Goebbels, il braccio destro di Hitler voleva annientare il Vaticano

hitler cristianesimoLa figura di Joseph Goebbels è tornata recentemente sulla scena dell’opinione pubblica, fu tra i più importanti gerarchi nazisti e Ministro della Propaganda del Terzo Reich dal 1933 al 1945.

Innanzitutto se n’è parlato per la pubblicazione dell’opera a lui dedicata dallo storico inglese Peter Longerich, per il quale la decisione di seguire Hitler fino alla fine, nel bunker di Berlino arrivando a suicidarsi, dopo aver ucciso moglie e sei figli fu «l’opportunità per dimostrare al mondo di essersi votato a Hitler completamente, fino alle estreme conseguenze». Inoltre, poche settimane fa è morta anche la sua segretaria, Brunhilde Pomsel.

Sull’interessante sito web Storia e Chiesa sono apparse alcune sue citazioni tratte dai diari di Goebbels (Diario 1938, Mondadori 1993; Diari, Thule, 2012), in cui parla della Chiesa e della fede, confermando quanto odio provassero i gerarchi nazisti nei confronti del cattolicesimo.

Il 23/09/1936 il bracco destro di Hitler annotava la bellezza dell’acropoli ateniese, «felice antichità che poteva vivere e creare senza cristianesimo in eterna serenità». Il 07/04/1938 se la prendeva con il Vaticano: «Il vescovo di Berlino si oppone violentemente al voto. Non facciamo finta di niente. I neri non cambieranno mai. Prima o poi bisognerà togliere di mezzo anche quella internazionale pretesca… Questa è Roma: una internazionale che deve essere annientata».

Il 31/07/1938 Goeblles scrive: «Il Papa ha pronunciato un discorso durissimo contro il razzismo, pieno di ingiurie contro il fascismo e di affronti al popolo tedesco e italiano. Assimila il cattolicesimo all’Azione cattolica, e dice che chi tocca il papa muore: povero illuso. Seguono dissertazioni scientifiche totalmente idiote e retrive. Con questo tipo di mentalità non si può neppure discutere. Ma d’altra parte le sue chiacchiere sono del tutto innocue. Lasciamo che blateri». Si riferisce al discorso che Pio XI fece due giorni prima a Castelgandolfo, polemizzando con il Manifesto della razza (documento fascista che diede avvio alle leggi razziste, apparso la prima volta il 15 luglio 1938): «Il genere umano -disse il Papa- non è che una sola e universale razza di uomini. Non c’è posto per delle razze speciali. La dignità umana consiste nel costituire una sola e grande famiglia, il genere umano, la razza umana. Questo è il pensiero della Chiesa». Il 21 luglio, ricevendo in udienza gli assistenti ecclesiastici di Azione Cattolica, aveva dichiarato: «Cattolico vuol dire universale, non razzistico, nazionalistico, separatistico». Queste ideologie «non sono neppure umane».

Il 29/12/1939 Gobebbels scrive questa nota: «Il Führer è profondamente religioso ma totalmente anticristiano. Considera il cristianesimo un sintomo di decadenza. E’ un prodotto della razza ebraica. Lo si vede anche dall’analogia dei riti religiosi. Entrambi non hanno rapporti di sorta con gli animali e finiranno per andare a picco. Il Führer è un vegetariano convinto, per principio. Le sue argomentazioni sono inconfutabili. Sono estremamente convincenti. Non ha molta considerazione per l’homo sapiens. Non dovrebbe sentirsi tanto superiore agli animali. Non ne ha motivo. L’uomo crede di essere lui solo dotato di intelligenza, di anima».

Il saggista francese Matthieu Baumier ha anche ricordato che nel maggio 1937 il cardinale di Chicago, George William Mundelein -famoso per aver definito Hitler “un pazzo imbianchino”-, attaccò duramente la politica nazista. «La risposta di Goebbels», scrive Baumier, «arrivò due settimane dopo, a Berlino, davanti a più di trentamila persone e venne trasmessa alla radio e poi riportata dalla stampa tedesca. Per Goebbels i preti erano “noti criminali sessuali”, e così li minacciò: la Chiesa si “rigeneri”, prima “che sia troppo tardi”. Per Goebbels -continua il saggista francese- in Germania “non è la legge del Vaticano che comanda”» (M. Baumier, Antitrattato di ateologia, Lindau 2006, pp. 205,206).

Citazioni significative, tanto che uno dei principali studiosi dell’antisemitismo, Robert S. Wistrich, docente di Storia ebraica presso l’Università Ebraica di Gerusalemme e presidente direttore del Centro internazionale di ricerca sull’antisemitismo, ha scritto: «I leader nazisti, Hitler, Himmler, Rosenberg, Goebbels e Bormann sono tutti fanaticamente anticristiani, anche se tale realtà è stata nascosta al popolo tedesco. Se i tedeschi comuni avessero avuto accesso alle “conversazioni a tavola” di Hitler, alcuni fra loro probabilmente sarebbero rimasti scioccati. Riteneva infatti che il cristianesimo fosse “la peggiore disgrazia che sia capitata all’umanità” (luglio 1941)» (R.S. Wistrich, Hitler e l’Olocausto, Rizzoli 2003).

La redazione

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11 commenti a Goebbels, il braccio destro di Hitler voleva annientare il Vaticano

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  1. Steve ha detto

    Esiste ancora gente convinta che Hitler e la sua cricca (tra l’altro, Goebbels e Bormann erano pure più fanatici di lui, il che è tutto dire) avessero ideali cristiani o fossero essi stessi di tale religione? Maledetta ignoranza. E stramaledetti i social che danno potere di parola a gente che dovrebbe tacere ad oltranza

    • andrea g ha detto in risposta a Steve

      Credo, Steve, che tutti coloro che odiano Cristo,
      siano essi criminali psicotici come Goebbels o una
      qualsiasi persona senza posto nella ‘Storia’,
      non possano sopportare di dover riconoscere
      che tutto viene loro da Dio.
      In particolare, risulta impossibile riconoscere
      che DIO si sia incarnato e lasciato uccidere per
      poterli (poterci) salvare dal loro (nostro, mio)
      orgoglio: orgoglio contemporaneamente infantile
      e demoniaco.

  2. beppino ha detto

    «…felice antichità che poteva vivere e creare senza cristianesimo in eterna serenità…»;
    «…prima o poi bisognerà togliere di mezzo anche quella internazionale pretesca…»;
    «…con questo tipo di mentalità non si può neppure discutere…»;
    «…considera il cristianesimo un sintomo di decadenza…»;
    «…i preti [sono] noti criminali sessuali…».

    Frasi di Goebbels dunque…. Chissà perché ma le ritrovo spesso e volentieri in giro per la Rete ai giorni nostri (in genere scritte da “illuminati” epigoni di Voltaire o da travoltini degenerati portatori di nuove etiche imperanti e prevaricanti su procurato aborto, eutanasia, omosessualismo ed in genere in tema di principi non negoziabili.

    • Sebastiano ha detto in risposta a beppino

      Il motivo c’è: è che il “mandante” è sempre lo stesso, quel signore che puzza di zolfo…

  3. Fabio ha detto

    É interessante notare come Hitler, Goebbels and friends, da una parte sostenessero la superiorità di una sedicente razza ariana sul resto del mondo, mentre dall’altra parte sostenevano che l’uomo non avesse ragioni di ritenersi superiore agli animali.
    How, che contraddizione, mein Fuhrer!
    Se l’animale è equiparato o addirittura superiore all’uomo, allora anche il nazista, essendo uomo, è inferiore ad una bestia.
    Caspita! Ci ho visto bene!

    Comunque… Non so voi, ma leggendo l’articolo ho avuto come uno sbalzo temporale. Sarà che m’immedesimo anche troppo nei personaggi e nel contesto storico, ma per qualche minuto mi è parso come di vivere in quegli anni, sembrava veramente che l’articolo trattasse il presente e non il passato. Ho avvertito un’inquietudine che progressivamente prendeva piede. Nella misantropia di Goebbels verso il genere umano e verso il Cristianesimo, ho colto una corrispondenza con ciò che sta avvenendo negli ultimi anni, dove un’eterogeneità di forze oscure, ma alla luce del sole, mira all’annientamento, non soltanto della Chiesa e del Cristianesimo, ma anche della sensibilità e della dolcezza umana.

    Credo fermamente, che Goebbels fosse un essere gelido senz’anima, peggiore perfino di Hitler, ma ad ex equo con Himmler. Ho letto bene le biografie di alcuni gerarchi nazisti, ma una totale assenza di empatia ed emozioni com’era in Goebbels, è difficile riscontrarla in altri gerarchi, tant’è vero che se perfino Himmler, Goering e Speer, (quest’ultimo è un caso da trattare a parte), ad un certo punto decisero di voltare le spalle ad Hitler, o semplicemente di mettersi in salvo, proponendo trattative di pace con gli Alleati, Himmler, invece, privo di totale discernimento razionale ed emotivo, finì succube della totale abnegazione ad un malato di anedonia rintanato nelle tenebre di un sotterraneo, divenendo così, lui stesso, più malato dell’altro.

    • Fabio ha detto in risposta a Fabio

      “…proponendo trattative di pace con gli Alleati”, Goebbels, (e non Himmler come ho scritto), “invece, privo di totale discernimento, ecc…”

    • Steve ha detto in risposta a Fabio

      Sicuramente. Goebbels era il peggiore di tutti. Gelido, malvagio e depravato (anche la biografia di Speer tratta questo lato).

      Himmler “rinsavì” quando ebbe capito che ormai la sconfitta era inevitabile, ma la sua insana passione per l’occultismo, l’esoterismo, la purezza ariana e molte sue ossessioni lo rendono ai miei occhi palesemente disturbato quanto Hitler e Goebbels.

      Goering era solo voglioso di potere, ricchezze e benessere. Speer probabilmente era il più umano degli altissimi gerarchi nazisti, ma anche furbo.

      In ogni caso il Fuhrer riuscì a circondarsi di persone all’apparenza prive di una coscienza e fredde come il ghiaccio… basti pensare anche a figure come Heydrich e Eichmann. Era come se fossero tutti pervasi da una malvagità e una mancanza di empatia non di questo mondo.

      • Fabio ha detto in risposta a Steve

        Ottima analisi, specie su Speer e Goering.

        • Marco S. ha detto in risposta a Fabio

          Interessanti valutazioni di cui vi complimento.

          Mi chiedo invece quale giudizio si possa dare per Rudolf Hess, indubbiamente enigmatico e non molto sano (come buona parte dei gerarchi nazisti), ma perlomeno uscito dalla scena attiva nel 1941, prima di alcuni piu’ abominevoli delitti nazisti (in particolare il passaggio dal gia’ odioso antisemitismo, arrivando dal 1942 all’Olocausto)

          E’ chiaro che, dopo il crollo del nazismo, nel processo di Norimberga, ad Hess gli venne comodo presentarsi come un gerarca nazista oppositore ad Hitler.
          Si puo’ capirne di piu’ o rimane ancora nel mistero ?

          • Fabio ha detto in risposta a Marco S.

            Bella domanda, caro Marco.
            Rudolph Hess, è indubbiamente un personaggio enigmatico, che morì in totale solitudine portandosi appresso un’esistenza fatta di misteri, da quel volo in Gran Bretagna, nel bel mezzo del conflitto mondiale, compiuto all’insaputa del Fuhrer, alla leggenda che non sarebbe stato lui, il vero Hess, che si presentò al processo di Norimberga, bensì un sosia!
            Hess è un caso molto anomalo. Hitler lo definiva “un malato di depressione cronica.”

            Anni fa vidi un documentario sul nazismo, in cui l’ex governante di casa Hess, raccontava di lui in questa maniera: “Lo vedevo spesso malinconico, introverso, chiuso nei suoi pensieri imperscrutabili. A volte gli prendevano strane crisi che lo portavano a sdraiarsi per terra supino, come morto. Stava lì catatonico per qualche minuto, dopo di che si rialzava di colpo come se niente fosse accaduto e sembrava improvvisamente pieno di energie e vitalità.”

            Epilessia? Schizotimia? Depressione bipolare? Nessuno può dirlo con certezza.
            Hess aveva combattuto nella Prima Guerra Mondiale, subendo anche ferite e traumi psichici, quindi è fattibile che si portasse appresso dei postumi delle esperienze subite.
            Era indubbiamente il soggetto più emotivamente incostante, fragile e sornione tra gli alti gerarchi nazisti.

      • Fabio ha detto in risposta a Steve

        Goering fu asso dell’aviazione tedesca e pluridecorato durante la Grande Guerra.
        Era malato di narcisismo, (amava travestirsi da imperatore romano!), morfinomane all’assuefazione, amante delle belle donne, (ebbe due mogli, un’aristocratica e un’attrice), goloso di dolci e vanitoso, (Hitler dovette istituire il grado di maresciallo del Reich, appositamente per lui). Durante il processo di Norimberga, Goering era l’indiscusso carismatico ed istrione fra gli alti gerarchi nazisti presenti.
        Hitler non ebbe mai vera stima per lui, tant’è che lo definiva “pallone gonfiato, drogato e pagliaccio.” Hitler diede perfino ordine a Bormann di arrestarlo e di fucilarlo per alto tradimento, ma la guerra oramai stava volgendo al termine e Goering fu salvato dagli americani.
        Durante il processo di Norimberga, Goering fu giudicato colpevole per entrambi i 4 capi d’accusa e condannato all’impiccagione, ma questi si suicidò prima dell’esecuzione.

        Franz Von Papen, ex vice cancelliere della Repubblica di Weimar, ebbe così da dire su Goering: “Durante la notte dei lunghi coltelli, le S.S. avevano deciso di eliminare anche me, ma Goering, capo della Gestapo, mandò una pattuglia a prelevarmi e mi mise al sicuro, salvandomi la vita. Non seppi mai perché lo fece.”

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