Scusa, ma che male fa il matrimonio tra Lilly e il suo robot?

retorica lgbtChe male fa, a te, che Lilly possa sposarsi con il suo robot? Cambia qualcosa alla tua vita? Non sei d’accordo? Nessuno chiede che tu sposi un robot, semplicemente che venga coronato il suo sogno. Chi sei tu per discriminare i desideri e i diritti di Lilly?

No, non ci siamo convertiti alla retorica arcobaleno di Boldrini&Cirinnà, semplicemente ci avvaliamo dei loro stessi “argomenti” a favore del matrimonio omosessuale per dimostrare come essi possano essere applicati anche a qualunque fantasia umana, da chi chiede di sposare una persona del suo stesso sesso a chi vorrebbe unirsi in matrimonio con il proprio padre o la propria madre, da chi vorrebbe sposare 3 donne a chi, adulto e consapevole, si è innamorata di un robot.

Quest’ultimo è un caso avvenuto realmente in Francia, una donna –Lilly– dice di essersi innamorata del suo robot stampato in 3-D, di nome InMoovator e vorrebbe sposarlo: «Sono orgogliosa di essere robosexual», ha dichiarato. «Non facciamo del male a nessuno e siamo felici». Le stesse parole utilizzate da chi intende convincere per la liberalizzazione delle nozze gay. A Lilly non piacciono i contatti fisici con le persone e da 19 anni si innamora solo dei robot: «Non è un’idea ridicola o cattiva, si tratta semplicemente di uno stile di vita alternativo».

Quando vengono minate le fondamenta del matrimonio che -come dice la parola stessa “matris”, “madre”- è l’istituto previsto, pensato e appositamente progettato per unire saldamente un uomo e una donna, diventando così l’ambiente protetto migliore per la nascita di un bambino, allora tutto cade. Perché “discriminare” tutte le altre formazioni umane, escludendole dalle possibilità concesse alle persone dello stesso sesso? Non solo incestuosi o poligamici, ma anche i sologamy, cioè coloro che vogliono sposare se stessi (fenomeno sempre più in crescita negli Usa). E i robosexual? Con quali argomenti dire “no”, una volta che al matrimonio vengono tolte le fondamenta, ovvero la sua finalità alla esclusiva coppia naturale?

Troppo comodo dire che Lilly ha un disturbo mentale, e le coppie incestuose? Quelle poligamiche che manifestano negli USA reclamando gli stessi diritti degli omosessuali? Ricordiamo inoltre che fino a pochi anni fa anche l’omosessualità era considerata -a torto o a ragione, non ci interessa- patologia dalla psicologia ufficiale. Gli psicologi si sbagliavano? Allora potrebbe sbagliarsi anche per i robosexual, no?

La famiglia è una sola e il matrimonio è finalizzato soltanto per coppie composte da uomo e donna (e non è affatto una discriminazione, oltretutto, come ha sentenziato la Corte di Cassazione nel 2015). Negare queste due verità significa anche doversi farsi carico di tutte le sue conseguenze, concedendo inevitabilmente le nozze anche a tutti i prodotti della fervida mente umana: il caos totale. «Utilizzare il matrimonio per unioni diverse da uomo e donna», ha infatti scritto il laicissimo Sergio Romano, «è un furto di tradizione che non conviene nemmeno agli omosessuali».

La redazione

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131 commenti a Scusa, ma che male fa il matrimonio tra Lilly e il suo robot?

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  1. Ciaone ha detto

    Ognuno fa quel che vuole basta che si è felici e a noi non ce ne può fregà di meno.

    • Fefaz ha detto in risposta a Ciaone

      Tipica prospettiva atea, relativista secondo la è promuovibile il sucidio, qualsiasi tipo di autolesionismo, perversione e, più generalmente, il disinteresse totale della salute del prossimo a meno che non ti influenzi. Palesemente egoistica ed immorale.

    • Marco S. ha detto in risposta a Ciaone

      Il matrimonio esiste per scopi sociali e solo in seconda battuta, una volta realizzati questi scopi sociali, il matrimonio ha anche finalita’ dei singoli.

      Se uno non rientra in queste finalita’ sociali, la signora Lilly si tenga pure in casa il suo robot e a me magari (nel box) la mia Giulietta: in entrambi i casi alla societa’ non gliene frega un baffo.
      Contenti voi, contenti tutti.

    • jacky ha detto in risposta a Ciaone

      “Ognuno fa quel che vuole”, poi Ciaone lo vediamo in piazza a pestare le Sentinelle in Piedi.

      • Ciaone ha detto in risposta a jacky

        Primo non sono un anarchico, secondo sono una persona civile, terzo sono a favore delle proteste di qualsiasi tipo basta che non siano violente (e comunque non considerare solo quello che ti pare del commento perchè a togliere i pezzi sono tutti bravi)

        • jacky ha detto in risposta a Ciaone

          Se l’anarchia ti porta a scrivere commenti sciocchi come il primo che hai lasciato, lascia perdere. Molto meglio adeguarsi alla civiltà.

    • claudia2674 ha detto in risposta a Ciaone

      Mah ! Una volta casi come questo sarebbero stati giustamente curati in qualche clinica psichiatrica. Ma adesso guai a dirlo !!!! Bisogna affogare nel politicamente corretto blaterando che è tutto bello e tutto lecito.

  2. Fefaz ha detto

    “Ma a voi cosa vi toglie?”

    • AlèUdin ha detto in risposta a Fefaz

      poi però pretenderà(nno) di adottare un bambino…

    • Roberto Abate ha detto in risposta a Fefaz

      A me non toglie nulla.
      Al mio senso di amore e rispetto verso gli altri ed alla vita
      da qualche preoccupazione per lei per la sua vita per la sua situazione psicologica.
      Anche le comunità hippie non mi tolgono nulla così come le comunità cristiane,
      cattoliche, musulmane tutti questi non mi tolgono nulla.

      Ma anche io voglio farti la stessa domanda: c’è qualche comportamento
      o comunità (esterni a te) che a te pare ti tolga qualcosa?
      Perché se c’è allora dovresi domandarti: perché penso che questa
      comunità o questa persona eterni a me mi stanno togliendo qualcosa?

      Ecco la vera risposta alla tua domanda è quella che ti daresti tu.

      • Hugo ha detto in risposta a Roberto Abate

        Quindi il matrimonio civile dovrebbe contemplare anche le nozze tra uomini e robot, giusto? Tanto a te non toglie nulla, vero?

      • Marco S. ha detto in risposta a Roberto Abate

        Credo che a nessuno gli importa se e come intendono vivere dove, come e con chi (o con coloro).
        Altro e’ se si vuole il matrimonio come un beneficio sociale, che non e’ solo personale, ma produce vantaggio a tutta la comunita’.

  3. Giorgio ha detto

    Che tristezza vedere messo tutto nello stesso calderone, solo per fare facile retorica dall’alto di cosa?! Non sono forse i “ministri di Dio” o le suore i primi a rinunciare al fare una famiglia per “sposare Dio”? Un entità che… Nel migliore dei casi se ne frega dell’umanità… E anche delle persone dalle visioni ristrette come le vostre. Mi chiedo se abbia realmente un senso parlare con dei “talebani” come voi!

  4. RanTanPlan ha detto

    Non facciamo del male a nessuno e siamo felici

    E no, qui è il fulcro: è a lei stessa che sta facendo male. Ma se dico che questa sua inclinazione è patologica, si inventano la Robofobia?

  5. Fabio ha detto

    Lasciate da parte per un attimo i valori del cattolicesimo in seno a famiglia e matrimonio.
    Lasciate anche da parte l’ateismo coi suoi presunti valori del “fatti suoi o fatti loro, tanto a me non procura danno”, e soffermiamoci soltanto sull’aspetto psichico della ragazza riportato nell’articolo, epurandolo da qualsiasi credo, ideologia o retorica.

    Siamo di fronte ad una PARAFILIA, quindi a qualcosa di scientificamente patologico, giacché il caso in questione non tratta di un sentimento corrisposto tra due persone che si vogliono bene, bensì tra un essere umano e un oggetto, un mero orpello inerte, incapace di provare sentimenti, senza vita!

    Qui non è una questione di valori morali o religiosi, ma di patologia, più precisamente di agalmatofilia, cioè attrazione morbosa e sessuale per oggetti antropomorfi.

    • Taigura Araphael ha detto in risposta a Fabio

      unico commento sensato dei presenti.

    • Michele ha detto in risposta a Fabio

      Ma la patologia, ammesso e non concesso che ci sia, è sufficiente per negare il “diritto al matrimonio” o, in senso più largo, il “diritto a vivere la propria vita secondo le proprie inclinazioni”?

      • Klaud ha detto in risposta a Michele

        In ogni caso è una cavolata: robot, burattini e simili non hanno valore o potere giuridico. Tutt’al più lo può brevettare… 😛

        • Fabio ha detto in risposta a Klaud

          Giusto, Klaud!
          Che cosa faremo faremo domani, continuando di questo passo, chiederemo alla Consulta di esprimersi se favorevole o contraria al matrimonio civile, (con tutti i relativi diritti e doveri che ne conseguono), tra un uomo e una gallina?
          E se poi la gallina commette adulterio col gallo, può rivalersi, l’uomo, su di lei?
          😀

        • Michele ha detto in risposta a Klaud

          Non hanno valore giuridico allo stato attuale, certo.
          Ma il punto più profondo è un altro: lo stato laico garantisce a tutti la possibilità di organizzare la propria vita secondo la propria personale idea del bene. Non impone quindi una concezione, neppure quella maggioritaria, ma lascia che ognuno segua la propria. Così ci sarà chi nella propria concezione avrà compreso il matrimonio eterosessuale monogamico indissolubile, chi dissolubile, chi ancora omosessuale, chi poliamoroso e via discorrendo.
          Pensare che il matrimonio possa essere solo tra esseri umani (non mi interessa il sesso o il numero) è già limitazione, perché include alcune concezioni di vita ma ne esclude altre (come quella di Lilly). In una parola, è discriminazione, ossia la negazione del valore fondamentale su cui si basa lo stato laico (uguale libertà per tutti).
          E di come lo stato debba a tutti riconoscere il diritto a sposarsi come pare e piace cominciano a riconoscerlo seriamente anche alcuni liberali come Irene Tinagli che su http://archivio.imille.org/2011/02/matrimoni-gay-politiche-pubbliche-e-leggi-della-giungla/ preconizza addirittura il matrimonio con un avatar! E lo fa sul presupposto della non discriminazione e della risposta da parte dello stato ai bisogni ed alle richieste di riconoscimento da parte dei cittadini.

          Per concludere, anch’io sono d’accordo che il matrimonio con un robot sia assurdo, ma è la LOGICA conseguenza di premesse che invece vengono accettate senza batter ciglio.

          • Fabio ha detto in risposta a Michele

            Michele, se dichiari questo:

            “Per concludere, anch’io sono d’accordo che il matrimonio con un robot sia assurdo, ma è la LOGICA conseguenza di premesse che invece vengono accettate senza batter ciglio.”

            Ne consegue che si rende inutilmente patetica tutta l’elucubrazione che ha anticipato il finale.
            Ah, lo so, non è colpa tua, tranquillo.
            Tu stesso lo fai comprendere, anche senza dichiararlo, che il libertinaggio laicista, scevro di un ordine logico e giuridico, è la causa di ogni assurdità che sta trasformando una SOCIETÀ CIVILE, IN UN PAROSSISMO DISTOPICO.

            • Michele ha detto in risposta a Fabio

              Caro Fabio, forse non sono stato chiaro: io NON sono laico o laicista. Il senso del mio intervento è quello di mostrare che se si parte da alcune premesse, e quelle premesse sono alquanto diffuse, non si può che arrivare a sostenere anche il matrimonio con un robot (o con un avatar, o con altro ancora), anche se le conclusioni paiono assurde. E lo sono, ma lo sono perché assurde sono anche le premesse. Assurde però non patetiche, in quanto riscuotenti consenso: fare spallucce non ci aiuterà a prevenire le conseguenze.

              • Fabio ha detto in risposta a Michele

                Caro Michele, non hai compreso la risposta che ti avevo fornito, fraintendendola come critica, invece volevo proprio farti comprendere, che se le premesse sono assurde, (libertinaggio laicista), ne consegue che anche gli atti risultano tali, (parossismo distopico sociale).

    • Ale D. ha detto in risposta a Fabio

      Curioso come si bollino certi comportamenti come “patologie” o “parafilie” quando non rientrano nella “norma”. Questo è semplicemente un orientamento sessuale, né più né meno. Per quanto strano ci possa sembrare, se sposare quel robot ha reso Lilly felice allora è giusto così. Se non possiamo fare ciò che ci rende felici allora cosa viviamo a fare?

      Questo è il primo passo verso la totale ed assoluta libertà di espressione. Libertà spesso negata da persone con mentalità ristretta come pare siano in molti su questo sito…

      Chiamatemi pure ateo, immorale o come vi pare, ma sono d’accordo con Ciaone, se a lei sta bene così e la rende felice, nessuno ha il diritto di negargli ciò che vuole.

      • Klaud ha detto in risposta a Ale D.

        Non esageriamo, di questo passo chiunque potrebbe sposare il suo vibratore!

        (Per comodità il farmacista potrebbe essere autorizzato a celebrare sui due piedi la cerimonia nuziale: sia mai che vivano nel peccato di concubinaggio!)

      • Mariasole ha detto in risposta a Ale D.

        Senza Dio l’uomo trova i suoi idoli e decade da persona a animale o cosa. Contenti voi…

        • Marco S. ha detto in risposta a Mariasole

          La perdita della cultura cristiana e’ sicuramente importante per noi, ma qui andiamo oltre: nemmeno nelle culture egiziane, greca o romane (in cui pure erano abbastanza diffuse la omofobia ed anche gli idoli) il matrimonio e’ stato cosi’ trasformato, da fine pubblico per le nuove vite, a fine privato per tutto quello di cui piu’ ci aggrada.

        • Germano ha detto in risposta a Mariasole

          Sono d’accordo.

      • Taigura Araphael ha detto in risposta a Ale D.

        orientamento sessuale, certo che lo è, ma psicopatologico.

      • Hugo ha detto in risposta a Ale D.

        Qui non si sta vietando a Lilly di amare il suo robot e a te di dire sciocchezze, ma di arrivare a chiedere allo Stato la legittimazione legale dei propri sentimenti, così come avvenuto per le coppie omosessuali. I commenti stupidi tuoi e di Ciaone mancano di senso della realtà e di contesto, perché stiamo parlando di accedere al matrimonio statale non di avere una vita privata come la si vuole.

        Non sei ateo, né immorale, solamente non hai capito nulla di quel che si sta dicendo. E forse è ancora peggio.

        • Marco S. ha detto in risposta a Hugo

          Io credo che, abbandonando il concetto del matrimonio eterosessuale, si e’ aperta una crepa della diga che temo fatalmente si allarghera’.
          E’ vero che quello che Lilly pretende e’ assurdo ed offensivo, anche rispetto alle unioni omosessuali, ma pian piano ad esso sembra arrivare…

          • jacky ha detto in risposta a Marco S.

            Si credo che tu e Hugo siate gli unici ad aver capito il cuore del problema, gli altri sono fermi ai cavilli.

    • Katy ha detto in risposta a Fabio

      Quindi tu vorresti privare Lilly dei suoi diritti e della sua felicità. Anche l’omosessualità era ritenuta ieri una parafilia, poi per alzata di mano si è deciso che è un normale orientamento sessuale.

      • Fabio ha detto in risposta a Katy

        Noto che ce l’hai spesso con me. Ne stai facendo una questione personale, per caso?
        Ti rispondo che in questo articolo non si sta discutendo di omosessualità, MA di una parafilia.
        ATTUALMENTE la medicina contempla l’AGALMATOFILIA, il problema psicologico che affligge questa ragazza, come patologia.
        Se non ti sta bene, vattela a prendere con la comunità scientifica e non con me.
        Nel mio post iniziale non ho scritto, né insinuato, che si debba sottrarre il FETICCIO, oggetto d’amore, a questa ragazza, ma ho soltanto riportato che cosa dice la medicina riguardo il suo caso. Punto.

        Ti voglio far presente, che anche la NECROFILIA, è una parafilia, quindi, se dovessimo applicare il tuo metro di giudizio, ossia guardare soltanto il lato ludico della persona, allora dovremmo permettere ad un uomo o ad una donna, DI POTER TENERSI ACCANTO, ANCHE UN CADAVERE!
        SVEGLIA, KATY!

    • Steve ha detto in risposta a Fabio

      Concordo con Taigura.

      Nel solito mare di commenti inferociti e apocalittici il tuo è sempre quello più razionale.

    • Fabrizia ha detto in risposta a Fabio

      Buongiorno. Sono Brigitte Bardot e sono innamorata del mio cavallo Blue. Non è un oggetto, è un essere intelligente e ricambia completamente i miei sentimenti. Io lo amo e lui mi ama. Ci sposiamo domani. E dopodomani mi sposo con il mio scimpanzé Cheeto: lui è addirittura una persona, anche se non umana ( anche i cavalli sono persone, ma solo per gli Inglesi e per me, per il momento). Vi sembra strano? E chi siete voi per giudicare? Io sono adulta e consapevole e nessuno può darmi lezioni su chi posso e non posso amare. In più , io non faccio male a nessuno e non protesto se voi volete sposarvi il vostro coniglietto o il Ponte di Bassano ( questo lo dico agli architetti). Saluti e baci.

      • Dario ha detto in risposta a Fabrizia

        Stai attenta perché, sotto sotto, i cavalli sono persone orribili

      • Fabio ha detto in risposta a Fabrizia

        Fabrizia, hai mai pensato di trasferirti a vivere in uno zoo? Lì potresti trovare partner a volontà! 😀

        • Fabrizia ha detto in risposta a Fabio

          Caro Fabio, ma perché dovrei limitarmi allo zoo? Essendo la mia intelligenza comprovata da più lauree, e data la mia grande, sconfinata capacità di amore, io – in piena consapevolezza – decido di sposarmi anche la locale squadra di calcio ( anche loro tutti maggiorenni e consenzienti) e magari anche la locale scuola di ballo ( maschi e femmine e misti : non mettiamo limiti alla provvidenza!). Perché limitarsi a due? È un numero magico? Sai, io non credo alla magia: sono troppo intelligente per abbassarmi a tali superstizioni. E chi se tu per mettere limiti alla mia capacità di amore? Vuoi forse impedirmi di amare? Love is love, e io amo!

          • Fabio ha detto in risposta a Fabrizia

            Assolutamente no, Fabrizia!
            Io non ti sto affatto ponendo dei limiti, infatti di ho proposto di andare a vivere in uno zoo, dove potrai condividere il tuo smisurato amore per tutti gli animali.
            Anzi, t’invito anche a condividerlo con le squadre di calcio, la scuola di ballo e con qualsiasi altro feticcio, giacché sei plurilaureata, cosicché potrai esibire al pubblico tutta la tua intelligenza che dici di avere.
            Fallo, Fabrizia.
            Hai la mia benedizione. 🙂

  6. Ale D. ha detto

    Ahahahahah non potevo aspettarmi risposte più esilaranti. Forse vi sembrerà stupida, ma per me è sacrosanta la domanda “a voi che ve ne importa?”

    Parlate tanto per dare fiato alla bocca, fate tanto i perbenisti e vi fingete open-minded ma alla fine non siete affatto capaci di accettare diversi stili di vita e tanto meno lasciare che chi abbraccia questi modi di vivere abbia i vostri stessi diritti. Il matrimonio è solo per le coppie uomo-donna? Perchè? Perchè in origine era stato deciso così? Io scommetto che Gesù avrebbe approvato… scherzo, d’altronde come posso io, semplice uomo, pretendere di sapere ciò che Dio vuole?

    Sarò onesto, prima di oggi non ero mai venuto su questo sito. Ho letto vari articoli e non ho mai visto tante fesserie tutte insieme e prive di basi. Per carità, qualche commento sensato l’ho trovato ma stranamente erano quelli su cui poi avete risposto con accuse d’ignoranza.

    E non è affatto vero che non ho capito quello di cui si discute qui. L’ho capito fin troppo bene: avete paura del cambiamento, che tutto ciò in cui credete un giorno non conterà più nulla. Rifugiatevi pure nel vostro piccolo baluardo di cristianità ma prima o poi il cambiamento arriverà, che vi piaccia o meno. Cose come i robosessuali potrebbero anche diventare la nuova norma e sarete voi ad essere additati come patologici. Mettetevi l’anima in pace o cominciate a pregare che quel momento non arrivi mai. Ma tanto sono sicuro che prima o poi arriverà.

    Baci e abbracci a tutti, tanto lo so già che risponderete che sono ignorante o quel che sia ma per quel che me ne frega…

    P.S. @Hugo
    E comunque sono davvero ateo xD

    • Marco S. ha detto in risposta a Ale D.

      Il matrimonio tra uomo e donna e’ l’unico che, autonomemente, non solo fa nascere un nuovo bambino, ma lo fa anche crescere ed educare nel mondo maschile e femminile.
      In natura il matrimonio uomo-donna e’ quindi un unicum.
      Inoltre, da sempre, il matrimonio non e’ mai stato un diritto, ma bensi’ un istituto giuridico, anche se oggi mi pare si cerchi di piegarlo al concetto del primo.

      Che dire.
      Lei ridacchia, magari ci taccia di paura, di difesa di un nostro piccolo baluardo.
      Ma guardi che qui non siamo noi, ma Lei, ad esplorare le “terre ignote”: magari senza nemmeno avere un’eccessiva esperienza di vita e senza nessun esempio storico (che infatti non c’e’).

      Buona fortuna, dunque, non solo tra due o tre anni, ma anche tra 20 o 30 anni.

      • Ale D. ha detto in risposta a Marco S.

        Esempio storico di cosa? Siete così insicuri da avere necessariamente bisogno di esempi per dimostrare le vostre convinzioni?

        • Marco S. ha detto in risposta a Ale D.

          Guardi, il matrimonio aveva dei riti e delle legge, anche tra i greci o i romani, anche se non erano cristiani.

          Non spetta dunque certo a me l’arduo compito di provarLe che tutti e soli i romani o tutti e soli i greci erano un certo tipo di matrimonio e non dia altri.
          E’ piu’ facile per Lei di mostrarmi il contrario, cioe’ il caso comune di diverso tipo di matrimonio, rispetto a quello uomo/donna.

          Lasciamo ovviamente perdere i due casi di Nerone e Eliogabolo, non a caso entrambi imperatori, i cui storici romani considerano aver abusato nel fare questo particolare matrimonio (per non dire altro).
          Del resto il matrimonio romano stabiliva espressamente non solo uomo e donna, ma anche entrambi in grado di generare, per evitare la sua nullita’.
          Quindi il matrimonio in questione era gia’ di fatto nulla, al di fuori di una recita da palazzo.

    • Germano ha detto in risposta a Ale D.

      Guarda che prima ancora che di fede cristiana, si tratta di buon senso.
      Visto che tu sei così open mind, auguro che potrai un giorno misurare la tua apertura mentale con il matrimonio robo-omo-poligamico di tua figlia. Potrai così, soddisfatto, compiacerti della tua modernità e provare in te un brivido di eccitazione.

      • Germano ha detto in risposta a Germano

        Ovviamente rispondevo a Ale D.

        • Marco S. ha detto in risposta a Germano

          Grazie, non debitavo, sia per il suo contenuto, sia perche’ il destinatario del suo intervento e’ chiaramente espresso nella sua intestazione.

      • Ale D. ha detto in risposta a Germano

        Se ciò renderà mia figlia felice accetterò la sua scelta.

        • Nemesis ha detto in risposta a Ale D.

          Allora se tua figlia è felice di suicidarsi, allora falla suicidare. Demenza atea, visione limitata ed ottusa della vita, tipica di gente strafottente che pensa a passarsi la propria vita semplicemente giocando alla playstation, mangiando e scopando. Gente che crede che la vita consista semplicemente nell’ obbedire ai propri schemi mentali patologici e deviati. Gente che se ne sbatte della vita altrui ma poi bestemmia su Dio perché l’ uomo è egoista e causa tanta sofferenza e povertà nel mondo. I classici picciotti dell’ autodistruzione.

          • Ale D. ha detto in risposta a Nemesis

            Ognuno ha diritto di fare della propria vita ciò che vuole, compreso porvi fine. Se uno vuole suicidarsi chi sono io, chi sei tu, chi è la società per impedirglielo? E comunque paragonare la libertà di sposare chi si vuole al suicidio non mi sembra affato logico, sono due realtà distinte che non c’entrano nulla l’una con l’altra.

            E poi signor Nemesis, ci tengo a farle notare l’ossimoro “se tua figlia è felice di suicidari”. Forse dall’alto della sua sapientia non se n’è reso conto, ma una persona si suicida perchè NON è felice, e peggio ancora crede che non lo sarà mai più. Ovviamente chiunque cercherebbe di aiutare questa persona, poichè è proprio la solitudine che uccide. Solitudine (fisica o mentale che sia) che voi istigate in chi la pensa diversamente, piuttosto che provare a comprendere il loro punto di vista.

            • Hugo ha detto in risposta a Ale D.

              Falso caro Ale D., tu non hai il diritto di guidare senza cinture di sicurezza, ad esempio. Non esiste l’autodeterminazione anarchica perché siamo immersi in una società dove ciò che vogliamo fare è molto limitato dalle leggi e dalla convivenza sociale.

              Il problema si amplifica se poi si pretendono leggi apposite dallo Stato. Ma capisco che questo argomentare va ben al di là della tua probabile capacità di comprensione: “ognuno fa ciò che vuole!”…ti lascio nei tuoi infantili convincimenti.

              • Ale D. ha detto in risposta a Hugo

                Infantili convincimenti… certo. Penso spesso che i bambini la sanno molto più lunga di molti adulti.

                Riguardo all’allacciarmi le cinture penso che non dovrebbe essere un obbligo. Uno IN TEORIA dovrebbe essere abbastanza intelligente da sapere che se non se le allaccia e fa un incidente ci lascia la pelle. Il fatto che la legge ci dica ciò che possiamo e non possiamo fare è perché esistono idioti che non ci arrivano da soli a capire cosa si dovrebbe o non dovrebbe fare.

                La legge dovrebbe tutelare le persone, ma non limitarle, e le persone dovrebbero sapere a priori cosa di può e cosa non si dovrebbe fare. L’anarchia, intesa come forma di governo, si intende come assenza di un potere centrale e, filosoficamente parlando, si fonda sul rispetto reciproco e sulla civile convivenza. Poi ovviamente nei fatti ci sono problemi, come la gente stupida, che non è in grado di gestirsi autonomamente e finisce per ferire altri con comportamenti egoistici. E’ solo per questo che viene vista come negativa quando in realtà non lo è.

                Anche la figura del dittatore (adesso mi lancio in una citazione storica, come piace a voi) non è negativa. Deriva dal latino dictator e significa “colui che ha preso il potere per vie non legali”. Cesare era un dictator, ma non per questo era malvagio (benché fosse palesemente contestato). Ciò che voglio dimostrare è che la società tende sempre a bollare comportamenti contrari ad essa con accezioni negative, senza nemmeno provare a comprenderle.

                E quel “oltre la tua probabile capacità di comprensione” la dice davvero lunga. E’ proprio perché ho compreso come funzionano certe cose che ho colto la loro fallacia. Il sistema costruito finora non è più adatta al nuovo contesto in cui stiamo entrando e dovrebbe essere modificato di conseguenza affinché tutti gli individui, diversi ed eguali, abbiano gli stessi medesimi diritti, com’è giusto che sia. A te non sta bene che qualcuno sposi una persona dello stesso sesso, un robot o una statua? Sono affari tuoi, nessuno ti nega di credere in quello che vuoi, ma non puoi negare i diritti altrui perché a te non stanno bene. Preferisco essere infantile e vedere le cose con semplicità piuttosto che rinchiudermi dietro una mentalità adulta, ammuffita e rinsecchita.

            • Nemesis ha detto in risposta a Ale D.

              Che risposta vuota “ognuno può fare quello che vuole”, come se la moralità non fosse niente d’accordo intrinseco ma un imbroglio, una congettura solo per tenere in piedi la società. Tu sei nichilista, per te è morale tutto ed il contrario di tutto, per te ciò che è morale è puro arbitrio e congettura, per te morale è il modo di intendere le cose. Dall’ alto della mia sapienza? No, dal basso della mia sapienza io so che tu non sarai mai un padre perché stai dicendo che la vita umana non ha valore intrinseco, stai dicendo che ogni essere umano può autodistruggere se stesso se vuole farlo e la società deve lasciargli la libertà di autodistruggersi. A te libertà suona come un valore ma in realtà è un finto punto di riferimento morale su cui t’ aggrappi prima di accettare consapevolmente che non esistono diritti intrinseci, ma solo modi d’uso intendere. Così se io intendo privare la libertà a qualcuno, quest’ azione non è moralmente ne buona ne cattiva, sei tu con le tue congetture superficiali a stabilirla come una cosa buona e cattiva. La verità è che la nostra consapevolezza del bene e del male deriva da qualcosa di trascendente che ha fatto sì che la natura fosse, deriva dall’ Essere Puro che è Dio. La tua visione delle cose è invece il nulla assoluto morale, un tentativo disperato di aggrapparti a punti di riferimento quando in realtà non ce ne sono. Parli di “logica” ma cosa può mai essere logico in un sistema le cui regole non sono intrinseche ma congetturate, come ad esempio la moralità, che sarà per te solo un errore della mente umana, la sua disgrazia? Un universo senza regole è privo di senso. Come fai a parlare di sapienza e di logica in riferimento ad un universo privo di senso? Ah, lo stabilisci arbitrariamente tu senza accorgertene. Hai degli assoluti ma ti poni come un ateo relativizzando ogni cosa nella sola funzione del soddisfacimento del piacere. Per te ciò che provoca piacere va fatto, allora giustifica anche il sadismo, che nel tuo universo senza senso non è né buono né cattivo. Dici di essere polvere, dici di essere figlio del nulla, comportati da polvere e da figlio del nulla coerente almeno, rinunciando ai TUOI illusori assoluti, a partire dalla libertà.

          • Klaud ha detto in risposta a Nemesis

            …Demenza atea, visione limitata ed ottusa della vita, tipica di gente strafottente che pensa a passarsi la propria vita semplicemente
            giocando alla playstation, mangiando e scopando…

            Pacato e imparziale punto di vista.

            …Gente che crede che la vita consista semplicemente nell’obbedire ai propri schemi mentali patologici e deviati.
            Gente che se ne sbatte della vita altrui ma poi bestemmia su Dio perché l’uomo è egoista e causa tanta sofferenza e povertà nel mondo.
            I classici picciotti dell’autodistruzione…

            Evidentemente tu, al contrario, credi che la vita consista semplicemente nell’obbedire agli schemi mentali patologici e deviati
            che ti hanno inculcato nell’infanzia.

        • jacky ha detto in risposta a Ale D.

          Soliti slogan retorici di fratelli imbevuti dalla dottrina relativista. Senza contare che ancora una volta eviti il problema: non si tratta di impedire a qualcuno di amare il suo robot, la secolarizzazione ha purtroppo portato questo ed altro. Il problema è chiedere il matrimonio al di fuori dei criteri per cui è stato fondato che, come ha confermato nel 2010 la Corte Costituzionale, è previsto solo per uomo e donna.

          • Ale D. ha detto in risposta a jacky

            Ma ci tenete davvero così tanto che il vostro modello di matrimonio rimanga sano e sacro com’è, com’è sempre stato e sempre sarà in secula seculorum? Vi sentite davvero così minacciati da temere che se verrà modificato vi verrà portato via qualcosa? La verità è che questo non vi porterà via nulla, ma in compenso è la vostra mentalità che sta portando via qualcosa ad altri. E questo perché non siete capaci di accettare di essere eguali a persone con modi di vita che non vi rispecchiano. Provo una certa pietà per voi…

        • claudia2674 ha detto in risposta a Ale D.

          Ma per piacere !!!! Una grassa risata prima o poi ci seppellirà tutti

  7. Raf ha detto

    Ale maestro di etica.e professore più intollerante di chiami intollerante. Contento tu quando ridacchiando con la tua.protervia accompegnerai qualcuno a sposare un lama Già ti vedo in giacca e cravatta e caschetto anti sputo.

    • Ale D. ha detto in risposta a Raf

      Ahahahah sarebbe sicuramente interessante un matrimonio del genere.

    • Marco S. ha detto in risposta a Raf

      Accidenti, qui siamo al tutto e al di piu’ !
      E poi dicono che abbiamo paura del cambiamento….

  8. lorenzo ha detto

    Ma ai robot spetta anche la pensione di reversibilità?

    • Marco S. ha detto in risposta a lorenzo

      Giusta osservazione, se e’ coniuge…..

    • Ciaone ha detto in risposta a lorenzo

      Se vuoi la conferma basta leggere i commenti ai miei commenti sotto al post riguardante l’educazione alla sessualità….il poveraccio diceva che le teorie evoluzionistiche erano stupidaggini. Ti appoggio pianemante nei commenti futuri avrai sempre il mio appoggio magari ci possiamo aiutare a vicenda per sconfiggere l’igniranza presuntuosa che regna sovrana qui sopra!

      • lorenzo ha detto in risposta a Ciaone

        Ti consiglierei fraternamente di informarti se corrisponde al vero la tua teoria che: una teoria scientifica è una legge scientifica che unisce moooolte più fonti.
        Se dopo che lo avrai appoggiato lo spingi anche dentro, alla checca farà certamente molto piacere…

    • Fabio ha detto in risposta a lorenzo

      Ecco, vedi, Lorenzo, in questo caso ti adoro, poiché il tuo sarcasmo ti rende amabile.

    • lorenzo ha detto in risposta a lorenzo

      Ma i pavoni checca sono uno scherzo della natura? Una stretta di mano alla loro mamma…

  9. Ale D. ha detto

    Giustissimo, bravo.

  10. Ciaone ha detto

    EUREKA!! Trovata una persona che utilizza l’intelligenze finalmete! Sono perfettamente d’accordo sei un grande! Se continui a commentare questi articoli in questo modo svegli tutti come per magia! Ti invito a commentare i futuri articoli!

  11. Acero ha detto

    Mi permetto, per la prima volta, di commentare su questo sito.
    L’autore dell’articolo mi vorrà scusare, ma ritengo che abbia usato un approccio alquanto semplicistico per commentare il caso di questa ragazza, accostandolo volontariamente al tema del matrimonio egalitario. Come è stato accennato in un commento più sopra, i robot non hanno capacità giuridica, e possono solo formare oggetto di diritti, non esserne titolari. Gli istituti giuridici servono a tutelare gli interessi umani che, in un certo periodo storico, vengono ritenuti meritevoli di protezione, e non mi risulta che il legislatore francese stia seriamente prendendo in considerazione di assecondare questa Lilly(nè, tra parentesi, le coppie poligamiche ed incestuose, pure menzionate nell’articolo).
    Naturalmente, va bene manifestare le proprie idee e discutere sul merito di una questione, ma adoperare un argomento fantoccio per confondere le acque mi sembra che faccia poco onore ad un blog di razionalisti; nè hanno molto senso, secondo me, i discorsi etimologici, che già lasciano il tempo che trovano, e che comunque non hanno un valore vincolante di cui dovrebbero tenere conto le leggi.

    • Germano ha detto in risposta a Acero

      Lei lo chiama argomento fantoccio, a me sembra un valido parallelismo.
      Pochi decenni fa nessun legislatore si sognava di normare i matrimoni omosessuali. Sulla base di ragionamenti del tipo “perché no?”, ci siamo arrivati.
      Ora lei vede che vengono avanti altre istanze: le unioni poligamiche ad esempio, e ora leggiamo questa storia dei robot. Vede anche che ci sono persone prive del più elementare buon senso (legga più su) che non ci trovano alcun problema: siamo di nuovo al “perché no?”. Quindi possiamo prevedere, sulla base di quel che abbiamo già visto, che i desideri della signorina Lilly presto o tardi potrebbero divenire oggetto di discussione nei parlamenti. E, con l’amore smisurato che osservo oggi nei confronti di cani e gatti …
      Non sono argomentazioni fallaci basate sulla teoria del piano inclinato: sono, per me, ragionevoli previsioni.

    • jacky ha detto in risposta a Acero

      A parte che non è un blog di “razionalisti” e prima di commentare bisognerebbe sapere (o almeno leggere) il titolo del blog, questo non ti fa molto onore. Inoltre, come dice giustamente Germano, il problema è ben più profondo e siamo tutti d’accordo che oggi i robot non hanno capacità giuridica ecc. Ma il matrimonio omosessuale vorrebbe essere approvato usando gli stessi argomenti con cui la protagonista Lilly chiede il suo matrimonio con il robot, lo stesso fanno i poligamici, gli incestuosi ecc. Perché discriminare gli uni e non gli altri? Affronta le ragioni non i cavilli per favore.

    • jacky ha detto in risposta a Acero

      Ps…dimenticavo. Benvenuto, persone civili e ragionevoli come te fanno sempre piacere.

    • lorenzo ha detto in risposta a Acero

      Se due persone adulte e consenzienti vogliono sposarsi ed il matrimonio è legge positiva perché due persone dello stesso sesso si e due persone imparentate no? Perché due persone si e quattro no?

      • Klaud ha detto in risposta a lorenzo

        Forse che l’errore stia nell’idea stessa di matrimonio?
        Il matrimonio civile dovrebbe essere riformato dalle fondamenta; non parliamo poi di quello religioso, che è fermo ai tempi di Orazio Coclite… 😛

        • Hugo ha detto in risposta a Klaud

          E perché mai dovrebbe essere riformato? Per seguire le mode moderne? Quindi domani lo dovremmo riformare per accettare anche le coppie incestuose? E dopo domani per i gruppi poligamici islamici? E poi i robot saranno considerati persone giuridiche, quindi riformeremo ancora una volta il matrimonio che alla fine non avrà più alcun senso.

          Se il matrimonio religioso è fermo e stabile da secoli significa che ha una verità che prescinde dal tempo cosa che tu, figlio del relativismo, non puoi apprezzare in pieno.

        • lorenzo ha detto in risposta a Klaud

          Il matrimonio non è una idea: è un rapporto tra persone che precede e fonda lo stato e che lo stato può decidere saggiamente di tutelare o stoltamente di contrastare.

    • Marco S. ha detto in risposta a Acero

      Premesso i giudizi di Germano, Jacky e Lorenzo, aggiungo che gia’ si stanno introducendo animali come soggetti giuridici alla pari degli esseri umani (a partire dai famosi primati) ed anche robot dotati di una certa intelligenza artificiale.

    • Michele ha detto in risposta a Acero

      E’ proprio il principio che sta alla base del matrimonio egalitario (uguale libertà per tutti di vivere la propria vita secondo le proprie convinzioni) che permette di legittimare anche il matrimonio con i robot. V. mio commento di ieri alle 21:34).
      Ed è proprio perché gli istituti giuridici servono a tutelare gli interessi umani in un certo periodo storico che possono essere plasmati a seconda di questi interessi e non sono invece fissi e dati una volta per tutte. Se un giorno ci fosse un interesse da parte di alcune persone a sposare dei robot o altro, il diritto dovrà prendere in considerazione questa eventualità e tutelare anche questo interesse. Se non lo fa discrimina, perché permette ad alcuni di vivere secondo i propri convincimenti mentre ad altri no.

      • Marco S. ha detto in risposta a Michele

        Senta ed abolire il matrimonio civile, no ???????
        Tanto ormai serve a tutto, salvo a quello per cui e’ stato istituito, nella notte dei tempi.

        • Michele ha detto in risposta a Marco S.

          Caro Marco S., come rispondevo più su a Fabio, io non sono laico o laicista. Tento solo di mostrare come si debba, per coerenza logica, giungere a conclusioni come il “matrimonio” con i robot partendo dalle premesse del laicismo.

          Detto questo, forse è il caso che si cominci a pensare ad abolire il matrimonio civile, visto che esso, creato dagli stati moderni come mezzo per togliere il potere ad altre istituzioni e consolidare meglio il proprio, si sta rivelando un involucro vuoto disponibile ad essere riempito in base alle volontà via via maggioritarie.

          • Marco S. ha detto in risposta a Michele

            Sono d’accordo.
            In realta, anche rispetto al tradizionale matrimonio, si mantengono i vantaggi ma, gradualmente, si eliminano tutti gli oneri d’impegno verso la societa’, in particolare verso i piu’ piccoli.
            Tante vale lasciare le cose allo stato brado.

          • Fabio ha detto in risposta a Michele

            Il tuo è commento intellettualmente razionale ed onesto, Michele.
            Eradicando l’infestante, (matrimoni civili), si impedirebbe la propagazione delle sue sementi, (degenerazione dei matrimoni in forme aberranti).

  12. CECCHI PAONE ha detto

    Ma se vuoi te lo spiego anche una seconda volta 😉 basta chiedere ahhaha o sennó ci pensa uccr con la sua propag…hem i suoi articoli a dirci sempre e solo la verità hahahah purtroppo non è questione di essere dotti o no ma semplicemente di conoscere il cattolicesimo, se leggi la bibbia mio
    caro noterai molte incongruenze e perfino la presenza di mostri marini…se tu leggessi la Genesi e il Vecchio Testamento invece di stare a casa a trastullarti capiresti come tante delle cose scritte sono frutto della fantasia e delle credenze dell’epoca…ma in chiesa ovviamente non ti leggeranno mai quello bensì gli stessi salmi detti e ridetti

  13. Germano ha detto

    Non possiamo discutere, siamo troppo distanti. Rimarco solo che, prima che su di una questione religiosa, qui si dibatteva su questioni di buon senso. Ma non l’hai capito.
    Quanto al tuo filosofo, è stato ispiratore di alcune tra le peggiori e sciagurate idee del secolo scorso.

    • CECCHI PAONE ha detto in risposta a Germano

      Visto che mi definisci “distante” illuminami allora..ti ho detto delle affermazioni nel recente commento almeno abbi tu il coraggio di smentirle invece di darmi una risposta che sembra un telegramma perchè a me sei sembrato sbrigativo ed evasivo visto che non sapevi cosa rispondere; riguardo a Nietzsche colpevolizzarlo di aver ispirato il nazismo quarant’anni dopo è come colpevolizzare gli antichi romani di aver ispirato il fascismo l’ho citato per farti concentrare sul fatto che in questo secolo la scienza ha ucciso la religione ma non l’hai capito…fatti un esame di coscienza e dimmi a cosa serve questo sito se non per contrastare in maniera infantile Uaar.

  14. Emanuele ha detto

    Cara amici e redazione,

    mi permetto di segnalare che questo tipo di approccio al problema è fallimentare. Lo si vede dal tenore dei commenti.

    Lo ritengo fallimentare poiché si basa, in somma sintesi, su un argomento fallace, ossia il “piano scivoloso” o “brutta china”. Tale argomento vorrebbe dimostrare che, intrapreso un percorso di negativo esso non possa che andare peggio, poiché ad ogni passo si aggiungeranno argomenti per compiere il passo successivo.

    Si cita spesso l’eutanasia che è iniziata per i malati terminali molto sofferenti, per poi estendersi ai malati cronici, ai minori, fino ai depressi senza malattie organiche. Ciò è indubbiamente vero, ma tale considerazione può farsi solo ex post, non ante. Infatti, esistono anche paesi dove la legislazione sull’aborto o sulla pena di morte è diventata più restrittiva dopo periodi di liberalismo.

    Va detto che anche le controargomentazioni di molti utenti sono altrettanto fallaci e si basano principalmente su due approcci entrambi errati.

    1. Presentismo: quello che facciamo qui ed ora è giusto, il resto è sbagliato. Quindi se qui ed ora è accettata l’omosessualità ma non ad esempio la poligamia è giusto così; nulla importa se in passato o in altri paesi le cose funzionano differentemente. Anzi sono gli altri certamente a sbagliare. Se domani sarà lecita la poligamia e vietata l’omosessualità, allora sarà bene così e così via.

    2. Relativismo: non esistono azioni giuste e sbagliate in genere, ma azioni giuste e sbagliate per quella precisa persona in quella precisa circostanza. L’unico metodo di valutazione è la felicità individuale: se uno è felice, che male c’è? Ne consegue che se non accetti questa felicità ed impedisci ad altri di raggiungerla sei cattivo.
    Ciò però dimentica che, vivendo in società, la mia felicità potrebbe contrastare quella degli altri con i cortocircuiti che ben conosciamo (obiezione di coscienza, autodeterminazione, aborto, compravendita di bambini, ecc.).

    ____

    Ne consegue, a mio avviso, che il giusto approccio è mostrare la verità per quella che è, senza giudizi. Infatti, contro gli argomenti sopra presentati non valgono argomenti logici: essendo falsi, “ex falso sequitur quodlibet “, quindi tempo perso argomentare. Va pertanto smontato l’argomento, non le sue conseguenze.

    • Hugo ha detto in risposta a Emanuele

      Emanuele credo però che l’articolo non sia basato tanto sul piano inclianto, ma serva a confutare l’illogicità e la fallacia delle argomentazioni Lgbt, dimostrando che esse possono valere per accettare qualunque altro prodotto della mente umana (dai robot all’incesto ecc.), per cui accogliendo le richieste gay non si potrà più non accogliere le richieste di tutti gli altri. E’ un po’ diverso da come lo hai letto tu…

      • Fabio ha detto in risposta a Hugo

        Esattamente, Hugo.
        I prodotti della mente umana, (come giustamente li hai definiti tu), io li paragono ai nuovi barbari odierni: penetrano e si diffondono sotto forma di fittizie libertà o conquiste civili, nel tessuto del vivere sociale, fanno razzia della ragione e della coscienza, depauperando così l’anima dell’essere umano di sentimenti, sensibilità ed emotività, infine lasciano il campo aperto a nuove demagogie dell’ultima ora.
        Sto notando che man-mano che si diffondono i surrogati sentimentali, le persone si fanno sempre più individualiste, fredde, aggressive e sole, specie fra sessi opposti.
        L’annichilimento totale dell’uomo è vicino, specie nella società occidentale.

  15. lorenzo ha detto

    @ redazione
    Visto che è stato tolto il commento cui ho risposto, potete togliere anche questa mia risposta che a questo punto è priva di senso?
    Grazie.

    • Sti cazzi ha detto in risposta a lorenzo

      Cazzo se ha senso sta a simboleggiare la tua ignoranza e la stronzaggine della @redazione di sto sito di merda che sa solo bloccare chi dice la verità ed esprime le proprie idee in maniera pacifica e democratica.
      FATE SCHIFO!
      Ps dico alla redazione che deve migliorare la sicurezza della pagina dato che mi blocca ogni volta ma riesco ad agirarla sempre

    • lorenzo ha detto in risposta a lorenzo

      Perché non studi i costumi e le modalità matrimoniali ebraiche del tempo di Gesù prima di dare aria al cervello?
      Riguardo poi alle ricchezze della Chiesa, lo sai che chi si scandalizzava perché un profumo costosissimo era stato sprecato invece di essere venduto per darne il ricavato ai poveri si chiamava Giuda iscariota?

      • CECCHI PAONE 2 ha detto in risposta a lorenzo

        Evidentemente nella tua maturitá mentale l’unico modo di negare una mia affermazione è trovare affinitá tra quanto ho detto e Giuda Iscariota…innanzitutto caro lorenzo la bibbia è costellata di metafore e storie con una morale la maggior parte dei fatti narrati avevano un fine di insegnare una morale per cui perfino Giuda ha avuto un ruolo metaforico simboleggiando il traditore..ma lasciamo le favole alla bibbia e concentriamoci sui giorni nostri…quindi è giusto che una religione che predichi la povertà e l’uguaglianza abbia come maggiori esponenti e rappresentanti dei ricconi sfondati? Se la pensi così devi aver sbattuto la testa da piccolo

        • lorenzo ha detto in risposta a CECCHI PAONE 2

          La mia maturità mentale lascia molto a desiderare, come infatti puoi leggere, sono alquanto acido al palato dei bamboccioni convinti di aver scoperto l’acqua calda.
          Cos’è la ricchezza? Cos’è la povertà?

  16. Don Naiolo ha detto

    Concordo su tutto signor Sti Cazzi penso che questo giornale sia talmente ipocrita da difendere una chiesa che è sempre stata soldi e politica nel corso dei secoli, un giornale propagandistico che negherebbe perfino l’olocausto se fosse stato in qualche modo di stampo cattolico vergognatevi siete degli ipocriti dispensatori di odio e baggianate chi prende sul serio i vostri articoli è una persona con i paraocchi e i prosciutti sugli occhi

  17. Susanna Rotondi ha detto

    Ma….. A me piacciono le donne. Avete qualche problema? Se è amore, è amore punto e basta. P.S. Faccio parte del cammino neocatecumenale vicino Brescia

  18. Fedele&Natasha ha detto

    Posso confermare, mi fa male tutto. NATASHA TI AMO FOLLEMENTE

  19. lorenzo ha detto

    Frustatele tu io non sono certamente masochista.
    Ad ogni modo posso notare che è stato colpito un letamaio: lo so capisce dalla puzza che si è sprigionata…

  20. Ale D. ha detto

    Ma sì… se a questa gente piace vivere con le fette di salame sugli occhi che lo facciano pure. Si aggrappano a modelli sociali creati secoli fa, noncuranti che i tempi sono cambiati e le persone sono cambiate. Parlano di buon senso e legalità ma è semplicemente intolleranza per chi non la pensa come loro.

    E poi, carissimi CCR di questa U, l’amore verso il prossimo dove l’avete messo? Credete forse sia giusto impedire alla gente di essere felice? Credete che il vostro modo di vedere le cose sia l’unico giusto e che tutti gli altri siano depravati. Ma ricordate che tra un’idea liberalista, che dice: “se ti rende felice sei libero di farlo”, e una limitante, del tipo “tu non sei libero di fare ciò”, qualunque uomo, donna, bambino, robot o ET sano di mente e di buon senso saprebbe cosa scegliere. La libertà è la cosa più impertante per un individuo e coloro che vogliono limitarla sono i veri malvagi e, in quanto tale, vanno sconfitti.

    Non è Dio a fare il mondo così, lo facciamo noi.

    • lorenzo ha detto in risposta a Ale D.

      Spiegami solo una cosetta: se ti dico che se ti butti dal decimo piano ti sfracelli e ci lasci le penne, ti nego forse la libertà di gettarti di sotto? E se poi ti lanci nel vuoto e ti spiaccichi sul marciapiede sono forse io il responsabile della tua dipartita?

      • Ale D. ha detto in risposta a lorenzo

        Niente affatto. È solo una constatazione di ciò che avverrebbe se mi buttassi da un palazzo. Morirei, non c’è dubbio al riguardo.

        Se però mi dici “buttati” e io, per una ragione o per l’altra, lo faccio, allora la tua è istigazione… ed è reato. In questo caso sì, sarebbe colpa tua.

        • lorenzo ha detto in risposta a Ale D.

          Hai risposto solo alla prima domanda.
          La seconda è: se ti butti di sotto, ti spiaccichi perché l’ho detto io o perché così sono le leggi di natura?

          • Ale D. ha detto in risposta a lorenzo

            Mi spiaccicherei perchè inevitabilmente accadrà così se mi lanciassi da un palazzo. Si chiama gravità. Un fenomeno antico quanto l’universo.

            Credevo bastasse la mia precedente risposta ma evidentemente non ne avevi colto la completezza. O forse non mi ero espresso abbastanza chiaremente.

  21. lorenzo ha detto

    Per me puoi anche fare sesso nasale od orecchiale: anche se ognuno della sua vita fa quello che vuole, la natura non perdona…

    • Ale D. ha detto in risposta a lorenzo

      La natura non giudica, dal momento che è lei che ci ha fatti in questo modo. Gli uomini d’altro canto sembrano fin troppo propensi a sputare sentenze a cazzo. Non è vero, Lorenzo?

      • Chloe Price ha detto in risposta a Ale D.

        Ha ragione Ale D. Cosa dovrebbe perdonare la natura scusami? Sei abbastanza comico….non è la natura a non perdonare è la società che non perdona, questa società di merda non perdona non la natura. La natura dice che tu nasci per morire punto e basta poi decidi tu che altro fare. E comunque posso scopare quanto mi pare e con chi mi pare tanto faccio sesso protetto. Io sono lesbica comunque.

  22. lorenzo ha detto

    Be, una passera sfondata come la tua e più usata di un vecchio vespasiano pubblico non credo sia bella a vedersi…

  23. claudia2674 ha detto

    Ussignor la calata dei bimbiminkia. Ma si è rotta la playstation ? Notare l’accozzaglia di luoghi comuni: IOR pieno di soldi ( see come no una banchetta piccolissima, manco fosse l’Unicredit)chiese ricchissime……E io sono pure non credente e a favore di matrimoni gay e affini, ma non tollero gli imbecilli. Ma mi sa che di passere ne hai viste poche anche tu vista l’aggressività, al massimo avrai visto una vecchia gallina spiumata. Secondo me le passere vere le hai viste solo su youporn

  24. lorenzo ha detto

    La redazione è davvero cattiva: pensa un po’ che ha cancellato anche un mio commento nel quale chiedevo lumi ornitologici per chiarire se i pavoni checca erano uno scherzo della natura.

  25. Fabio ha detto

    Qualcuno ieri notte ha scritto orgogliosamente: “Dio è morto!” riportando poi il nome del fautore di codesto aforisma, ovvero Fridrich Nietzsche.

    Ora, anche ammettendo il dubbio, ma non concedendo per certo il fatto compiuto dell’asserzione, possiamo certamente dire che Nietzsche è deceduto. 🙂

    Ma ad un aforisma filosofico negazionista a priori, vorrei controbattere con una frase di un grande poeta che non si può certo definire cattolico:
    “E voi materialisti, col vostro chiodo fisso, che Dio è morto e l’ uomo è solo in questo abisso, le verità cercate per terra, da maiali, tenetevi le ghiande, lasciatemi le ali.”
    (Francesco Guccini, Cyrano)

    Non mi sono mai piaciute le persone che vedono ovunque il peccato, anche dove esso non è, ma non mi sono mai piaciute neanche quelle persone le quali non ci vedono nulla di male a far qualsiasi cosa, neanche le volte in cui, un riemergente raziocinio, bisbiglierebbe loro di fare altrimenti o se non altro di fermarsi.
    I farisei seminano terrore tra la comunità; i libertini, invece, distopia sociale.

    La RAGIONE dovrebbe essere alla base d’ogni pensiero dell’uomo, indipendentemente dal credo o non credo, poiché se la ragione dipendesse soltanto dal cattolicesimo o dall’ateismo, allora, leggendo alcuni commenti particolarmente feroci e volgari da entrambe le fazioni, (fortunatamente alcuni cancellati), si direbbe che essa non dimori in nessuna delle due. Ciò non toglie che io non apprezzi alcuni commenti che sono stati postati da entrambe le parti.

  26. Acero ha detto

    Scusate, leggo solo ora le risposte al mio commento, in quanto non sto molto frequentemente davanti al computer; proverò, sebbene a volo d’uccello, a rispondere a chi mi ha scritto. Anzitutto, grazie a jacky per il benvenuto e per avermi definito una persona civile e ragionevole.
    Ragionando in via ipotetica, si può dire tutto ciò che si vuole, senza il timore di essere smentiti; io, a differenza di alcuni, non ho purtroppo la sfera di cristallo, e credo di prestare attenzione più ai fatti concreti, che ai cavilli. Devo constatare, dunque, che non esiste un significato universale della parola “matrimonio”, avulso dallo spazio e dal tempo, e che se oggi alcuni paesi lo hanno esteso ad alcune formazioni sociali che prima non ne beneficiavano, e altri non hanno compiuto la stessa scelta, è perchè la cultura che permea questo istituto è cambiata nei primi, e non nei secondi, che, di contro, legiferano secondo i propri valori; tant’è che nei paesi in cui è riconosciuto il matrimonio poligamico non è ammesso quello omosessuale, e viceversa. Per questo motivo, trovo che non abbia molto senso chiedersi perchè discriminare i poligamici: evidentemente, il loro interesse, pur esistente, non è ritenuto meritevole di tutela, per il momento, e quindi questa discriminazione è ritenuta giusta, così come qualche anno fa lo era quella riguardante gli omosessuali.
    Rispondendo a Marco S., la tutela degli animali risponde non all’esigenza di tutelare i loro diritti, ma a quella di rispondere all’emersione di un altro interesse puramente umano, cioè la pietà nei confronti degli animali. Ribadisco che per essere “soggetti giuridici alla pari degli esseri umani” occorre la capacità giuridica, ed essa non è data nè agli animali, nè, tantomeno, ai robot.

    • Germano ha detto in risposta a Acero

      Acero, il cercare di prevedere il futuro è un’attività che ha sempre impegnato l’uomo e guai se così non fosse stato. Giusto attenersi ai fatti, ma altrettanto giusto preoccuparsi delle conseguenze e dei risvolti futuri delle nostre scelte. Mi permetta di dire che questo non è un manovrare la sfera di cristallo.
      Se poi non esiste un significato universale per la parola “matrimonio”, questo non impedisce di ragionare e di discutere sul significato che essa ha per noi italiani oggi e negli anni a venire, alla luce di quel che è stata nella storia per i nostri avi e di quel che ci si augura possa essere in futuro per i nostri figli.

    • Michele ha detto in risposta a Acero

      Se non ha senso chiedersi perché discriminare i poligamici (o i robosessuali) allora significa che è solamente il potere del più forte ciò che fa il diritto (altrimenti ci si chiederebbe il senso della discriminazione, vera o presunta che sia), e colui che si sente discriminato non può far altro che accettare la sua condizione di inferiorità.
      Ciò cozza in maniera inevitabile con il principio fondamentale dello stato laico: uguale considerazione per le scelte di vita di tutti. Se una discriminazione viene ritenuta giusta (e “giusto” significa solo l’opinione del più forte) allora l’unica scelta laica è battersi per eliminarla, e non per giustificarla!

      • Germano ha detto in risposta a Michele

        …il principio fondamentale dello stato laico: uguale considerazione per le scelte di vita di tutti.

        Se queste sono funzionali ad uno sviluppo positivo ed ordinato della società. Se no come la mettiamo, ad esempio, con la scelta di vita di alcuni vegani che affamano i loro figli piccoli? Qui, come in altri casi, lo Stato interviene con una sacrosanta …. discriminazione.

        • Acero ha detto in risposta a Germano

          Germano,
          naturalmente sono d’accordo con la seconda parte della sua risposta, tant’è che nel mio primo commento accennavo proprio alla legittimità di interrogarsi su talune questioni e di difendere le proprie idee nel merito, a favore o contro; e non trovo che ci sia qualcosa di male nel cercare di fare previsioni sul futuro, anzi. Tuttavia, se si vuole anche essere credibili, forse sarebbe meglio suffragarle con dati empirici e oggettivi; altrimenti, si finisce per fare come fanno gli astrologi, che, a furia di dire tutto e il contrario di tutto, prima o poi ne azzeccano casualmente qualcuna.
          E andare a pescare l’alquanto bizzarro caso singolo di questa ragazza(che, a giudicare da qualche commento, avrebbe pure un disturbo mentale) per arrivare a presentare come probabile l’ipotesi che “allora tutto cade” mi sembra più un tentativo di usare lo stratagemma del piano inclinato per fare retorica, che il frutto di una previsione ponderata e verificabile.

          Michele,
          confesso che sono dovuto andare a rileggere i suoi precedenti commenti per avere una più chiara idea di ciò che volesse dire. Mi pare che lei(e mi corregga se sbaglio) stia semplicemente usando lo stesso espediente dell’autore dell’articolo per sostenere che, adoperando la (sua) logica, si possa giungere a qualsivoglia conclusione. Tuttavia, come le è già stato fatto notare da Germano, lo Stato, laico o meno che sia, non si prefigge affatto la “uguale considerazione per le scelte di vita di tutti”, e, come ho cercato di dire nel mio commento precedente, il diritto, purtroppo o per fortuna, non dipende solo dalla (sua) logica.

          • Michele ha detto in risposta a Acero

            Cari Germano ed Acero,

            anzitutto una premessa, come ho già scritto in altri interventi, per rendere chiara la mia posizione. Io non sono laico (anche se può sembrare dai miei commenti): nei miei interventi mi limito a mostrare le conseguenze logicamente necessarie a cui si arriva partendo da alcune premesse (nel caso specifico, quelle del pensiero laico). Per rispondere ad Acero quindi io non intendo giungere a qualsivoglia conclusione, ma alle conclusioni cui, per logica deduzione, deve arrivare chi si professa laico nel caso di Lilly e del suo robot. E se le premesse sono libertà come potere di fare ciò che si vuole (senza nuocere ad alcuno, come si è soliti dire) e uguaglianza come identica possibilità per ognuno di mettere in atto le sue scelte di vita e le proprie convinzioni (e ribadisco che queste premesse sono la pietra angolare di ciò che va sotto il nome di “laicità”) allora non c’è barba di argomento che regga contro un ipotetico “robomonio”. Vietarlo significa impedire l’esercizio dell’autodeterminazione individuale (senza che essa nuoccia a chicchessia) ad alcuni.

            Venendo al tema esplicitato da Germano (cattolico) e condiviso da Acero (laico, mi pare di capire), ovvero rispetto per le scelte personali SE funzionali ad uno sviluppo ordinato della società, mi trovo d’accordo, ma faccio anche immediatamente notare come l’introduzione di un ordine, valido per chiunque ed entro il quale le varie scelte di vita trovano una loro composizione sulla base di un terreno comune, sia un argomento proprio del pensiero classico-cristiano piuttosto che di quello laico (liberale o socialista, poco importa), il quale anzi, nega decisamente che potesse esserci un ordine naturale (e per natura non intendo quella biologica, ma quella metafisica) delle cose, che l’uomo non crea ma solo riconosce e che funge da norma per l’essere umano. Eh sì, perché si può parlare di sviluppo ordinato della società (e quindi di tutti e di ciascuno) solo nel caso in cui esista una comune natura umana, un’essenza, che l’uomo deve conoscere e rispettare per essere pienamente uomo. E’ un tema classico del pensiero cristiano, ma che il pensiero laico ha sempre rifiutato (basti pensare le odierne dispute in fatto di bioetica); e difatti per laicità parlare di ordine naturale è ideologia, finalismo deteriore, paternalismo, confessionalismo. Ed è proprio perché non esiste un “ordine naturale” che la laicità ha elaborato una concezione dove ognuno è “libero di vivere come gli pare” (pluralismo dei valori). E così si dice, e non lo sostengo io ma autorevoli maestri del pensiero laico come Bobbio, che lo Stato laico non ha valori ma consente ad ognuno di professare i propri valori (o, se si vuole adoperare la fraseologia di Acero, vedere riconosciuti i bisogni emergenti in un dato periodo). Di conseguenza è inevitabile che partendo da queste premesse si giunga alla “uguale considerazione per le scelte di vita di tutti”. Se così non fosse saremmo di fronte alla negazione della laicità da parte degli stessi laici! Si introdurrebbe all’interno della laicità un argomento (come quella della natura umana) sulla cui negazione la laicità si fonda. Un bel circolo vizioso, non c’è dubbio.

            • Michele ha detto in risposta a Michele

              “nega decisamente che potesse esserci un ordine naturale”. Che “possa esserci”!

              • Acero ha detto in risposta a Michele

                Caro Michele,
                come ho già accennato, il diritto non risponde a domande come “perchè no?” o “chissà quando…?”, ma ai suoi propri criteri ermeneutici, alla sua propria logica, e il contenuto delle norme viene determinato da scelte attinenti alla politica legislativa(la quale, a sua volta, viene influenzata da una pluralità di fattori, di tempo in tempo mutevoli: etica, religione, senso comune, ragioni economiche, e così via); nè potrebbe essere altrimenti, perchè la “logica deduzione” di cui lei parla serve, appunto, a fondare sistemi logici ed astratti, e non sistemi giuridici, che si occupano invece della realtà materiale e delle esigenze concrete, e non certo di fantomatici “robomoni”, come lei li chiama, di cui infatti non importa niente a nessuno, meno che a qualcuno qui sul blog. Le conseguenze che lei trae dalle (sue) premesse, sebbene possano essere coerenti per la logica, sono assurde, da un punto di vista pratico.
                Lei, poi, parla di natura metafisica, peraltro trascurando il fatto che “metafisica” significhi “oltre la natura”, e che dunque questa definizione sarebbe quantomeno una contraddizione in termini; ma anche prendendola per buona, l’appiglio ad un supposto ordine naturale delle cose in senso metafisico non è altro, a mio parere, che un artificio che sovente viene adoperato o per giustificare la preservazione dello status quo(come fa chi si oppone al matrimonio egalitario) o per distruggere questo status quo(come fa chi invece chi si batte per la sua approvazione), ma che non è certo conoscibile razionalmente, a differenza delle leggi biologiche. E ciò mi sembra ben testimoniato dal fatto che, dopo millenni di discussioni su questioni di lana caprina, ancora troviamo Stati che riconoscono ogni possibile diritto agli omosessuali, e altri Stati, non molto distanti dai primi, che invece li mettono a morte, trucidandoli nei modi più barbari, ma sempre appellandosi ad un presunto ordine superiore; e questo vale indipendentemente dal carattere laico o confessionale dello Stato, e indipendentemente dalla sua personale idea di laicità.

                • Michele ha detto in risposta a Acero

                  Attenzione, io non ho detto che adesso devono essere legali i matrimoni con i robot, ma che, se si presentasse l’esigenza (anche della sola Lilly) di una legalizzazione di tale unioni, allora non c’è alcun argomento per vietarli. Il suo commento mi pare più che altro concentrato solo sui singoli fatti, senza vedere le connessioni logiche tra di loro; solo così infatti si può dire che siccome non si presenta l’esigenza del “robomonio” allora la conseguenza è assurda. Né la sua risposta può risultare soddisfacente a chi sente violato un suo diritto. Cosa gli si può rispondere? Che la maggioranza ha effettuato una opzione differente? Se è così, allora ricadiamo ipso facto nella “dittatura della maggioranza”. In tal caso il fondamento del diritto è il potere (del più forte). Ma allora, non essendo altro che l’abito di cui si riveste la volontà della maggioranza, il diritto è semplicemente inutile, perché è un doppione della forza che la maggioranza ha già in suo possesso. Il punto è: chi si trova in minoranza a rivendicare un diritto cosa fa? Deve semplicemente accettare che i suoi desideri siano considerati indegni di ricevere una protezione legale, ossia deve accettare la discriminazione su di sé. Ma non si ripete che i cittadini sono tutti uguali? Sì, e quindi c’è contraddizione.

                  Per quanto riguarda il concetto di natura, la discussione ci porterebbe lontano. Intendo natura in senso filosofico, come sinonimo di essenza, ossia ciò che rende una “cosa” differente da un’altra. Che tale ordine naturale non sia un artificio, benché l’accusa di artificio sia un’arma spesso usata da parte laica per contestare l’esistenza di un ordine, se ne rende conto anche lei stesso. Infatti, nel suo primo intervento, ha contestato la possibilità di attribuire capacità giuridica ad altri oltre che agli umani. Ebbene, è proprio la differenza di natura tra umani e altri animali che si “impone” al legislatore per discriminare l’attribuzione della capacità giuridica. Intendiamoci, se non esiste un ordine naturale, una natura delle cose, il legislatore potrebbe benissimo attribuire la capacità giuridica ai robot, basta che in quel momento storico si esprima questa esigenza. Il fatto però che anche chi nega una natura delle cose debba farvi ricorso, mostra come quest’ordine, benché non possa essere conosciuto in maniera ipotetico-deduttiva, come nel caso delle scienze naturali, ma dialettica, esiste.
                  Altri esempi si potrebbero trarre: si pensi alla possibilità di fare senatore un cavallo (legalmente è possibile, Caligola docet!), oppure ad altre disposizione del diritto civile quali l’indivisibilità o la divisibilità di un bene, o alla necessità di consenso nel matrimonio (chi considererebbe matrimonio un atto in cui il consenso è estratto con la forza?). Tutto ciò per dire che anche colui che nega la natura filosofica (o l’ordine naturale delle cose), volente o nolente, deve farvi ricorso.

    • Marco S. ha detto in risposta a Acero

      Rispondo prima di tutto alla Sua osservazione, rivolta direttamente a me: so bene che gli animali e le cose non sono soggetti giuridici e quindi non hanno capacita’ giuridica (e meno che mai di agire).
      Pero qualcuno parla gia’ di cominciare ad assimilare i mammifire primati agli esseri umani, con tutto quello che ne consegue.
      Chissa quando si arrivera’ ai robot, magari quelli con intelligenza artificiale….

      Ovviamente sono contrario, ma questa mi pare essere la strada (e magari fosse l’unico caso in cui si sta rivoltando nella tomba Cicerone, di fronte al generalizzato scempio del diritto romano…)

      Parlando in generale di matrimonio, secondo me e’ sbagliato dire che esso dipende dalla cultura.

      O meglio, il matrimonio, nelle diverse culture e nelle diverse epoche, ha avuto certo riti e leggi molto differenti, ma sempre i loro elementi caratterizzanti sono stati uomo/donna, finalizzati alla procreazione e crescita dei loro figli.

      Quindi vi e’ sempre stato nel matrimonio soltanto questa “formazione sociale”.
      Anche in quelle culture dove e’ diffusa l’omosessualita’, come per esempio tra i romani, non si aprono al matrimonio altre “formazioni sociali”, ne’ nella cultura, ne’ meno che mai nella legge.

      Quindi la nostra cultura sta facendo qualcosa di assolutamente nuovo, facendoci credere che non e’ cosi’ !
      Si abusa del fatto che la legge la abbia creata come gli pare, ma non e’ cosi’.
      La legge ha certo creato le norme piu’ diverse, a seconda del luogo o dell’epoca (vedi il nostro caso, nell’ultimo cambiamento in cui la patria potesta, dal solo padre di famiglia, e’ stata poi condivisa anche alla madre di famiglia), ma mai si e’ permessa di toccare l’essenza di questa unione.

      Perche’ la “formazione sociale” non e’ una possibile unione, che magari gli hittiti permettevano anche per gli omosessuali, ma E’ la unica ed essenziale “formazione sociale” per il fituro di una societa’.

      • Acero ha detto in risposta a Marco S.

        Caro Marco S.,
        devo ammettere che mi ha incuriosito: mi può indicare gli autori che stanno pensando seriamente di equiparare i primati agli esseri umani, da un punto di vista giuridico? Perchè un conto è l’espressione “diritti degli animali” adoperata retoricamente da qualche animalista convinto o da qualche pentastellato per manifestare contrarietà a quella che(altrettanto retoricamente) viene da loro definita “vivisezione”, ma ben altro paio di maniche è se questa stessa espressione viene utilizzata nel suo senso tecnico da un giurista di professione, per trattare gli animali non come semplici beneficiari del diritto, ma addirittura come titolari di diritti, e assimilarli così agli esseri umani, come lei dice.
        Tornando sul tema del matrimonio, lei dice che un sovvertimento della sua essenza sia qualcosa di inaudito, rispetto a quello che era il pensiero di società più antiche della nostra, e, nello specifico, degli antichi romani.
        Questo è vero, naturalmente, ma mi permetto di ricordarle che non è la prima volta che un istituto conosce un drastico cambio di rotta, rispetto a com’era disciplinato un tempo. Prenda, ad esempio, il caso della proprietà, che dall’epoca dei romani(e anche degli egizi, se è per questo) fino a non molti anni fa ha avuto pacificamente per oggetto esclusivamente i beni materiali: oggi, altrettanto pacificamente, si ammette che essa possa riguardare anche beni immateriali, in quanto il progresso tecnologico ha portato all’affiorare di nuovi interessi meritevoli di tutela, che, a loro volta, hanno condotto ad un’estensione del concetto di proprietà, senza peraltro toccare quella tradizionale e millenaria, e senza che qualcuno gridasse allo scandalo. Ovviamente, non voglio portare troppo oltre un parallelismo fra due istituti giuridici molto diversi fra loro, ma solo dire che non sempre mutamenti così radicali portano necessariamente a conseguenze negative; anzi, spesso non solo vengono accettati senza batter ciglio, ma portano a considerare intollerabile un ritorno alle origini. Ad esempio, guardi il caso della potestà che lei cita: sembra incredibile che dall’arcaico diritto di vita e di morte sui figli spettante al pater familias, si sia giunti ad una sua riformulazione in termini di responsabilità, più che di autorità, che ha come ratio quella di guidare i figli nel loro sviluppo e di rispondere ai loro bisogni.
        Oggi il matrimonio civile è ben altra cosa rispetto a quello romano e a quello canonico, dai quali pure prende le mosse, e non è più finalizzato esclusivamente alla procreazione; e ciò non dal 20 maggio dell’anno scorso, ma già da molto tempo prima; l’approvazione delle unioni civili, come delle precedenti(e forse meno drastiche) modifiche del diritto di famiglia, ne è stata solo la conseguenza.
        Dunque, se Cicerone si rivolta nella tomba, è solo un problema di Cicerone, e non di chi vuole vivere oggi, invece che duemila anni fa.

        • Marco S. ha detto in risposta a Acero

          http://www.libertaepersona.org/wordpress/2008/06/diritti-umani-al-primate-ma-quali-diritti-alluomo-849/

          http://www.repubblica.it/2006/04/sezioni/esteri/zapatero-scimmie/zapatero-scimmie/zapatero-scimmie.html

          E chiaro che, con il Progetto Grande Scimmia del 2008, si pensava di equipararli in tutto e per tutto agli esseri umani, con quelle che ne conseguiva.
          Ovvio che vi sono problemi e rifiuti di questa politica, ma intanto questa idea c’e’ e certamente gira.

          Non vedo perche’ la proprieta’, una volta in grado di creare ricchezza, anche poi immateriale, non sia normale oggetto di essa.
          In questo, nell’essenza, la proprieta’ resta immutata, contrariamente al matrimonio.
          C’e’ un proprietario (fisico o giuridico) e ci sono le “ricchezze” da proteggere.
          Inoltre una proprieta’ e’ sopratutto un diritto, anche se, ovviamenti, ci sono elementi di istituti giuridico (la proprieta’ incoraggia il proprietario a metterla a frutto, anche nel bene dell’intera comunita’).

          Prendo invece atto che il cambiamento del matrimonio e’ una marcia che e’ iniziata almeno nella seconda meta’ del secolo XX.
          Ma e’ chiaro che, perdendo di vista la nascita e la crescita di nuovi bambini, aggiungedosi poi, nel tempo, altri abbandoni a danno dei piu’ piccoli, in realta’ il matrimonio sia diventato molto comodo a diverse unioni, ma mi pare del tutto inutile (anzi dannosamente costoso) alla comunita’.
          Parere personale, beninteso !

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