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	<title>UCCR &#187; Ultimissime</title>
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		<title>L&#8217;Ufficio scolastico lombardo: «scuole paritarie? Un patrimonio e un risparmio economico»</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 14:24:07 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Preziosi interventi dell'Ufficio Lombardo, Ligure e del sottosegretario all'istruzione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft  wp-image-30210" title="Scuola paritaria" src="http://www.uccronline.it/wp-content/uploads/2012/05/Scuola-paritarie.jpg" alt="" width="270" height="212" />Parlare di scuola paritaria significa riesumare<strong> ideologie stataliste</strong> più profonde e taciute che dai militanti sessantottini della sinistra (anche destra?) extraparlamentare sono passate per osmosi all&#8217;area più moderata, e galleggiano ancora in diverse redazioni di quotidiani. Un&#8217;intolleranza verso la libertà di educazione tutta italiana, in quanto -<em><a href="http://www.uccronline.it/2012/04/19/la-scuola-paritaria-inferiore-a-quella-statale-ecco-la-bufala-di-salvo-intravaia-repubblica/" target="_blank">come abbiamo già avuto modo di mostrare</a></em>- nel resto d&#8217;Europa le scuole paritarie vengono <strong>finanziate completamente</strong> (o per una buona percentuale) dallo Stato, risultando poi essere <strong>le migliori</strong> dal punto di vista qualitativo dei rispettivi Paesi.</p>
<p style="text-align: justify;">In Italia no, <strong>nonostante</strong> il dipartimento di Scienze antropologiche della facoltà di Scienze della formazione dell’Università di Genova abbia dimostrato che le paritarie fanno risparmiare allo Stato quasi<strong> sei milioni</strong> di euro<strong>, nonostante</strong> la rivista specializzata di settore <em>Tuttoscuola </em><em><a href="http://www.tuttoscuola.com/portali/paritarie/archivio-22828.html" target="_blank">abbia calcolato che</a></em> lo Stato risparmierebbe oltre 500 milioni di euro l’anno se aumentasse di 100 milioni i contributi alla scuola paritaria, consentendo dunque a più famiglie di sceglierla (ogni euro investito nella paritaria renderebbe allo Stato 5 euro di risparmio), <strong>nonostante</strong> il <em>MIUR <a href="http://www.documentazione.info/node/809" target="_blank">abbia dimostrato</a></em> che nel bilancio totale dell’istruzione la scuola paritaria rappresenta <strong>meno dell’1%, </strong>servendo tuttavia <strong>ben più alunni</strong> di quanto i contributi a essa concessi coprano (ovvero il 10% degli studenti), persiste l&#8217;intolleranza verso un finanziamento statale alle paritarie, fomentato dalla leggenda che essa toglierebbe denaro a quella statale.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; certamente da stimare l&#8217;operato della scuola statale, ma <em><a href="http://www.avvenire.it/Cronaca/Pagine/la-scuola-non-e-un-lusso-bagnasco.aspx" target="_blank">come ha ricordato</a></em> il card. <strong>Angelo Bagnasco</strong> arcivescovo di Genova e presidente della Cei &#8211; invitato ad un convegno su <em>«La scuola pubblica»</em>, organizzato dall’Ufficio regionale per la scuola, l’educazione e l’università e dalla Conferenza episcopale ligure, <em>«almeno per quanto riguarda le scuole paritarie cattoliche la situazione è <strong>estremamente critica</strong>»</em>, esse <em>«hanno costi sempre meno sostenibili per le famiglie, e la Chiesa non è in grado di assicurare a tutti, come vorrebbe, il proprio servizio educativo. Ma la scuola <strong>non è un lusso</strong>: è un diritto elementare della persona, che deve poter esercitare quella libertà, cioè <strong>capacità di scelta</strong>, che ne è fattore costitutivo»</em>. Da qui la richiesta esplicita affinché lo Stato si faccia carico anche delle scuole paritarie, <em>«che non sono solo cattoliche»</em>, perché <em>«è stato anche dimostrato che, se ci fosse un sostegno economico, molte altre famiglie <strong>si orienterebbero</strong> sulla scuola paritaria»</em>. Un vero appello dunque alla libertà di scelta educativa delle famiglie, sostenuto dal direttore dell’Ufficio scolastico regionale per la Liguria, <strong>Giuliana Pupazzoni</strong>, secondo cui <em>«la Chiesa ligure ha <strong>una grande attenzione</strong> e altrettanta tradizione in campo formativo-educativo, soprattutto per quanto riguarda la scuola dell’Infanzia e la formazione professionale</em>». Parlare di  scuola pubblica occorre riferirsi <em>«sia relativamente all’erogatore che al tipo di servizio reso, e dunque identificarlo con la sola scuola statale <strong>non è coerente</strong>»</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;Ufficio scolastico regionale per la Lombardia, attraverso il direttore <strong>Giuseppe Colosio</strong>, <em><a href="http://www.avvenire.it/Cronaca/Pagine/paritarie-chiuse-un-dramma-per-lo-stato.aspx" target="_blank">ha anch&#8217;egli affermato</a></em>: <em>«La scuola paritaria? Un <strong>patrimonio culturale e pedagogico</strong> da difendere. La sua presenza rappresenta per lo Stato<strong> un enorme risparmio economico</strong>». E in tempi di &#8220;spending review&#8221; (controllo della spesa) non intervenire a sostegno della loro attività rischia di apparire antieconomico»</em>. Egli afferma di sapere che <em>«queste mie parole potranno risultare sgradite a qualcuno»</em>, ma <em>«oggi in Lombardia sul milione e mezzo di studenti oltre 305mila sono iscritti a istituti paritari»</em>. Senza essi, <em>«costerebbe allo Stato <strong>un miliardo e 400 milioni di euro</strong>»</em> mentre oggi per l’intero sistema paritario lombardo, <em>«lo Stato sborsa 120 milioni di euro».</em> Occorre aggiungere la formazione professionale, che con 45mila iscritti, rappresenta per lo Stato un risparmio di <strong>450 milioni di euro</strong>. Le parole del «rappresentante» del ministero dell’Istruzione in questo territorio, sono lapidarie: <em>«da un punto di vista economico per lo Stato è decisamente più conveniente che la scuola paritaria <strong>continui</strong> la propria attività»</em>, ma non solo, <em>«l’esistenza della scuola paritaria per il sistema scolastico lombardo è preziosa dal punto di vista <strong>culturale e pedagogico</strong>»</em>, è loro il merito di aver praticamente <strong>azzerato la dispersione scolastica</strong>, gli istituti statali con la loro rigidità strutturale e organizzativa non ce l&#8217;avrebbero fatta.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche <strong>Elena Ugolini</strong>, attuale sottosegretario all&#8217;istruzione (<em>&#8220;Il Fatto Quotidiano&#8221;</em> ha cercato più volte di screditare il suo pensiero ricordando che, ha sì un curriculum di tutto rispetto, ma è stata anche preside del<strong> liceo privato</strong> Malpighi di Rimini), <em><a href="http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/getPDFarticolo.asp?currentArticle=1EUIIB%20SCUOLA" target="_blank">si è espressa in questi giorni</a></em>: <em>«siamo consapevoli del<strong> valore pubblico</strong> che le paritarie svolgono all&#8217;interno del sistema, per il bene di tutta la collettività [...], intendiamo dare <strong>certezza e stabilità</strong> a chi gestisce le scuole paritarie e soprattutto vorremmo aiutare le famiglie a poter esercitare <strong>il loro diritto di scelta</strong> in campo educativo». </em>Fa anche cenno al voler <em>«far maturare un concetto di pubblico nel campo scolastico, in linea con i Paesi più avanzati, <strong>superarando l&#8217;idea</strong> che pubblico equivalga a statale»</em></p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Il popolo inglese si aggrappa al cristianesimo?</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 13:24:41 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L'integrità morale è in declino, il 70% ha bisogno di un ruolo cristiano stabile.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-30207" title="Regina elisabetta e Benedetto XVI" src="http://www.uccronline.it/wp-content/uploads/2012/05/Regina-elisabetta-e-Benedetto-XVI-300x187.jpg" alt="" width="300" height="187" />Un sorprendente <strong>sondaggio</strong> inglese ha rilevato che una maggioranza schiacciante di cittadini, l<strong>&#8217;80%</strong>, riconosce che la Regina ha ancora<strong> un ruolo importante</strong> per la fede cristiana. L&#8217;analisi è stata <em><a href="http://www.bbc.co.uk/news/uk-england-18056322" target="_blank">realizzata da &#8220;Comres&#8221;</a></em> e  stabilisce anche che il <strong>73%</strong> degli intervistati ritiene che <strong>debba continuare</strong> come governatore supremo della Chiesa d&#8217;Inghilterra, capo di Stato del Regno Unito, capo della Forze armate e capo del Commonwealth.</p>
<p style="text-align: justify;">Nonostante sia patria di famosi promotori di una visione estrema e negativa della laicità, detta anche <strong>laicismo</strong> (ovvero nessuna presenza pubblica della religione), nel Regno Unito sono in pochi (il <strong>25%</strong>) a volere la semplice <strong>laicità di stato</strong>, ovvero la separazione dalla chiesa.  <strong>Andrea Minichiello Williams</strong>, amministratore delegato di <em>Christian Concern</em>, <em><a href="http://www.christianconcern.com/our-concerns/social/poll-shows-huge-public-support-for-queens-faith-role" target="_blank">ha dichiarato</a></em>: <em>«</em><em>Questo sondaggio dimostra un enorme sostegno pubblico verso una monarchia cristiana. Indipendentemente dai molti tentativi di <strong>emarginare il cristianesimo</strong> da parte del laicismo, la Gran Bretagna rimane un paese cristiano e la maggior parte della gente vuole che la fede cristiana <strong>continui a plasmare</strong> questa nazione per il bene di tutti»</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Perché questa esigenza del popolo inglese? Il Regno Unito rimane con un background cristiano, ma indubbiamente è un&#8217;area<em> <a href="http://www.ekklesia.co.uk/content/news_syndication/article_051114faith.shtml" target="_blank">tra le più secolarizzate</a></em> d&#8217;Europa. Utile diventa a proposito <em><a href="http://www.telegraph.co.uk/news/uknews/9037421/Rise-in-dishonesty-signals-looming-integrity-crisis-in-Britain.html" target="_blank">uno studio realizzato in questi giorni</a></em> dalla Essex University, secondo cui si sta assistendo parallelamente anche ad un <strong>forte declino dell&#8217;integrità morale</strong>. Avere una relazione extramatrimoniale, guidare ubriachi, non pagare il biglietto dei mezzi pubblici, superare i limiti di velocità, acquistare beni rubati, buttare i rifiuti nell&#8217;immondizia, fare sesso con minorenni, mentire ecc.  sono azioni <strong>più accettabili</strong> di quanto non fossero nel 2000. E&#8217; stato trovato che i livelli di integrità erano <strong>maggiormente superiori tra le donne</strong> rispetto agli uomini, ma la variazione più significativa è stato il livello notevolmente elevato di accettazione della disonestà <strong>tra i giovani</strong>. Ad esempio, nel 2000 il <strong>70%</strong> aveva detto che una relazione extraconiugale non può mai essere giustificata, una cifra che oggi è scesa al <strong>50%</strong> della popolazione inglese. Il prof <strong>Paul Whitely</strong>,  uno degli autori dello studio, ha detto: <em>«A poco a poco le persone stanno tendendo<strong> a diventare più disoneste</strong>, sono più disposte a dire bugie, più disposte a tollerare l&#8217;adulterio»</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Occorre dire che il ruolo di guida morale della Chiesa anglicana sembra <strong>a sua volta declinare</strong>, piegandosi allo stesso clima culturale, aprendo alle nozze gay o al sacerdozio femminile, ad esempio. <em><a href="http://www.religionenlibertad.com/articulo.asp?idarticulo=22321" target="_blank">Polemizzano su un nuovo</a></em> primate dalla pelle nera, che dovrebbe sostituire <strong>Rowan Williams</strong>, arcivescovo di Canterbury che ha voluto lasciare a causa delle <strong>fortissime divisioni</strong>, <em><a href="http://archiviostorico.corriere.it/2012/marzo/18/Quando_Arcivescovo_dimette_per_raggiunti_co_9_120318047.shtml" target="_blank">lo stesso però che sostiene</a></em> che Gesù aveva fratelli e sorelle, che sarebbe nato a Nazareth e che la natività sarebbe frutto della leggenda. Il risultato di questa confusione? Metà degli anglicani <em><a href="http://www.tracce.it/detail.asp?c=1&amp;p=1&amp;id=27389" target="_blank">vorrebbe</a></em> <strong>ricongiungersi</strong> ai cattolici romani e <em><a href="http://vaticaninsider.lastampa.it/homepage/nel-mondo/dettaglio-articolo/articolo/regno-unito-united-kingdom-reino-unido-14260" target="_blank">ogni mese decine di pastori</a></em> e centinaia di fedeli <strong>tornano</strong> cattolici grazie all’accordo raggiunto con la Congregazione per la Dottrina della Fede, i pastori vengono riordinati sacerdoti cattolici. Un ordinariato <em><a href="http://www.theage.com.au/national/catholics-create-room-for-anglicans-20120514-1ynd3.html" target="_blank">sta intanto per essere aperto</a></em> anche in <strong>Australia</strong>, sotto la pressione di diverse centinaia di anglicani che vorrebbero convertirsi al cattolicesimo. Il «contagio», infine, pare si stia estendendo anche nei luterani.</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Alcuni privilegi degli omosessuali</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 12:01:45 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Favorendo i gay si discriminano gli eterosessuali.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-30202" title="Gay pride " src="http://www.uccronline.it/wp-content/uploads/2012/05/Gay-pride-3-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" />Immaginiamo l’imbarazzo di quei cybernauti specializzati nella consultazione di offerte di lavoro sul web quando si sono ritrovati a leggere <em><a href="http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&amp;currentArticle=1EADKV" target="_blank">l’annuncio apparso su</a></em> <em>music-jobs.com</em> lo scorso 25 aprile, con il quale <strong>Play Gay Italia</strong> <em>«ricerca personale ambosessi assolutamente gay»</em>. Proprio così: aspiranti impiegati/e, web-designer, programmatori, tecnici, addetti all’ufficio stampa ed altri profili tecnico-amministrativi ai quali si offrono <em>«assunzione a norma di legge con contratto a tempo indeterminato, 14 mensilità annue, retribuzione netta annua di euro 17.000»</em> <strong>purché rigorosamente…omosessuali! </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Lasciando da parte le facili e becere battute da bar – l’omosessualità deve essere dichiarata nel Curriculum o comprovata durante il colloquio? (…), l’offerta in oggetto si presta ad <strong>alcune considerazioni</strong> serie che non possono essere taciute. Il soggetto che la propone, a cui fa capo una web-tv nonché <strong>il più importante portale</strong> del mondo gay europeo, fa sul serio e arriva a puntualizzare che <em>«<strong>non verranno presi</strong> in considerazione i curricula di chi non appartiene al mondo gay»</em> dimenticando soltanto che è vietato, per espressa disposizione di legge, porre in essere <strong>discriminazioni</strong> basate sull’età, sulla religione e sull’orientamento sessuale. Per intenderci: emarginare gli omosessuali impedendo loro l’accesso al mondo del lavoro <strong>è profondamente sbagliato e ingiusto</strong>, ma consentire la discriminazione a danno degli eterosessuali nell’accesso ad una posizione lavorativa <strong>è ancora più deleterio</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutto questo riporta alla memoria le politiche “redistributive” di <strong>Google</strong>, azienda estremamente attenta e sensibile verso il mondo omosessuale, che <em><a href="http://www.lifesitenews.com/news/archive/ldn/2010/jul/10070504" target="_blank">dal 2010 corrisponde</a></em> ai suoi dipendenti omosessuali <strong>un aumento di stipendio</strong> unitamente ad un <strong>compenso maggiore</strong> rispetto ai colleghi eterosessuali sposati. Ciò al fine di <strong>controbilanciare</strong> le maggiori imposte sul reddito che gli omosessuali sono costretti a pagare per coprire le spese dell&#8217;assicurazione sanitaria dei loro partner. Una scelta pagata da Google che è libera di utilizzare i propri utili come meglio crede, ma l’effetto ottenuto è identico: per favorire i dipendenti omosessuali, <strong>si penalizzano</strong> quelli eterosessuali.  Ma nel caso di <em>Play Gay Italia</em> c’è un altro aspetto ancora più paradossale: i promotori di questa singolare offerta vantano, sin dalla prima riga, una <strong>copertura politico-istituzionale</strong>, addirittura un’approvazione ufficiale di questa insolita iniziativa imprenditoriale che sarebbe <em>«supportata dall’ausilio della <strong>Regione Lombardia</strong> e Progetto Italia»</em>. Atteso che ciò sia vero e che questo progetto imprenditoriale si avvalga di <strong>risorse pubbliche</strong>, saremmo curiosi di leggere gli atti amministrativi che giustificano questo finanziamento. Potremmo ipotizzare magari un progetto finalizzato a <strong>contrastare l’omofobia</strong> – finalità meritoria, non si discute, ma per fare ciò è proprio necessario generare altre iniquità che si rivelano ancora più odiose, specie di questi tempi caratterizzati dalla drastica riduzione delle opportunità di lavoro?</p>
<p style="text-align: justify;">Giusto per restare in tema di uso di <strong>denaro pubblico</strong> in rapporto alle iniziative proprie di una presunta cultura omosessuale, <em><a href="http://www.labussolaquotidiana.it/ita/articoli-soldi-al-cinema-gaysono-queste-le-urgenze-5129.htm" target="_blank">apprendiamo di un</a></em> <strong>corposo finanziamento di 500mila euro</strong> per una rassegna cinematografica conclusasi da poco a Torino, dal titolo<em> «Da Sodoma a Hollywood»</em>. Si resta perplessi nell’apprendere che il programma della rassegna in questione ha contemplato, in mezzo a pellicole che trattano del tema dell’omofobia, tra le altre cose, la proiezione del documentario<em> &#8220;La Coccinelle-sceneggiata transessuale&#8221;</em> in cui <em>«quattro transessuali e artisti della canzone neomelodica in drag si dividono tra i vicoli di Napoli, dove <strong>si prostituiscono</strong>»</em>. Ancora più inquietante appare la trama del cortometraggio messicano &#8220;<em>A Rapel&#8221;</em> dove si parla di un uomo che <em>«prova una forte attrazione <strong>per il nipote</strong>»</em> e cerca in ogni modo di <em>«sedurlo»</em>. Giunti a questo punto, ci chiediamo se sia consentito questo utilizzo di denaro pubblico per iniziative che, magari, dal lato dell’amministrazione pubblica sono destinate ad una finalità di <strong>rilevante interesse pubblico</strong> – e la lotta all’omofobia, lo ribadiamo, lo è sempre – ma che poi si risolvono in proposte controverse che, al contrario, finiscono <strong>con il dare ragione</strong> a quelle accuse che vengono levate contro il mondo omosessuale, raffigurato come una umanità “ a perdere” in preda ai<strong> bassi istinti</strong>, dedita unicamente al disordine morale e sessuale.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutto ciò <strong>nuoce certamente</strong> all’immagine e alla dignità delle persone omosessuali, quelle stesse persone verso le quali la Chiesa si impegna quotidianamente perché sia loro evitato ogni marchio di ingiusta discriminazione (in Italia <em><a href="http://www.ewtnnews.com/catholic-news/World.php?id=4759" target="_blank">e all&#8217;estero</a></em>). Iniziative come quelle che abbiamo preso in esame, lungi dal promuovere l’integrazione e la lotta dalla discriminazione, finiscono con il <strong>sortire l’effetto opposto</strong>, cioè esasperare una <strong>presunta diversità</strong> del mondo omosessuale rispetto a quello eterosessuale. Viviamo fin troppe divisioni in questo travagliato anno 2012: non è il caso di aggiungerne altre o di esasperare ulteriormente quelle già esistenti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.uccronline.it/2010/04/06/amministratori-del-sito/#dimajo" target="_blank">Salvatore Di Majo</a></strong></p>
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		<title>La Commissione Europea autorizza l&#8217;avvio della campagna &#8220;per la vita&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 12:59:57 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ora servono un milione di firme.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft  wp-image-30190" title="Marcia per la vita" src="http://www.uccronline.it/wp-content/uploads/2012/05/Marcia-per-la-vita-300x198.jpg" alt="" width="270" height="178" />Quasi in contemporanea alla bellissima festa in difesa dei <strong>diritti del nascituro</strong> avvenuta per la prima volta nelle strade di Roma domenica scorsa, giunge la notizia che la Commissione europea <strong>ha autorizzato</strong> la proposta di iniziativa <em>“Uno di noi”</em>, promossa dai movimenti per la vita di <strong>20 Paesi</strong>, che chiede al diritto comunitario di <strong>proteggere il riconoscimento della dignità umana fin dal concepimento</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">L’Iniziativa europea è una forma di <strong>democrazia diretta</strong> introdotta dal Trattato di Lisbona che implica la raccolta di almeno <strong>un milione di firme</strong> in almeno 7 diversi Paesi. <em>«Siamo intanto molto soddisfatti che la Commissione abbia registrato la proposta, &#8211; <em><a href="http://www.zenit.org/article-30624?l=italian" target="_blank">ha commentato</a></em> Carlo Casini presidente del Movimento per la Vita &#8211; cosa niente affatto scontata. Da oggi abbiamo un anno per raccogliere le adesioni ma soprattutto per far crescere in Italia e negli altri 26 Paesi dell’Unione quella <strong>cultura della vita</strong> la cui base è il riconoscimento del principio di eguaglianza per il quale l’uomo è sempre uomo»</em>. Aspettiamoci dunque un anno di <strong>diffamazione e insult</strong>i mediatici per screditare tale iniziativa, di cui un assaggio lo abbiamo già ricevuto <em><a href="http://www.uccronline.it/2012/05/15/anche-in-italia-la-marcia-pro-life-i-quotidiani-si-scatenano/" target="_blank">nella reazione intollerante</a></em> alla Marcia pro life di domenica.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;avvio formale, sulla scia dei cosiddetti <em><a href="http://www.uccronline.it/2011/10/15/oltre-30-intellettuali-avviano-una-campagna-pro-life-%C2%ABlaborto-non-e-un-diritto%C2%BB/" target="_blank">“articoli di San Jose”</a></em>, sarà il <strong>20 maggio 2012</strong>, intitolato <em>&#8220;LifeDay&#8221;</em> (<strong><a href="http://www.mpv.org/mpv/s2magazine/index1.jsp?idPagina=14497" target="_blank">www.mpv/lifeday.it</a></strong>) presso l’aula Paolo VI a Roma. Il filo rosso, sostenuto da giuristi, scienziati, docenti, religiosi, politici, filosofi, è la dignità umana sempre uguale e sempre ugualmente grande, <strong>dal concepimento alla morte naturale</strong>. <em>«In un momento in cui il progetto di unità europea barcolla sotto i colpi della crisi economica – ha concluso Casini- , l’iniziativa del Movimento per la vita richiama il valore della vita umana come energia capace di<strong> superare la crisi</strong> e di costruire un vero e proprio popolo europeo»</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Si riuscirà a raccogliere un milione di firme in un anno? Le giovani generazioni <em><a href="http://www.uccronline.it/2011/03/11/le-nuove-generazioni-18-29-anni-sono-sempre-piu-pro-life/" target="_blank">sono maggiormente contrarie</a></em> all&#8217;aborto, ma è saggio <strong>rimanere prudenti</strong>. La vera questione è che le acque cominciano a muoversi, magari non ci riusciremo quest&#8217;anno ma riproveremo fra tre anni, e così via.  L&#8217;importante è che il vento pro life <strong>cominci a soffiare</strong> anche in Europa.</p>
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		<title>I Radicali contrari al finanziamento pubblico? Ma chi ci crede?</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 11:08:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un piccolo assaggio di privilegi e vitalizi degli ipocriti radicali.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-30095" title="Bonino e Pannella" src="http://www.uccronline.it/wp-content/uploads/2012/05/Bonino-e-Pannella-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" />Il <strong>Partito Radicale</strong> è presente sulla scena italiana dal 1955 (seppur riformato nel 1989), fondato da <strong>Marco Pannella</strong>, dal maestro massone <strong>Paolo Ungari</strong>, da <strong>Leopoldo Piccardi</strong>, che contribuì all&#8217;elaborazione teorica delle leggi razziali, da <strong>Eugenio Scalfari</strong> e dall&#8217;antifascista <strong>Ernesto Rossi</strong>, collaboratore però del <em>&#8220;Popolo d&#8217;Italia&#8221;</em> diretto da Benito Mussolini. I radicali hanno fatto dell&#8217;anticlericalismo la loro bandiera, tuttavia il miglior risultato elettorale è stato un 3,45% (alla Camera) nel 1979. L&#8217;ultimo sondaggio di <em>Spincon.it, </em>è ancora una volta impietoso: il partito di Bonino e Staderini <em><a href="http://www.radicali.it/rassegna-stampa/monti-crolla-al-359-pdl-calo-grillo-al-12" target="_blank">è riuscito a calare</a></em> dal 3% al <strong>2,8%</strong>. Pannella <em><a href="http://www.wallstreetitalia.com/article/1374879/pannella-corteggia-grillo-ti-aspetto-da-sempre.aspx" target="_blank">ha  quindi avuto</a></em> la pensata di <strong>andare a corteggiare</strong> Beppe Grillo: <em>«ti aspetto da sempre»</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Fallimento perfino per i pochi militanti radicali candidati come consiglieri, come ad esempio <strong>Salvatore Grizzanti </strong>per  il municipio di <strong>Asti. </strong><em><a href="http://www.lospiffero.com/cantina/otelma-porta-sfiga-ai-radicali-4153.html" target="_blank">Si legge che</a></em> pur di essere eletto le provate tutte, dalla martellante campagna sui social forum alla <strong>distribuzione dei condom</strong> elettorali con l’evocativo slogan <em>“Grizzanti fallo sicuro”. </em>Ha anche pensato di farsi sponsorizzare dal <strong>Divino Mago Otelma</strong>, <em><a href="http://www.uccronline.it/2010/12/28/il-mago-otelma-e-il-nuovo-leader-degli-atei-del-partito-radicale/" target="_blank">tra i più attivi</a></em> militanti del partito di Emma Bonino. Il risultato? La miseria di <strong>75 voti</strong>. Grizzanti l&#8217;ha presa bene, in modo anche realistico: <em>«Ognuno di quei 75 voti dunque mi riempie d’orgoglio e gratitudine. Noi radicali siamo abituati a prendere mazzate ma non per questo fanno meno male»</em>. Impegnati da sempre in <span style="text-align: justify;"><strong>battaglie violente e diffamatorie</strong> (si veda il <em><a href="http://www.uccronline.it/2012/02/16/chiesa-e-ici-tanto-rumore-per-nulla-ennesimo-flop-dei-radicali/" target="_blank">recente accanimento</a></em> sull&#8217;ICI per la Chiesa, evaporato in una settimana) non sono mai risultati<strong> di alcuna utilità</strong> al Paese, nonostante il tentativo di espandere i loro tentacoli con la creazione della <strong>&#8220;doppia tessera&#8221;</strong>, ad esempio, come rivelato dall&#8217;ex loro tesoriere <strong>Danilo Quinto</strong> (si veda </span><em style="text-align: justify;"><a href="http://www.labussolaquotidiana.it/ita/articoli-quanti-sonogli-amici-dei-radicali-2992.htm" target="_blank">qui</a></em><span style="text-align: justify;"> e </span><em style="text-align: justify;"><a href="http://www.labussolaquotidiana.it/ita/articoli-i-mille-tentacolidei-radicali-2955.htm" target="_blank">qui</a></em><span style="text-align: justify;">). Battaglie violente e metodi &#8220;sporchi&#8221;, come i</span><span style="text-align: justify;"><strong> ricatti sentimentali</strong> attraverso la strumentalizzazione dei disabili per introdurre l&#8217;eutanasia o i noiosi appelli allo <strong>sciopero della fame </strong>del <em>per-nulla-magro</em> Marco Pannella (volendo emulare Gandhi, che però al contrario suo non poteva contare su un partito politico), propaganda </span><em style="text-align: justify;"><a href="http://www.uccronline.it/2012/02/28/i-radicali-e-la-strumentalizzazione-sentimentale-dei-disabili/" target="_blank">già denunciata</a></em><span style="text-align: justify;"> da Sergio Romano. </span></p>
<p style="text-align: justify;">Curioso e sospetto poi il loro attivismo verso la situazione disumana <strong>presente nelle carceri</strong>. L&#8217;ex tesoriere <strong>Danilo Quinto</strong> <em><a href="http://www.labussolaquotidiana.it/ita/articoli-radicali-e-giustiziaun-binomio-improbabile-3689.htm" target="_blank">mette in guardia</a></em>: <em>«il metodo radicale <strong>non ha nulla</strong> da spartire con la libertà e con la verità. Quel metodo non distingue tra mezzi e fini. A quel metodo,<strong> fondato sull’interesse</strong>, importano solo gli obiettivi da conseguire»</em>. A loro interessa solo <em>«coltivare <strong>nicchie di consenso elettorale</strong>. A Pannella non interessano i grandi numeri, si è proposto ed ha organizzato, con grande intelligenza, un partito d’elite, che si è sempre rivolto a piccoli nuclei di persone, per farli divenire <strong>simbolo di iniziative</strong>, poi condivise da molti. Usando tutti i mezzi a disposizione, sono stati individuati via via i temi e i relativi portatori d’interesse, per ottenere immediatamente il consenso, per <strong>sedimentarlo</strong> e renderlo riconoscibile, “sicuro”»</em>. I loro proclami sulle carceri servono <em>«per <strong>formare un bacino elettorale</strong> consistente e prezioso alla bisogna»</em>, cercando il consenso di familiari, avvocati, parti della magistratura, direttori e guardie penitenziarie, associazioni. Quinto, che i radicali li conosce benissimo, avverte: <em>«non basta dire che le battaglie siano giuste, per condividerle. Occorre sempre guardare da chi vengono condotte e perché vengono condotte»</em>. Guarda caso Pannella <em><a href="http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-italia/palermo-comunali-pannella-impedito-il-voto-ai-detenuti-ucciardone-1219559/" target="_blank">si è lamentato recentemente</a></em> del fatto che in alcune carceri <strong>non è stato permesso</strong> il voto alle Comunali.</p>
<p style="text-align: justify;">Dicono di essere contro il <strong>finanziamento pubblico</strong> ai partiti, poi però -<em><a href="http://www.labussolaquotidiana.it/ita/articoli-i-finti-poveridellimpresa-radicale--2557.htm" target="_blank">rivela sempre</a></em> il loro ex tesoriere- <em>«<strong>non hanno mai rinunciato</strong> alla loro quota di finanziamento pubblico [...], per lunghi anni, quei soldi pubblici sono stati utilizzati per pagare le spese di Radio Radicale»</em>. Dopo il referendum, promosso nel 1993 contro la legge che istituiva il finanziamento pubblico a favore dei partiti, i soldi sono stati utilizzati dai radicali <em>«per le <strong>campagne politiche</strong> (le cui spese, in preventivo, venivano persino pensate in ragione dei risultati che si sarebbero ottenuti e con il conseguente denaro che si sarebbe incassato) o per coprire i costi degli apparati e delle strutture»</em>.  Senza contare <strong>tutti gli altri privilegi ed esenzioni</strong> <em><a href="http://www.labussolaquotidiana.it/ita/articoli-i-finti-poveridellimpresa-radicale--2557.htm" target="_blank">che contano</a></em> associazioni a loro collegate. Per non parlare dei soldi pubblici <em><a href="http://www.labussolaquotidiana.it/ita/articoli-i-soldi-di-pannellaregalo-dello-stato-2508.htm" target="_blank">destinati a</a></em> <strong>Radio Radicale</strong> (10 milioni all&#8217;anno, <em><a href="http://vecchio.blogautore.repubblica.it/2012/01/12/finanziamenti-radicali/" target="_blank">qui un altro</a></em> approfondimento). Per il 2012, a favore di Radio Radicale <em><a href="http://www.newslinet.it/notizie/l-stabilita-3-milioni-a-radio-radicale-per-il-2012#" target="_blank">è stata autorizzata</a></em> la spesa di 3 milioni di euro (<em>«Radio Radicale è in sala di rianimazione&#8230;quindi riuscirà ad andare avanti ancora per qualche mese» <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-11-10/stabilita-domani-aula-senato-122737.shtml?uuid=AaWwHNKE" target="_blank">ha detto</a></em> Vidmar Mercatali del Pd)</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nessuno degli ex parlamentari</strong> del Partito Radicale, inoltre, <em><a href="http://www.labussolaquotidiana.it/ita/articoli-quei-poveri-pensionati-dei-parlamentari-radicali-2754.htm" target="_blank">ha mai rinunciato</a></em> al vitalizio mensile, pur essendo stati in Parlamento per un solo giorno. Curioso il caso della pornostar<strong> Cicciolina</strong>, eletta con i radicali dal 1987 al 1992, cinque presenze in aula ma <em><a href="http://www.oggi.it/attualita/attualita/2011/09/19/cicciolina-pensione-da-ex-parlamentare-anche-per-lei/" target="_blank">sufficienti a garantirle</a></em> un vitalizio di <strong>3mila euro</strong> lordi dal 26 novembre scorso. <em><a href="http://www.ilgiornale.it/interni/anche_cicciolina_lonorevole_pensione/20-09-2011/articolo-id=546793-page=0-comments=1" target="_blank">Lo stesso tipo di vitalizio</a></em> per l&#8217;ideologo <strong>Toni Negri</strong>, grazie a 9 sedute di Parlamento (condannato per associazione sovversiva e insurrezione armata contro i poteri dello stato, candidato <em><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Toni_Negri#Deputato_Radicale" target="_blank">su diretto consiglio</a> </em>di Pannella per sottrarlo al carcere), citiamo l&#8217;attivista omosessuale  radicale <strong>Angelo Pezzana</strong>, deputato per ben una settimana, che oggi riceve per questo 3.108€ al mese, lo stesso dicasi per il radicale <strong>Pietro Craveri</strong>. Identico discorso (cioè 3.108 euro) per l&#8217;avvocato radicale <strong>Luca Boneschi</strong>, un mese da deputato e <strong>una sola seduta</strong> in Parlamento<strong>. Rino Piscitelli, </strong>dopo una settimana di Parlamento, a 47 anni ha cominciato a percepire un assegno da 7.959 euro al mese.</p>
<p style="text-align: justify;"><em><a href="http://vecchio.blogautore.repubblica.it/2012/03/28/rimborsi-radicali/" target="_blank">Si è poi scoperto che</a></em> durante l’ultima direzione del Pd, lista nella quale i radicali sono stati eletti in Parlamento, i democratici <strong>hanno versato</strong> al partito di Pannella <strong>630 mila euro di rimborsi</strong> per le ultime politiche, facendo sbottare il tesoriere del PD <strong>Antonio Misiani</strong>: <em>«Questi fanno la battaglia contro il finanziamento ma poi non disdegnano i nostri rimborsi…»</em>.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Anche in Italia la Marcia pro life, i quotidiani si scatenano</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 15:40:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le redazioni sono ancora okkupate dai 68ini.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img src="http://www.uccronline.it/wp-content/uploads/2012/05/Marcia-pro-life-300x225.jpg" alt="" title="Marcia pro life" width="300" height="225" class="alignleft size-medium wp-image-30169" />Finalmente anche in Italia (<em><a href="http://www.radiovaticana.org/it1/articolo.asp?c=587247" target="_blank">parallelamente al Canada</a></em>) è arrivata la <strong>Marcia per la Vita</strong>, ed è stata un vero successo: <strong>15 mila persone</strong>! Un evento organizzato completamente dal basso che ha radunato intere famiglie, medici scienziati, movimenti cattolici e anche la politica (<em><a href="http://www.marciaperlavita.it/" target="_blank">www.marciaperlavita.it</a></em>). Uno spartiacque -<em><a href="http://www.ilsussidiario.net/News/roma/2012/5/15/MARCIA-PER-LA-VITA-Quella-piazza-diversa-grazie-al-popolo-della-vita/279111/" target="_blank">come spiega Mario Palmaro</a></em>- tra il prima e il dopo: anche in Italia si è riusciti, contro il pensiero dominante, ad organizzare e mobilitare <strong>tutti coloro</strong> che ritengono un’ingiustizia insopportabile la legalizzazione dell’uccisione di un essere umano, per i <strong>presunti diritti della donna</strong> (su questo i malconci sopravvissuti all&#8217;aborto, <em><a href="http://www.uccronline.it/2010/11/26/video-testimonianza-shock-%C2%ABsono-una-sopravvissuta-allaborto-soppressa-per-i-diritti-della-donna%C2%BB/" target="_blank">come Gianna Jessen</a></em>, insistono giustamente parecchio).</p>
<p style="text-align: justify;">La<strong> pesante reazione isterica</strong> del potere mediatico è stata la <strong>cartina tornasole</strong> per misurare la portata di questa vittoria, ed è stato divertente fare un giro di lettura dei vari articoli. Tra i più scatenati <em>&#8220;Repubblica&#8221;</em>, il <em>&#8220;Manifesto&#8221;</em> e <em>&#8220;L&#8217;Unità&#8221;</em>, poi a seguire il <em>&#8220;Fatto Quotidiano&#8221;</em> (che -per la cronaca- per la prima volta nella sua storia oggi <em><a href="http://www.finesettimana.org/pmwiki/uploads/Stampa201205/120515chierici.pdf" target="_blank">pubblica un articolo</a></em> <strong>in difesa</strong> addirittura di un cardinale cattolico!!!). <em>&#8220;Repubblica&#8221;</em>, <em><a href="http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/getPDFarticolo.asp?currentArticle=1EUGO5" target="_blank">dopo aver elogiato</a></em> il pedofilo Roman Polansky in un articolo a tutta pagina, ha dedicato all&#8217;evento ben <strong>4 articoli</strong>, con tanto di storiella di una donna sconvolta perché dei medici pro life le hanno fatto vedere il suo bambino appena abortito, a sottolineare la &#8220;violenza&#8221; degli anti-abortisti. <em>&#8220;L&#8217;Unità&#8221;</em> (<strong>tre articoli!</strong>) ci ha messo parecchia rabbia, con titoli del genere <em>&#8220;Fondamentalisti in marcia&#8221;</em>, evitando ovviamente di parlare delle centinaia di mamme e papà con passeggino e concentrandosi sulla presenza di alcuni esponenti di Forza Nuova. Su <em>&#8220;Il Fatto Quotidiano&#8221;</em> Daria Lucca, prima di insultare i medici obiettori, ha proposto di organizzare una <strong>class action</strong> contro i partecipanti alla marcia -definiti <em>&#8220;fanatici&#8221;</em>, <em>&#8220;fondamentalisti&#8221;</em> ecc.- per la diffamazione verso chi compie l&#8217;aborto. E se le centinaia di famiglie che hanno marciato formassero una class action contro la Lucca per diffamazione a mezzo stampa?</p>
<p style="text-align: justify;">Il <em>&#8220;Messaggero&#8221;</em> (<strong>5 articoli!!</strong>), ha pubblicato la sua dose di bufale (come i cartelli sulle &#8220;donne assassine&#8221;, sulle &#8220;donne pagate per manifestare&#8221;, che poi erano otto ragazzi/e retribuiti/e che facevano fundraising, sui 200 autobus gratuiti, <em><a href="http://www.ilmessaggero.it/roma/cronaca/corteo_contro_laborto_ancora_polemiche_latac_nessun_bus_gratuito_per_la_marcia/notizie/195974.shtml" target="_blank">poi smentita</a></em> dallo stesso quotidiano). Ha anche intervistato il cattolico <strong>Alberto Melloni</strong>, che da buon progressista del <em>&#8220;Corriere della Sera&#8221;</em> <em><a href="http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/getPDFarticolo.asp?currentArticle=1EVFYH" target="_blank">si è affrettato</a></em> a scandalizzarsi e a dire che il Papa non ha parlato di tale Marcia, e quindi -secondo lui- ne avrebbe preso le distanze. La Marcia contro il &#8220;pensiero unico&#8221;, <em><a href="http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&#038;currentArticle=1EWTIU" target="_blank">come ha scritto</a></em> <strong>Giuliano Ferrara</strong>, è servita anche per svelare i lupi travestiti da agnelli.</p>
<p style="text-align: justify;">Numerosi <em><a href="http://frewslvb.blogspot.it/2012/05/slogan-omofobi-razzisti-e-negazionisti.html" target="_blank">i blog che hanno preso in giro</a></em> (ottimo l&#8217;articolo <em><a href="http://campariedemaistre.blogspot.it/2012/05/la-marciaperlavita-fa-discutere-perche.html" target="_blank">di &#8220;Campari e De Maistre&#8221;</a></em>) le reazioni intolleranti e diffamatorie di alcuni quotidiani. La gente, presente <em><a href="https://picasaweb.google.com/100746027449350958566/May132012MarciaNazionalePerLaVita?authuser=0" target="_blank">in queste fotografie</a></em>, è stata apostrofata in tutti i modi <strong>più dispregiativi</strong> ammessi su un quotodiano: <em>&#8220;fondamentalisti&#8221;</em>, <em>&#8220;terroristi&#8221;</em>, <em>&#8220;nazisti&#8221;</em>, <em>&#8220;omofobi&#8221;</em>, <em>&#8220;razzisti&#8221;</em> <em>&#8220;antisemiti&#8221;</em>, <em>&#8220;integralisti&#8221;</em>,<em> &#8220;fascisti&#8221;</em>, <em>&#8220;violenti&#8221;</em> ecc.  <strong>Francesco Agnoli</strong> <em><a href="http://www.ilfoglio.it/soloqui/13419?utm_source=feedburner&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=Feed%3A+ilfoglio_generale+(Il+Foglio+.it)" target="_blank">ha riassunto ironicamente</a></em> su <em>&#8220;Il Foglio&#8221;</em> il <strong>terrorismo femminista e abortista</strong> che è stato attivato per screditare le belle e sorridenti famiglie pro-life, ricordando che lo stesso accanimento non si vede affatto quando il sindaco di Roma, Alemanno, appoggia la fiera porno-esibizionista del Gay Pride (la polemica è basata anche sulla partecipazione del Sindaco con la fascia tricolore e il patrocinio dato dal Comune). Per lo meno non c&#8217;è stata nessuna aggressione fisica, <em><a href="http://www.uccronline.it/2012/01/29/barcellona-gruppo-abortista-attacca-una-marcia-pro-life/" target="_blank">come invece accade</a></em> puntualmente ad ogni marcia pro-life all&#8217;estero.</p>
<p style="text-align: justify;">Significativo <a href="http://www.iltempo.it/roma/2012/05/14/1340306-sinisitra_grida_allo_scandalo_antiabortista_dimentica_diritto_manifestare.shtml?refresh_ce" target="_blank">l&#8217;articolo apparso su <em>&#8220;Il Tempo&#8221;</em></a>: <em>«resta comunque il dato, squallido, della strumentalizzazione squisitamente politica e vagamente elettorale di un evento che in una democrazia dovrebbe essere garantito, a prescindere. Resta altrimenti difficile per il cittadino comprendere come mai un&#8217;istituzione debba dare il <strong>patrocinio al Gay Pride</strong> e non alla marcia per la vita».</em> Il quotidiano romano accusa la mistificazione fatta dal <strong>centrosinistra</strong>. Effettivamente i quotidiani che hanno sollevato le ire reazionarie sono <strong>tutti orientati</strong> verso una certa ideologia politica (torna in mente il bellissimo <em><a href="http://www.amazon.it/Leskimo-redazione-Brigate-%C2%ABSedicenti%C2%BB-Sagitta/dp/888155495X" target="_blank">&#8220;L&#8217;Eskimo in redazione&#8221;</a></em>, di Michele Brambilla), la stessa che attraverso il suo leader, <strong>Pierluigi Bersani</strong>, <em><a href="http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/getPDFarticolo.asp?currentArticle=1EVG4Z" target="_blank">ha aperto in questi giorni</a></em> alle unioni omosessuali. Certo, l&#8217;on <strong>Beppe Fioroni</strong> (Pd) ha valorizzato la Marcia. Le elezioni sembrano vicine, occorre riflettere.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Qui sotto</strong> uno dei video della Marcia, realizzato da <em>&#8220;Io amo l&#8217;Italia&#8221;</em></p>
<p style="text-align: center;"><object width="560" height="315" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/NnC9Xvpab0k?version=3&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="560" height="315" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/NnC9Xvpab0k?version=3&amp;hl=it_IT" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object></p>
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		<title>Il successo dell&#8217;epigenetica mette in discussione il riduzionismo genetico</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 11:47:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il prof. Paolo Tortora informa dei risultati di studi recenti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="wp-image-30164 alignleft" title="x-chromosoom" src="http://www.uccronline.it/wp-content/uploads/2012/05/x-chromosoom-300x272.jpg" alt="" width="240" height="218" /><em>«Con questo articolo diamo avvio alla collaborazione con </em><strong>Paolo Tortora</strong><em>, professore ordinario di Biochimica presso l’università di Milano Bicocca, dove è anche Coordinatore del Dottorato in Biologia. È referee per alcune riviste scientifiche internazionali e collabora con l’<em>Istituto Iinserm U710</em> di Montpellier (Francia)».</em></p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">di <strong><a href="http://www.uccronline.it/2010/04/06/amministratori-del-sito/#galleni" target="_blank">Paolo Tortora</a></strong>*<br />
<em>*docente di Biochimica presso l&#8217;Università di Milano Bicocca</em></p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Una recente ricerca condotta in collaborazione tra un gruppo di scienziati di Ginevra e uno di Montpellier, e pubblicata sulla rivista specializzata <em>Translational Psychiatry</em>, riporta una scoperta di <strong>grande interesse</strong> nel campo della genetica (Perroud N, et al., 2011 <em>Transl Psychiatry</em> 1, e59). La ricerca in questione dimostra che esperienze negative vissute nell&#8217;infanzia <strong>possono produrre</strong>, nei soggetti che le hanno subite, modificazioni epigenetiche del DNA.</p>
<p style="text-align: justify;">L’<strong>epigenetica</strong> studia quelle modificazioni<em> </em>ereditabili<em> </em>dei caratteri codificati nel genoma (che è l&#8217;insieme del patrimonio genetico di un organismo) non provocate da mutazioni in senso classico, vale a dire da cambiamenti della sequenza in basi del DNA. Le basi molecolari delle modificazioni epigenetiche sono alquanto complesse: si tratta di un repertorio di modificazioni chimiche del DNA medesimo tra cui le più frequenti sono le metilazioni; oppure di ulteriori modificazioni che interessano gli istoni, quelle proteine che nei cromosomi sono strettamente associate al DNA. L&#8217;epigenetica<strong> non è</strong> in realtà una scienza recentissima, anche se il suo maggiore sviluppo ha avuto luogo soprattutto negli ultimi 15-20 anni, nei quali è emerso che<strong> un numero sempre maggiore</strong> di eventi coinvolti nella regolazione dell&#8217;espressione genica possiede una componente epigenetica.</p>
<p style="text-align: justify;">Tornando all&#8217;articolo citato, gli autori hanno dimostrato che soggetti maltrattati nell’infanzia <strong>presentano metilazioni</strong> in quel tratto di DNA (gene) denominato recettore dei glucocorticoidi, che ha il ruolo di <strong>attivare gli effetti fisiologici</strong> di questi ormoni controllando a sua volta l’espressione di un determinato repertorio di altri geni. Tali effetti sono molteplici e diversificati, ed includono anche l’adattamento a situazioni di stress. Nel caso descritto da questi ricercatori, <strong>le condizioni ambientali</strong> hanno dunque prodotto una <strong>modificazione permanente</strong> del genoma. Senza stabilire un rigoroso determinismo, gli autori del lavoro scientifico ritengono anche plausibile che tale modificazione si traduca in disturbi della personalità, o perlomeno determini una maggiore predisposizione ad essi. Tali osservazioni suggeriscono quindi la possibilità che <strong>il genoma venga modificato dall&#8217;ambiente</strong>, ed è proprio in questo che risiede il loro particolare interesse. Come sopra accennato, ciò non rappresenta in realtà una novità assoluta, come attestano le numerose pubblicazioni scientifiche comparse negli anni recenti nel campo dell’epigenetica. Interessante a questo riguardo è in particolare l&#8217;opera della ricercatrice israeliana <strong>Eva Jablonka</strong> (si veda in particolare il suo libro <em>&#8220;Evoluzione quattro dimensioni&#8221;, </em>Utet, 2009).</p>
<p style="text-align: justify;">Ma oltre alla possibilità che l&#8217;ambiente modifichi il genoma attraverso meccanismi epigenetici, altri contributi scientifici hanno messo addirittura in evidenza la possibilità che tali modificazioni epigenetiche <strong>possano essere trasmesse alla progenie</strong>. A questo riguardo, due studi sono famosi, tra gli altri. Uno studio classico concerne gli eventi legati alla carestia in Olanda nel 1944-1945 (Luney, LH, 1992 <em>Paediatr Perinat Epidemiol</em> 6, 240-253.). I bambini nati in quel periodo erano sottopeso rispetto a quelli nati prima e dopo; inoltre in età adulta avevano una maggiore incidenza di cardiopatie e altre malattie croniche. Tali osservazioni non presentano nulla di sorprendente, date le condizioni di denutrizione che questi soggetti avevano dovuto sopportare durante la loro vita intrauterina. Ma la scoperta inaspettata fu che le donne nate in quel periodo e diventate a loro volta madri, diedero alla luce bambini essi stessi sottopeso e più soggetti a cardiopatie. L’interpretazione di gran lunga più plausibile di tali risultati è che tali caratteristiche <strong>siano state trasmesse</strong> alla seconda generazione attraverso modificazioni epigenetiche del genoma. Il secondo esempio è molto simile e riguarda gli effetti di un ormone estrogeno sintetico, il dietilstibestrolo. Diversi decenni fa si scoprì, sia nel caso di esseri umani che di animali da esperimento, che l&#8217;esposizione durante la vita intrauterina a tale composto <strong>poteva produrre alterazioni permanenti</strong> che si sarebbero manifestate nella vita adulta come anormalità degli organi riproduttori, in particolare neoplasie dell&#8217;utero (Newbold et al. 2006 <em>Endocrinology</em> 147, S11-S17). Di nuovo, si osservò anche che tali anomalie <strong>potevano essere trasmesse</strong> alle generazioni successive, una circostanza che indica chiaramente un meccanismo di trasmissione epigenetico.</p>
<p style="text-align: justify;">Si deve dunque <strong>riabilitare il Lamarckismo</strong>, vale a dire l&#8217;antica teoria che sosteneva l’ereditarietà dei caratteri acquisiti? E in aggiunta, <strong>che impatto hanno</strong> queste osservazioni sulle <strong>teorie Darwiniste?</strong> A queste domande non è né possibile né opportuno dare riposte semplici. Innanzitutto, tali scoperte <strong>non mettono in discussione</strong> le leggi fondamentali della trasmissione dei caratteri ereditari, secondo le quali questi ultimi sono primariamente codificati nella sequenza in basi dei vari geni. In merito alla teoria Darwinista nelle sue varie formulazioni, <strong>non si può negare</strong> che essa abbia una sua autoevidenza, là dove asserisce che la variabilità di caratteri viene generata casualmente (in senso moderno si tratta di mutazioni che interessano la sequenza in basi del DNA), e che i caratteri più adatti alla sopravvivenza della specie sono quelli che tendono a diventare prevalenti nelle generazioni successive. Tuttavia la domanda da farsi è in che misura tali schemi interpretativi <strong>possano rendere conto pienamente</strong> dell’evoluzione biologica e dell&#8217;origine della straordinaria varietà di <em>“phyla”</em> e di specie che conosciamo. Ebbene, ritengo che ad oggi <strong>nessuno abbia sufficienti elementi</strong> per dare una risposta esaustiva a tale domanda.</p>
<p style="text-align: justify;">In effetti, le scoperte citate mettono in evidenza che gli elementi in gioco circa le leggi dell’eredità dei caratteri e dell’evoluzione, <strong>sono ben più complesse</strong> di quanto non si ritenesse solo pochi decenni fa. A questo riguardo mi pare opportuno descrivere una dinamica normale sottesa al progresso della conoscenza scientifica in qualsiasi ambito. Accade che scoperte fondamentali si traducano nella formulazione di teorie che <strong>rivoluzionano in tutto</strong> o in parte le concezioni preesistenti. Ora, tali nuove teorie non rappresentano soltanto un punto di arrivo nel progresso della conoscenza, ma sono anche senza eccezione un punto di partenza per ulteriori sviluppi. Da questi emerge successivamente un quadro interpretativo che presenta una complessità <strong>inizialmente insospettata</strong>. L’attuale successo e sviluppo dell’epigenetica costituisce una documentazione molto eloquente di una tale dinamica. Essa dimostra che<strong> non è possibile</strong> considerare il Darwinismo come un recinto entro il quale<strong> racchiudere tutti i fattori</strong> implicati nei meccanismi evolutivi e dell&#8217;eredità. Piuttosto, esso può rappresentare una buona ipotesi di lavoro da prendere come <strong>punto di avvio</strong> per ampliare lo sguardo, così da formulare <strong>teorie nuove</strong> che riconducano ad una visione organica sia le vecchie che le nuove conoscenze. Dunque il darwinismo <strong>non può essere considerato</strong> un dogma immutabile, come in qualsiasi ambito della conoscenza scientifica.</p>
<p style="text-align: justify;">Da ultimo, mi sembra anche opportuno notare che le scoperte menzionate <strong>mettono anche seriamente in discussione</strong> quelle concezioni <strong>riduzionistiche</strong>, secondo le quali il comportamento delle specie viventi, inclusa quella umana, <strong>sia riconducibile deterministicamente</strong> al funzionamento dei geni. Qualsiasi specie, ma soprattutto quella umana,<strong> è irriducibile</strong> a schemi interpretativi elementari, e il caso della epigenetica non è che uno dei molteplici elementi che smentiscono questa visione della biologia e dell&#8217;uomo.</p>
<p style="text-align: justify;"><em><br />
</em></p>
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		<title>A scoprire le fonti del Nilo fu il gesuita Pedro Paez</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 11:17:12 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Lo rivela lo scrittore Fernando Paz nel suo ultimo libro.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft  wp-image-30103" title="Pedro Paez" src="http://www.uccronline.it/wp-content/uploads/2012/05/Pedro-Paez-203x300.jpg" alt="" width="162" height="240" />Come <em><a href="http://www.uccronline.it/2012/03/03/come-la-filosofia-greca-miglioro-e-si-conservo-grazie-al-cristianesimo/" target="_blank">abbiamo già avuto modo</a></em> di parlare, senza la Chiesa e i monasteri, tutta la cultura greco-latina<strong> si sarebbe persa,</strong> anche materialmente. Senza gli amanuensi benedettini <strong>non si sarebbero conservati</strong> i documenti e i codici dell’antica cultura latina, che sono stati copiati <strong>a volte senza neppure che si capissero</strong>. Nessuno, infatti, scriveva più il latino di Cicerone, ad esempio.</p>
<p style="text-align: justify;">La nostra cultura e il progresso scientifico deve molto ai sacerdoti, ai monaci, ai religiosi. Tanti sono gli esponenti principali di specialità filosofiche e scientifiche, che dividevano la loro giornata tra la messa e lo studio. Come <strong>don</strong> <strong>Stanley Jaki</strong> (1924–2009)<strong>,</strong> fra i principali rappresentanti della filosofia della scienza, come <strong>padre Georges Lemaitre<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Georges_Lemaitre"> </a></strong>(1894–1966), fondatore della teoria cosmologica moderna, come <strong>don Paul Joachim Schebesta </strong>(1887-1967), il più importante antropologo specializzato sui Pigmei e sui Semang, come <strong>padre</strong> <strong>Agostino Gemelli </strong>(1878–1959), pioniere della psicologia clinica e del lavoro, come il matematico sacerdote <strong>Giovanni Boccardi </strong>(1859-1936), fondatore della Società Astronomica Italiana, come il sismologo <strong>don</strong> <strong>Giuseppe Mercalli </strong>(1850–1914,), inventore della celebre scala, come <strong>Francesco Denza </strong>(1834–1894) sacerdote fondatore della meterologia in Italia e della Società Meteorologica Italiana (assieme a <strong>don Filippo Cecchi</strong>), come <strong>don Antonio Stoppani</strong> (1824–1891), fondatore della geologia e della paleontologia, come <strong>padre Gregor Johann Mendel </strong><em>(</em>1822–1884), fondatore della genetica moderna.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Don</strong> <strong>Eugenio Barsanti</strong> (1821–1864) fu l’ideatore del primo motore a scoppio, <strong>padre Angelo Secchi</strong> (1818-1878) fondò la spettroscopia astronomica nell&#8217;Osservatorio Vaticano, <strong>l&#8217;abate Giovanni Caselli</strong> (1815-1891) inventò il pantelegrafo (precursore del fax), <strong>Francesco de Vico </strong>(1805–1848) fu il primo osservatore degli anelli di Saturno, <strong>don Luigi Galvani </strong>(1737–1798), scoprì l’elettricità biologica, <strong>don Lazzaro Spallanzani</strong> (1729–1799) fondò la biologia moderna, <strong>padre</strong> <strong>Giovanni Battista Beccaria</strong> (1716–1781), inventò il parafulmine e fu uno dei più grandi studiosi dell’elettrologia, <strong>padre</strong> <strong>Giuseppe Boscovich</strong> (1711-1787) fondò l’osservatorio astronomico di Brera e fu il primo a fornire una procedura per il calcolo dell’orbita di un pianeta, <strong>don Giovanni Girolamo Saccheri</strong> (1667–1733), è padre delle geometrie non euclidee, <strong>don Niccolò Stenone</strong> (1638–1686) fondò la geologia, <strong>padre</strong> <strong>Athanasius Kircher</strong> (1602-1680) fondò l&#8217;egittologia, <strong>padre Benedetto Castelli</strong> (1577–1644), fondò l’idraulica e poi ancora più indietro nel tempo, da Copernico a Grossatesta.</p>
<p style="text-align: justify;">In un libro pubblicato di recente  “<em>Antes que Nadie</em>”, lo scrittore spagnolo Fernando Paz <em><a href="http://www.intereconomia.com/noticias-gaceta/cultura/fernando-paz-los-espanoles-tenemos-que-rescatar-que-nos-hizo-ser-que-somos-2" target="_blank">ha rivelato</a></em> che fu un gesuita spagnolo, <strong><span><span>Pedro Paez,</span></span></strong> a <strong>scoprire le sorgenti del Nilo</strong>, e non Richard Francis Burton e John Hanning Speke, come insegnano i libri di storia.  Burton e Speke in effetti scoprirono l’origine del Nilo Bianco, nel punto più lontano dalla foce, nel lago Vittoria, ma in un fiume quello che conta è il <strong>flusso idrico</strong>, e in questo caso è il Nilo Blu, scoperto dal missionario padre Páez. Il sacerdote portò il Vangelo in <strong>posti sconosciuti</strong>, passando dal paludismo ai pirati, dalla cattura da parte dei turchi, a torture e carcere, e infine alla vendita come schiavo a un sultano dello Yemen. Poi la traversata a piedi nudi del deserto, cibandosi di cavallette. Páez percorse e descrisse zone come il <strong>deserto di Habramaut</strong> e <strong>Rub-al-Khali</strong>, della cui scoperta, due secoli più tardi, altri europei presero il merito.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella sua <em>“Storia di Etiopia”, </em>scritta nel 1620, raccontò la scoperta delle fonti del Nilo, mentre  accompagnava il re in una passeggiata a cavallo, descrisse la cosa <strong>con distacco</strong>, come non rivendicò mai nessuna scoperta. Gli interessava di più annunciare l&#8217;unica vera &#8220;buona notizia&#8221; (<em>evangelium</em>).</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>La tesi di Carlo Flamigni: «impedire la nascita di figli non perfetti è compassione»</title>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 11:55:25 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Gli stessi argomenti diffusi sotto il nazismo hanno successo ancora oggi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft  wp-image-30092" title="Carlo Flamigni" src="http://www.uccronline.it/wp-content/uploads/2012/05/Carlo-Flamigni-300x238.jpg" alt="" width="240" height="190" />Interessante la recensione <em><a href="http://www.vatican.va/news_services/or/or_quo/commenti/2012/104q01b1.html" target="_blank">apparsa sull&#8217;<em>&#8220;Osservatore Romano&#8221;</em></a></em> a cura della storica <strong>Lucetta Scaraffia</strong>, docente di Storia Contemporanea presso l&#8217;Università <em>&#8220;La Sapienza&#8221;</em>, del libro di <strong>Karl Binding</strong> e <strong>Alfred Hoche</strong>, <em>&#8220;Die Freigabe der Vernichtung lebensunwerten Lebens&#8221;</em> (<em>&#8220;La liberalizzazione della soppressione della vita senza valore&#8221;</em>), uscito in Germania nel 1920.</p>
<p style="text-align: justify;">Il libro rivela, spiega la storica, che il pensiero eugenetico portato ai suoi esiti estremi era diffuso e condiviso <strong>anche prima dell’avvento al potere dei nazisti</strong>. L&#8217;eugenetica venne promossa inizialmente Francis Galton, cugino di Darwin, basandosi proprio sul darwinismo eugenista, quest&#8217;ultimo venne introdotto in Germania dallo psichiatra Hoche, guarda caso allievo di Ernst Haeckel, uno degli autori. I due autori, Binding e Hoche non erano nazisti, ma la loro opera trovò <strong>ampia diffusione</strong> da parte dei seguaci di Hitler, attraverso essa si stabilirono i motivi per l&#8217;eliminazione delle persone malate gravemente o affette da disturbi psichici. Sono <strong>gli stessi motivi e argomenti</strong>, afferma Scaraffia, <em>«utilizzati oggi dai fautori dell&#8217;eutanasia e della selezione dei feti»</em>, la cosiddetta &#8220;cultura della morte&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Binding e Hoche, infatti, sostengono che <strong>non si può considerare vita</strong> in senso pieno quella di chi, a causa della malattia, è esposto a un’agonia dolorosa e senza speranza, o quella degli <strong>idioti incurabili</strong>, che trascinano esistenze senza scopo e utilità, imponendo alla comunità oneri di sostegno pesanti e inutili. Essi inventano una definizione, che è sopravvissuta oltre al nazismo, diffusa ancora oggi sui quotidiani: <em>«vite non degne di essere vissute»</em>. I due eugenisti parlano anche di &#8220;morte caritatevole&#8221;, <em>«<strong>le stesse parole</strong> che ritornano negli scritti di molti bioeticisti contemporanei, e di molti politici che sostengono proposte legislative di tipo eutanasico»</em>, ribadisce la storica. I due autori eugenisti affermano anche che <em>«per noi impedire certe nascite per avere un figlio non perfetto, ma semplicemente normale, è un atto di compassione e di sofferenza»</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Avete trovato <strong>qualcosa di strano</strong> in queste ultime due righe? No? Significa allora che la tesi della storica Scaraffia <strong>è confermata!</strong> La citazione infatti non è di Binding e Hoche, come abbiamo scritto, ma è stata presa da una recentissima intervista (21 aprile 2012) a <strong>Carlo Flamigni</strong>, padre della fecondazione assistita, membro del Comitato Nazionale di Bioetica e presidente onorario dell&#8217;associazione di atei fondamentalisti italiani. E&#8217; lui infatti, mentre parla di fecondazione assistita, <em><a href="http://www.scienzaevita.org/rassegne/945454bb5eda7fff2f45c1fa710d97ed.pdf" target="_blank">a sostenere che</a></em> <em>«<strong>impedire certe nascite</strong> per avere un <strong>figlio non perfetto</strong>, ma semplicemente normale, è un atto di <strong>compassione</strong>»</em>. Incredibile, vero? Tesi eugeniste diffuse sotto il nazismo, ripetute nel 2012 sulla <em>&#8220;Gazzetta di Reggio&#8221; </em>. Secondo la storica, questo libro <em>«dovrebbe dunque <strong>imbarazzare fortemente</strong> coloro che sostengono l’eutanasia pensando di non avere niente a che fare con il nazismo [...] l’eugenetica <strong>è ancora viva</strong>, e non è stata liquidata insieme al passato nazista»</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Ad onor di cronaca, riportiamo anche il pensiero di Flamigni sulle <strong>coppie gay</strong>: <em>«L&#8217;importante è che si eviti la parola matrimonio per designare questo tipo di legame. I diritti, però, devono essere gli stessi previsti per i coniugi. Intanto gli omosessuali devono smettere di spaventare la gente con certe esibizioni nei Gay Pride»</em>. Rispetto all&#8217;<strong>eutanasia</strong>, Flamigni la introdurrebbe solo quando il popolo sarà abbastanza plagiato dai media: <em>«occorre aspettare i tempi in cui essa non susciti sgomento fra la popolazione»</em>.</p>
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		<title>La Bibbia è &#8220;l&#8217;alfabeto per leggere il mondo&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 11:33:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Libro svetta nelle classifiche dei volumi che hanno cambiato la storia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft  wp-image-30098" title="Bibbia" src="http://www.uccronline.it/wp-content/uploads/2012/05/Bibbia-300x225.jpg" alt="" width="240" height="180" />Alla <strong>Biblioteca Nazionale</strong> di Parigi, specchio della cultura occidentale, la voce <strong><em>“Gesù Cristo”</em></strong> è seconda per numero di schede. La prima, significativamente, è <em>“Dieu”</em> (<em>“Dio”</em>). Questo dovrebbe già essere significativo sul <strong>valore del cristianesimo</strong> nella nostra cultura. Il cattolicesimo <strong>non è</strong> una &#8220;religione del Libro&#8221; (come l&#8217;ebraismo, l&#8217;islam e il protestantesimo, <em><a href="http://www.amicidomenicani.it/leggi_sacerdote.php?id=2195  " target="_blank">qui un utilissimo riferimento</a></em>), tuttavia basterebbe anche ricordare che la Bibbia è da secoli <strong>il libro più venduto e più tradotto</strong> al mondo (anche il più letto?), come risulta da continue classifiche internazionali.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;ultima è quella realizzata recentemente dall&#8217;americano<span><span> </span></span><strong><span>James Chapman, </span></strong>che <em><a href="http://www.criticalmob.com/news/more/the_most_read_books_ever_supposedly" target="_blank">è arrivato</a></em> evidentemente ad inserire la Bibbia al primo posto. Lo stesso ha fatto la rivista culturale <em><strong>&#8220;Apollodoro&#8221;</strong>, <a href="http://www.apollodoro.it/articolo/la-top-ten-dei-libri-che-hanno-cambiato-il-mondo/6491/" target="_blank">inserendo nella classifica</a></em> dei libri che hanno &#8220;rivoluzionato la storia&#8221;, dopo la Bibbia, il Corano e la <em>&#8220;Summa Theologiae&#8221;</em> di San Tommaso d’Aquino. Più sorprendente, <em><a href="http://www.uccronline.it/2012/01/11/il-libro-bestseller-in-norvegia-nel-2011-la-bibbia/" target="_blank">come abbiamo già riportato</a></em>, il fatto che nel 2011 in Norvegia la <strong>Bibbia </strong>sia stata il libro bestseller, con tanto di code  degli acquirenti durante la notte per ottenere una copia della nuova traduzione. Nel 2010, in Italia,<strong> diecimila personalità della cultura</strong>, come mons. Gianfranco Ravasi, Giuseppe De Rita, Claudio Magris, Tullio De Mauro, Umberto Eco, Amos Luzzatto, Margherita Hack, Tullia Zevi, <em><a href="http://www.uccronline.it/2010/10/07/bibbia-nelle-scuole-grazie-a-10mila-intellettuali-%C2%ABnon-si-capisce-loccidente-senza-il-cristianesimo%C2%BB/" target="_blank">hanno firmato</a></em> un appello a sostegno dell’ iniziativa di introdurre la lettura della Bibbia nelle scuole: «<em>Conoscere la Bibbia significa conoscere le nostre radici e la nostra storia». </em></p>
<p style="text-align: justify;">Per l&#8217;occasione citiamo <em><a href="http://archiviostorico.corriere.it/2006/settembre/21/Alfabeto_del_Mondo_co_9_060921071.shtml" target="_blank">alcune parole</a></em> scritte nel 2006 da uno dei firmatari, l&#8217;editorialista de <em>&#8220;Il Corriere della Sera&#8221;</em> <strong>Claudio Magris</strong> in merito al Libro. Ha citato il pensiero del non religioso Bertolt Brecht, per il quale la Bibbia era il libro che aveva in lui suscitato &#8220;l&#8217;impressione più forte&#8221;: <em>«nella Bibbia, Brecht trovava un <strong>alfabeto per leggere il mondo</strong>; la grandezza di un testo che dice brutalmente e senza indorare la pillola <strong>la nuda verità della vita e della morte</strong>, l&#8217; eros e la violenza, l&#8217; incanto e il sapore di cenere, l&#8217; altezza cui possono arrivare gli uomini salendo al di sopra di se stessi fino a concepire un assoluto che li trascende, li sorregge o li annienta, e la bassezza cui quegli stessi uomini possono giungere»</em>. Come ha scritto <strong>Northrop Frye</strong>, <em>«la Bibbia è il grande codice della civiltà». </em>Continua Magris sul <em>&#8220;Corsera&#8221;</em>: <em>«è dunque la storia &#8211; arcaica e profetica, emergente da un oscuro passato e protesa al futuro &#8211; <strong>dell&#8217; umanità</strong> [...] La Bibbia &#8211; Antico e Nuovo Testamento &#8211; e la tragedia e il mito greco continuano infatti a fornire <strong>le chiavi e le immagini per capire chi e cosa siamo</strong>, la colpa e la salvezza, l&#8217; esilio e il ritorno»</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo scrittore scocca anche una freccia contro i bui secoli illuministi: <em>«Forse un gusto <strong>sterilmente raffinato</strong> e privo del senso dell&#8217;oltre non può comprendere questa sacra carnalità, come quell&#8217;aristocratica francese del Settecento, la quale si lamentava che lo Spirito Santo &#8211; per la teologia, ispiratore, anzi autore della Bibbia &#8211; <strong>scrivesse così male</strong>, ossia in modo poco elegante»</em>. E conclude: <em>«insieme alla filosofia e poesia greca, Antico e Nuovo Testamento sono una <strong>radice primaria dell&#8217; identità europea e occidentale,</strong> oltre che testi di <strong>portata universale</strong>. Lo sono ugualmente per i <strong>credenti</strong> come per chi <strong>non li crede</strong> ispirati direttamente in modo speciale da Dio [...]. Le radici dell&#8217; Europa <strong>sono in buona parte ebraico-cristiane</strong>, grazie alle quali nel nostro Dna sono entrate pure molte linfe della civiltà medio-orientale; riconoscerlo non è una professione di fede ma una <strong>constatazione storica</strong> e negarlo è un&#8217;automutilazione»</em>.</p>
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