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Odifreddi e Margherita Hack, “nipoti ritardati del positivismo”

Divertente presa per i fondelli dei due pensionati-guru laicisti, Odifreddi e Hack, finalmente si contribuisce a  scalzare l'immeritata aura di sacralità e scientificità che gli si è voluta cucire attorno. Lo ha fatto il laico Lanfranco Pace, ex sinistra extraparlamentare durante gli anni di piombo, dalle colonne de "Il Foglio".

L'occasione è la smentita sui neutrini più veloci della luce. Così scrive Pace: «Sarà venuto il mal di pancia ai Piergiorgio Odifreddi, alle Margherita Hack, al manipolo scarno, ma pretenzioso assai, di scienziati e nipoti ritardati del positivismo ottocentesco che con la forza supposta della ragione pensano di convincerci a fare a meno del mistero dell’universo, di guarirci dall’incombenza del divino

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I neutrini e Einstein: Piergiorgio Odifreddi contro Margherita Hack

I due più noti (unici?) appassionati di scienza dalla visione laicista-scientista che abbiamo in Italia sono certamente Piergiorgio Odifreddi e Margherita Hack. Il primo con mezza pubblicazione scientifica all'attivo e la seconda un'ottima direttrice di un'osservatorio astronomico. Nulla di più.

Il primo, Odifreddi, è un divertente militante anticlericale cui si è costruita attorno un'aurea da scienziato. E' anche diventato celebre per essere stato premiato con "L'asino d'oro" per il "peggior articolo scientifico dell'anno". In particolare la commissione scientifica, formata da diversi docenti universitari, ha valutato il lavoro di Odifreddi rilevando ir

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L’ateo Chiaberge: «l’UAAR, Odifreddi e la Hack mi fanno correre in Chiesa»

Cosa può mai venire di buono dal Fatto Quotidiano? Eppure, nel blog interno di Riccardo Chiaberge, già caporedattore della redazione culturale ed editorialista scientifico de Il Corriere della Sera e autore dell'ottimo La variabile Dio (in cosa credono gli scienziati?), è apparso un articolo molto ironico verso gli atei moderni e l'UAAR.

Egli commenta l'esternazione recente di Stephen Hawking: «Gli atei sono al settimo cielo. Stanno da Dio. Dopo il biologo Richard Dawkins, il quale sostiene che la religione è all’origine di tutti i mali del mondo, inclusi lo tsunami, la marea nera e il crac dei titoli tossici, adesso è la volta di Stephen Hawking, il guru della cosmologia, che dimostra come l’universo si è creato da sé, senza nessun bisogno del Padreterno, e che anzi esistono molti universi paralleli oltre a quello in cu Continua a leggere...
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L’UAAR perde altri 50 iscritti, compreso Odifreddi

atei italiani sito webA fine gennaio è stato pubblicato il nuovo Annual Report UAAR, il bilancio relativo all'anno precedente dell'Unione Atei Agnostici Razionalisti. Ne esce una conferma: l'ateismo militante e organizzato non tira più.

Le vacche grasse hanno lasciato spazio al rimpianto per il periodo d'oro dei new atheist anglosassoni, da Dawkins ad Hitches, da Harris a Dennett. In Italia Margherita Hack dimostrava l'inesistenza astrofisica di Dio sulle colonne di Repubblica e Corrado Augias sfornava a ripetizione libri di gossip scandalistico vaticano.

Un mondo estinto dopo la conversione del più famoso ateo del mondo, Antony Flew e, sopratutto, dopo la morte di Christopher Hitchens. In Italia l'UAAR è incappata in una serie di scandali interni che ne hanno evidenziato pubblicamente la v

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Margherita Hack: «la figura di Gesù è essenziale anche per me»

Margherita Hack«Gesù è stato certamente la maggior personalità della storia. Il suo insegnamento, se è resistito per 2000 anni, significa che aveva davvero qualcosa di eccezionale: ha trasmesso valori che sono essenziali anche per un non credente». (M. Hack, "Dove nascono le stelle", Sperling & Kupfer, Milano 2004, pag. 198).

Ci piace ricordarla con questa frase, Margherita Hack, morta oggi a 91 anni, compiuti da poco. Ci sentiamo vicini ad Aldo, suo marito (sposati in chiesa) e agli amici che le hanno voluto bene. Studiosa di astrofisica, ha guidato l'Osservatorio astronomico di Trieste e si è poi dedicata con successo alla divulgazione scientifica (commettendo talvolta anche qualche errore grossolano ed aderendo, recentemente,

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Retorica illuminista, ma ormai Odifreddi è da museo

Odifreddi vince l'asino d'oroOdifreddi non si arrende, in pieno 2013 ancora recita a memoria la retorica illuminista: «spero che il Vaticano diventi un grande museo all'aria aperta, uno degli effetti secondari della cultura scientifica sia non credere nei dogmi e nella religione ma nelle cose che vengono dimostrate e sperimentate, quindi una cultura dimostrativa e razionale», come ha detto recentemente al festival Passepartout di Asti.

Il Pierpippo nazionale è ancora a questi livelli? Ancora a "credo solo a quel che si può dimostrare scientificamente"? In poche parole un troglodita da museo all'aria aperta dei personaggi più bizzarri che hanno contraddistinto gli ultimi dieci anni, come lo ha definito un nostro lettore che si è divertito qualche mese fa a trollarlo sul suo blog ospitato da "Repubblica" (ormai unica sua fonte di sussistenza pubblica). Micidiale la stocc

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Margherita Hack nega il Big bang: «l’universo esiste da sempre»

Margherita Hack«Io penso che l'universo sia infinito nel tempo e nello spazio, cioè sia sempre esistito e sempre esisterà». A dirlo non è Sara Tommasi, Piergiorgio Odifreddi o altri personaggi a completo digiuno di scienza, ma nientemeno che l'astrofisica Margherita Hack. Lo dichiara in "Il perché non lo so", autobiografia in libro e dvd (il video è qui sotto) edita da poco da Sperling & Kupfer. Uno dei 27 libri scritti in 27 mesi, uno inevitabilmente più vuoto dell'altro come è stato sottolineato recentemente su "Il Foglio".

Sembra incredibile che si possa rispolverare con tanta leggerezza il mito, così viene definito da Giovanni Bignami presidente dell'Istituto Nazionale di As

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Il “fanatismo estremista” di Dawkins e “le asinate” di Odifreddi…

Odifreddi e DawkinsA 83 anni è entrato nell'olimpo della scienza grazie alla scoperta del bosone che porta il suo nome, si chiama Peter Higgs

Il fisico inglese è certamente consapevole del fatto che una parte della sua fama è dovuta al soprannome popolare per cui il bosone di Higgs è noto, ovvero la "particella di Dio". Nel recente dialogo con El Mundo  ha però ribadito il suo agnosticismo: «questo soprannome non mi piace, in primo luogo perché non sono credente, ma anche se lo fossi, non l'avrei così chiamato, perché incoraggia le persone a confondere la fisica con la teologia».

Higgs ha anche denigrato l'ateismo militante di alcuni suoi colleghi, come quello dell'ex zoologo Richard Dawkins

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Margherita Hack corretta perfino da una giornalista: «il bosone non è Dio!»

Sembra dunque confermata la scoperta del bosone di Higgs, ovvero la particella grazie alla quale ogni cosa ha una massa e per cui la materia esiste così come la conosciamo. Per una scelta di markenting è stata anche definita "particella di Dio", ma i fisici giustamente preferiscono il nome tecnico, dal britannico Peter Higgs, che nel 1964 ne aveva previsto l'esistenza.

Ci sarà modo in futuro di delineare nel dettaglio le conseguenze di questa scoperta per il dialogo tra fede/teologia e scienza, accenniamo soltanto alle parole di mons. Sanchez de Toca, sottosegretario del Pontificio Consiglio per la Cultura, il quale ha commentato entusiasta la notizia, spiegando che «dimostra che l'universo non è caotico ma razionale, cioè c'è la preminenza del Logos che è il Creatore del mondo». Un universo ordinato, comprensibile (solo) alla mente umana

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Margherita Hack vuole insultare la religione, in parrocchia e di Venerdì Santo

A Benedetto XVI è stato impedito di partecipare ad un invito presso l'Università La Sapienza, ma la papessa atea, Margherita Hack, pretende di criticare la Chiesa in una sala parrocchiale il giorno del Venerdì Santo. I membri del consiglio parrocchiale, assieme ad uno comunale, hanno tuttavia respinto la richiesta e in questi giorni è scattata la ben collaudata macchina del fango contro la Chiesa, la quale passa ancora una volta per intolleranza.

E' un bel giochino organizzato da associazioni laiciste e dall'assessore Roberto Guardagnini per mettere in difficoltà la parrocchia, quest'ultimo infatti, dichiaratamente laicista, sapeva bene -spiega "Avvenire"- che la sala parrocchiale «non è dispo

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