Pedofilia nella Chiesa? Lo 0,03% dei preti in tre anni: nessuna “lussuria”

preti pedofiliIl cronista dell’Espresso, Emiliano Fittipaldi, pensava di svelare chissà quale mondo sommerso. Ha invece rafforzato l’idea che il fenomeno degli abusi sessuali nella Chiesa esiste, ma non è affatto dilagante. Poche mele marce in un immenso cesto di sacerdoti che compiono cristianamente la loro vocazione, senza finire sulle copertine.

Il libro Lussuria (Feltrinelli 2017) ha ricevuto una promozione incredibile in tutto il mondo, è stato però smontato dal decano dei vaticanisti americani, John L. Allen.

Fittipaldi sostiene che tra il 2013 e il 2015 «sono arrivate dalle diocesi nel mondo ben 1200 denunce di casi “verosimili” di predatori e molestatori di minorenni. Un numero praticamente raddoppiato rispetto a quelli rilevati nel periodo che va dal 2005 al 2009: il trend dimostra come il cancro non è stato affatto estirpato».

Premesso che un solo abuso sarebbe già troppo, davvero è giustificata questa spasmodica attenzione da parte di Fittipaldi verso questo presunto “cancro” cattolico? Dai dati dei religiosi nel mondo del 2015, sappiamo che sono 4.762.458. Bene, anche assumendo che a 1200 denunce corrispondano 1200 pedofili, in tre anni equivalgono allo 0,0252% di religiosi accusati. Ma si tratta di 1200 “casi” non di “accusati”: sappiamo bene che difficilmente un malato pedofilo compie il crimine una volta sola, quindi il numero dei soggetti coinvolti è di molto inferiore.

Attenzione, inoltre. Si parla solo di “accuse”, non di “condanne”, con la possibilità di venire assolti come è successo a tantissimi sacerdoti ingiustamente accusati, anche quando le denunce parevano verosimili. Ecco alcuni esempi (solo quelli apparsi sulla stampa italiana) di sacerdoti accusati e massacrati sui media e poi risultati innocenti: don Gino Temporin, don Martin Steiner, padre Bisceglia, don Giorgio Govoni (morto di infarto a causa delle ingiuste accuse), mons. Robert Zollitsch, don Quintino De Lorenzis, don Sandro De Petris, don Marco Ghilardi, don Andrea Margutti, mons. Max Davisdon Nunzio Abbriano, don Giorgio Carli, padre Ronald Domhoffpadre Secondo Bongiovanni, padre Giancarlo Locatelli, don Alessandro De Rossimons. William Lynndon Giuseppe Perettipadre Eugene Boland, il reverendo Charles Murphy e  James Patrick Jennings ecc. Questi ultimi due, in particolare, sono morti di infarto a causa delle ingiuste accuse subite.

Tre anni fa riportavamo il dato di 4000 preti pedofili accusati di pedofilia tra il 2004 e il 2013, ovvero lo 0,8% dei preti cattolici in attività negli ultimi 10 anni. Recentemente sono uscite percentuali gonfiate sui sacerdoti pedofili in Australia, ne parleremo tra pochi giorni dimostrando la falsità della notizia. Non si intende affatto sminuire il problema, un crimine di questo tipo commesso da un sacerdote è doppiamente deplorevole e ripugnante. Ma, se stiamo ai numeri, dobbiamo riconoscere che non si tratta affatto di percentuali elevate, nessun fenomeno dilagante, nessuna “lussuria” nella Chiesa cattolica. Le percentuali sono decisamente modeste rispetto a quelle che colpiscono genitori, compagni, insegnanti, allenatori e parenti in generale (la maggior parte sposati, dunque non celibi). Non per questo va abbassata la guardia, ovviamente, cosa che la Chiesa sta facendo da anni pur tra mille difficoltà.

Lo psichiatra tedesco Manfred Lütz ha spiegato: «Tutte le professioni e le istituzioni che in qualche modo hanno a che fare con minori sono toccate dal fenomeno. Alcuni dicono che c’è un legame tra pedofilia e celibato. Scientificamente questa teoria non ha nessun fondamento. L’astinenza sessuale, in particolare, non provoca atti di abuso. Uno scienziato ateo molto noto in Germania ha detto che la possibilità che un prete commetta abusi è 36 volte minore rispetto a un padre di famiglia». Nel 2014 il Telefono Azzurro ha calcolato 4 casi di violenza sui minori ogni giorno nei precedenti 5 anni, da parte di genitori, insegnanti, allenatori. Altro che lo 0,03%.

 

Qui sotto il condivisibile intervento di Mario Adinolfi (pubblicato sul nostro canale Youtube)

 
La redazione

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25 commenti a Pedofilia nella Chiesa? Lo 0,03% dei preti in tre anni: nessuna “lussuria”

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  1. Max ha detto

    Ma quella e’ veramente la copertina de l’Espresso od e’ un fotomontaggio?

  2. Gianfranco ha detto

    “Emiliano Fittipaldi ha benedetto il giorno in cui è stato processato dal Vaticano. Da quel momento è diventato una star”.
    Condivido e sottoscrivo. E la risata fatta da Fittipaldi penso che conferma il suo pensiero.

  3. lorenzo ha detto

    Misteri del politicamente corretto:
    Se il 99,97% dei casi di pedofilia NON riguarda la Chiesa, perché la Chiesa viene indicata come la responsabile del 99,97% dei casi di pedofilia?

    • Emanuele ha detto in risposta a lorenzo

      Perché la Chiesa è scomoda, dice e fa cose scomode… il Signore ha annunciato tutte queste cose.

      ” Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia.” (Mt 5,11)

    • Engy ha detto in risposta a lorenzo

      probabilmente perchè la sensazione è che, ancora ad oggi, il Vaticano faccia molta fatica a essere trasparente e che (questo è un pensiero mio) questo papa parli molto, pure troppo, ma non faccia seguire molti fatti alle parole e agli anatemi e alle richieste di perdono.
      Poi io sono la prima a storcere il naso di fronte a un anticlericalismo trito e ritrito che ripete ad esempio il solito refrain del prete pedofilo come categoria maggiormente coinvolta, però la limpidezza e la trasparenza E LE DENUNCE alle autorità che dovrebbero seguire le parole del papa ancora non si vedono.

      • graziano ha detto in risposta a Engy

        …Ma se proprio gli ultimi tre pontificati, in particolar modo, quello di Benedetto XVI, hanno attuato un oggettivo “pugno duro” contro questo crimine nefando…..Che è molto più presente come detto nell’articolo in altre categorie sociali (ripetiamolo: familiari, insegnanti, allenatori, professionisti di varia tipologia, e anche in donne, cosa che non è stata sopra menzionata….). La questione è che “accusa” non vuol dire automaticamente, e secondo una sana logica, “colpevolezza”! Purtroppo, accade- e dovrebbe farci riflettere_ che la società ama il morboso “sbatti il mostro in prima pagina”, senza che, magari, vi sia alcuna minima prova -e le molte successive assoluzioni summenzionate dovrebbero confermarlo- dell’effettiva colpevolezza (senza poi contare che ci sono, Dio non voglia, anche forse le condanne di innocenti…)….Quindi, il Vaticano adotta misure SOLO ED ESCLUSIVAMENTE dopo che ci sono episodi COMPROVATI, come giustamente si deve agire, in base ad un uso razionale delle modalità di procedere….

        • Klaud ha detto in risposta a graziano

          Ha ragione Engy. ”… il Vaticano adotta misure… ” Ma quali misure, se al massimo si limitano a spostarli di parrocchia in parrocchia e non li segnalano all’autorità dello Stato (Italiano, s’intende…)

          • graziano ha detto in risposta a Klaud

            ….se non ci sono prove, come ho sottolineato sopra, non si condanna…non concordi con questo principio di elementare senso di giustizia secondo sana ragione?Li si sposta-ed è già una misura abbastanza incisiva-quando ancora non si può parlare di oggettiva ed inequivocabile situazione di reato e quindi di colpa constatata…Se avviene ciò, si lascia alla giustizia umana lo svolgere il suo sacrosanto dovere di detenzione…

        • Max ha detto in risposta a graziano

          Giusto. E’ da quando il cardinale Ratzinger fu messo a capo della gestione di questo terribile problema nel 2002 che si e’ adottato il pugno duro.

          Prima, non sempre si agiva con la necessaria durezza e rapidita’, con i risultati che purtroppo sappiamo.

  4. Klaus B ha detto

    Sono convinto anch’io che la pedofilia non c’entri nulla con il celibato, nel senso che il secondo non può indurre la prima.
    Sono altrettanto convinto che in qualsiasi attività a contatto con i bambini tenda a verificarsi l’orrendo fenomeno, anzi mi sembra ovvio, perché il predatore va dove la preda è abbondante.
    In aggiunta a questo, potrebbe darsi che anche persone che avvertono degli impulsi sessuali disordinati si illudano in un primo tempo di poterli risolvere col voto di celibato, per poi accorgersi che ciò non è possibile quando ormai è tardi per tornare indietro.
    Mi sembra però che un problema di selezione in alcuni seminari debba pur esistere, altrimenti queste persone (in buona o mala fede che siano) verrebbero indirizzate a strutture che possano curarle anziché essere consacrate.
    Credo che la Chiesa riuscirà a sconfiggere questo cancro o almeno a ridurlo ai minimi termini grazie ai provvedimenti presi dagli ultimi Papi (in particolare Benedetto XVI e Francesco).
    Però mi sembra indubbio che, purtroppo, in passato ci sia stata troppa tolleranza.

    • graziano ha detto in risposta a Klaus B

      ….Perché la Chiesa, giustamente, agisce secondo criteri prudenziali, solo dopo che gli episodi sono comprovati e non quando non si è sicuri della colpevolezza….condannare innocenti-e purtroppo può accadere, se non si lavora con scrupolo metodico-é come uccidere…

  5. Fabio ha detto

    Non potendo più accusare Michael Jackson, giacché scomparso, come maggior responsabile dei casi di pedofilia, ora accusano la Chiesa.
    Guardate cosa accadde al compianto Michael, gli distrussero prima la carriera, dopo di che la vita personale e la salute psicofisica, con una miriade di accuse di pedofilia ed altre stravaganti infamie, rivelatesi, infine, tutte prive di fondamento e veridicità in sede di tribunale, ma intanto lui lo avevano distrutto nel corpo e nello spirito.

    Che il male possa dimorare in qualsiasi persona d’ogni sesso, età, etnia, livello scolastico o professione svolta, non vi è alcun dubbio, ma accusare un’istituzione, come quella ecclesiastica, di essere la maggior responsabile di un reato infame come la pedofilia, è un evidente tentativo d’insozzare e delegittimare la dignità di sacerdoti e vescovi.

    Il caprone è sempre alla ricerca di un capro espiatorio.

  6. Pippo ha detto

    negli Stati Uniti i grandi studi legali percepiscono altissime percentuali sugli indennizzi che riescono a far avere ai loro clienti. Poichè la Chiesa Cattolica ha una organizzazione gerarchica risponde, secondo la legge americana, con tutti i suoi beni (la diocesi di Boston finì in fallimento) mentre, per esempio, dalle chiese protestanti ad organizzazione congregazionista, c’è ben poco da ricavare. Per tale ragione la caccia ai preti cattolici pedofili rende moltissimi soldi mentre quella ai pastori protestanti non vale neppure la pena iniziarla. Eppure pare che gli atti di pedofilia anche in tali chiese non siano percentualmente inferiori a quelli della Chiesa Cattolica. Però nessuno ne parla, non finiscono in tribunale.

    • Pietro ha detto in risposta a Pippo

      Le altre confessioni cristiane, soprattutto quelle protestanti, sono poi molto politicamente corrette, cosa che non si può dire (ancora) della Chiesa Cattolica. E anche questo fa la differenza.

  7. Emanuele ha detto

    Qui un po’ di numeri sui casi americani

    http://www.cesnur.org/2007/mi_preti.htm

    • Pippo ha detto in risposta a Emanuele

      che il 90% dei preti pedofili americani fosse omosessuale è un dato di fatto. Anche in Italia aabbiamo avuto recentemente il caso diun prete condannato a 10 anni per pedofilia dichiaratamente omosessuale. E’ su questo aspetto che occorre agire.

  8. Emanuele ha detto

    E qui un’analisi delle cause dei casi di pedofilia della Chiesa…

    http://www.cesnur.org/2011/mi_ped.html

  9. Emanuele ha detto

    La cosa più scandalosa è che decine di migliaia di nostri connazionali vanno all’estero in cerca di bambini da abusare ma si continua a rimestare nei pochi casi imputabili a sacerdoti…

    https://www.google.it/amp/www.ilfattoquotidiano.it/2014/01/19/ecpat-80mila-italiani-cercano-i-minorenni-per-turismo-sessuale/833419/amp/

  10. Francesco ha detto

    Non è il numero che conta ma come sono stati commessi.

  11. ezio ha detto

    Io non mi sentirei di gioire perchè solo una piccola percentuale di sacerdoti è pedofila. Ne basterebbe solo uno, e dico solo uno, al mondo per gridare allo scandalo. Il sacerdote rappresenta Nostro Signore… e la Chiesa, lo dico con estremo dolore, dovrebbe essere più dura. Detto questo non ho letto “Lussuria” ne ho intenzione di leggerlo…

    • Fly ha detto in risposta a ezio

      E’ scritto già tutto nell’articolo, Ezio. Compreso il “ne basterebbe solo uno…”

      • ezio ha detto in risposta a Fly

        ho letto… rimarcavo la gravità tutto qua… e rispondevo ad alcuni commenti che cercavano di minimizzare quello che, a mio avviso, è una brutta pagina della Chiesa.

    • Emanuele ha detto in risposta a ezio

      Quello che dici è giusto, ma non possiamo scordare che anche i sacerdoti sono esseri umani con le loro debolezze, macchiati come tutti dal peccato originale.

      Non si tratta di gioire per i pochi preti pedofili, ma, davanti ad una tragedia come la pedofilia, affrontare il problema da un punto di vista sociologico.

      Purtroppo i pedofili esisteranno sempre… quello che si contesta è pensare che il problema sia solo dentro la Chiesa, quando il grosso è altrove.

      Come disse Introvigne, il posto più sicuro per un minore è proprio una parrocchia, mentre nei media passa il segnale opposto.

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