Cristiani perseguitati, atei e islamici si contendono il triste primato

cristiani nello scavoIl nuovo libro del giornalista Nello Scavo si intitola semplicemente Perseguitati (Piemme 2017), documentatissimo reportage sui cristiani perseguitati nel mondo.

Il 75% delle violenze sulle minoranze colpisce i cristiani. Gli autori sono persone aderenti all’islam, al buddismo e all’indusimo. Ma non solo, secondo Open Doors International la Corea del Nord, guidata moralmente dall’ateismo di Stato, per il 15° anno di fila è il luogo peggiore al mondo dove essere cristiani. La Chiesa è interamente clandestina e continuamente perseguitata.

In Somalia, racconta l’autore, «gli islamici che si convertono al cristianesimo, se scoperti vanno incontro a morte certa. La Chiesa è pressoché totalmente clandestina o fortemente ostracizzata anche in Paesi come Afghanistan, Pakistan, Sudan, Iran ed Eritrea».

L’odio verso il cristianesimo risale agli albori della prima comunità cristiana nell’Impero romano, oggi, per quanto riguarda le ragioni, «possiamo dire che si tratta di scontri per difendere un interesse. Sia esso di tipo economico, culturale, sociale, o di “supremazia religiosa”. Il cristianesimo, infatti, non è mai privo di ricadute sociali e la novità che esso rappresenta viene spesso vissuto come una minaccia per chi ha fatto del sopruso, sotto qualsiasi forma, anche quelle apparentemente più innocue, una regola di vita».

E si potrebbero anche citare i soprusi degli intellettuali laicisti e le limitazioni alla libertà religiosa e di coscienza vissuti dai cristiani nelle società occidentali, ne ha parlato anche papa Francesco: «sia gli intellettuali sia i commenti giornalistici cadono frequentemente in grossolane e poco accademiche generalizzazioni quando parlano dei difetti delle religioni e molte volte non sono in grado di distinguere che non tutti i credenti – né tutte le autorità religiose – sono uguali. Alcuni politici approfittano di questa confusione per giustificare azioni discriminatorie. Altre volte si disprezzano gli scritti che sono sorti nell’ambito di una convinzione credente, dimenticando che i testi religiosi classici possono offrire un significato destinato a tutte le epoche. Vengono disprezzati per la ristrettezza di visione dei razionalismi».

Nel libro si parla anche di schiave cristiane, racconta Nello Scavo, di «“condizioni contrattuali” nella compravendita delle donne, le angherie che molte sopportano spesso per proteggere i propri bambini. Ci sono casi di donne rimaste vedove e che avrebbero voluto togliersi la vita, una volta “comprate” da qualche miliziano, ma che hanno accettato il quotidiano martirio solo per non abbandonare i figli nelle mani dei mujaheddin». E ci sono «cristiani, sia cattolici che protestanti, che affrontano enormi rischi per far arrivare il sostegno delle comunità di credenti ai gruppi perseguitati. Tra essi persone che mettono a repentaglio la loro vita per contrabbandare copie della Bibbia da far giungere alle chiese relegate nel silenzio».

Ma ci sono anche dati che portano speranza, ad esempio alcuni «imam che nei Balcani hanno dato accoglienza a tanti profughi cristiani provenienti dalla Siria. Penso anche a quegli islamici che in Siria stanno proteggendo i loro amici cristiani, insomma a quei “samaritani” che non si girano dall’altra parte, ma si soffermano senza fare calcoli». Pochi mesi fa, ad esempio, un gruppo di musulmani di Mosul ha ricostruito una chiesa cristiana distrutta dall’Isis, in Pakistan hanno donato soldi perché venisse ricostrita e il patriarca caldeo Louis Raphael Sako ha testimoniato la vicinanza che sta ricevendo dalla comunità islamica.

Per scrivere il libro Scavo ha girato il mondo, ha visitato le comunità cristiane perseguitate e testimonia che «ovunque il pontefice è percepito dai cristiani, anche da tante comunità protestanti, come un vero difensore dei diritti umani e l’unico leader in grado di agire a sostegno dei martiri del nostro tempo. Sapere che c’è qualcuno che chiede di pregare per loro, non è solo di grande consolazione, ma gli conferma di essere parte di una comunità universale».

La redazione

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5 commenti a Cristiani perseguitati, atei e islamici si contendono il triste primato

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  1. Steve ha detto

    Il credente è discriminatissimo in Italia. Sui social non parliamo, ci si deve praticamente vergognare di dirlo.

  2. Fabio ha detto

    Credo che attualmente la regione asiatica sia un territorio molto ostile al Cristianesimo. Anzi, lo è sempre stato!
    Tra ateismo ideologico, (vedi Nord Korea), comunismo, (Cina), cultura materialista, (Giappone), induismo, (India), Isis, (Iraq, Siria), talebani, (Afganistan), islam sciita, (Iran), islam sunnita, (Penisola Araba), fanatismi vari, (Pakistan, Indonesia, Malaysia), buddismo, (Indocina), i pastori cristiani rischiano veramente e seriamente la propria vita.

    Io che seguo i messaggi della Madonna di Anguera, notai due anni fa un messaggio, già allora risalente a qualche anno prima, nel quale la Madonna lanciava un monito molto severo alla Cina e al Giappone.
    La circostanza attirò particolarmente la mia attenzione, per un fatto molto semplice, ossia che la Madonna non si era mai espressa in maniera particolarmente severa verso nessuna nazione, neanche nei riguardi di quelle che stanno offendendo Dio, ma anzi, invitandole amorevolmente e con sapienza alla conversione.
    In più di qualche messaggio, la Madonna ha definito la Cina “UNA PIETRA PESANTE PER L’UMANITÀ, assieme alla Russia, (va specificato), ma in un messaggio particolare ammoniva la Cina a cambiare mentalità e a convertirsi, poiché l’angelo del Signore o dell’apocalisse, (non ricordo più esattamente), già volteggiava sul suo cielo.
    Vi sono poi riferimenti al dragone rosso, inteso come ateismo marxista cinese, che causerà dolore e guerra a varie nazioni del mondo.

    Ora, indipendentemente da quel che dicono le profezie di Anguera, (già molte realizzatesi, come il mega terremoto in Nepal, predetto pochi mesi prima del suo manifestarsi), ho sempre visto all’oriente come un’area geografica pregna di negatività, ostile alla cultura occidentale, ed in particolar modo al Cristianesimo. Paragono l’oriente, soprattutto la Cina, come un potente vulcano assopito.
    Mi fa più paura l’ateismo marxista cinese, (coi suoi missili atomici sempre caldi), che non il fanatismo islamico.

  3. Sophie ha detto

    I tempi delle fede a coso zero stanno finendo…

  4. Ale D. ha detto

    La principale ragione per cui il cristianesimo viene perseguitato è perchè è visto come una minaccia all’ordine costruito in quelle nazioni.

    Vi consiglio di vedere il film Silence di Scorsese, dove spiega molto bene la repressione cristiana in giappone e le ragioni che hanno portata ad essa.

    Alla fine però penso che i cristiani dovrebbero smetterla di imporre il proprio credo in zone poco tolleranti a riguardo. Forse così non ci sarebbero più persecuzioni… ma il fanatismo fa sempre male, non importa da che parte viene.

    • Fabio ha detto in risposta a Ale D.

      Ho visto quel film due mesi fa e mi ha posto molti interrogativi.

      In effetti la Fede non dovrebbe mai essere imposta o inculcata, ma tutt’al più insegnata, evitando di forzare la mano laddove alcune culture si mostrassero refrattarie o particolarmente ostili.
      Non ha senso divenire inutilmente martiri, quando la ragione ci consiglia di rimandare la missione di evangelizzazione in un tempo più propizio.

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