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Abusi, per Mancuso la causa è il celibato. Alberto Melloni: «sciocchezze progressiste»

Il mito del celibato sacerdotale come causa della pedofilia. Ma il fenomeno è più diffuso in famiglia, negli ambiti educativi e sportivi. Un tema che mette in contrapposizione anche i due più noti opinionisti religiosi di "Repubblica", Vito Mancuso e Alberto Melloni. Poi l'intervento di un seminarista di Barcellona.

 

La Chiesa cattolica sta vivendo nelle ultime settimane momenti convulsi a causa dello scandalo degli abusi commessi da diversi ecclesiastici e dall'occultamento dei loro superiori. Un fenomeno prettamente del passato, come ha dimostrato il report del Grand Jury della Pennsylvania, mentre dal 2002 si è progressivamente imposta una linea di tolleranza zero.

Tuttavia, gran parte degli organi d'informazione tratta la vicenda come scandalo d'attualità e puntuali arrivano gli opinionisti che indicano il problema nel celibato sacerdotale. Lo ha fatto recentem

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Vito Mancuso deluso dal Papa: «perché non vuole cambiare la dottrina?»

mancuso socciC'è forte delusione nel progressismo cattolico: Papa Francesco non ha alcuna intenzione di cambiare la dottrina, nessuna fantomatica apertura, nessun adeguamento al mondo.

Dopo fiumi di inchiostro sulle rivoluzioni dottrinali che avrebbe portato "il nuovo corso" di Francesco, il vaticanista del Fatto QuotidianoMarco Politi, ha smesso da mesi di scrivere libri e articoli ritirandosi in un impacciato e quanto mai salutare silenzio (l'ultimo articolo risale al marzo 2015). Se è sempre più palpabile l'imbarazzo degli storici Alberto Melloni e Massimo Faggioli, il vatiKanista del Manifesto, Luca Kocci, è ancora frastornato dalla scomunica di Papa Francesco dei fondatori dell'associazione Noi siamo Chiesa, leader del progressismo c

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Cosa manca a Vito Mancuso per essere un teologo cattolico?

mancusoomosessualiSe ponessimo la domanda: "Che cosa manca a Vito Mancuso per essere un teologo cattolico", molti risponderebbero ricordando il rifiuto dei principali teologi -come abbiamo mostrato- a considerarlo tale (compresi i suoi formatori). Altri ricorderebbero il suo credo gnostico e panteista: proprio recentemente ha sostenuto che «occorre approdare alla convinzione che la Terra sia un unico organismo vivente chiamato Gaia». Altri ancora si soffermerebbero sul suo ateismo filosofico dato che l'editorialista di Repubblica sostiene che i miracoli, compresi quelli evangelici, non sono opera di Di

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Anche Vito Mancuso si adeguerà alla realtà e abbandonerà il gender

Vito Mancuso     di Giovanni Marcotullio* *giornalista, baccelliere in Sacra Teologia e specializzatosi in Teologia e Scienze Patristiche

da La Croce quotidiano, 21/04/15

 

L’oracolo mancusiano è tornato a parlare, il profeta del San Raffaele ha detto: «Un giorno la Chiesa arriverà ad accettare la sostanza di ciò che essa definisce “teoria del gender” e che oggi tanto combatte». E ancora, sul finire del vaticinio: «Oggi alla Chiesa cattolica appare blasfema una famiglia diversa da quella tradizionale: in un tempo non lontano essa capirà che la pluralità degli amori umani è un altro punto di forza della nostra società, in quanto capace di accogliere tutti».

Quando un profeta parla con voce tanto perentoria dobbiamo osservare anzitutto un momento di Continua a leggere...

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Papa Francesco è l’incubo di Vito Mancuso e del card. Martini

HumanaeVitaeFacevamo notare recentemente come alcuni vaticanisti abbiamo abilmente manipolato la conferenza stampa di Francesco nel viaggio di ritorno dalle Filippine. Tuttavia, era un po' di tempo che non accadeva, che non venivano profetizzati cambiamenti epocali della dottrina, in particolare sulla presunta archiviazione dei temi etici.

Se oggi sono i giornalisti della destra conservatrice a perseguitare mediaticamente la Chiesa, con Benedetto XVI c'erano i cattolici democratici de "Il Fatto Quotidiano", come Marco Politi (per lo meno con accuse più sofisticate). Quelli de "Il Fatto" hanno però mantenuto il vizietto della manipolazione: Elisabetta Ambrosi, ad esempio, si è domandata tempo fa: «Ma cosa hanno a vedere tutti c

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«Sono cattolico ma…», la contraddizione di Aurelio Mancuso

Aurelio MancusQuando uno comincia dicendo "sono cattolico, ma...", già si capisce che sta per affermare qualcosa in contraddizione con il suo essere cattolico. Come dire: "sono vegano, ma mangio carne" o "sono felice, ma mi sento triste", e così via.

Davvero non si capisce come si possa dirsi cattolici e professare convinzioni palesemente in contrasto con la dottrina cattolica. Non può esistere un cattolico emancipato dalla dottrina della Chiesa cattolica, altrimenti è la professione di una fede-fai-da-te che poi si nomina "cattolicesimo", come ha sottolineato Benedetto XVI criticando chi parla di "fede adulta". Nessuno costringe ad essere cattolici e chi si dice cattolico è perché evidentemente aderisce alla dottrina professata dalla Chiesa cattolica. Per dirla

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La teologia atea: il caso Vito Mancuso

Nella storia della Chiesa è curioso il fenomeno per cui molti dei più feroci anticlericali siano stati ex-seminaristi. Due esempi curiosi su tutti: il dittatore Stalin e il quasi matematico Odifreddi (l'elenco è lungo). Il teologo Vito Mancuso è caso a sé stante

Dopo essersi spretato ha cominciato anche lui a combattere la Chiesa, ma professando contemporaneamente una forma di spiritualismo cristiano-buddhista-vegano-ecologista, un moralismo laico e sincretista basato su termini new-age come "empatia", "armonia", "energia" ecc.

Mentre un anticlericalismo violento e dichiaratamente ateo viene respinto dalla maggior parte delle persone, il potere di persuasione di Mancuso -grazie al suo approccio "soft"- è al contrario estremamente elevato. Per questo il furbissimo e laicissimo Eugenio Scalfari lo ha premiato, donandogli il ruolo di

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Il ribelle Vito Mancuso si agita ma non convince

Vito MancusoLa Commissione Teologica Internazionale, presieduta dal prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, mons. Gerhard L. Müller, ha pubblicato in questi giorni un utilissimo documento intitolato "Dio Trinità, unità degli uomini. Il monoteismo cristiano contro la violenza".

Il testo è dedicato ad approfondire «alcuni aspetti del discorso cristiano su Dio, confrontandosi in particolare con le teorie secondo le quali esisterebbe un rapporto necessario fra il monoteismo e la violenza». Il documento ha confutato queste teorie innanzitutto rilevando che la nozione di "monoteismo" sia generica per indicare Ebraismo, Islam e Cristianesimo e criticano la «semplificazione culturale che r

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Se Papa Francesco converte perfino Vito Mancuso

Vito MancusoIl "teologo" Vito Mancuso è un classico esempio di come i media occidentali abbiano la capacità di creare i personaggi che avranno poi il compito di parlare alle masse.

Ignorato completamente dalla comunità accademica dei teologi, è fortemente criticato dai pochi studiosi che lo conoscono -compreso i docenti che lo hanno formato-, per avere tesi insostenibili e in contraddizione con la disciplina che vuole insegnare: la teologia cattolica. Tuttavia non c'è trasmissione televisiva sulla Chiesa in cui sia assente e le librerie abbondano di suoi libri, questa è la potenza del potere mediatico. Eugenio Scalfari non avrebbe mai accettato un teologo vero come editorialista di "Repubblica", il successo Mancuso lo deve alla sua inesorabile polemica contro il Magistero della Chiesa e non certo alla qualità di quello che dice.

Nel suo ultim

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Se Vito Mancuso tradisce perfino il card. Martini…

A18395.jpgDopo aver buttato la vocazione alle ortiche, essersi spretato e aver tradito l'insegnamento della Chiesa, Vito Mancuso è finito per rinnegare perfino il pensiero del suo sedicente "padre spirituale", ovvero il compianto card. Carlo Maria Martini. L'argomento è centrale nel cristianesimo: la figura di Maria.

Mancuso gioisce recensendo l'ultimo libello di Marco Vannini, secondo Mancuso noto "studioso di mistica" (sic!) e del "giornalista dilettante romano" (cit. Costanzo Preve) Corrado Augias contro la Madre di Gesù. Mancuso gode quando qualsiasi aspetto del cristianesimo viene aggredito. Del libro non vale nemmeno la pena di parlare, conoscendo la faziosità e l'amatorialità dei due

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