La “Notte dei Cristalli”, il nazismo e la dura opposizione della Chiesa

ebrei notte dei cristalliTra la sera del 9 e del 10 novembre 1938 ebbe luogo in Germania il triste avvenimento conosciuto come la Notte dei Cristalli, durante il quale i nazisti distrussero migliaia di vetrine e di negozi appartenenti ad ebrei.

L’avvenimento ebbe origine in seguito alla decisione di Hitler di espellere nell’ottobre del ’38 circa 12mila ebrei polacchi a cui era stata revocata la cittadinanza dal loro paese di origine: condotti al confine, solo quattromila saranno accolti dalla Polonia, il resto dovette vivere alla frontiera in condizioni miserevoli al punto che si registrarono diversi casi di suicidio. Tra gli espulsi anche la famiglia di un giovane ebreo residente in Francia, Herschel Grynszpan che, per vendicarsi, sparò e uccise il 7 novembre il diplomatico Ernst vom Rath.

Come rappresaglia, i nazisti decisero di colpire gli ebrei presenti nel Terzo Reich non solo inasprendo ulteriormente la legislazione antisemita, ma orchestrando anche violenze in tutto il territorio: oltre mille sinagoghe furono devastate, un numero incalcolabile di negozi appartenenti agli ebrei venne distrutto, oltre novanta israeliti furono uccisi e circa 30mila furono avviati nei campi di concentramento.

L’atteggiamento della Chiesa tedesca dell’epoca verso il dramma degli ebrei è stata giudicato negativamente al punto che in un documento redatto nel 1995 dall’episcopato tedesco si esprimeva dispiacere per «il fatto che si siano avute solo sporadiche iniziative a favore degli ebrei perseguitati e non vi sia stata alcuna pubblica ed esplicita protesta neppure in occasione del pogrom del 1938». Vi è da dire, tuttavia, che non mancarono iniziative coraggiose da parte di esponenti della Chiesa, e la più importante fu quella del prelato Bernhard Litchtenberg, che condannò pubblicamente l’accaduto e, da quel giorno, terminò la celebrazione serale di ogni messa invitando a pregare «per gli ebrei e i poveri prigionieri nei campi di concentramento». Inoltre, se si esamina più a fondo l’atteggiamento assunto all’epoca dalla Santa Sede, non si può fare a meno di notare che fu ben più deciso di quanto affermano i critici.

Già nel settembre del ’38 Pio XI aveva condannato l’antisemitismo in un discorso compiuto di fronte ad un gruppo di pellegrini belgi cattolici affermando che «è inammissibile. Spiritualmente siamo tutti semiti». Anche nei giorni successivi al pogrom il pontefice fece sentire la sua opinione: l’11 novembre il Vaticano si unì alle proteste dei leader inglesi e francesi contro la Notte dei Cristalli e, in risposta a ciò, i nazisti orchestrarono manifestazioni di massa a Monaco contro ebrei e cattolici. Il Gauleiter della Baviera, Adolf Wagner, dichiarò pubblicamente: «Ogni discorso del papa a Roma è un incitamento agli ebrei di tutto il mondo a mobilitarsi contro la Germania». A seguito delle invettive di quest’ultimo una folla assalì il palazzo vescovile del cardinale Michael Von Faulhaber, il quale aveva fornito durante il pogrom un camion per permettere al rabbino della città di mettere in salvo gli arredi sacri della sinagoga prima che questa venisse distrutta. Le persone che il giorno seguente si abbandonarono a manifestazioni di dolore di fronte alla devastazione del palazzo vescovile furono allontanate dagli agenti di polizia vestiti in abiti civili (M. Gilbert, 9 Novembre 1938. La notte dei cristalli, Milano 2008 pp. 130-131).

Neppure nei giorni seguenti, papa Pio XI smise di attaccare l’ideologia nazista; e il 21 novembre pronunciò un discorso in cui insistette sull’unicità della razza umana. Pronunciamento che venne anche questo duramente attaccato dai leader nazisti: «Nessun sentimento di compassione sarà tollerato nei confronti degli ebrei. Rifiutiamo l’affermazione del papa secondo cui non esisterebbe che un’unica razza. Gli ebrei sono parassiti» dichiarò il ministro del lavoro tedesco Robert Ley in un discorso tenuto a Vienna il 22 novembre. Achille Ratti si era mostrato intenzionato a rompere i rapporti diplomatici con la Germania dopo i fatti accaduti il 9 novembre, ma fu dissuaso dal farlo dal segretario Pacelli che riteneva il gesto controproducente. Sulla scia della presa di posizione di Pio XI, tuttavia, eminenti prelati come il cardinale Schuster di Milano, il cardinale belga Van Roey e il cardinale Verdier di Parigi condannarono apertamente la Notte dei Cristalli (9 novembre 1938… p. 160).

Non è difatti un caso che la morte di Achille Ratti fu salutata con dispiacere da importanti personalità israelitiche che manifestarono la loro stima nei suoi confronti per l’impegno mostrato in vita nella lotta contro il razzismo.

Mattia Ferrari

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