismo", "quando sono ostacolati dalla famiglia, gli omosessuali sono a rischio suicidio". Queste e altre sono le solite affermazioni dello psichiatra arcobaleno Vittorio Lingiardi, docente presso La Sapienza di Roma. Tutte balle, almeno secondo uno studio australiano, per il quale le cause derivano prevalentemente dalla maggiore incidenza di problemi di relazione tra omosessuali.

Il dott. Delaney Skerrett, dell'Australian Institute for Suicide Research and Prevention presso la Griffith University, ha guidato nel 2014 un gruppo di ricercatori nello studio dei suicidi, scoprendo che la causa principale del suicidio tra le persone "lesbiche, gay, bisessuali, transgender e intersessuali" (LGBTI) è lo stress derivato dai loro partner. «Spesso assumiamo che il disagio psicologico che le persone LGBTI stanno attraversando sia dovuto al rifiuto della famiglia. Ma sembra che non sia così. Il conflitto è in gran parte correlato ai problemi di relazione, con i partner», ha affermato lo scienziato.

Le cause del suicidio e della depressione nella comunità omosessuale sono purtroppo più complesse di quanto ammettono gli attivisti gay. Essi, «da tempo, parlano di una singola spiegazione per gli alti livelli di problemi di salute fisica e mentale tra coloro che si impegnano in relazioni omosessuali», ha commentato Peter S. Sprigg, ricercatore...

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«I Sessantottini? Delusi dalla mancanza di senso, ma noi più anestetizzati di loro»

Una ribellione antropologica, una protesta sulla mancanza del senso della vita. Ma, almeno loro e a loro modo, si ribellavano. Noi? Completamente anestetizzati. Così riflettono sul Sessantotto tre storici di livello (il video più sotto), valorizzando l'ideale sessantottino, senza giustificare lo sfascio generazionale che ne seguì. E la ribellione di quegli anni ha provocato danni immensi proprio perché non trovarono una risposta a questo urlo disperato.

Si parta da una constatazione: negli ultimi trent'anni nessuno ha mai visto proteste studentesche che non fossero -imbeccate dalla politica- richieste di maggiori finanziamenti o strutture migliori, nulla di più. Ma a tema, in quegli anni, c'era la vita, il significato del lavoro, dell'autorità, dell'esistenza. Oggi nessuno metterebbe in piazza lo smarrimento esistenziale. «La ribellione generazionale è una richiesta sul significato della vita e sul senso delle cose, sul fondamento della società occidentale», spiega Eugenio Capozzi al Meeting di Rimini, ordinario di Storia contemporanea all’Università "Suor Orsola Benincasa" Napoli.

«L'Europa e l'Occidente hanno vissuto per secoli su una promessa della modernità, delle magnifiche sorte progressiste, che poi si è attuata in tante forme: rivoluzione scientifica, illuminismo, la democrazia, il socialismo ecc. Tutto questo è andato di pari passo con l'erosione delle basi della civiltà europea,...

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