Don Page, il fisico che cercò di convertire il suo amico Hawking

Stephen Hawking e la religione. E' curiosa l'esperienza vissuta dal prof. Don Page: vivere a casa del più grande scienziato vivente, Stephen Hawking, e cercare di annunciargli il messaggio cristiano.

 

Don Page, professore di Fisica all'Università di Alberta (Canada), è stato uno degli ex studenti, amici e colleghi più vicini al celebre fisico e cosmologo britannico, affetto da Sclerosi laterale amiotrofica, deceduto nel marzo 2018. Assieme ad Hawking ha firmato diversi studi scientifici, essendo uno dei maggiori esperti mondiali di fisica gravitazionale teorica e di cosmologia quantistica. L'eminente fisico canadese, al contrario di Hawking, è anche un devoto cristiano che ama argomentare razionalmente il suo teismo.

«Dal momento che per me la totalità dei dati, incluse le prove storiche per la Risurrezione di Gesù», ha scritto ad esempio in una lettera aperta rivolta a Sean Carroll e a William Lane Craig, «si spiega semplicemente postulando che c'è un Dio che è il Creatore dell'universo, credo per fede che Dio è davvero la causa dell'universo. In considerazione di tanti argomenti, inclusa l'eleganza delle leggi della fisica, l'esistenza di esperienze senzienti ordinate e l'evidenza storicistica, credo che Dio esista e penso che il mondo sia più semplice se contiene Dio, rispetto al contrario. Per questo non credo affatto che il naturalismo sia più semplice del teismo».

Tra il 1976 e il...

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Unioni civili per lo 0,02% della popolazione. E la Cirinnà strillava: «Sono urgenti!»

Unioni civili in Italia e la legge Cirinnà. I dati evidenziano l'inutilità di una legge ideologica imposta dopo due anni di furiose battaglie che bloccarono il Paese, cercando di convincerci che fosse una necessità impellente ed urgente richiesta dal popolo.

 

«Mi state dicendo che abbiamo bloccato il Paese per due anni per lo 0,02% della popolazione? E poi ci lamentiamo della natalità, delle politiche familiari assenti, del fatto che i giovani non hanno futuro». Così Gigi De Palo, presidente del Forum delle famiglie, ha commentato la conferma di ciò che già tutti sapevamo: al 1° gennaio 2018 coloro che hanno beneficiato delle unioni civili sono lo 0,02% della popolazione italiana. Sono crollati i matrimoni, mentre aumentano i divorziati.

Lo ha certificato l'Istat, segnalando anche che gli uniti civilmente hanno un’età media di 49,5 anni se maschi e di 45,9 anni se femmine. «Le unioni civili sono urgenti!», ripeteva instancabilmente la senatrice Monica Cirinnà, autrice della discussa legge sulle unioni civili. E, a pappagallo, ripetevano a ruota anche i cosiddetti "cattodem", i cattolici militanti nel Partito Democratico (ma anche gran parte dei cattolici di Forza Italia). «Questa legge è urgente», diceva il senatore Giorgio Tonini. Nel frattempo Papa Francesco...

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Il card. Carlo Caffarra: «chi è contro al Papa se ne vada, perderà se stesso»

Il card. Caffarra, i dubia e Papa Francesco. A un anno dalla morte dell'ex arcivescovo di Bologna, in tanti lo stanno ricordando. Tra essi anche i contestatori del Papa, che lo hanno esaltato dopo le perplessità manifestate in seguito ad Amoris Laetitia. Ma tre anni prima della scomparsa don Carlo impartì un insegnamento su cui molti hanno evitato di riflettere.

 

Creato cardinale dal Benedetto XVI nel 2006, il Carlo Caffarra è sempre stato un lucido testimone, un riferimento internazionale di teologia morale. «Un grande maestro», lo ha definito ieri mons. Massimo Camisasca, vescovo di Reggio Emilia-Guastalla, durante la Messa in suffragio, celebrata da Matteo Zuppi, attuale arcivescovo di Bologna. «Il suo compito innanzitutto come teologo, poi come vescovo, è stato quello di abbeverarsi continuamente alla verità di Dio per trasmetterla al popolo che gli era affidato. Ha saputo coniugare continuamente la ragione con le ragioni della fede, ci ha mostrato i sentieri che la ragione può percorrere e quelli che solo la fede sa illuminare. Sono contento di aver conosciuto don Carlo, di aver potuto vivere con lui tanti momenti della mia maturità e della mia incipiente vecchiaia, di essere stato testimone del suo infinito amore per la Chiesa e per il papa».

Un finale non casuale, quello del vescovo Camisasca, dato che per molti il nome Caffarra è ridotto ad uno dei cardinali dei dubia,...

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Le risposte di questa giovane novizia hanno abbagliato il giornalista ateo

  di Jordi Llorca intervista pubblicata su Vice, 09/05/18

 

Ci sono persone che sono esseri di luce. Non parlo di connessioni con qualche Dio, non fraintendermi, ma sono persone con un io abbagliante, che hanno lavorato così tanto sulla loro psiche, sul loro modo di vivere, che quando ci si parla provocano una tale catarsi da far barcollare la tua miserabile esistenza.

È successo a me con Carla Vilallonga, una giovane novizia di 31 anni. La sua particolare vocazione, la sua sofferenza prima di trovare risposte, i suoi anni di eccessi, la sua mentalità aperta, il suo desiderio, la sua curiosità e, soprattutto, la sua fede hanno affascinato il mio ateismo, ricordandomi che il modo in cui interpreto la realtà è solo uno dei tanti all'interno del disorientamento generale.

Lei è una novizia da 4 anni e appartiene all'Associazione Memores Domini, fondata da Luigi Giussani e approvata dalla Santa Sede nel 1988, dove povertà, celibato e obbedienza sono vissute nell'ambito del movimento ecclesiale di Comunione e Liberazione, avendo come campo di apostolato il mondo del lavoro.

 

Ciao, Carla. Siamo nel 2018 e solo il 3,4% dei giovani tra i 18 e i 24 anni è un cattolico praticante. Come sei diventata una novizia dei Memores Domini a 31 anni? Ho ricevuto un'educazione cattolica e fin da piccola mi sono sempre chiesta il significato della mia esistenza. Era qualcosa che mi ossessionava. Sembrava che i miei amici non...

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Chiesa e abusi sessuali, drasticamente diminuiti dal 2002

Pedofilia e chiesa: un'analisi oggettiva del report del Grand Jury della Pennsylvania mostra che un cambiamento serio di tolleranza zero nella Chiesa americana è già avvenuto da anni. Le accuse di abusi sessuali non sono scomparse ma sono molto meno comuni, sopratutto rispetto ad altri ambiti sociali (scuola, sport, famiglia ecc.). 

 

Le notizie di abusi sessuali su minori da parte di diversi esponenti del clero cattolico stanno comprensibilmente e particolarmente colpendo gli Stati Uniti, mentre in Italia fatichiamo a capirne la portata. Il recente report realizzato dal Grand Jury della Pennsylvania ha fatto deflagrale la bomba e il "dossier Viganò" è stato pensato proprio per sfruttarne la scia e cercare di indirizzare le colpe verso l'attuale Papa (seppur l'unica accusa a Francesco è quella di non aver preso provvedimenti su un cardinale dalla passata vita omosessuale, il quale però venne lasciato libero da qualunque restrizione da Papa Benedetto e perfino dall'accusatore stesso di Bergoglio, l'ex nunzio Viganò, che lo elogiò pubblicamente e celebrò messa con lui).

In tanti stanno chiedendo a Papa Francesco una risposta concreta, un cambiamento radicale per sradicare dalla Chiesa gli abusi e gli abusatori. Tuttavia, in pochi sanno che è già stato fatto, la comunità cattolica ha...

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Ma la lobby gay odia Bergoglio: “omofobo”, “medievale”, “retrivo”

“La famiglia come immagine di Dio, uomo e donna, è una solaˮ, “la teoria del gender è un colonizzazione ideologicaˮ, “il diritto dei bambini a crescere con un papà e una mammaˮ, “figli gay? Provare con la psichiatriaˮ, “se c’è il dubbio di omosessualità, meglio non far entrare in seminarioˮ. Questi ed altri i più famosi giudizi che Papa Francesco ha ribadito molte volte, senza alcuna ambiguità (mettendo spesso in imbarazzo i cronisti dei grandi giornali).

Ciò contraddice con i fatti l'accusa teorica di "complicità" verso l'omoeresia che gli viene rinfacciata in queste ore. Eppure, chiedetelo alla lobby gay (clericale e non) se Francesco davvero strizza l'occhio al grande idolo arcobaleno.

La Chiesa omofoba di papa Bergoglio si intitola l'articolo su Micromega (4/2018, pp. 70-80) del teologo polacco Krzystof Charamsa, che nel 2015 venne immediatamente sospeso a divinis e rimosso dalla segreteria della Commissione teologica internazionale presso la Congregazione per la dottrina della fede, dopo il suo coming out. Charamsa è duro con il Papa, sopratutto con l'esortazione apostolica Amoris laetitia, nella quale si afferma a chiare lettere che «non esiste fondamento alcuno per assimilare o stabilire analogie,...

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Ratzinger disse “no” al creazionismo: «l’evoluzione è una conquista della scienza»

L'idea pre-darwiniana secondo cui «ogni singola specie» è «un dato della creazione, che grazie all'opera creatrice di Dio esiste sin dal principio del mondo accanto alle altre specie come qualcosa di unico e di diverso», è una visione che «contraddice l'idea dell'evoluzione e oggi è diventata insostenibile». Ad affermarlo, nel lontano 1969, uno dei più importanti teologi cattolici: Joseph Ratzinger.

Si tratta di una poco conosciuta lezione pubblicata in una raccolta di saggi intitolata Wer ist das eigentlich - Gott? (München 1969) e rivela, forse meglio di tanti altri suoi interventi sul tema, che la Chiesa cattolica non è affatto nemica della teoria di Charles Darwin (seppur lo è di una sua interpretazione filo-ateista, il neodarwinismo filosofico).

Proprio il naturalista inglese è l'oggetto di riflessione del teologo Ratzinger, il quale «scatenò una rivoluzione dell'immagine del mondo non inferiore a quella che per noi si lega al nome di Copernico». Innanzitutto perché «la teoria del fissismo della specie» che «considerava ogni singola specie come una realtà creata da Dio fin dall'inizio del mondo, esistente come qualcosa di separato e distinto da tutte le altre specie [...] non è conciliabile con quella evoluzionistica e che questo aspetto della fede di altri tempi non è oggi più sostenibile».

Questa chiarificazione, tuttavia, «non è ancora...

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Argentina, ecco le scomode donne pro-life censurate dai media

Il no all'aborto è nemico della donna e dei suoi diritti. Su questa menzogna si basa sostanzialmente l'approvazione morale dell'interruzione di gravidanza e per gran parte delle persone, purtroppo, poco servono argomentazioni scientifiche sulla personalità dell'embrione. L'unica risposta davvero efficace è mostrare quanto sia condivisa l'interruzione della vita umana da parte delle donne stesse, consapevoli che l'aborto non è un diritto e vietarlo non è discriminazione o riduzione della libertà di scelta.

Questo spiega perché il giorno della vittoria pro-life in Argentina, alcune settimane fa, i media internazionali hanno dato la notizia censurando la marea femminile in festeggiamento scegliendo, invece, volti tristi e disperati di alcune sostenitrici dell'aborto. Alcuni esempi italiani: Repubblica, Il Fatto Quotidiano, Il Corriere della Sera, RaiNews24 ecc. Unica eccezione, tra i grandi media, ...

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“Gesù non volle fondare una nuova religione”: come rispondere?

«Gesù non aveva alcuna intenzione di fondare una nuova religione». Questa è la frase più forte emersa dal dibattito avviato dalla rivista Jesus con alcuni studiosi, pronunciata dal prof. Mauro Pesce, ordinario di Storia del Cristianesimo e già autore di tesi controverse esposte nel suo libro con Corrado Augias: Inchiesta su Gesù.

Il tentativo è quello di ridurre Gesù ad un pio ebreo che volle solamente approfondire meglio l'ebraismo, indicando il cristianesimo come un tradimento delle sue reali intenzioni (accusando solitamente San Paolo di essere il fondatore della nuova religione). L'antropologa Adriana Destro, ad esempio, ha aggiunto: «Gesù non vuole formare un gruppo a parte, non fonda una Chiesa. I motivi della morte, dunque, non hanno a che fare con questioni teologiche ma con questioni sociali e politiche». Pesce concorda e, nel libro già citato, aggiunge: «Gesù non vuole cambiare neppure una virgola, se vogliamo usare un termine attualizzante, della Torah, vale a dire della legge religiosa contenuta nei primi cinque libri della Bibbia». Ma queste sono tesi errate.

Da un certo punto di vista è vero, Gesù non parla mai di una nuova religione da fondare. Ed infatti il "cristianesimo" altro non è che quel gruppo di devoti ebrei che, incontrando Gesù, si convinsero tramite l'esperienza e la convivenza con lui, che seguire il suo insegnamento piuttosto che...

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Il matrimonio “roba da stupidi”? Macché, allunga e migliora la vita

Siamo in un periodo storico dove il matrimonio ha toccato il fondo come capacità di attrattiva sociale e le sessuologhe, come la femminista australiana Nadia Bokody, ne parlano come una «scelta stupida ed innaturale». E però, mensilmente, appaiono studi che ne rivelano la bontà e la positività per i coniugi, smentendo tanti pregiudizi.

Le persone sposate, si è scoperto recentemente, hanno oltre il 40% di probabilità in meno di morire per malattie cardiache rispetto a coloro che non lo sono o non lo sono mai state. I risultati ottenuti sono così significativi che «lo stato civile di un paziente dovrebbe essere considerato come un fattore di rischio, insieme a pressione sanguigna e fumo», si legge.

Basandosi su 34 studi in 52 anni ed esaminando i dati provenienti da due milioni di pazienti in tutto il mondo, di età tra i 42 e i 77 anni, tra il 1963 e il 2015, è emerso che il divorzio, ad esempio, era associato a un rischio maggiore del 35% di sviluppare malattie cardiache per ambo i sessi. Sia le vedove che i vedovi, invece, avevano il 16% in più di probabilità di avere un ictus, secondo la ricerca pubblicata sulla rivista Heart. E anche i single hanno mostrato le stesse percentuali.

In generale, si legge, «il fatto di essere non sposati era associato ad un aumento delle malattie coronariche e malattie...

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L’ex portavoce di Benedetto XVI smentisce l’anti-papa Viganò

Dopo la prima sparata contro il Papa dal suo rifugio segreto, mons. Viganò sta continuando a fare fuoco ma non si è accorto che il fucile è ormai caricato solo a salve. L'ultimo pettegolezzo del prelato varesino, infatti, riguarda l'incontro del 2015 tra Papa Francesco e Kim Davis, impiegata condannata per aver esercitato obiezione di coscienza rifiutandosi di firmare la licenza matrimoniale a coppie gay. Ma la ricostruzione dei fatti è stata smentita clamorosamente dall'ex portavoce di Benedetto XVI e uno dei più stretti collaboratori del Papa emerito: padre Federico Lombardi.

LE PUNTATE PRECEDENTI. Mons. Viganò ha conquistato la scena una settimana fa attraverso un verboso dossier, ben circostanziato ma privo di prove, in cui ha chiesto a scoppio ritardato le dimissioni a Francesco perché avrebbe disatteso presunte restrizioni segrete del suo predecessore nei confronti del card. McCarrick, accusato di una passata vita omosessuale. Tuttavia, si è scoperto che Viganò ha mentito: proprio Benedetto XVI permise al cardinale di disattendere queste restrizioni, incontrandolo in Vaticano e lasciandolo frequentare eventi d'altro profilo (dunque, alla peggio, le maggiori colpe andrebbero addossate a Papa Ratzinger, malamente coinvolto...

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Marijuana? Più dannosa di alcol e tabacco, ecco perché

Uno studio recente, apparso sul Journal of Alzheimer's Disease, oltre ad aver confermato la dannosità della cannabis, ha mostrato anche la sua maggior pericolosità rispetto all'abuso di alcol. L'uso di tale droga, infatti, è associato a 2,8 anni di invecchiamento cerebrale prematuro, rispetto agli 0,6 anni di chi abusa nel consumo di alcol. Cogliamo l'occasione per riprendere un approfondimento di Enzo Pennetta sul tema.

  di Enzo Pennetta da Critica Scientifica, 26/06/18  

Uno degli argomenti usati dal versante antiproibizionista e ripreso nella trasmissione RAI da Roberto Saviano è il confronto tra la cannabis ed altre sostanze (legalizzate) come alcol e tabacco. Ma si tratta di un paragone fuorviante in quanto hanno caratteristiche diverse.

Quello che caratterizza l’effetto della cannabis è l’azione sul sistema nervoso ed è su questo punto che il divieto si basa e, su questo, va verificata la presunta analogia con tabacco e alcol. Il principio attivo del tabacco è la nicotina che agisce sui recettori per l’acetilcolina (Ach) -dove ne imita l’azione del neurotrasmettitore-...

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Warthegau, il “campo” nazista destinato ai cattolici

La persecuzione di Hitler contro la Chiesa Cattolica in Germania, pur non essendo esente da atti di violenza, ebbe un carattere più lieve rispetto a quella dell'Unione Sovietica di Stalin, dove migliaia di sacerdoti furono uccisi o deportati in campi di concentramento. La ragione è dovuta al fatto che il capo del nazismo riteneva controproducente fare una guerra aperta alle confessioni cristiane, preferendo attuare un'offensiva di tipo amministrativo volta a ridurne lo loro spazio pubblico unita ad una fitta propaganda di discredito del clero.

Come sappiamo dalle confidenze fatte ai gerarchi più vicini, il dittatore tedesco era intenzionato ad attuare una politica più decisa nella lotta contro la Chiesa una volta terminata la guerra: «Il Führer è inesorabilmente determinato ad annientare le chiese cristiane dopo la vittoria» annotava Joseph Goebbels nel suo diario il 24 maggio 1942 (cit. in P.L. Guiducci, Il Terzo Reich contro Pio XII, Edizioni San Paolo 2013).

Vi fu tuttavia una regione in cui i nazisti attuarono una feroce persecuzione contro il clero, assimilabile a quella compiuta in URSS, e questa fu nel territorio del Warthegau in Polonia. Secondo la logica nazista, mentre gli ebrei dovevano essere fisicamente eliminati, i polacchi erano invece considerati dei sottouomini da schiavizzare e attuarono in alcune regioni una vera e propria politica di apartheid. Dopo la conquista del paese, i nazisti colpirono duramente il clero polacco poiché considerato un simbolo dell'identità nazionale polacca e si stima che,...

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L’ex nunzio Viganò ha mentito nell’accusa al Papa: ora riappare e lo ammette

Nel suo dossier, mons. Carlo Maria Viganò scriveva che solo «a partire dalla elezione di Papa Francesco, McCarrick, ormai sciolto da ogni costrizione, si era sentito libero di viaggiare continuamente, di dare conferenze e interviste». Per questo, l'ex nunzio apostolico ha chiesto le dimissioni al Papa per aver permesso ciò e «non aver tenuto conto delle sanzioni imposte da papa Benedetto». Ieri -a cinque giorni dal suo attacco a Bergoglio- l'ex nunzio apostolico è riapparso, ammettendo che il card. McCarrick viaggiava, dava conferenze e interviste e frequentava liberamente il Vaticano anche prima dell'elezione di Francesco, partecipando alle udienze di Benedetto XVI (e al suo 83° compleanno).

Con grande onestà intellettuale, dunque, mons. Viganò ha riconosciuto, seppur indirettamente, di aver mentito nel formulare la sua accusa al Papa. Non è Francesco ad aver "riabilitato" McCarrickma semmai è stato Benedetto XVI -in primis- a non aver tenuto conto delle stesse (presunte) restrizioni da lui stesso emanate, almeno secondo la versione non provata di Viganò. Come già abbiamo scritto, perciò, si sgonfia e crolla la frettolosa operazione mediatica pensata per chiedere l'impeachment a Bergoglio.

Il solo fatto che l'ex nunzio apostolico Viganò sia dovuto intervenire smentisce...

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Il caso Jordan Peterson: un gigante contro i falsi miti del progresso

Genitore 1 e 2, identità fluida, pronomi neutrali e non offensivi, teoria gender, stepchild adoption ecc. Ecco i falsi miti del progresso, ma siamo in pochi a smascherarli come tali: i più non percepiscono la loro pericolosità oppure sono impauriti. E gli intellettuali? Si accodano, evitandosi problemi con i media, ma alcuni resistono. Tra essi Jordan Peterson, uno dei più influenti opinionisti canadesi.

Affermato psicologo clinico, insegna Psicologia all'Università di Toronto e dal 2013 condivide interessanti podcast (serie di video) sul suo canale Youtube, a cui sono iscritte oltre 1 milione di persone. In Canada, la sua opinione sull'attualità è un punto di riferimento fondamentale per migliaia di persone.

E' raro che un personaggio di questo calibro non si accomodi, ma scelga di inimicarsi il mainstream mediatico ed accademico progressista, eppure è quel che è avvenuto. La sua forte critica al political correctness si è strutturata nell'avversione al postmodernismo, al white privilege (gli inconsapevoli privilegi che la società occidentale offre alle persone di pelle chiara), al femminismo, alla gender identity e alle argomentazioni Lgbt in generale. «Le famiglie, unite, eterosessuali formate da due genitori costituiscono il fondamento necessario per una politica stabile», ha affermato in una recente occasione il celebre psicologo canadese. « La famiglia tradizionale ha funzionato abbastanza bene per tutta la storia dell'umanità, se...

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