Pallavolista trans? La «fine dello sport» per il luminare italiano di fisiologia

tiffany rodrigoVogliono rovinare anche lo sport. La lobby Lgbt sta difendendo la presenza dei transessuali nella pallavolo femminile, ma le giocatrici avversarie sono umiliate e stanno preparando una class action. L’etica dello sport è in pericolo per il luminare Arsenio Veicsteinas, ordinario di Fisiologia Umana dell’Università statale di Milano.

Se il senatore gay Lo Giudice -che ha acquistato e tolto un bambino dalla madre biologica- vuole insegnare la maternità alle donne bolognesi, se dal mondo del Basket americano femminile arriva la scioccante testimonianza di Candice Wiggins, ritiratasi perché discriminata e bullizzata in quanto eterosessuale, se i circoli gay vietano con un cartello l’ingresso alle donne, come fossero cani…oggi si scopre che i transessuali vogliono sfidare atleticamente le pallavoliste. La guerra alle donne è a tutto campo. E le femministe? Tacciono. Il caso è sorto in questi giorni con Tiffany (Rodrigo) Pereira, un trans brasiliano che gioca con la Golem Palmi in Serie A2 femminile.

Le altre squadre si sentono danneggiate, così come le avversarie e lo sport è in pericolo poiché scatterebbe la “corsa al trans”. Lo ha spiegato il direttore generale della squadra Millenium: «Cosa succede se andiamo in Brasile, ingaggiamo tre trans e le portiamo a giocare nel campionato di A2 femminile? Vinciamo il campionato. Ma così non può andare bene»«Stanno barando: fanno giocare un uomo al posto di una donna, contro altre donne», ha scritto Teresa Moro riflettendo su un caso simile. Rodrigo sa «di avere un fisico da uomo: ha il tono muscolare, la densità ossea, la prestanza fisica e la carica agonistica di una persona con il patrimonio XY. Non ci sono operazioni od ormoni che tengano. E, detto da una donna, non è cavalleresco che un uomo schiacci (su) una donna. E’, in definitiva, un gesto da vigliacchi».

Chi difende Rodrigo sostiene che la cura ormonale l’ha indebolito, la squadra Palmi scrive di aver fatto la scelta giusta (mica stupidi!): «Non è necessario essere endocrinologi per sapere che la diminuzione della concentrazione di testosterone e l’aumento di ormoni femminili comporta una importante riduzione della massa muscolare, della forza, e conseguentemente una sensibile diminuzione dell’elevazione (circa 40 cm in meno) e della potenza della schiacciata». Ma gli avversari rispondono: «Ci sono video che testimoniano come Tifanny carichi pesi doppi rispetto alla media, il Dna resta maschile e con questo si è sviluppata. La cura ormonale l’ha indebolita del 40%, ma la potenza nei colpi resta quella di un uomo medio: il vantaggio fisico è evidente, la rete peraltro nelle donne è 19 centimetri più bassa».

La è un’altra la vera questione, che difensori e detrattori non affrontano: è sufficiente essere fisicamente più deboli per essere definiti “donna”? La donna è soltanto un uomo con capelli lunghi e con meno forza? Si riduce davvero tutto ad una mera questione ormonale? Basta indossare una maschera per essere realmente Arlecchino? La risposta a tutto questo è chiaramente “no”. In nome del rispetto della donna e anche dell’uomo, se avvenisse il contrario: ma chiaramente non succederà perché nessuna donna, nemmeno travestita e somigliante esteriormente ad uomo, si sognerebbe mai di militare nella categoria di pallavolo maschile prendendosi le schiacciate a 50km/h di Ivan Zaytsev.

A fare chiarezza è intervenuto qualche tempo fa un luminare della fisiologia umana, il prof Arsenio Veicsteinas, ordinario di Fisiologia Umana presso l’Università statale di Milano, dove è anche preside della facoltà di Scienze Motorie. «L’etica dello sport è che si gareggi ad armi pari», ha commentato. «Chi nasce uomo ha le caratteristiche anatomiche maschili. Chi decide di cambiare sesso conserva il proprio DNA, nonostante le cure ormonali. Mi sembra tutto molto superficiale e demagogico, figlio di una tendenza sbagliata che c’è oggi: aprire tutto a tutti. La lealtà della competizione è minata sopratutto per un uomo che diventa donna: come si potrà sostenere davanti alle proteste di una donna che si è giocato ad armi pari?».

Parole di una ovvietà abissale. Eppure il confuso uomo moderno -manovrato come un burattino dai poteri forti (e quello arcobaleno è tra i principali)- fatica a comprendere anche l’ovvio. «Ognuno di noi può diventare quello che vuole», ha affermato il trans Vladimiro Guadagno (alias Luxuria). «Questo va detto sin da subito, agendo sui bambini, per non ritrovarci poi degli adulti sessisti e maschilisti domani». Agire sui bambini, entrare nelle scuole, rovinare l’etica sportiva in nome di una «colonizzazione ideologica», come la chiama il Papa.

«Il “cambiamento di sesso” è biologicamente impossibile», continua a spiegare Paul R. McHugh, professore Emerito di Psicologia presso la prestigiosa Johns Hopkins University School of Medicine. «Le persone che si sottopongono ad un intervento chirurgico per cambiare sesso non cambiano da uomini in donne o viceversa. Piuttosto, essi diventano semplicemente uomini o donne femminilizzati o mascolinizzati». Nessuno nasce in un “corpo sbagliato”, nemmeno il pallavolista Rodrigo. Ci auguriamo che la class action venga portata avanti, in nome del rispetto delle sport e dell’essere donna.

La redazione

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16 commenti a Pallavolista trans? La «fine dello sport» per il luminare italiano di fisiologia

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  1. Pippo ha detto

    negli anni ’60 ci fu il caso di una sciatrice, credo austriaca, che vinceva sempre. Si scoprì poi che era un uomo.

  2. Alèudin ha detto

    Ti piace vincere facile!

    Un domani Usain Bolt “decide” di essere una donna così si fa altre 3 olimpiadi con relativi ori…

    L’umanità è composta da maschi e femmine, trattasi di semplice biologia, i costrutti sociali (ideologici) stanno nella testa di chi dice il contrario.

    • beppino ha detto in risposta a Alèudin

      L’umanità é composta da maschi e femmine… Concordo. E la questione nello sport é molto semplice: se una persona non si sente a suo “agio” col suo essere e attraverso interventi “esterni” rende ancora più vicini il “sentire” e l'”essere” non può considerarsi competitore “omogeneo” agli altri atleti dello stesso genere biologico con cui deve confrontarsi nell’attività sportiva.

    • michele ha detto in risposta a Alèudin

      Mi chiedo: ma tutta quella pletora di movimenti femministi a cosa cavolo servono? Ma roba da matti.

  3. lorenzo ha detto

    Ultimamente, se non sbaglio, alcuni trans hanno ottenuto di cambiare anagraficamente sesso pur senza essersi sottoposti né ad alcuna operazione né ad alcun trattamento ormonale.

    • beppino ha detto in risposta a lorenzo

      Secondo la giurisprudenza italiana non serve, ai fini della ria-anagrafica del sesso sulla carta d’identità, l’intervento chirurgico. Non é necessaria quindi la vaginoplastica, l’orchiectomia o l’isterectomia. Secondo i nostri amatissimi giudici (per i quali conta evidentemente – e acriticamente- più essere alla pari con le nazioni “illuminate” anglosassoni o “di tendenza” nordeuropee che non rispettare la Carta Costituzionale italica…) quel che importa é la prevalenza della tutela della salute dell’interessato e quindi la chirurgia é da considerare solo uno dei TANTI “mezzi” per conseguire il pieno benessere.
      Adesso, in reverente attesa, aspetteremo che i giudici ci chiariscano i rapporti fra trans e sport e altre amenità varie circa la convivenza fra chi “si sente” e chi “é”. In questo pazzo Paese, ormai privo di valori nel popolo e privo di rispetto per il passato, sono ormai solo i giudici che possono decidere come dobbiamo essere, come dobbiamo vivere, come dobbiamo approcciarci al grande problema dell’uso dei cessi pubblici.

    • sara ha detto in risposta a lorenzo

      Non durera’ a lungo…

  4. Fabio ha detto

    Quante persone si sentono fuori posto in quest’epoca!
    Uomini che si sentono donne e donne che si sentono uomini, umani che dicono di essere stati gatti, cani, lupi o aquile in un’altra vita, persone che dicono di essere nate nel periodo sbagliato, altre convinte di essere la reincarnazione di personaggi del passato, o addirittura di provenire da altri mondi.
    Uno, nessuno, centomila, come nel romanzo di Luigi Pirandello, oppure personalità multiple come nel film Split.

    E Mosè domandò: “Ma tu, chi sei?”
    E Dio rispose: “IO SONO COLUI CHE É e così dirai agli ebrei quando ti chiederanno chi ti ha mandato.”

  5. sara ha detto

    Robe da matti.

    Da domani vorrei iniziare a competere con la Nazionale under 14.. Mi faccio una squadra femminile di trentenni che si sentono infanti.

  6. Livio ha detto

    Sorprende che non siano le donne della stessa squadra a fare un fiato nell’ aver ingaggiato un maschio.

  7. Cno ha detto

    Denigrare ed escludere, senza comprendere il lato umano del problema, chi è diverso, chi è emarginato, chi non si sente accettato, non è per niente conforme con la parola di Gesù, ovvero con il Cristianesimo reale e concreto.

    • lorenzo ha detto in risposta a Cno

      Il lato umano del problema è che il tizio è un uomo che si crede donna e tu proponi, come soluzione, di fargli indossare una maschera: bella umanità…
      La parola di Gesù è di amare le persone, non di pigliarle in giro come si sta facendo con quest’uomo che viene autorizzato a giocare in una squadra di donne.

      • Fabio ha detto in risposta a lorenzo

        Altro esempio di come il Vangelo venga strumentalizzato a seconda dei propri interessi o finalità.
        Gesù tirato in ballo in ogni occasione, pur di legittimare qualsiasi aberrazione, ingiustizia o ideologia.
        Le parole di Gesù, fuorviate, edulcorate ed esibite come arma del politically correct.

  8. Max ha detto

    Follie. Non c’e’ altro da dire.

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