La morte di Dino non è eutanasia ma normale sedazione: sciacallaggio mediatico

eutanasia dino sedazioneAlla Camera inizierà a breve una discussione sul testamento biologico. Prepariamoci alla solita campagna mediatica che, tuttavia, è già iniziata oggi strumentalizzando una normale morte per sedazione diventata sui quotidiani il “primo caso di eutanasia”. Come dire, legalizziamola tanto è già presente, seppur “clandestinamente”.

Si tratta del caso di Dino Bettamin, malato di Sla. Dopo l’ennesima crisi respiratoria ha chiesto e ottenuto la sedazione profonda, praticata abitualmente quando il caso clinico del paziente non lascia alcuna speranza. La morte è vicina e ogni intervento aggraverebbe soltanto la situazione, diventando accanimento terapeutico. Gran parte dei quotidiani sta scrivendo, copiandosi a vicenda, che si tratta di eutanasia e “del primo caso di sedazione profonda di un malato di Sla”. Due falsità.

La filosofa Michela Marzano ha subito usato il povero Dino come eroe dell’eutanasia. Addirittura Il Giornale ha pubblicato un commento dell’ex radicale Giordano Bruno Guerri, che da sempre tenta aprire le porte dell’eutanasia nel centrodestra (assieme al direttore Vittorio Feltri). «Ufficialmente è la prima volta in Italia», ha scritto Guerri, «e questo significa che l’eutanasia legale è ormai possibile anche da noi, sia pure con un’ipocrisia di fondo». Dopo aver paragonato il caso a Piergiorgio WelbyEluana Englaro, ha concluso: «Dino invece ha voluto e potuto morire in pace e nel silenzio. Ha incontrato dei medici che, senza dover rischiare la galera, hanno interpretato in modo estensivo la legge e l’hanno liberato da una sofferenza inutile. Dunque non è stata inutile quella di Welby e di Eluana. Anche la morte sarà più dolce, senza clamore e nel pieno rispetto della vita».Un indebito sciacallaggio su un caso normalissimo, come tanti, previsto dalla legge (e dalla Chiesa).

Un malato terminale su dieci sceglie la strada percorsa da Dino: «Ma sia chiaro che non si addormenta nessuno per farlo morire ma soltanto per non costringerlo a soffrire», ha precisato Assuntina Morresi, del Comitato nazionale di bioetica. La stessa moglie del paziente, Maria Pellizzari, ha detto che «non si tratta di eutanasia». E anche il direttore generale dell’Ulss 2, Francesco Benazzi, ha subito chiarito: «Non si parli di eutanasia: il paziente può chiedere di sospendere certe terapie perchè oltrepassarle sarebbe un accanimento terapeutico. Dal punto di vista etico i nostri medici hanno la strada segnata del Comitato di bioetica, hanno assolto il loro compito in scienza e coscienza».

La sedazione profonda non c’entra nulla con l’eutanasia. Italo Penco, presidente della Società Italiana di cure palliative ha affermato: «questo non è il primo caso di un malato di Sla che muore in sedazione, sono anni che accade. E’ il paziente che deve chiederla ed è lui a dichiarare di non riuscire più a sopportare un sintomo, non avrebbe senso sedare un paziente incosciente che non è in grado di esprimere questo desiderio, anche perché essendo incosciente non ha bisogno di sedazione. E’ un atto terapuetico, non si accelera la morte come nell’eutanasia, ma lo si accompagna e lo si aiuta quando i sintomi non sono più gestibili con i farmaci. Le persone impiegano lo stesso tempo a morire, ma senza sedazione avrebbero sofferto».

Un atto, quello della sedazione palliativa e profonda, pienamente accettato anche dalla Chiesa. Il Fatto Quotidiano si è inventato una “preoccupazione” in Vaticano. Mons. Antonio Genovese, parroco di Montebelluna, ha riferito: «Dino ha detto, con parole sue, ciò che ha detto San Giovanni Paolo II: “Lasciatemi andare al Padre”. Non è stata eutanasia: l’abbiamo accompagnato all’incontro finale con il Signore, che ha raggiunto nel sonno, senza soffrire, ma anche senza che alcuna spina fosse staccata. Ha voluto essere lucido per ricevere l’unzione degli infermi, ha pregato con me e con la sua famiglia, e la sua ultima parola, insieme al sorriso che porterò con me per sempre, è stata “grazie”».

La stessa scelta di Dino venne infatti intrapresa da Giovanni Paolo II e dal card. Carlo Maria Martini. Anche alla morte dell’ex arcivescovo di Milano vi furono tentativi del genere, addirittura dal suo “figlio spirituale” Vito Mancuso, che cercò in tutti i modi di far passare come eutanasia la morte del cardinale, usandola e strumentalizzandola verso la legalizzazione della “dolce morte”. Un tradimento di cui il teologo non ha mai chiesto scusa.

«Il tentativo di far passare la vicenda di Montebelluna per il caso con cui viene sdoganata l’eutanasia in Italia è semplicemente una forzatura a fini ideologici», ha scritto Gian Luigi Gigli, presidente del Movimento per la Vita Italiano. Prepariamoci perché ce ne saranno molti altri, i media agiscono così per fare leva sull’opinione pubblica.

La redazione

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41 commenti a La morte di Dino non è eutanasia ma normale sedazione: sciacallaggio mediatico

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  1. Aristarco ha detto

    Beh, mi pare che almeno una delle spine sia stata staccata, quella dell’ alimentazione forzata.

    • lorenzo ha detto in risposta a Aristarco

      Quando l’alimentazione forzata è utile perché il corpo riceve, viene mantenuta.
      Quando l’alimentazione forzata è inutile perché il corpo non riceve, viene sospesa.

  2. Klaud ha detto

    Ma la sedazione profonda non è essa stessa eutanasia? Atteniamoci all’etimologia.

    • lorenzo ha detto in risposta a Klaud

      La sedazione profonda è inferiore all’anestesia generale che viene usata negli interventi chirurgici: se la sedazione profonda venisse usata per un normale intervento chirurgico, il paziente sentirebbe dolore.

    • Alèudin ha detto in risposta a Klaud

      Rileggi la parte: “E’ un atto terapuetico, non si accelera la morte come nell’eutanasia, ma lo si accompagna e lo si aiuta quando i sintomi non sono più gestibili con i farmaci.”

  3. Umpalumpa ha detto

    Su questo tema non mi sono informato molto.
    Mi sembra cmq che la ricostruzione di UCCR sia corretta. O almeno io la condivido.

    Sarà interessante vedere come si comporteranno i nostri pastori di fronte a questa ennesima proposta di legge contro quelli che una volta erano considerati valori non negoziabili.
    Vediamo se verrà riproposto un fantomatico dialogo che si traduce poi in un ascolto passivo delle tesi della controparte. Spero di essere contraddetto dai fatti e vedere esposte in maniera mite e ferma la propria tesi (senza la possibilità di fraintendimenti e strumentalizzazioni).
    Sarà ancora più interessante vedere cosa faranno in parlamento. Soprattutto come si comporteranno i parlamentari che si definiscono cattolici (anche dell’attuale maggioranza). Ad oggi, questa legislatura/governo è riuscita ad approvare il divorzio sprint e le unioni civili. Ora, ma accetto smentite, mi pare si stia lavorando a eutanasia, legge antiomofobia, legalizzazione droghe “leggere”, adozioni gay.
    Sorvoliamo sul fatto che le priorità dell’Italia mi sembrano altre (terremotati, disoccupati, poveri, immigrati, famiglie, dissesto idrogeologico, tassazione eccecc)

  4. unochepassava ha detto

    Tra l’altro anche Pannella ebbe la sedazione profonda, quindi mentendo sapendo di mentire, tanto per cambiare…

  5. Fabio ha detto

    Da come ho recepito, la sedazione profonda non anticipa e non accelera la morte, la quale giunge in maniera del tutto naturale e non indotta dall’uomo, ma fa soltanto in modo che essa non sia dolorosa, come invece lo sarebbe senza questa tecnica.

    La sedazione viene applicata anche in alcune visite diagnostiche alquanto invasive condotte con sonde, come per esempio la colonscopia o la gastroscopia, le quali possono risultare un pò fastidiose o dolorose per alcuni pazienti ansiogeni o anziani.

    P.s. UMPALUMPA, hai ragione da vendere in merito al dissesto socio/economico/politico che vige in questo paese, (oserei dire più grave di quello idrogeologico), ma come osservi giustamente tu, a nessun governo non eletto da nessuno, interessa se Tizio non lavora da anni, o se Caio è vessato dal fisco, nè se Sempronio ha subito ripetuti assalti di ladri a casa propria.

    Ricordatevi che LO STATO NON ESISTE, MA LA SUA PRESENZA SI MANIFESTA NEL MOMENTO IN CUI RISCUOTE LE TASSE.
    🙂

    • orietta santamaria ha detto in risposta a Fabio

      mi pare che sia stato accompagnato a morire dolcemente. Eutanasia.

      • Fabio ha detto in risposta a orietta santamaria

        Orietta, non usiamo la parola eutanasia nella sua antica accezione filologica, (cioè dolce morte), divenuta, in epoca moderna, una fuorviatura capziosa per mascherare in realtà un omicidio.
        Nel caso del signor Dino Bettamin, il solo “accompagnamento dolce”, è stato di sedarlo nelle ore che precedevano il suo trapasso, quand’era palesemente chiaro che la morte stava sopraggiungendo in modo naturale.
        Gli hanno evitato solamente di percepire dolore, mentre la vita si stava spegnendo da sola.

        Se anche Papa San Giovanni Paolo II, decise di usufruire della sedazione nelle ore antecedenti al suo trapasso, vorrà pur dire che in quella pratica non aveva ravvisato alcuna forma di omicidio o suicidio indotto.

      • Germano ha detto in risposta a orietta santamaria

        Ma hai letto l’articolo e gli interventi, Orietta?

      • lorenzo ha detto in risposta a orietta santamaria

        Anche le esecuzioni capitali cui è premessa la sedazione profonda sono eutanasia?

  6. beppino ha detto

    Dino NON ha deciso di morire (pur sapendo che doveva morire …la malattia era infatti allo stato finale).
    Dino ha semplicemente chiesto di “dormire” nell’attesa dell’ineluttabile.
    Altra cosa é l’eutanasia; con l’eutanasia il richiedente sa che morirà (ovviamente), sa quando morirà (esattamente), sa come morirà (nel dettaglio) ma soprattutto é conscio di aver PROGRAMMATO la sua morte, cioé il proprio SUICIDIO.
    Dino era un cattolico ed é morto da cattolico, con pieno rispetto di ciò che per un cattolico é sacro ed indisponibile, ovvero la propria vita.
    Certi sciacalli, rozzi gestori di visioni distorte e laiciste del fine vita, dovrebbero vergognarsi e fare un sano esame di coscienza. Mentre il suicidio é la diretta ed insana (ma anche “facile”…) soluzione di particolari e dolorose situazioni la morte di Dino é soprattutto un ultimo ed impareggiabile atto d’amore che ricomprende il rispetto per se stesso, il rispetto per i propri cari e il rispetto per il personale sanitario che lo aveva in cura.

  7. sara ha detto

    A me piacerebbe mi si metta in ibernazione aspettando la vecchiaia dormendo e ultrapassando gli acciacchi della tarda eta’,malattia e morte compreso.

    E guai a chi mi dice che ho preferito farmi una bella dormita piuttosto che affrontare la vita.

    Comunque sempre tutto da cattolica he? Basta che ogni domenica mi si reciti la messa e una volta ogni tanto un rosario.

    Per il resto lasciate che io dormi in pace. Amen.

      • sara ha detto in risposta a lorenzo

        Il nesso?

        • lorenzo ha detto in risposta a sara

          Leggendo la tua risposta, ho notato un certo sarcasmo verso chi: “… si metta in ibernazione… da cattolica… che ogni domenica mi si reciti la messa…”

          Al funerale di Bettamin il parroco di Montebelluna ha invece detto che Davide ha chiesto di essere sedato ed addormentato fino alla conclusione naturale della sua vita che era ormai compromessa e giunta alla fine a causa dell’aggravarsi della malattia. “Ha vissuto una vita di grande sofferenza negli ultimi anni – ha proseguito il sacerdote – ma di gioia e amore con amici e famiglia. Ha amato la vita fino alla fine, fino a quando la sofferenza è diventata insopportabile, ha chiesto di andare incontro al Signore.”

          • sara ha detto in risposta a lorenzo

            Certo Lorenzo.

            Scusa se nonostante tutto io rimango scettica, per un gesto che mi sembra comunque leggermente forzato.

            Sempre se posso.

            • lorenzo ha detto in risposta a sara

              Se i dolori fossero sopportabili preferirei rimanere sveglio fino alla fine.
              Posso però criticare chi non se la sente di arrivare lucido all’appuntamento con la “nera signora”?

              • sara ha detto in risposta a lorenzo

                Certo che posso.

                Altrimenti di fronte alla sofferenza e al suo scandalo sarebbe meglio tacere o lasciarsi sopraffare dalla disperazione del non senso,non credi?

                Ma a quel punto mi chiederei da credente: Cristo cosa e’ venuto a fare o perche’ e’ morto in Croce?…

                Quando ancora il mistero Pasquale non era stato rivelato, l’annuncio di come Egli sarebbe morto per salvare l’umanita’ suonava scandaloso e impossibile agli occhi degli apostoli.

                Noi portiamo questo tesoro in vasi di creta…

                Speriamo di non perdere mai la speranza,perche’ anche nelle piu’ atroci delle sofferenze c’e’ un senso e la vita e’ una prova.

                Che Dio ci aiuti.

                • lorenzo ha detto in risposta a sara

                  Ho provato i dolori postoperatori con un’epidurale che non ha funzionato: quando sento di persone che vengono torturate sudo ancora freddo al pensiero dei dolori che ho provato allora.

                  • sara ha detto in risposta a lorenzo

                    E non sei l’unico ad aver provato il dolore fisico.

                    • lorenzo ha detto in risposta a sara

                      Fino al punto di volerti buttare dalla finestra dell’ospedale perché non riuscivi più a sopportare i dolori?
                      … poi finalmente hanno riparato la macchinetta collegata all’epidurale e tutto si è risolto.

                    • sara ha detto in risposta a lorenzo

                      Mi dispiace

                    • lorenzo ha detto in risposta a sara

                      @Sara
                      Adesso posso riderci sopra, però mi ha insegnato a guardare con occhi diversi chi chiede che, in un modo o nell’altro, le proprie sofferenze abbiano termine.

    • Fabio ha detto in risposta a sara

      Non pensare alla morte o alla vecchiaia, Sara, ma vivi.
      😉

  8. Emanuele ha detto

    …ma ancora vi meravigliate di queste strumentalizzazioni? Dopo gli aborti a fin di bene, serve altro per capire cosa alberga nel cuore di certi individui?

  9. Emanuele ha detto

    …ma ancora vi meravigliate di queste strumentalizzazioni? Dopo gli aborti a fin di bene, serve altro per capire cosa alberga nel cuore di certi individui?

  10. orietta santamaria ha detto

    sono state staccate l’alimentazione e l’idratazione; lasciata solo la ventilazione forzata, benche’ non ci fosse pericolo di morte per soffocamento; sedato profondamente senza nutrimento e idratazione e’ sopravvissuto nove giorni.Non e’ eutanasia? chiamatela come volete, ma i fatti sono questi.Non vi arrabbiate per carita’. Non intendo certo giudicare, pero’ i fatti sono questi.

    • beppino ha detto in risposta a orietta santamaria

      Il dolore nelle “fasi terminali” è spesso insopportabile e difficile da limitare. Si può lenire il dolore con la sedazione profonda totale (e conseguente eliminazione della coscienza di essere ed esistere). Si tratta di un sonno profondo indotto attraverso farmaci che dura FINO alla morte (non nove giorni “precisi” … poteva essere due, cinque, trenta, cento…). Di contro l’eutanasia é un suicidio programmato (quindi IMPOSTO al personale sanitario…), é un suicidio assistito pianificato (dal soggetto che la richiede…), é un suicidio circostanziato (sai esattamente quando morirai…), é un suicidio ragionato (ammesso abbia senso il “ragionamento” vicino alle condizioni di morte o peggio ancora su pezzo di carta firmato “anni prima” come le ultime insensate proposte di legge tenderebbero a rendere legale…) ma soprattutto é un suicidio destinato a svuotare la significatività di una vita passata senza porre rispetto per i propri cari e il personale sanitario che é ha ben altre funzioni e ragioni d’essere. La “chiave” del problema di chiama “accanimento terapeutico”; non riuscire a capire questo e continuare a confondere il risultato delle cure palliative con il risultato di azione eutanasiche per me non é comprensibile. Non si arrabbi… per carità. E non intendo certo “giudicare” le sue idee 🙂 .

    • lorenzo ha detto in risposta a orietta santamaria

      I fatti sono che tu non conosci la Sla:

      – Quando un paziente non riesce più a respirare autonomamente, gli viene praticata una tracheotomia ed attraverso essa ricevere la ventilazione meccanica che può essere portata avanti sino alla fine.

      – L’alimentazione e l’idratazione forzate vengono invece praticate fino a quando taluni problemi intestinali come la stitichezza, tanto per citarne uno, possono essere tenuti sotto controllo con una intensa gestione medicale.

      – Quando l’alimentazione e l’idratazione sono esclusivamente possibili a costo di grandi e inutili sofferenze del paziente per allungare, nella migliore delle ipotesi, di qualche giorno la vita del malato, si parla di accanimento terapeutico.

  11. Gerardo ha detto

    Da medico, e da cattolico, vorrei in effetti capire bene non tanto se e quanto sia stato sedato, quanto piuttosto se siano state interrotte l’idratazione e la nutrizione (somministrate in vena o tramite PEG, che è un sondino che va direttamente nello stomaco). Perché, se queste sono state interrotte, dobbiamo stabilire davvero il confine tra eutanasia ed interruzione dell’accanimento terapeutico. Il nutrimento, dato per queste vie, viene sempre accolto dal corpo, quindi non esiste quanto leggevo sopra di un nutrimento non più accolto. Se smetto di nutrire ed idratare una persona, so già che in breve morrà: come è stato fatto con la Englaro, con la differenza che lei non è stata sedata perché già in coma. Quindi, se è stato sedato, nutrito ed idratato è un conto. Altrimenti è eutanasia o interruzione di accanimento terapeutico, ma qui il discorso diventa molto difficile e specialistico.

    • beppino ha detto in risposta a Gerardo

      A Montebelluna é stata realizzata una sedazione terminale. Il paziente era in situazione terminale irreversibile con morte prossima, non esisteva praticamente alternativa terapeutica. Una sedazione terminale quindi non destinata a “provocare”/”accelerare” la morte del paziente ma ad alleviarne le sofferenze. La sottile distinzione fra il possibile accorciamento della vita del paziente come conseguenza delle cure palliative va contrapposto alla INESISTENZA di altra possibilità di alleviare le sofferenze (QUESTO é il succo della faccenda da contrapporre all’esistenza del nutrimento ed idratazione forzata). Detta in altri termini: so che devo morire… mi sarà pur concesso di farlo cercando di provare meno dolore possibile e rifiutando procedure mediche artificiali che hanno l’unico scopo di tenere il corpo umano in stato di “defribillatura” continuata? E la cosa eticamente va (evidentemente) impugnata e vietata quando questo effetto è “deliberatamente” ricercato. Inoltre la letteratura tecnica medica evidenzia l’inesistenza di differenze significative nella sopravvivenza di malati che hanno richiesto la sedazione terminale rispetto a quelli che non l’hanno richiesta.

    • orietta santamaria ha detto in risposta a Gerardo

      ma perche’ dovrei arrabbiarmi? dunque: innanzi tutto una manifestazione di volonta’ espressa per iscritto non e’ mai solo un pezzo di carta, altrimenti,per fare un esempio, il testamento olografo, che non si fa davanti a un notaio, sarebbe spazzatura ed e’ invece pienamente valido. l’idratazione e l’alimentazione non sono stati considerati almeno fino ad oggi, accanimento terapeutico e non potevano essere mai sospesi.tutto cio’ a meno che siano state introdotte nuove norme dopo la morte della povera Eluana. In questo ultimo caso lei ha ragione senz’altro.

      • lorenzo ha detto in risposta a orietta santamaria

        Premesso che Eluana è stata fatta morire di fame e di sete per assecondare la volontà del padre in quanto la ragazza era perfettamente in grado di essere alimentata ed idratata artificialmente senza alcun problema, cosa sia esattamente l’accanimento terapeutico era già stato messo nero su bianco anni ed anni prima della condanna a morte della povera Eluana.

      • beppino ha detto in risposta a orietta santamaria

        Penso che l’intervento dell’utente santamaria sia rivolto a me…
        Rimando alle considerazioni dell’utente Lorenzo circa il concetto di accanimento terapeutico. Vada a leggere…
        E la povera Englaro non ha NIENTE a che fare con ciò che é successo a Dino.
        Per Dino, ripeto, non c’é stata la “programmazione” di un fine vita ma c’é stata una valutazione oggettiva della liceità (con successiva applicazione…) di un intervento sanitario (la sedazione terminale…) incuneato fra un improbabile (ma calcolato) rischio di accorciamento significativo della vita del paziente a seguito delle cure palliative (che del resto effettivamente NON c’é stato..) e l’inesistenza di altre possibilità di alleviare le sofferenze (oltre che nell’ambito di una conclamata e oggettiva assenza di “altre” possibilità terapeutiche in relazione alla patologia del malato).
        Da un punto di vista puramente formale il problema non é avere ragione o torto: questi sono FATTI nell’ambito di procedure sanitarie LEGALI. L’Eutanasia al contrario, ripeto, é la programmazione del proprio suicidio (con tutte le conseguenze etiche del caso) ed é attualmente NON possibile in Italia.
        E spero tanto rimanga così… dopodichè, in democrazia, é la maggioranza che decide; per la mia coscienza tanto basta (“ai padroni e ai matti non si comanda”… si dice dalle mie parti 🙂 ).

  12. Shiva101 ha detto

    E’ un atto terapuetico, non si accelera la morte come nell’eutanasia, ma lo si accompagna e lo si aiuta quando i sintomi non sono più gestibili con i farmaci. Le persone impiegano lo stesso tempo a morire, ma senza sedazione avrebbero sofferto».

    I sintomi non sono gestibli e il destino è segnato.. perchè allora prolungare una non esistenza?

    La differenza profonda è che con la sedazione il sangue nelle vene continua a girare, e finchè il sangue gira e qualche organo è meccanicamente funzionante quell’individuo non è ufficialmente morto.

    Ecco qual’è la vera concezione della dignità secondo i cristiani: l’uomo è una macchina di carne intorno alla quale far girare lo sfruttamento del dolore.

    Soldi, proselitismo, turismo religioso… tutto finchè ancora del sangue viene pompato.
    Più le famiglie sono disperate, più soldi e proseliti guadagnano i cristiani.

    Tutto il resto, morale, etica, rispetto sono solo vuote parole…

    • beppino ha detto in risposta a Shiva101

      Perchè allora prolungare una non esistenza?
      Nella sedazione terminale non c’é alcun prolungamento dell’esistenza (o della non esistenza… negazione del resto priva di senso nell’ambito di quello che é successo a Montebelluna).

      Ecco qual’è la vera concezione della dignità secondo i cristiani: l’uomo è una macchina di carne intorno alla quale far girare lo sfruttamento del dolore.
      La dignità verrebbe a mancare, invece, qualora venisse legalizzata la mostruosità etica dell’eutanasia (eutanasia=suicidio assistito). Morire nel rispetto di se stessi, dei propri cari e del personale sanitario é dignità. Lo “sfruttamento” del dolore casomai c’é quando una persona affetta da malattia incurabile viene abbandonata a se stessa e la procedura chiave che “propone” la società é la banale (e poco costosa) terminazione o suicidio legalizzato della stessa persona (eutanasia). La società deve curare, dare assistenza, cercare nuove procedure sanitarie e cure, alleviare il dolore; se la società propone improbabili “scorciatoie” come può essere considerata l’eutanasia legale vuol dire, in buona sostanza, che non é riuscita a “lavorare” dando i contributi che giustificano la sua stessa esistenza.

    • lorenzo ha detto in risposta a Shiva101

      “La differenza profonda è che con la sedazione il sangue nelle vene continua a girare…”
      Senza la sedazione il sangue smette invece di girare? Chi te lo ha detto? Peppa pig?

    • Emanuele ha detto in risposta a Shiva101

      Credo tu non sia ben informata. Un individuo è ufficialmente morto non quando il cuore smette di battere o quando gli organi cessano di funzionare, ma quando il cervello cessa la sua attività (morte cerebrale). Il resto del corpo può ancora essere funzionante e è per questo che si espiantano gli organi, se uno è donatore, una volta accertata la morte cerebrale.

  13. sara ha detto

    A Chiamare la Marzano FILOSOFA ci vuole fegato.. 🙂

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