«Anche per me, matematico, la grande sfida è l’umiltà evangelica»

matematica vangelo 
 
di Francesco Malaspina*
*docente di Geometria algebrica presso il Politecnico di Torino

 

Il matematico non può che essere profondamente umile. Uscito dal liceo avevo certamente la percezione di conoscere parecchia matematica. Ora, dopo diciannove anni passati a studiarla intensamente mi pare davvero di saperne molto meno di allora. La sua bellezza e la sua vastità mi hanno riempito di meraviglia e stupore e hanno saputo dissolvere quei confini che credevo di intravedere.

Noi che la investighiamo possiamo solo sperare di scalfire l’immensità della matematica proprio come nessun teologo potrà mai penetrare completamente il Mistero di Cristo. Il kerigma del Cristo Risorto è un mistero talmente immenso che non finiremo mai di cercare di comprenderlo. Inoltre la fede non è qualcosa di acquisito una volta per tutte, non si vive di rendita. La fede va alimentata continuamente proprio come la ricerca scientifica ha bisogno di uno studio costante. Lo studioso di qualunque scienza non può che essere profondamente umile e fare proprio il motto di Socrate: “So di non sapere”.

La povertà non è intesa solo come non attaccamento a beni materiali ma anche alle nostre conoscenze o alle sicurezze che pensiamo di aver acquisito con la nostra esperienza: «Ti rendo lode, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza». (Lc 10,21). Qui Gesù esulta perché alcune cose riguardanti il regno di Dio sono rese accessibili alle persone semplici e piccole e incomprensibili a coloro che si sentono dotti e saggi. Evidentemente non si sta dicendo che la conoscenza sia una cosa negativa ma chi è troppo attaccato ad essa e chi non ha l’umiltà di sentirsi piccolo finisce per essere chiuso a nuovi messaggi. Inoltre il Vangelo si identifica spesso con i poveri e i piccoli sicché chi è zavorrato dalle ricchezze («è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno dei cieli», Mc 10,25) o dalla sapienza ingombrante («se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli», Mt 18,3) non può essere in piena sintonia con esso.

Un giovane e brillante ingegnere, avendo scelto la vita religiosa, era entrato nei Piccoli fratelli di Gesù. Si tratta della congregazione fondata da Renè Voillame nel 1933 seguendo la regola ed il messaggio di Charles de Foucauld. I piccoli fratelli non vogliono essere pastori ma imitare la vita nascosta e ordinaria di Gesù a Nazareth quindi condividere nelle periferie del mondo, nel cuore delle masse, la condizione sociale della gente semplice. Il nostro ingegnere dopo la formazione aveva cominciato a lavorare come scaricatore di porto. La madre era andata dai superiore dicendo: “Ha studiato tanto! Vi prego fategli fare qualcosa in modo che possa utilizzare i suoi studi per qualche opera di bene”. Ci sembra una richiesta ragionevole. E’ in linea con il nostro desiderio di efficienza e anche nel Vangelo troviamo l’esortazione ad utilizzare al meglio i nostri talenti. Si tratta di una di quelle tensioni laceranti del Vangelo. Un’altra ad essa collegata è quella tra il nascondimento («non sappia la tua destra ciò che fa la tua sinistra», Mt 6,3) e la testimonianza («non si accende una lampada per metterla sotto il moggio», Mt 5,15).

Dunque, da un lato l’uso dei propri talenti e la testimonianza mettendo in evidenza le proprie opere, dall’altro il nascondimento sia delle proprie abilità che del buon operare. Si tratta di due poli entrambi positivi ed evangelici e il discernimento tra di essi non è affatto semplice. Gesù nella sua vita presente li ha vissuti entrambi: ha vissuto tre anni di vita pubblica ed è stato a Nazareth per trent’anni vivendo pienamente la vita dei suoi compaesani, lavorando nella bottega di Giuseppe immerso nella vita di quel piccolo villaggio della Galilea di 2000 anni fa. Era il Dio creatore del cielo e della terra ma nessuno dei suoi vicini, se non Maria, avrebbe potuto sospettarlo. Ha scelto questo nascondimento, dando così straordinaria dignità alla nostra vita feriale, senza preoccuparsi di sprecare i suoi, evidentemente immensi, talenti. In quest’ottica la singolare scelta del nostro brillante ingegnere non appare più uno spreco. Il Vangelo ci esorta sia ad utilizzare al meglio i nostri talenti che a nasconderli. Non ci viene data una soluzione a questa tensione ma appare chiaro che l’efficienza non è più il bene supremo ma la cosa fondamentale è il dono di sé.

L’umiltà è dunque una virtù piuttosto centrale nella spiritualità cristiana e lo è altrettanto nella ricerca scientifica. Bisogna diffidare dagli scienziati che pensano di aver trovato tutte le risposte e si sentono grandi. Ecco una frase di Ennio de Giorgi, uno dei più influenti matematici del XX secolo: «Certamente neanche le più grandi scoperte di questo secolo, le più ardite teorie fisico-matematiche, la relatività generale, il Big Bang, il principio di indeterminazione, gli spazi a infinite dimensioni di Hilbert e Banach, i teoremi di Gödel, danno una risposta alle domande fondamentali riguardanti il mondo, Dio, l’uomo».

 

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21 commenti a «Anche per me, matematico, la grande sfida è l’umiltà evangelica»

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  1. Fransi ha detto

    Chi fu il giovane e brillante ingegnere?

  2. Fabio ha detto

    …Invece, in quest’epoca disgraziata, abbonda più l’ostentazione, che il talento.
    Un’ostentazione, oltretutto, non di nobili qualità umane, intellettive od artistiche, (che sarebbe molto apprezzata), ma un mero esibizionismo della vanità, dell’arroganza e della stupidità.
    Per chi dispone di un talento, qualsiasi esso sia, è molto difficile, nell’epoca attuale, riuscire a realizzarlo, poiché sovente il talento è visto con invidia o denigrazione, da coloro i quali ne sono sprovvisti.
    Ci sono persone dotate d’innata ed autentica genialità, nell’arte, nella filosofia, nella scienza o nell’ingegno, ma queste invecchiano e muoiono nell’oblio di non essere mai state considerate e valutate col dovuto rispetto ed attenzione.
    Si guarda più la finalità sacrificale di una persona, ossia quanto può essere sfruttata e rendere economicamente ad un’azienda privata o multinazionale, ad una casa discografica o editrice, oppure ad una società sportiva, che al vero talento o alla vocazione che racchiude in se e alle ripercussioni benefiche e positive che quella dote avrebbe a livello sociale e al mondo di domani.

  3. Steve ha detto

    Aspetto i laureati in commentologia su youtube e in flame su facebook che idolatrano la scienza dicendo che solo gli ignoranti analfabeti sono credenti e chiunque abbia studiato una qualsivoglia scienza non può esserlo

    • Max ha detto in risposta a Steve

      “[…]Nessuno mette in discussione la legittimità di essere ateo o agnostico, tanto meno si può mancare di rispetto a una simile scelta, per esempio dicendo che l’ateismo impedisce di ragionare. Ma non è per una questione di galateo e di reciprocità che va evitata l’affermazione simmetrica: e cioè che la religione impedisce di ragionare. Va evitata semplicemente perché è falsa. Sarebbe falso affermare che l’ateismo impedisce di ragionare: basterebbe produrre l’esempio di tanti scienziati e pensatori atei che hanno ragionato e ragionano benissimo. È non meno falso affermare che la religione impedisce di ragionare e che scienza e fede non possono andare insieme. Anche in questo caso basterebbe una lista di scienziati credenti, gente che ragionava benissimo, senza cui la scienza neppure esisterebbe[…] ”

      G. Israel

      Voglio credere che ci sia un buon numero di persone che ancora ritiene la seguente affermazione ragionevole e veritiera.

      • Max ha detto in risposta a Max

        seguente –> tale

      • Antonello ha detto in risposta a Max

        Sono pienamente d’accordo con lei professore. La questione non é ateo o non ateo…Per quanto ci sforzerò di penetrare, chi in prima fila, chi come me un professore di matematica alle superiori appassionato di astronomia da dietro le quinte, non riusciremo mai a rispondere in toto a tutte le domande che ci possiamo porre; l’ infinito é impenetrabile sfuggente ma non per questo meno affascinante. Detto questo, vedo che la curiosità scientifica negli istituti tecnici sta scemando e per quanto mi sforzi non riesco a risvegliare le loro menti in coma volontario: a loro non interessa apprendere per conoscere vogliono solo il pezzo di carta con il minimo sindacale,sono ripeto cerebralmente morti oltre che maleducati..Potrebbe darmi qualche dritta, per cercare di svegliarli?

        • Taigura Araphael ha detto in risposta a Antonello

          non è una questione che riguarda solo gli istituti tecnici, ma anche licei ecc. Ma c’è da considerare che sono ragazzini a quell’età e che un certo tipo di curiosità si acquisisce solo con gli anni. Poi ovviamente ci sono le eccezioni di ragazzi che hanno un innato interesse ed un grande desiderio di indagare i misteri e le meraviglie che ci circondano, ma sono casi rari e non si può pretendere molto a mio avviso…..

          • Antonello ha detto in risposta a Taigura Araphael

            Io però mi sono innamorato della matematica e dell’astronomia a 13 anni ed ho sempre studiato da autodidatta…Cerco sempre di riproporre la matematica e la fisica allo stesso modo in cui le hanno proposte a me…Oggi per esempio avevo proposto un esercizio di geometria in cui chiedevo di dimostrare che un triangolo con gli angoli alla base uguali fosse isoscele; ovviamente ci sono stati tutti i preamboli e le spiegazioni del caso ma per tutta risposta mi é stato chiesto: prof, può darmi i numeri così risolvo l’ esercizio? Hanno il morbo di Alzheimer giovanile due settimane di lezioni non sono servite a nulla dimenticano addirittura di fare gli esercizi che assegno loro in classe il giorno prima…Il loro indirizzo é quello di meccatronica…Non so più cosa inventarmi…

            • Taigura Araphael ha detto in risposta a Antonello

              caro antonello capisco molto bene quello che dici. In buona parte dei casi anche io quando parlo a persone di certi argomenti un pò più complessi come scienza e filosofia, argomenti questi che esulano dal quotidiano e dalle banalità, la gente o inizia a sbadigliare oppure vedo un forte calo della concentrazione. Per cui per non tediare evito spesso di continuare e parlo d’altro. Ma credo tu ti debba rassegnare, considerato poi che gli studenti vanno in un certo senso compresi, dato che la scuola viene percepita per lo più come un lavoro. A me non è mai piaciuta la matetamatica ad esempio e ricordo che durante le lezioni di nascosto leggevo sempre libri di zoologia(questa una delle mie più grandi passioni). E’brutto da dire ma credo che la scuola pubblica non sia il luogo adatto per far nascere passioni ai ragazzi. Ho capito il tuo disagio…..non riesci ad esercitare meccanicanicamente il tuo lavoro, ma vorresti infondere l’anima . A questo punto ti vedrei di più come educatore privato, forse avresti più soddisfazioni……
              Meccatronica poi…..non so da te, ma dalle mie parti ricordo che in inidirizzi come questi volavano le sedie dalle finestre….

              • Antonello ha detto in risposta a Taigura Araphael

                Il discorso non é relativo solo alla matematica, riguarda anche e la letteratura. Non leggono altro che articoli sportivi, gossip etc. H. H esse Richard Bach Sepulveda sono sconosciuti, non capiscono neanche il senso della religione che sia il cristianesimo, l’islam oppure l’indú.Magari tra qualche anno mi sarò rassegnato ma per ora continuerò a provare…Grazie dei consigli

        • Taigura Araphael ha detto in risposta a Antonello

          mi sa che hai confuso l’utente max per israel che purtroppo è morto qualche anno fa….

    • Fabio ha detto in risposta a Steve

      YouTube è un’alcova di gente con vari squilibri mentali, (anche se esiste una minoranza sana), dove la violenza verbale e morale, l’ingiuria, l’odio ed una grezza cattiveria fine a se stessa e nichilista, rasenta la bestialità.
      Lo scorso anno m’imbattei in un video, nel quale le bestemmie e la violenza ideologica contro i cristiani, il papa e la Chiesa, era a dir poco da denuncia penale.
      Da solo affrontai quegli idioti riuniti in un’unica torma d’indemoniati che si spalleggiavano a vicenda. Metaforicamente serrai loro la bocca uno ad uno, ma ciò che mi lasciò veramente disgustato e incazzato, fu il silenzio dei credenti, la totale indifferenza di coloro i quali avrebbero avuto il diritto e il dovere, in quanto cattolici, d’intervenire quanto me!
      Oramai YouTube lo utilizzo solamente per visionare video musicali, filmati storici o tematiche che esulino argomentazioni di politica, religione, cronaca o società, per evitare che la mia vista cada su certi commenti che mi farebbero venire le caldane.

      • Steve ha detto in risposta a Fabio

        Hai ragione, youtube è un covo dello schifo. E posso capire i ragazzini di 13 anni che si insultano e bestemmiano nei canali degli youtuber… si sa, quella è un’età particolare.

        Ma ti assicuro che in OGNI video, che sia una videoricetta, un documentario, un videoclip, trovi gente matura e vaccinata pronta allo scontro verbale che sembra non aspetti altro. Con insulti di una cattiveria inaudita.

        Sui video della chiesa o comunque di argomenti religiosi non ne parliamo. Pure nei documentari sulla sindone, ad esempio, commenti talmente cattivi e intrisi di livore che fatico lontanamente a comprenderli. Eppure mi piace osservare i social dal punto di vista “antropologico”

        • Fabio ha detto in risposta a Steve

          Caro Steve, purtroppo vi sono anche tanti trentenni, quarantenni, ma anche sessantenni, che su Youtube danno sfogo ai loro peggiori istinti: inveiscono contro chiunque, augurano la morte alle persone, ingiuriano gli utenti, diffamano, abusano della credulità popolare, diffondono allarmismi e informazioni fittizie, bestemmiano, farneticano come psicopatici, inducono al consumo di droghe, allo stupro, al suicidio, al satanismo, fanno i bulli con gli umili e gli ingenui, fanno apologia al nazismo o al comunismo… Gente che starebbe bene in galera per qualche mese, senza ma e senza se.
          Sì, soltanto dal punto di vista scientifico, Youtube si rivela senz’altro un buon ambiente di studio e di analisi su quella che è l’evoluzione antropologica dell’essere umano. Direi che stiamo regredendo, stiamo involvendoci in animali con indole silvana e cacciatrice.

          • Taigura Araphael ha detto in risposta a Fabio

            leoni da tastiera e sfigati….sono più preoccupato di quelli che piuttosto che fare i cazzoni sui social agiscono veramente

            • Fabio ha detto in risposta a Taigura Araphael

              Tra alcuni di loro vi sono quelli che dall’idea passano all’azione e poi ne pubblicano il filmato per dimostrare le gesta al pubblico.

            • Antonello ha detto in risposta a Taigura Araphael

              Cazzoni é dire poco…Ci manca solo che condividano le ” evacuazioni mattutine”..É uno schifo…

              • Antonello ha detto in risposta a Antonello

                P.s. per non parlare poi di quei “vigliacchi figli di una cagna” che si nascondono dietro le piattaforme delle reti sociali per insultare, giudicare sparlare…Oltre che vergognoso é da infami

  4. CORRADO LUCIANI ha detto

    Sicuramente l’umiltà ci migliora e dovrebbe essere la caratteristica sia degli scienziati che dei religiosi. Cercare di valorizzare i nostri talenti con umiltà, al fine di renderci utili alla collettività, dovrebbe essere il nostro stile di vita, nella consapevolezza che non siamo migliori o peggiori di altri, ma semplicemente diversi. La matematica è affascinante perché aiuta a capire la realtà, forse anche Dio, che è infinito. Le sue proprietà di onniscienza, onnipresenza e onnipotenza a mio parere già traspaiono nella natura stessa, ed è sempre più evidente la sua interconnessione (entanglement) e la sua origine comune (Big Bang), caratteristiche a mio parere incompatibili con il caso. Nella consapevolezza di tutto ciò il mondo potrebbe migliorare di molto ma ahimé abbiamo in noi quel diavoletto di egoismo che ci fa fare tanti danni e che ci non ci fa vedere un bene comune, oltre che un Dio comune.

    • Antonello ha detto in risposta a CORRADO LUCIANI

      Condivido pienamente..Non prego non partecipo all’eucarestia, non entro mai in una chiesa se non per ammirarne l’architettura. Sono un fisico-matematico e astronomo dilettante,grazie alla matematica ho trovato un potente strumento di indagine che mi porta a scoprire sempre più sfumature e colori del Grande Disegno con molta più religiosità rispetto a chi, a mio parere, segue le indicazioni di libri scritti dall’uomo e non piovuti dal cielo.

    • Antonello ha detto in risposta a CORRADO LUCIANI

      Condivido pienamente..Non prego non partecipo all’eucarestia, non entro mai in una chiesa se non per ammirarne l’architettura. Sono un fisico-matematico e astronomo dilettante,grazie alla matematica ho trovato un potente strumento di indagine che mi porta a scoprire sempre più sfumature e colori del Grande Disegno con molta più religiosità rispetto a chi, a mio parere, segue le indicazioni di libri scritti dall’uomo e non piovuti dal cielo.

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