Michelle Obama e la sua autobiografia: ammette che i non nati sono bambini

L'autobiografia di Michelle Obama: "Becoming. La mia storia". L'ex first lady racconta della sua gravidanza e riconosce la personalità della bambina non ancora nata, minando la concezione della vita rappresentata e promossa dalla politica abortista del marito Barack. Il quale, rivela Michelle, «mi ha lasciato sola a manipolare il mio sistema riproduttivo».

 

Dallo scorso mese chiunque sia entrato in una libreria non ha potuto non notare, sponsorizzato più di altri, il libro di Michelle Obama, intitolato Becoming. La mia storia (Garzanti 2018).

Un bestseller negli Stati Uniti che nelle prime settimane ha venduto oltre un milione di copie. Seppur l'ex first lady racconti del suo periodo alla Casa Bianca, seppur lei lo abbia negato, per molti opinionisti altro non sarebbe che l'iniziale discesa in campo politico di una donna che ha raccolto molti consensi (più del marito), futura avversaria del travolgente Donald Trump.

Uno dei paragrafi più interessanti di questa autobiografia, caratterizzata da intensi toni femministi e progressisti, è l'esperienza della seconda gravidanza della signora Obama, descritta come «il mio più grande privilegio, il dono di essere una donna».

Sorprendentemente, Michelle Obama descrive la bambina non ancora nata in questo modo:

«Avevamo le nostre vite esteriori, ma ora qualcosa stava accadendo all'interno, una bambina cresceva, una bebè [...] questa piccola vita nascente che ora mi dava una...
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«Amare la Tradizione significa unità con il Papa». La FSSP si distanzia dalla Fraternità San Pio X

Fraternità San Pio X. Il nuovo superiore generale, don Davide Pagliarani ha respinto l'unità con la Chiesa in nome degli "errori conciliari", ma la Fraternità Sacerdotale di San Pietro (FSSP) ne ha preso le distanze.

 

«Non c'è possibilità di andare in Paradiso senza essere uniti al Papa». Così ha affermato padre Andrzej Komorowski, il Superiore Generale recentemente eletto della Fraternità Sacerdotale di San Pietro (FSSP). E' una Società di vita apostolica di diritto pontificio che mantiene la celebrazione della Messa tridentina e intende far capire che seguire la Tradizione non significa essere "tradizionalisti" e, men che meno, può autorizzare a staccarsi dall'unità con la Chiesa.

Le parole di padre Andrzej sono importanti in quanto manifestano la netta presa di distanze della FSSP da quella frangia tradizionalista che accarezza lo scisma dal cattolicesimo e combatte apertamente Papa Francesco. I leader di questa cordata sono i membri della Fraternità San Pio X (SSPX), della quale è stato eletto da poco il nuovo Superiore generale, don Davide Pagliarani. Una scelta poco saggia, tanto che il nuovo Superiore ha subito annullato tutti i passi di riavvicinamento compiuti in questi anni con la Santa Sede,...

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«Il Vaticano già paga l’Imu» dice il governo, e teme la contrarietà popolare a “tassare la Chiesa”

Imu e Vaticano. Il Ministero dell'Economica interviene spiegando che la Chiesa già paga l'Imu sugli immobili, mentre è esente (come altri) per attività solidali. Si parla anche di percentuali bulgare sulla contrarietà degli italiani nel tassare le parrocchie, per questo la vicenda verrà congelata.

 

La notizia è partita ieri sera dall'agenzia Adnkronos, in contatto con «autorevoli fonti di governo». Le quali hanno annunciato che la questione "Imu-Chiesa" è congelata e sarà forse riaperta in futuro perché, viene spiegato, una serie di sondaggi provano che gli italiani sono in realtà contrarissimi a "tassare la Chiesa". «Percentuali bulgare», si legge, «dimostrano che una decisione in questa direzione si trasformerebbe in un vero e proprio boomerang» per il governo giallo verde.

Ma c'è un secondo motivo per cui il governo non ha alcuna intenzione di riaprire il capitolo Imu, ed è molto semplice. Ecco quanto riportano fonti del Ministero dell'Economia e delle finanze (Mef): «Il Vaticano già paga l'Imu sugli immobili con finalità commerciali, ma è esentato, come tanti altri organismi ed enti laici, solo per le attività solidali ed educative. Tassare tutte le proprietà vorrebbe dire costringere la Chiesa a chiudere oratori e altre realtà che "salvano i ragazzi dalla strada"».

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“Le donne nelle chiese stiano zitte”. San Paolo misogino? Per nulla, è vero il contrario

San Paolo sulle donne. L'eminente biblista Romano Penna commenta il fatidico passo della Lettera ai Corinzi in cui Paolo invita le donne a tacere durante l'assemblea. Ma poco prima aveva approvato che le donne profetizzassero nell'assemblea e ha sempre lodato il loro ruolo nella comunità, come interpretare l'apparente contraddizione?  

"Le donne nelle chiese stiano zitte (...) È indecente infatti per una donna parlare nell'assemblea". Questa breve frase della Prima Lettera ai Corinzi, «è stata spesso un cavallo di battaglia dentro e fuori la Chiesa per dimostrare l’antifemminismo di Paolo». A scriverlo è l'eminente biblista italiano Romano Penna, conosciuto e apprezzato a livello internazionale per il suo studio neotestamentario e, in particolare, sul Corpus paolinum, attualmente professore Emerito presso la Pontificia Università Lateranense.

Solo un paio di mesi fa ci eravamo nuovamente occupati dell'apostolo San Paolo e dell'accusa spesso a lui rivolta di essere stato un incorreggibile misogino. Davamo invece conto della smentita a questa tesi da parte di una decina di teologhe femministe che hanno dato una lettura completamente diversa delle lettere paoline (ma anche dell'Antico e del Nuovo Testamento, in generale). Domenica scorsa è sceso in campo "un pezzo da novanta", sempre sulla stessa tematica, per l'appunto il biblista italiano Romano Penna.

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Perché molti giovani lasciano la Chiesa? Le risposte in uno studio

Abbandono della Chiesa da parte dei giovani. La causa principale non è negli scandali dei pastori ma nell'incapacità degli adulti (genitori, educatori, sacerdoti) di curare le loro ferite, di essere credibili testimoni.

 

Uno studio biennale realizzato dal Center for Applied Research in the Apostolate presso la Georgetown University (CARA), offre uno sguardo sui motivi per cui diversi giovani si allontanano dalla Chiesa, già all'età di 13 anni. E' un problema noto alla Chiesa, tanto che Papa Francesco -nell'aprile 2017- si è rivolto con queste parole ad alcuni ragazzi in procinto di cresimarsi: «La Cresima è il Sacramento dello Spirito Santo, non è il Sacramento dell"'arrivederci, eh? Dopo la Cresima si deve continuare a venire in Chiesa!».

Il 74% dei 214 ex cattolici USA intervistati dal citato studio (tra i 15 e i 25 anni), ha dichiarato di aver deciso di lasciare la Chiesa tra i 10 e i 20 anni e «molti di essi non hanno mai parlato dei loro dubbi e delle loro domande con i genitori o i sacerdoti», ha riportato John Vitek, uno dei principali autori dell'indagine. Molti dei giovani ex cattolici intervistati rientrano nella categoria sociologica dei "nones" (persone prive di affiliazione"...

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La neurobiologa cattolica e pro-life nominata ai vertici della scienza

Nomine di Trump. Il presidente americano mantiene la parola e nomina Maureen Condic, neurobiologa all'Università dello Utah, membro dell'agenzia governativa National Science Board. Dopo Kavanaugh è la seconda scelta di peso all'interno del mondo pro-life.  

Almeno su questo, il presidente Donald Trump sta mantenendo la parola. Al di là delle sue controverse azioni politiche in tema di muri ed immigrazione, c'è da dire che ha rispettato il patto contratto in campagna elettorale con il crescente mondo pro-life, compattatosi e infoltitosi durante il disastroso mandato di Barack Obama.

Dopo aver piazzato il cattolico Brett Kavanaugh a far pendere l'ago della bilancia della Corte suprema degli Stati Uniti a favore della vita e della famiglia, tre giorni fa ha nominato la neurobiologa Maureen Condic membro del National Science Board, l'agenzia governativa che sostiene la ricerca nei campi non-medici della scienza e dell'ingegneria. Vi lavorerà per i prossimi 6 anni.

La Condic è docente presso la School of Medicine dell'Università dello Utah ed è nota per il suo lavoro sulla riparazione del midollo spinale, ma è anche un'esperta a livello internazionale sull'embriologia e l'inizio della vita umana. «Sono solo felice dell'opportunità di servire il mio paese e la più grande comunità scientifica», ...

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L’Italia è il paese che più perseguita gli atei. E c’è pure chi ci crede.

Discriminazione atei. L'UAAR presenta un report in cui l'Italia è peggio dello Zimbabwe: gli atei italiani sarebbero perseguitati perché la domenica c'è l'Angelus del Papa, l'architettura sacra è tutelata e si può destinare l'8x1000. Un gioco al vittimismo che risulta offensivo per chi davvero è discriminato.  

L'Italia sarebbe il Paese europeo che più reprime e perseguita gli atei. No, non è una barzelletta ma un vero report realizzato dall'International Humanist and Ethical Union (Iheu), una sorta di mega-chiesa dei non credenti.

Lo studio è stato presentato pochi giorni fa alla Camera dei Deputati dall'UAAR, l'associazione di atei fondamentalisti italiani. Vi si legge che lo Zimbabwe ha maggior rispetto per i non credenti rispetto al Belpaese, che sarebbe un pochino più sicuro dello Sri Lanka e del Pakistan. Nessuno nel mondo mediatico italiano vi ha dato ovviamente importanza, tranne Federico Tulli di Left.

L'Italia è un oscuro paese di repressione per gli atei, ha spiegato Adele Orioli dell'UAAR. I motivi sono questi:

1) Esiste l'insegnamento della religione cattolica nelle scuole (facoltativo); 2) Esiste il sistema dell'8x1000 (dove i cittadini scelgono liberamente a chi destinare la quota di imposta sui redditi ed il sistema...

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I gatti neri, Gregorio IX e lo sterminio nel Medioevo: una fake news storica

La superstizione per i gatti neri non arriva dal Medioevo. La bolla papale "Vox in Rama" di Gregorio IX (1233) parla sì di un gatto nero ma non autorizza alcuna persecuzione e tanto meno ciò è all'origine della Peste nera. Una bufala ripetuta da decenni priva di alcun riscontro, basta leggere il testo dell'enciclica.

 

«Il gatto, venerato dall’Islam e perseguitato dalla Chiesa». Così il titolo di una importante rivista di natura, in cui si legge: «L'origine della persecuzione dei gatti nel mondo cristiano ha una data ben precisa: nel 1233 Papa Gregorio IX emana la bolla “Vox in Rama”, con la quale si autorizzava lo sterminio dei gatti e in particolar modo di quelli neri, considerate creature diaboliche». A scriverlo tale Marta Frigerio, che dice di sé: «amo i gatti e mi nutro di letteratura». Ma anche di enormi bufale!

Gregorio IX non ha mai autorizzato alcuno sterminio di gatti neri, tanto meno lo ha mai fatto la Chiesa cattolica. Si tratta forse della fake news anticlericale più creduta, anche perché pochi si sono presi la briga di sfatarla. Qualche giorno fa è stata rilanciata da Maurizio Belpietro su La Verità (sic!), dove si legge che «papa Gregorio IX diede disposizione di sterminare tutti i gatti neri».

Ma quando mai?! Ad avventurarsi nel ...

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«Non c’è posto in seminario per omosessuali, il caso è serio»: le chiare parole del Papa

Francesco e l'omosessualità. Presentiamo in anteprima in Italia il libro "La fuerza de la vocacion" che verrà pubblicato il 3 dicembre in lingua spagnola. Un'intervista con Papa Francesco in cui il Papa affronta un tema scottante: la presenza di persone omosessuali tra il clero e la loro influenza nel pensiero della Chiesa.

 

Il prossimo 3 dicembre verrà pubblicato in Spagna il libro La fuerza de la vocación, un'intervista di Fernando Prado a Papa Francesco sul passato, il presente e il futuro della vita consacrata. Se ne parlerà moltissimo anche in Italia e ne diamo qui in esclusiva un'anticipazione per la lingua italiana (grazie a Periodista Digital). Un libro chiaro e coraggioso, in cui Francesco non evita alcuna domanda, neanche il controverso problema dell'omosessualità nella Chiesa.

Tra i tanti temi toccati dal Pontefice, infatti, ve n'è uno particolarmente d'attualità, ovvero la presenza di persone con tendenza omosessuale all'interno dei seminari e nel ministero sacerdotale. Un fenomeno di cui si è iniziato vorticosamente a parlare dopo il report del Grand Jury della Pennsylvania, quando è emerso che oltre l'80% delle vittime dei preti molestatori non erano né ragazze, né bambini, ma maschi adolescenti. Ovvero, non tutti gli omosessuali sono abusatori -chiaramente-, ma gran parte degli abusatori nella Chiesa cattolica sembrano mostrare...

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Scoperto l’anello di Ponzio Pilato, un’altra prova della storicità del prefetto dei Vangeli

L'anello di Ponzio Pilato e i Vangeli. L'importante scoperta è stata realizzata nel sito archeologico di Herodion, vicino a Gerusalemme, diversi anni fa. Ma oggi è stata decifrata la scritta su un anello di bronzo. Un'altra conferma dell'esistenza storica di quel noto personaggio dei Vangeli.  

Il nome "Pilato" è stato decifrato su un anello di bronzo ritrovato cinquant'anni fa in scavi effettuati nel complesso archeologico dell'Herodion, vicino Betlemme in Cisgiordania. La notizia è stata data dal giornale israeliano Haaretz e si tratta della seconda scoperta archeologica legata al prefetto romano. Dopo un'opportuna pulizia, le immagini fotografiche hanno rilevato l'effigie di un un vaso di vino sovrastata da una scritta in greco, che è stata appunto tradotto con il nome Pilato. L'oggetto, quasi sicuramente un sigillo, è di fattura semplice e ciò induce a pensare che il funzionario romano lo portasse tutti i giorni e non soltanto in eventi speciali.

Il collegamento con quel personaggio, così centrale nella fine della vita terrena di Gesù, è stato immediato. «Quel nome era raro nell'Israele di quei tempi. Non conosco nessun altro Pilato di quel periodo e l'anello mostra che era una persona di rango e benestante», ha affermato il prof. Danny Schwartz, responsabile della scoperta. Il sito archeologico in cui è stata effettuata la scoperta è lo stesso in cui ...

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L’amicizia discreta tra Michael Schumacher e mons. Georg Ganswein

Schumacher e padre Georg. Il vescovo ha visitato il leggendario pilota, rimasto vittima di un grave incidente. Il racconto del prefetto della Casa pontificia sulle condizioni di salute di Schumacher e quell'amicizia discreta e accompagnatrice che simboleggia il senso della Chiesa tra gli uomini.  

Uno non ha bisogno di presentazioni, Michael Schumacher è forse il miglior pilota di Formula 1 della storia ed il suo nome è indiscutibilmente legato alla Ferrari. L'altro è mons. Georg Ganswein, arcivescovo tedesco e prefetto della Casa pontificia, nonché segretario personale di Benedetto XVI.

Cos'hanno a che vedere l'uno con l'altro? Molto, e lo sappiamo solo da qualche ora. Schumacher, si sa, nel 2013 ha subito un incidente sciistico sulle Alpi francesi che lo ha tenuto in coma farmacologico per diversi mesi. Le sue attuali condizioni di salute sono un mistero in quanto la famiglia, comprensibilmente, ha costruito una fortezza attorno alla villa del pilota garantendogli una privacy totale.

A parte i medici che lo hanno in cura, soltanto pochissime persone possono accedere alla stanza in cui Schumacher è ricoverato, nella sua casa in Svizzera. Una di queste è stata proprio padre Georg. In una recente intervista ha infatti rivelato, per ragioni ancora sconosciute, di aver visitato l'ex campione nell'estate del 2016:...

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Hong Kong e Taiwan difendono il matrimonio: oltre 7 milioni contro le nozze gay

Nozze gay nel mondo. Nel continente asiatico si rafforza la famiglia naturale grazie al referendum di Taiwan e ai parlamentari di Hong Kong che quasi contemporaneamente hanno respinto le istanze Lgbt.  

Nel silenzio di gran parte dei media occidentali, il Parlamento di Hong Kong ha respinto con 27 voti contrari e 24 astenuti una mozione che esortava il governo ad equiparare giuridicamente l'istituzione del matrimonio con le unioni omosessuali. In contemporanea, a 715 km di distanza, il popolo di Taiwan ha votato compatto a favore di un referendum in cui si sottoscriveva che il matrimonio è esclusivamente l'unione tra un uomo e una donna.

Nella regione cinese (Hong Kong possiede un'autonomia politica rispetto al resto della Cina), la mozione è stata promossa dal deputato omosessuale Raymond Chan, che ha chiesto di «studiare la formulazione di politiche in modo che le coppie omosessuali possano formare un'unione così da godere degli stessi diritti delle coppie eterosessuali». Ad Hong Kong, l'omosessualità è stata fortunatamente depenalizzata dal 1991, mentre continua ad essere un reato nel resto della Cina. Tuttavia, il matrimonio resterà ciò per cui è stato previsto nella sua originaria istituzione: l'unione naturale tra l'uomo e la donna.

A Taiwan,...

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Dna umano modificato, la condanna del mondo scientifico: «il progresso ha un limite»

I primi esseri umani nati con Dna modificato, ma la dura reazione della comunità scientifica è stata tempestiva. Non tutto ciò che è tecnicamente possibile è lecito, il "vietato vietare" non vale più. Non era scontato.

 

Ci ha colpito molto la durissima e tempestiva presa di posizione del mondo scientifico riguardo alla presunta nascita, in Cina, di due gemelle il cui Dna è stato modificato per renderli resistenti al virus dell’Aids. Questo perché secondo un certo tipo di bioetica tecno-scientista, tutto ciò che è tecnicamente possibile, per il solo fatto che è possibile, è anche lecito. O, per meglio dire, "vietato vietare".

Ed invece no. Innanzitutto ci sono molti dubbi sul fatto che sia accaduto davvero: lo ha annunciato su Youtube il dottor He Jiankui, dell’Università di Scienza e Tecnologia del Sud, a Shenzhen, in Cina. L'Università ha subito avviato un'indagine interna in quanto era completamente all'oscuro del grave evento. Il biologo ha comunque affermato di aver alterato il Dna delle due nasciture , in una procedura di fecondazione in vitro, «quando erano ancora un’unica cellula, con un potente nuovo strumento capace di riscrivere il codice genetico della vita». Lo scopo non sarebbe stato quello di curare o prevenire malattie ereditarie, ma cercare di impiantare la capacità di resistere a possibili infezioni da Hiv, il virus dell’Aids.

La comunità scientifica non ha affatto accolto positivamente questo "progresso" etico. Il biologo e premio nobel David Baltimore ha...

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«No a missione verso gli ebrei», Benedetto XVI corregge anche il prete anti-Bergoglio

Benedetto XVI e la conversione degli ebrei. Ratzinger interviene per precisare l'errore commesso da un teologo tedesco nel riportare il suo pensiero ma, così facendo, smentisce anche don Tullio Rotondo, un prete-blogger, collaboratore de La Nuova Bussola Quotidiana e una celebrità nel mondo antipapista.

 

«La "Nostra Aetate" non ha mai detto che non dobbiamo fare una missione verso gli ebrei, né mai alcun documento magisteriale ha potuto affermare una tale assurdità!». A scriverlo è don Tullio Rotondo, parroco del paesino di Gallo Matese (Molise), 533 abitanti, che da tempo ha ingaggiato su Facebook una lotta senza esclusione di colpi contro Papa Francesco.

Don Tullio, collaboratore de La Nuova Bussola Quotidiana, se l'era presa con l'Osservatore Romano ed in particolare con il cardinale "modernista" Walter Kasper, tuttavia quella che ha definito "assurdità" è stata ribadita pochi giorni fa da Benedetto XVI (grande amico di Kasper, oltretutto). Con una insolita durezza, il Papa emerito ha voluto precisare il suo pensiero sulla relazione tra cattolici ed ebrei, malamente travisato dal teologo tedesco Michael Böhnke. Sono «stupidaggini grottesche...

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Kurt Gödel, il matematico amato da Odifreddi: un cristiano nemico del positivismo

Odifreddi e Gödel. Il celebre matematico austriaco si definiva teista cristiano e si oppose allo scientismo novecentesco, lo stesso che invece anima Piergiorgio Odifreddi e che lo spinge a denigrare il cristianesimo in nome della scienza. Tuttavia l'ammirazione per Gödel è smisurata: «il protagonista della mia carriera accademica». Odifreddure del destino!

 

Era dall'aprile 2018 che Piergiorgio Odifreddi aveva fatto perdere le sue tracce dopo che il direttore di Repubblica, Mario Calabresi, aveva chiuso il suo blog sul "non senso": il matematico si era preso gioco del fondatore, Eugenio Scalfari, per aver inventato un altro colloquio con Papa Francesco smentito, per l'ennesima volta, dalla Santa Sede.

Il matematico più ateo d'Italia ha così interrotto la collaborazione con il quotidiano sul quale scriveva da 18 anni e ha trovato spazio su Il Fatto Quotidiano, dove però si cimenta saltuariamente in noiosi articoli divulgativi che non ricordano nemmeno lontanamente le sue sparate antireligiose che lo hanno sempre contraddistinto.

In una recente intervista sono però tornate le sue odifreddure: se l'è presa, infatti, con la cattolicità di Salvini, Conte e Di Maio, lamentandosi del fatto che «in Italia non c’è mai stata una classe politica al potere che fosse atea». Effettivamente non abbiamo avuto la fortuna di vantare nemmeno un Lenin, un Tito, un...

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