Leggi razziali, l’eroica opposizione della Chiesa cattolica

La Chiesa e le leggi razziali fasciste. Lo storico Andrea Riccardi e due storiche dell’Università di Firenze ricostruiscono il ruolo dei cattolici e degli ecclesiastici nel salvare gli ebrei, coordinati dalla Santa Sede che proibì ai sacerdoti di aderire alla “Difesa della razza”.

 

1938-2018, 80 anni dalla promulgazione delle leggi razziali. In tutta Italia si stanno organizzando eventi per fare memoria di quanto accadde a milioni di persone ebree. Anche l’Università Cattolica di Milano ha organizzato un incontro intitolato “Chiesa, fascismo ed ebrei: la svolta del 1938”, in collaborazione con la Società Dante Alighieri, di cui è presidente Andrea Riccardi, ordinario di Storia Contemporanea a Roma.

Riccardi è un eminente studioso dei rapporti tra Chiesa cattolica e fascismo e durante l’evento ha rivelato che nel 1938 la Santa Sede era preoccupata della «fragilità dei cattolici di fronte alla propaganda razzista e nazionalista». Per questo, la Segreteria di Stato diede istruzione ai vescovi «di impedire al clero l’abbonamento a “La Difesa della Razza”». Secondo il Vaticano, infatti, si correva «il rischio che i preti, in mezzo al popolo, insulsamente si schierassero con la propaganda». «Questa», ha spiegato Riccardi «era la coscienza che si aveva in Vaticano della capacità di tenuta d’una parte del clero di fronte alle passioni nazionaliste e al razzismo». Per lo storico, «la battaglia sull’antisemitismo e il razzismo nel 1938, nonostante la crescente chiarezza di Pio XI, rivela le complessità del mondo cattolico e talvolta lo scarso allarme su questi problemi». A proposito di Pio XI, Riccardi ha ricordato che nel suo Magistero affermò una «visione dell’unità del genere umano opposta al nazionalcattolicesimo, che è il primato della nazione sul cattolicesimo e l’universalismo».

Effettivamente, come riconobbe Giovanni Paolo II e come ha ricordato pochi giorni fa il presidente della CEI, Gualtiero Bassetti, «i cattolici italiani avrebbero potuto fare di più, quando gli ebrei venivano discriminati con leggi razziste». Tuttavia, ha riconosciuto sempre lo storico Riccardi, «nel corpo autonomo della Chiesa, pur infiltrato da idee e propaganda del fascismo, circolavano convinzioni, presupposti diversi, mentre il papa era il grande riferimento, fuori dall’orizzonte di una nazione fascistizzata. La Chiesa era (relativamente) lo spazio più libero nell’Italia fascista». D’altra parte quel «noi siamo spiritualmente semiti» pronunciato da Papa Ratti ancora risuona.

Ma ci furono anche tanti cattolici attivi a favore degli ebrei, sopratutto ecclesiastici. Un libro storico intitolato La Chiesa fiorentina e il soccorso agli ebrei e curato da Francesca Cavarocchi ed Elena Mazzini (Università di Firenze), presentato pochi giorni fa dall’Istituto Italiano della Resistenza, in collaborazione con l’associazione ebraica Delasem, ha rivelato ad esempio ben 42 monasteri, orfanotrofi e conventi cattolici fiorentini in cui vennero nascosti gli ebrei e dove alle donne ebree venne dato l’abito delle monache per mimetizzarle meglio. «Un lavoro che ci ricorda l’impegno eroico di tanti religiosi», ha commentato Marco Mazzoni, direttore dell’Istituto.

Tanto che negli anni l’onorificenza di “Giusto tra le Nazioni” è stata assegnata al cardinale Elia Dalla Costa, ma anche a sacerdoti come Leto Casini e Giacomo Meneghello, a religiosi come Cipriano Ricotti e suore come Benedetta Vespignani, Ester Busnelli, Agnese Tribbioli. Ma anche il ciclista Gino Bartali che, su richiesta del card. Dalla Costa, trasportà nella canna della bicicletta falsi documenti d’identità.

Aiuti e salvataggi, ha spiegato ancora Andrea Riccardi, che non potevano essere soltanto “iniziative dal basso” ma erano chiaramente coordinati e consentiti dai vertici della Chiesa. Su cui si trova d’accordo anche Anna Foa, docente ebrea di storia moderna Università La Sapienza di Roma: «gli studi degli ultimi anni stanno mettendo sempre più in luce il ruolo generale di protezione che la Chiesa ha avuto nei confronti degli ebrei durante l’occupazione nazista dell’Italia». Proprio ieri è morta la suora più anziana del mondo (110 anni), la polacca Cecylia Roszak, nota per aver nascosto gli ebrei dai nazisti durante la Seconda guerra mondiale.

 

AGGIORNAMENTO, ORE 19
Proprio in un discorso odierno, Papa Francesco ha ricordato la figura di Giorgio La Pira, terziaro domenicano e grande statista italiano: «Dal 1936 dimorò nel convento di San Marco, dove si diede allo studio della patristica, curando anche la pubblicazione della rivista Principi, in cui non mancavano critiche al fascismo. Ricercato dalla polizia di quel regime si rifugiò in Vaticano, dove per un periodo soggiornò nell’abitazione del Sostituto Mons. Montini, che nutriva per lui grande stima».

La redazione

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56 commenti a Leggi razziali, l’eroica opposizione della Chiesa cattolica

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  1. Gianluca C. ha detto

    Sarebbe il caso di far presente che Riccardi non è esattamente quello che si può definire uno storico super partes, no?
    Sarebbe anche il caso di far presente che, nel corso dello stesso incontro, il presidente della Cei ha espressamente ammesso che “i cattolici italiani avrebbero potuto fare di più, quando gli ebrei venivano discriminati con leggi razziste”, no?

    • underwater ha detto in risposta a Gianluca C.

      Infatti l’articolo lo fa.

      Hai ragione a dire che Riccardi non è oggettivo: è un cattolico progressista, dimenticabilissimo ex-ministro delle porte aperte a chiunque (governo Monti), che ha tutto l’interesse ideologico a sminuire il passato preconciliare, secondo la famosa ermeneutica della discontinuità. In Il secolo del martirio (2000) tratreggiava un quadro per l’Italia di allora molto più roseo.

      • Roberto ha detto in risposta a underwater

        Certo, ora uso il tuo stesso criterio di giudizio: parla di oggettivitá l ateista progressista che crede che i cattolici siano falsi a prescindere e gli atei veri a prescindere. Auto-critica uguale a 0, il dubbio è mentalmente troppo faticoso per degli onniscienti somari come voi.

        • underwater ha detto in risposta a Roberto

          Stai dicendo esattamente il contrario di quello che ho detto e ha fatto Riccardi. Oltre che inutilmente ingiurioso, sei pure superficiale.

      • Gianluca C. ha detto in risposta a underwater

        Infatti l’articolo lo fa

        Hai ragione. Mea culpa. Riccardi lo conosci sicuramente meglio di me, tenevo solo a precisare che nell’articolo non figurava come uno storico di area cattolica.

        • Roberto ha detto in risposta a Gianluca C.

          Non vuol dire niente “storico di area cattolica”, uno storico non fa il suo lavoro seguendo i suoi “gusti” come fa un qualsiasi somaro con appena il diploma liceale, come se non avesse professionalità, uno storico ricerca le fonti e le ricostruisce per dare una visione plausibile della storia. Tutto il resto è pregiudizio: se sei cattolico dici che la storia è tutta pro-cattolicesimo, se sei ateo dici invece la verità storica a prescindere. Si vede che non hai fatto esperienza accademica, ma più che altro esperienza in generale.

        • Franco ha detto in risposta a Gianluca C.

          Nemmeno tu sei super partes, perché allora ti occupi di questo argomento?

  2. Max De Pasquale ha detto

    E’ ben noto che Pio XI si arrabbio’ di brutto quando il governo fascista promulgo’ le leggi razziali. “Noi siamo spiritualmente dei semiti”, disse pubblicamente.

    • Gianluca C. ha detto in risposta a Max De Pasquale

      Ed invero qualche riserva andrebbe fatta non su di lui ma sul suo successore. E bada che non sono fra quelli che accusano Pio XII di antisemitismo. Però parlare tout court di eroica resistenza della Chiesa dopo il 1938 mi sembra quantomeno eccessivo.

      • underwater ha detto in risposta a Gianluca C.

        Per l’eroica resistenza leggiti l’appena rieditato Ribelli per amore (Milano 2018).
        Su Pio XII i dubbi sono da tempo scientificamente fugati, anche da parte di personaggi iperprogressisti come Saverio Xeres. Il Vicario di Hochut, che aprì le danze del “Pacelli amico dei nazisti” nel 1963, era un’opera scritta su commissione dell’URSS (come ha appurato l’apertura degli archivi sovietici subito dopo il 1991), palesemente di propaganda, che fu contestata dallo stesso Paolo VI (segretario particolare di Pio XII durante la guerra, quindi testimone oculare) durante il viaggio in Israele (1964).
        John Cornwell ha ammesso da almeno 10 anni di aver detto il falso nel suo Papa di Hitler e, dopo le sue dichiarazioni, l’assalto storiografico a Pio XII è crollato, tanto che oggi la comunità scientifica la dà per assodata e si sta cercando di convincere lo Yad Vashem a rivedere anche lui il suo giudizio, poiché si basa ancora sul comunista Hochut.

        • underwater ha detto in risposta a underwater

          Correggo il passaggio al femminile (“la dà per assodata”): dà per assodata l’innocenza del Papa. L’eventuale silenzio di Pio XII non fu dettato da filonazismo, ma dalla constatazione di quanto accadde in Olanda nel 1940, dove vi fu denuncia pubblica da parte dell’episcopato dei rastellamenti e si ottenne dai nazisti solamente una recrudescenza (fu in quel momento che venne deportata Edith Stein). Accanto alla prudenza lo stesso Vaticano attivò un’immensa rete solidale verso ebrei, partigiani ed oppositori politici. Nenni, per esempio, nel 1943 si rifugiò al Laterano.

        • lorenzo ha detto in risposta a underwater

          Quello che in me suscita meraviglia, non sono tanto i nemici della Chiesa dell’epoca dei quali non si può dire che abbiano fatto male il loro ideologico lavoro, quanto, a parte poche eccezioni, gli ebrei che sono stati salvati dalla Chiesa e che non l’hanno testimoniato.

        • Gianluca C. ha detto in risposta a underwater

          Su Pio XII i dubbi sono da tempo scientificamente fugati

          Addirittura scientificamente?
          A me sembra che il dibattito storiografico su Pio XII non si sia affatto esaurito, anzi.
          Così come mi sembra che l’accusa che gli viene mossa non è quella di collaborazionismo, bensì quella di aver usato eccessiva prudenza e diplomazia nei confronti di un soggetto – il nazismo – che invece alla prudenza e alla diplomazia era refrattario.
          Di questo ne avevamo già parlato in altro thread. Si adoperò per gli ebrei romani, ma non arrivò mai ad una denuncia e a una condanna esplicita delle deportazioni che avvenivano in tutta Europa e di cui pure era a conoscenza, così come non arrivò alla scomunica di Hitler. La lotta contro il nazismo fu lasciata all’iniziativa dei singoli gruppi e associazioni cattoliche.
          In breve, si comportò più da uomo politico che da papa. E non può dirsi certo che, da uomo politico, sarà ricordato come un grande statista.

          • Matteo ha detto in risposta a Gianluca C.

            “La lotta contro il nazismo fu lasciata all’iniziativa dei singoli gruppi e associazioni cattoliche.”
            Tu dici?

            • Matteo ha detto in risposta a Matteo

              Mi è partito il commento.
              Comunque non è vero quello che dici dato che è ormai noto da tempo che Pio XII appoggiò un complotto volto a spodestare Hitler, facendo tramite tra la Resistenza Tedesca e gli Inglesi.

            • Gianluca C. ha detto in risposta a Matteo

              Che l’atteggiamento dei cattolici nei confronti del nazismo non sia stato d’unanime sdegno, ripudio e avversione non lo dico certo io. Ci fu chi combatté, chi collaborò, come in Croazia. Con ciò nessuno nega che i cattolici si resero per la gran parte protagonisti attivi della salvezza degli ebrei, sia chiaro.

              • underwater ha detto in risposta a Gianluca C.

                La Croazia è un caso sui generis, dove rientra anche l’odio etnico tra croati e serbi. Il card. Stepinac fu accusato dai comunisti di aver collaborato con Pavelic, ma in un processo farsa in cui l’odio ideologico dei giudici era evidente. Morirà in carcere nel 1948 completamente innocente.

                • Gianluca C. ha detto in risposta a underwater

                  Io ci andrei molto cauto con la riabilitazione di Stepinac. E’ un fatto che in Croazia avvenne un genocidio dei serbi ortodossi. Non si trattava di guerriglia etnica.
                  La sua figura rimane argomento di divisione tra la Chiesa cattolica e la Chiesa ortodossa, e la commissione mista cattolico-ortodossa non è arrivata ad un punto d’incontro.
                  D’altronde, è un fatto anche che, a prescindere dal ruolo di Stepinac, una parte del clero croato partecipò attivamente alle purghe e ai massacri.
                  Di certo, comunque, la pagina più buia del cattolicesimo durante la Seconda Guerra Mondiale.

                • Gianluca C. ha detto in risposta a underwater

                  P.S. Devo correggerti sulla data di morte di Stepinac. Morì nel 1960, durante gli arresti domiciliari

                  • underwater ha detto in risposta a Gianluca C.

                    Gentilissimo.

                    Sapevo della commissione. Ovviamente la ferita da parte serba è profondissima.
                    Il processo a Stepinac fu comunque una farsa. E’ già stato beatificato e durante il processo canonico non è emerso nulla.

                    Non fu una gran bella pagina per il Cattolicesimo, ma rappresentò, come detto, un unicum, in cui gli odi etnici entrarono di prepotenza. Che quei popoli non si siano mai amati lo abbiamo potuto constatare tutti 20 anni fa.

          • alessandro pendesini ha detto in risposta a Gianluca C.

            Sante parole Gianluca !
            A me sembra che abbia addirittura benedetto i cannoni italiani, no ?

            • underwater ha detto in risposta a alessandro pendesini

              Balle! Mons. Domenico Tardini, quando nel 1941 fu interpellato dagli Stati Uniti per chiedere come far passare davanti ai cattolici una alleanza con l’Urss, disse che per il Vaticano nazismo e comunismo erano “cani di identico disvalore” che si azzannavano a vicenda, ma che al momento ” era più importante il pericolo nazista”. In Vaticano c’era De Gasperi. Il Papa rifiutò di dare qualsiasi benedizione ai contendenti sull’esempio di Benedetto XV.

              • alessandre pendesini ha detto in risposta a underwater

                Questa sembra essere la versione cattolica della storia, ma in realtà NON coincide con la VERA storia, quella che ho potuto visualizzare in certi documentari e fotografie d’epoca !

                Che ci siano stati dei prelati cattolici che abbiano assistito gli ebrei, non ci sono dubbi, ma questa era solamente una piccola minoranza. Ufficialmente la Chiesa era -come al solito- del lato dei più forti : Mussolini e Hitler !
                E qui NON esistono dubbi

                • underwater ha detto in risposta a alessandre pendesini

                  Solo nella testa di voi laicisti con i paraocchi.
                  La Storia non è andata come VOI la raccontate.

                • lorenzo ha detto in risposta a alessandre pendesini

                  Caro Alessandro,
                  quando i giorni in cui viviamo saranno diventati storia, sono sicuro che ci sarà qualcuno speculare a te il quale sosterrà che la Chiesa era a favore delle nozze gay perché oggi è possibile visualizzare in certi documenti e fotografie qualche prete che le benedice.
                  E qui NON esistono dubbi

      • Max De Pasquale ha detto in risposta a Gianluca C.

        Gianluca, forse il termine usato da underwater – scientifico – e’ eccessivo, perche’ la Storia non e’ scientifica. Ma storici moderni hanno pochi dubbi che anche Pio XII fu fortemente critico del nazismo e la Chiesa con lui protesse gli ebrei. L’enciclica contro l’antisemitismo di Pio XI fu scritta in tedesco dall’allora Cardinale Pacelli, nella Germania nazista spesso i discorsi di Pacelli erano censurati e lui era preso in giro – the “Jewish loving cardinal” veniva dipinto (https://exlaodicea.wordpress.com/2004/10/25/jew-loving-commie-nuncio-2/) Ed e’ degli ultimi anni la scoperta che Pacelli fu al centro di complotti internazionali per assassinare Hitler. Si’, proprio cosi. Uno dei testi in cui si parla di queste scoperte e’ il seguente:

        https://www.amazon.com/Church-Spies-Secret-Against-Hitler/dp/0465094112

        Quando i Nazisti ordinarono la deportazione degli ebrei del ghetto di Roma, nell’ottobre del 1943, migliaia di ebrei furono ospitati nella Basilica di S. Pietro, che ovviamente non era parte del territorio italiano. Ci sono le foto a riguardo. Altre migliaia furono ospitati in chiese e conventi della capitale. C’era un accordo precedente secondo cui i Nazisti non avrebbero violato le proprieta’ della Chiesa.

        Se questo era un papa antisemita…

        Qui c’e’ un ateo ben informato (non come uno che ti risponde piu’ sotto) che ne parla a riguardo:

        https://seriouspod.com/sio15-catholic-church-support-hitler-tim-oneill/

        Purtroppo e’ in Inglese, ma vale la pena.

      • Max De Pasquale ha detto in risposta a Gianluca C.

        Qui c’e’ un altro libro recente sulla materia. Ma ce ne sono tanti altri:

        https://en.wikipedia.org/wiki/The_Pope%27s_Jews

        Cito:

        “According to The Pope’s Jews, Pius XII appointed a priest supplied with funds to provide food, clothing and medicine, while more than 4,000 Jews found safety in hidden monasteries and convents in Italy. Catholic priests were told to supply baptism certificates to hundreds of hidden Jews across Italy during the war, and more than 2,000 Jews in Hungary were given Vatican papers identifying them as Catholics, while a Church network rescued German Jews by bringing them to Rome”

        Per favore, per puro buon senso e logica, finiamola di pensare che Pacelli non sia stato critico contro il nazismo e non abbia aiutato gli ebrei. E’ stata una tesi propagandata al soldo dell’Unione Sovietica (per ovvie ragioni) negli anni ’60; mentre gli ebrei nel primo dopoguerra erano pubblicamente riconoscenti a Pacelli per quello che aveva fatto per loro durante la guerra.

        Basta, e’ sbagliato calunniare ingiustamente una persona.

        • Gianluca C. ha detto in risposta a Max De Pasquale

          Max, ripeto, lungi da me accusare Pio XII di antisemitismo o di collaborazionismo.
          Ma riprendo le parole di Bassetti: la Chiesa cattolica avrebbe potuto fare di più.
          Forse non conosceremo mai il “foro interno” di Pio XII, le intime motivazioni che lo spinsero a non condannare esplicitamente il nazismo, e se quelle motivazioni fossero o meno fondate. Quello che resta alla storia, però, è il suo silenzio.
          Non v’è dubbio che aiutò gli ebrei romani, e la loro riconoscenza nei suoi confronti ne è la comprova. Ma il Papa non è solo il vescovo di Roma.

          • underwater ha detto in risposta a Gianluca C.

            Gli attestati per Pio XII nel 1958 arrivarono praticamente da tutto l’Occidente e da Israele. L’opera che attivò nella Chiesa fu universale.Non si spiega il dispiegamento di forze di carità in tutta l’Europa senza almeno un tacito ordine dall’alto, in tempi in cui l’obbedienza al Papa era senza dubbio indiscussa. Serviva l’autorizzazione papale a sospendere la clausura per permettere ai prigionieri di nascondersi, e fu data.

            Si tenga conto dell’attiva collaborazione delle Chiese locali. In particolare, mi piace ricordare la straordinaria opera del card. Schuster a Milano, che operò sempre a diretto contatto con la Santa Sede. Pio XII era sempre in contatto anche con il beato Von Galen, vescovo di Munster, ricercato dalla Gestapo. La sinagoga di Roma è ancora in piedi perchè Pio XII fece apporre i suoi sigilli sulle porte, rotti solo, con il suo permesso, dagli Alleati vincitori. Durante i mesi di occupazione il Papa non ha mai ricevuto i nazisti (solo l’ambiasciatore regolare tedesco), mentre nel 1944 fu il primo a ricevere gli americani entrati a Roma.

            Hitler non è mai stato ricevuto in Vaticano in vita sua, neppure nel 1938 durante la visita del Furher a Roma, quando Pio XI e il suo segretario di Stato (cioè proprio Pacelli) andarono platealmente a Castel Gandolfo, lasciando gli uffici deserti per protesta e la basilica sprangata, pur di non incrociarlo neppure.

            Si poteva fare di più? Domande che ci poniamo noi oggi dopo 80 anni, con il “sedere al caldo”, motivo per cui trovo la frase del card. Bassetti retorica (adatta a tempi in cui si vede il “pericolo populista” dovunque) e inappropriata.

            Chi davvero non fece nulla fu la Resistenza rossa, che non si pose mai il problema degli Ebrei, sfruttò l’accoglienza dei preti (salvo poi rinnegarla quando diventò politicamente scomodo), continuò a colpire le truppe tedesche anche quando non opportuno per scatenare la loro terribile reazione, anche contro la popolazione civile, avendo come primo obbiettivo suscitare l’odio di classe. Idem gli Alleati, che fotografarono i lager dall’alto con gli aerei, ma non sganciarono nessuna bomba, neanche sui binari segreti che portavano i prigionieri verso le camere a gas.

            • Gianluca C. ha detto in risposta a underwater

              La frase di Bassetti sul “si poteva fare di più” riprende le parole di Giovanni Paolo II, non è un quid novus e personalmente non ci vedo nulla di retorico o populista.
              Quanto alla Resistenza, rossa o non, sei ingeneroso. Si trattava di gruppi che vivevano e operavano in clandestinità e che non avevano nemmeno contezza delle deportazioni, a differenza del Vaticano. Vi furono degli eccessi, ma in tempo di guerra gli eccessi dovuti all’attivismo contro il nazismo non sono più esecrabili del silenzio e della passività.
              Mi piace ricordare, infine, che anche i musulmani salvarono gli ebrei.

              • underwater ha detto in risposta a Gianluca C.

                Nessuno, all’epoca, aveva davvero contezza di quello che successe. Ci è voluta Norimberga per capire.

                E una cosa è la retorica resistenziale postbellica, altro ciò che è stato fatto davvero all’epoca. Ormai è risaputo che l’attentato di via Rasella fu voluto dai partigiani comunisti apposta per provocare la rappresaglia nazista. Così come ormai sappiamo quasi tutto del Triangolo della morte emiliano.

                • Gianluca C. ha detto in risposta a underwater

                  Ormai è risaputo che l’attentato di via Rasella fu voluto dai partigiani comunisti apposta per provocare la rappresaglia nazista.

                  Risaputo da chi? Esiste una propaganda comunista, ma anche una propaganda anticomunista. Pare che, di quest’ultima, uno degli obiettivi principali sia gettar fango sui partigiani. Ma so già che su questo punto non c’incontreremo mai.

                  • underwater ha detto in risposta a Gianluca C.

                    Infatti.

                  • lorenzo ha detto in risposta a Gianluca C.

                    Taluni partigiani erano peggio delle ss: questo me lo ha confidato uno che il partigiano lo ha fatto, è stato catturato dai tedeschi e non è stato fucilato per un puro miracolo.

                    • alessandro pendesini ha detto in risposta a lorenzo

                      Taluni partigiani erano peggio delle ss
                      Caro Lorenzo
                      Moi zio, un certo Sartirani Gioacchino, militava contro il fascismo, dovette scappare e trasferirsi in Francia (dove si sposo’ con una certa Margot Wojtyla, cugina diretta del papa Wojtyla !)….Fu arrestato in Spagna e deportato in un campo di concentramento tedesco e fini nella camera a gas !
                      Mia madre, una certa Sartirani Isidora, ha rischiato la sua pelle assistendo (via alimenti) dei patigiani che erano contro l’esecrabile dittatore Mussolini, vergogna dell’italia all’epoca !

                      Generalizzare su una marginalità di un partigiani –premesso e non concesso che sia pertinente !- non mi sembra una critica obbiettiva, ma indegna di un italiano cattolico di stampo neofascista!

                    • lorenzo ha detto in risposta a lorenzo

                      Caro Alessandro
                      Il partigiano che mi ha riferito che taluni di quelli che combattevano nella resistenza si comportavano nei confronti anche di molti civili con un sadismo che nulla aveva da invidiare a quello delle ss si occupava, nella sua brigata, di danneggiare le linee ferroviarie; catturato durante una retata di rappresaglia a motivo di un ponte ferroviario reso temporaneamente inservibile, doveva essere fucilato il 12 novembre del 1944: i tedeschi furono però conviti a lasciare esposti i 10 ostaggi che avevano fucilato il giorno prima ed in seguito venne rilasciato.
                      Che quel partigiano fosse italiano e cattolico te lo posso assicurare, ma che fosse neofascista “non mi sembra una critica obbiettiva, ma indegna”!!!

          • Max De Pasquale ha detto in risposta a Gianluca C.

            Gianluca, credo che in tanti avrebbero potuto fare di piu’. Non ricordo particolari prese di posizione di tanti altri leaders mondiali – Churchill, Roosvelt, tanto per citarne due – a favore degli ebrei in quel periodo. Ne’ di loro iniziative per salvare fisicamente la vita agli Ebrei.

            Ci fu chi “alzo’ la voce” all’interno della Chiesa, come i vescovi olandesi. Ma fu proprio nei Paesi Bassi che si salvarono meno Ebrei.

            • Gianluca C. ha detto in risposta a Max De Pasquale

              Riporto parte della didascalia nello Yad Vashem.

              Il Pontefice si astenne dal firmare la dichiarazione degli Alleati del 17 dicembre 1942 che condannava lo sterminio degli ebrei. Comunque, nel suo radiomessaggio natalizio del 24 dicembre 1942 egli fece riferimento alle «centinaia di migliaia di persone, le quali, senza veruna colpa propria, talvolta solo per ragione di nazionalità o di stirpe, sono destinate a morte o a un progressivo deperimento». Gli ebrei non erano esplicitamente menzionati.

              • underwater ha detto in risposta a Gianluca C.

                Se gli riconoscono quel piccolo merito, vuol dire che l’iscrizione è stata modificata dai tempi della polemica più acre. Quando il suo definitivo trasferimento nel giardino dei Giusti?

                • Gianluca C. ha detto in risposta a underwater

                  Quando il suo definitivo trasferimento nel giardino dei Giusti?

                  Non prima che il Vaticano si sia deciso finalmente ad aprire gli archivi, per certo.

                  • underwater ha detto in risposta a Gianluca C.

                    Lo ha già fatto.

                  • Gabriele ha detto in risposta a Gianluca C.

                    Gianluca, la sezione degli archivi vaticani dedicata a Pio XII sarà aperta a tempo debito. Non si tratta mica di uno o due scaffali, sono tonnellate di carte da sistemare prima di un apertura agli studiosi. Intanto gli archivi fino a tutto il pontificato di Pio XI (quindi fino al 1939) sono aperti, e dovrebbero essere molto interessanti per cominciare a conoscere l’azione Eugenio Pacelli, come segretario di stato (era il numero 2 della gerarchia vaticana).

              • Max De Pasquale ha detto in risposta a Gianluca C.

                Ma mentre lui non firmo’ la dichiarazione, in pratica la Chiesa sotto di lui e con lui salvo centinaia di migliaia di ebrei nell’Europa sotto la guerra mondiale. Mentre lo stesso non si puo’ dire degli Alleati.

                Visto quello che era successo in Olanda, forse questo modo di agire fu piu’ produttivo.

                • Gianluca C. ha detto in risposta a Max De Pasquale

                  Beh, diciamo che inglesi, sovietici e americani il loro per liberarci dal nazismo l’hanno fatto, no? A liberare i campi di concentramento è stata l’armata rossa, mica le guardie svizzere

                  • underwater ha detto in risposta a Gianluca C.

                    Spiritoso come Stalin (“quante divisioni ha il Papa?”)…

                    • Gianluca C. ha detto in risposta a underwater

                      quante divisioni ha il Papa?

                      A occhio e croce, in Austria e Germania, una trentina di milioni di cattolici, i quali forse avrebbero avuto un atteggiamento meno accondiscendente nei confronti del loro fuehrer se avessero saputo

                    • Mattia ha detto in risposta a underwater

                      Sopravaluti il “potere” di un papa del XX secolo. Ricordo che Napoleone e Vittorio Emanuele II non ebbero nessuna difficoltà ad invadere lo Stato Pontificio nonostante entrambi fossero stati scomunicati e governassero su paesi a stragrande maggioranza cattolica

                  • Max De Pasquale ha detto in risposta a Gianluca C.

                    Ma stiamo parlando della questione Ebraica, non di liberarsi del nazismo. In ogni caso, come puntualizzavo piu’ sopra, Pio XII diede il supporto della Chiesa Cattolica – diplomatico e materiale – ai tentativi di uccidere Hitler.

                  • Matteo ha detto in risposta a Gianluca C.

                    Sulla “liberazione” dell’Armata Rossa si può discuttere. L’Europa dell’Est ha scambiato la tirannia di Hitler con quella di Stalin…

  3. Giovanni Trovato ha detto

    A 7 anni mia madre mi accompagno a comprare delle scarpe in un negozio gestito da ebrei. Era venerdì e la saracinesca era abbassata. Bande di deficienti di razza ariana rumoreggiavano e percuotevano
    le saracinesche degli esercizi ebrei. Riuscì egualmente a comprare le scarpe perché il titolare apri di soppiatto la saracinesca per servirmi. Il giorno dopo in classe mancavano i bimbi ebrei.Mi dispiacque molto. Non mi sono mai sentito ariano ma mezzo arabo come tutti i siciliani e sono orgoglioso di esserlo

  4. Francesco ha detto

    Posso riportare il racconto di mio padre, classe.1933, di famiglia cattolica, il quale fu mandato dai suoi genitori a fare le elementari dalle suore per evitargli di indossare la camicia nera, fare il sabato fascista, etc.. Insomma, la rete ecclesiale poteva essere fra le poche (o l’unica?) zona legalmente franca.

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