Sull’infallibilità papale, risposta agli errori di Hans Küng

infallibilitàPochi giorni fa è comparso un appello del teologo Hans Küng con il quale ha chiesto l’abolizione del dogma dell’infallibilità papale. La richiesta è confusa e poco lucida, in ogni caso abbiamo chiesto al teologo Stefano Biavaschi un approfondimento. La risposta che ha formulato, e che pubblichiamo qui di seguito, è particolarmente utile in quanto dimostra che il dogma dell’infallibilità -come tutti i dogmi, in generale-, è sì una verità ufficializzata “recentemente” ma si è stabilita come tale fin dall’origine della Chiesa. Questo rende valida e legittima la formulazione del dogma, impossibile da abolire.

 

di Stefano Biavaschi*
*assistente alla Cattedra di Teologia presso l’Università Cattolica di Milano

 

Prima di entrare nel tema dell’infallibilità papale, che alcuni teologi modernisti oggi contestano, occorre fare una premessa generale sul concetto di Magistero. La parola “magistero” viene da “maestro”: quest’ultimo è uno degli attributi che il Vangelo riconosce a Gesù. In che modo Gesù continua ad ammaestrarci, dopo il suo ritorno al Padre? Tramite il Magistero. In forza di che il Magistero attinge a questa promessa? In forza della Successione Apostolica e della Tradizione.

La possibilità di una permanenza della Verità sulla terra è desiderio di Gesù stesso: “Io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Consolatore perché rimanga con voi per sempre: lo Spirito di Verità (GV 14,16-17). E aggiunge: “Lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome v’insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che vi ho detto” (GV 14,26). L’assistenza di Gesù ai suoi apostoli è dunque confermata nel tempo, e non solo perché la Chiesa da lui fondata potesse ricordare, ma anche testimoniare (“mi renderete testimonianza” GV 15,27). Del resto, se questa permanenza della Verità sulla terra non fosse stata garantita, in conformità a che cosa saremmo stati giudicati? E chi avrebbe potuto salvarsi? La sola ragione è fallibile; il Magistero è invece infallibile perché, illuminato da una continua pentecoste, gode “per sempre” della promessa di Gesù: “Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando però verrà lo Spirito di Verità, egli vi guiderà alla Verità tutta intera” (GV 16,12-13).

Respingere il Magistero significa respingere lo stesso Gesù, perché “Chi ascolta voi ascolta Me, chi disprezza voi disprezza Me” (LC 10,16). L’Islam e il Protestantesimo hanno cercato di costruire una religione senza magistero, ma non ci sono riusciti, finendo per ricorrere lo stesso a forme d’autorità costruite dal basso. Invece, la Chiesa dei primi secoli, ha subito riconosciuto i vescovi come successori degli apostoli, anche nell’esercizio dell’insegnamento. Quest’autorità costruita dall’alto“non è però al di sopra della Parola di Dio, ma la serve, insegnando soltanto ciò che è stato trasmesso” (Conc. Vat. II, DV,10). All’interno del Magistero siamo soliti distinguere tra episcopato (i vescovi, successori degli apostoli) e primato (il Papa, come successore di Pietro), entrambi di diritto divino e strettamente connessi. Distinguiamo anche tra magistero particolare (per esempio quello di un Vescovo verso la sua diocesi) e magistero universale (cioè quello di tutti i vescovi verso tutti i cristiani); il Concilio Vaticano I ha definito l’infallibilità di quest’ultimo. Lo stesso ha fatto il Concilio Vaticano II, confermando: “L’infallibilità promessa alla Chiesa risiede pure nel corpo episcopale, quando questi esercita il supremo Magistero col successore di Pietro” (LG 25). E questo avviene, per esempio, in occasione di un Concilio Ecumenico: in tal caso si parla di magistero straordinario.

Anche il Catechismo della Chiesa Cattolica afferma: “Il grado più alto nella partecipazione all’autorità di Cristo è assicurato dal carisma dell’infallibilità. Essa si estende tanto quanto il deposito della divina Rivelazione; essa si estende anche a tutti gli elementi di dottrina, ivi compresa la morale” (CCC 2035). E ancora: “Per mantenere la Chiesa nella purezza della fede trasmessa dagli Apostoli, Cristo, che è la Verità, ha voluto rendere la sua chiesa partecipe della propria infallibilità. […] Di questa infallibilità il romano Pontefice, capo del collegio dei vescovi, fruisce in virtù del suo ufficio, quando, quale supremo pastore e dottore di tutti i fedeli, proclama con un atto definitivo una dottrina riguardante la fede o la morale” (CCC 889-891).  Ad essere dunque coperto da infallibilità è anche il magistero straordinario del Papa, e questo avviene “quando parla dalla cattedra, cioè quando adempiendo al suo ufficio di pastore e di maestro di tutti i cristiani, per la sua suprema autorità apostolica definisce che una dottrina riguardo alla fede e ai costumi deve essere tenuta da tutta la Chiesa, per l’assistenza divina a lui promessa nel beato Pietro” (Vat II, PA 4). Naturalmente il senso di tutto questo non va colto considerando gli uomini in sé ma l’infallibilità della verità di Dio.

Queste verità, sebbene non ancora formulate dogmaticamente, erano credute anche nel cristianesimo antico, tanto che venivano conservati con cura gli elenchi dei vescovi di Roma fin dalla successione di Pietro. Per esempio Egesippo (160 ca) e Ireneo di Lione (180 ca) tramandano che il primo a succedere sul seggio di Pietro fu San Lino (originario del Lazio settentrionale, eletto nel 66 ca, e morto nel 78, poi sepolto accanto a S. Pietro). Anche Eusebio di Cesarea lo conferma: “Primo ad essere nominato vescovo della Chiesa di Roma, dopo il martirio di Paolo e Pietro, fu Lino, citato da Paolo nel saluto che chiude la lettera da lui inviata da Roma a Timoteo” (Historia Ecclesiastica, III,2). Eusebio ricorda anche chi gli succedette: “A Lino, che fu vescovo della Chiesa di Roma per dodici anni, succedette Anacleto” (op cit, III,13). E di nuovo aggiunge: “Ad Anacleto, che aveva retto l’episcopato della Chiesa di Roma per dodici anni, succedette Clemente, che l’apostolo [Paolo], nella Lettera ai Filippesi, definisce suo aiutante dicendo: ‘Con Clemente e gli altri miei aiutanti, i cui nomi sono nel libro della vita’.” (op cit, III,15). Questo stesso Clemente I, che fu il primo dei Padri Apostolici, ci fa capire l’importanza delle successioni apostoliche quando, verso l’anno 96, scrive: “Cristo proviene da Dio, gli apostoli da Cristo, e i vescovi discendono dagli apostoli, e pertanto non possono essere allontanati” (Clemente Romano, Lettera ai Corinti, 1,42). Verso il 200 Sant’Ireneo aggiungeva: “Mediante la successione apostolica è giunta a noi la verità, e la tradizione apostolica è stata resa nota in tutto il mondo. Basta attenersi a loro [i vescovi], in tutto il mondo, se si vuole vedere la verità. Noi infatti possiamo elencare i vescovi che sono stati istituiti dagli apostoli e dai loro successori fino ai giorni nostri” (Adversus Haereses, III,3,1).

Fra tutte le successioni, quella petrina, era però vista con un ruolo di rilievo, questo a causa del “mandato delle chiavi” istituito da Gesù in Matteo 16,17-19 (per ben 114 volte nei vangeli Pietro è inoltre nominato con particolare riguardo prima degli altri apostoli). Sant’Ignazio nella sua Lettera ai Romani definisce perciò la Chiesa di Roma “colei che presiede l’alleanza d’amore”. Policarpo di Smirne la considera maestra delle altre, e Tertulliano “norma della verità”, arbitro della comunione. Nessuno, infatti, considerava un’ingerenza il fatto che il vescovo di Roma si occupasse anche delle controversie presenti in terre lontane, per esempio a Corinto, chiedendo “ubbidienza a quanto Gesù ha detto tramite nostro”. Anche in campo liturgico, le disposizioni provenienti da Roma erano accolte universalmente. Un importante esempio è quello della festa di Pasqua, che veniva inizialmente celebrata in date diverse nelle rispettive comunità cristiane presenti dalla Gallia alla Mesopotamia: fu il vescovo di Roma, San Vittore, a imporre un’unica data liturgica, questo mostra che, ancora nel secondo secolo, in piena epoca di persecuzioni, il papa aveva consapevolezza della propria superiore responsabilità. Anzi, spesso erano le diverse chiese del mediterraneo a rivolgersi a Roma per dirimere le questioni.

A fugare ogni dubbio sulla preminenza del mandato petrino già a quei tempi, basterebbe quanto scrisse Sant’Ireneo, vescovo di Lione tra il 160 ed il 202: “Per stabilire ciò, non è necessario un confronto fra tutte le chiese: basta essere in comunione con quella romana, la chiesa più grande e la più antica, a tutti nota, fondata e istituita dai due gloriosi apostoli Pietro e Paolo. Su questa infatti, per la sua alta posizione di preminenza, devono necessariamente essere in comunione tutte le altre chiese esistenti in ogni parte del mondo, perché in essa è sempre stata conservata la tradizione degli apostoli” (Adversus Haereses, III,3,2; quasi a sottolineare quanto detto S. Ireneo fa seguire l’elencazione dei papi dall’inizio fino al suo tempo, terminando con queste parole: “In questo ordine
e attraverso questa successione sono pervenute fino a noi la tradizione che è nella Chiesa a partire dagli Apostoli, e la predicazione della verità).

Per tutto questo la cattedra di Roma, fin dall’inizio, viene guardata come principio di unità nella Chiesa. San Cipriano, vescovo di Cartagine (200-258), relativamente all’autorità di Roma, faceva già uso dell’espressione “cattedra di Pietro”. Per esempio, riferendosi agli eretici, scrive: “Essi osano pure andare alla cattedra di Pietro ed alla Chiesa principale, da cui deriva l’unità del sacerdozio”. Ben prima dell’era di Costantino, la Chiesa di Roma era dunque già definita (peraltro da un’altra diocesi ben distante) “Chiesa principale” e cattedra episcopale “da cui deriva l’unità del sacerdozio”. E perfino (già a quel tempo!) “principio di unità ed infallibilità”.

 
Altri articoli dell’autore:
Quale fondamento ha la “morale laica”? (aprile 2012)
Etica laica: un’occasione perduta (marzo 2012)
 

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45 commenti a Sull’infallibilità papale, risposta agli errori di Hans Küng

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  1. minstrel ha detto

    Francesco abolisca infallibilmente l’infallibilità papale… Ebbbasta Kung!

    • Vincent Vega ha detto in risposta a minstrel

      “Francesco abolisca infallibilmente l’infallibilità papale”.

      ROFTL ahahaha 😀

      Noi abbiamo il Kung dei poveri, ovvero Mancuso, RI-ROFTL!

  2. Vincent Vega ha detto

    Dagli Atti degli Apostoli (At 5,12-16)

    “Molti segni e prodigi avvenivano fra il popolo per opera degli apostoli. Tutti erano soliti stare insieme nel portico di Salomone; nessuno degli altri osava associarsi a loro, ma il popolo li esaltava.
    Sempre più, però, venivano aggiunti credenti al Signore, una moltitudine di uomini e di donne, tanto che portavano gli ammalati persino nelle piazze, ponendoli su lettucci e barelle, perché, quando Pietro passava ,almeno la sua ombra coprisse qualcuno di loro.
    Anche la folla delle città vicine a Gerusalemme accorreva, portando malati e persone tormentate da spiriti impuri, e tutti venivano guariti.”

  3. Laura ha detto

    La risposta di Biavaschi è molto efficace perché si concentra a dimostrare come il dogma fosse valido, seppur non ufficializzato, anche nel cristianesimo primitivo.

    • Paolo Viti ha detto in risposta a Laura

      Per tutti i dogmi è così, la Chiesa non ha inventato nulla ma ha ufficializzato quel che già tutti ritenevano vero da sempre.

  4. Fracri ha detto

    Ottimo articolo, davvero illuminante! Uccr si è superata!

  5. sara ha detto

    Molte cose non se sapevo e l’ articolo e’ stato illuminante. Sono soprattutto d’accordo sul fatto che abolire alcuni dogmi o cambiare regole su cui si basa la dottrina significherebbe modificare il senso profondo dell insegnamento di Cristo. Per cui non sarebbe piu’ chiesa cattolica apostolica ma qualcosa di diverso..se pensiamo che qualche scisma e’ avvenuto per molto meno..di fatto tutti minano alla gerarchia ecclesiale. Vorrebbero tutti una religione fai da te, dove non ci siano ” capi” o vertici ma tutti possono essere tutto. Secondo me lo stesso ragionamento che si fa sulla questione Dell apertura Della chiesa. I progressisti con la scusa Dell estensione della misericordia e con l integrazione e la non esclusione o con la scusa dei tempi diversi rispetto a situazioni culturali passate, vogliono l apertura alla contraccezione ,aborto eutanasia, sacerdozio alle donne e matrimoni gay. Sconvolgendo le basi Dell insegnamento di cristo. Stessa cosa si vuol fare con la gerarchia. Ma il vangelo e’ chiaro su questo…senza un pastore guidato dallo spirito il gregge si dissolverebbe e ogniuno parlerebbe lingue diverse come con babele.

    ” tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa.”
    C’È poco da interpretare.

  6. Claudio ha detto

    Mi spiace ma no, non ci siamo.
    Primo: tutto l’articolo si basa su una fallacia logica. Dimostrare che un dogma è antico non equivale a dimostrare che il dogma sia valido o per questo meritevole di essere mantenuto. Se l’autore vuole controbattere a una tesi entri nel merito della tesi, non tergiversi.
    Punto secondo: l’infallibilità papale o del magistero è un concetto troppo vago. Citando il catechismo, riguarda la fede e la morale, o citando il vaticano secondo, la fede e i costumi. Con “morale” e “costumi” si può intendere letteralmente qualsiasi cosa, perché qualunque attività umana è di costume per qualcuno e qualunque attività umana è soggetta a giudizio morale. Di fatto, legittima il magistero a cantarsele e suonarsele senza rendere conto a nessuno.
    Punto terzo: è consolante che Gesù abbia detto che non avrebbe abbandonato la Chiesa ma l’avrebbe guidata secondo lo Spirito. Però mi sfugge il momento in cui Gesù ha detto che per questo delle persone avrebbero avuto il superpotere di infallibilità. Sapete perché mi sfugge? Perché non sta scritto da nessuna parte. Lasciate che sia Cristo a decidere attraverso chi o cosa guidare la Chiesa, e smettiamola di inventarci cose che non ha mai detto.
    Quarto: la Storia è piena di Papi e dottrine fallibili e fallite, di cui il magistero dovrebbe vergognarsi e sui cui errori dovrebbe riflettere e crescere. Pensare di essere infallibili non aiuta a ricevere lo Spirito con umiltà, semmai è un buon modo per sostituirsi a esso.
    Da ultimo: vedere la parola tradizione in maiuscolo mi fa rabbrividire. Davvero, è una cosa agghiacciante.

    • Gabriele ha detto in risposta a Claudio

      Non so perché ti faccia paura la Parola ‘Tradizione’, ma ti rispondo con queste parole ‘bisogna mantenere quello che è stato creduto da tutti, sempre e in ogni luogo’

      • Renata ha detto in risposta a Gabriele

        Credere sempre e acriticamente alla tradizione non mi sembra cristiano:impedirebbe il progresso, morale e spirituale. Quella che noi chiamiamo Tradizione è comunque frutto di dibattiti e purtroppo anche di lotte sanguinose, con tanto di morti e stragi, di cui oggi anche i recenti Papi hanno chiesto scusa. Quanto al primato petrino, è altra cosa dall’affermazione di un dogma, che è un’invenzione teologica, solo umana e razionale, filosofica e politica. Cristo non era un teologo, ma un uomo”speciale”che salvava e guariva grazie alla sua relazione “speciale”col Padre; scandalizzava i sacerdoti di allora perché superava la tradizione; e soprattutto ci ha rivelato che Dio non ha bisogno di armi o primati vari per realizzare il suo “regno”, ma di amore. Ma capire cos’è l’amore e realizzarlo nel rispetto dell’altro(che magari non la pensa come noi)è la cosa più difficile in assoluto.

        • sara ha detto in risposta a Renata

          Renata ma cos’è la tua una predica?..non capisco il tuo commento. E per la precisione, Cristo per me non era un uomo speciale, ma figlio di Dio, ossia Dio stesso incarnato, se non credi a questo ovvio che parliamo lingue diverse e sto punto tutto fa brodo.ma perche’ sparare eresie in un sito, che se non erro e’ Cattolico?

        • gabriele ha detto in risposta a Renata

          Allora: la Tradizione è la parte non scritta della predicazione di Cristo e degli apostoli, e insieme ai Vangeli, è uno dei tesori più preziosi della Chiesa, e non è stata oggetto di dibattiti, eccetto da chi si è staccato dal Corpo di Cristo. Ciò che la Chiesa crede è antico di 2000 anni. i dogmi non sono invenzioni umane, ma sono le basi del Cristianesimo
          Cristo inoltre era ‘teologo’, in quanto la Teologia è un discorso su Dio fondato sulle basi della Rvelazione, e chi, meglio del Verbo Incarnato può farlo?
          comunque le tue idee sono identiche a quelle condannate da Pio X in ‘Lamentabili’ e ‘Pascendi’

    • Vincent Vega ha detto in risposta a Claudio

      Per Claudio

      ” Però mi sfugge il momento in cui Gesù ha detto che per questo delle persone avrebbero avuto il superpotere di infallibilità. Sapete perché mi sfugge?”

      La butto lì: perché non sai di cosa parli.

      Cristo infatti disse a San Pietro “A te darò le chiavi del Regno dei cieli, e tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli” (Mt 16,19)”

    • lorenzo ha detto in risposta a Claudio

      Primo: Dimostrare che un dogma è antico equivale a dimostrare che il dogma non è recente. Il termine dogma sta ad indicare un principio fondamentale posto alla base di una dottrina da considerarsi e credere per vero, quindi non soggetto a discussione da chi si reputa seguace di quella dottrina: credere che un dogma possa essere mutato è una fallacia logica.

      Punto secondo: Dubito fortemente che chi scrive Magistero usando la minuscola abbia capito di cosa sta parlando.

      Punto terzo: “Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». E Gesù: «Beato te, Simone figlio di Giona, perché né la carne né il sangue te l’hanno rivelato, ma il Padre mio che sta nei cieli. E io ti dico: Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli, e tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli».”

      Quarto: Pur essendo la storia piena di Papi di cui vergognarsi e pseudo dottrine fallibili e fallite, dovrebbe far riflettere il fatto che il Magistero non si è mai contraddetto: l’umiltà aiuta a riconoscere come opera lo Spirito senza pretendere di sostituirsi a esso.

      Da ultimo: Vedere la parola Tradizione in minuscolo mi fa capire che chi scrive non ha capito cosa si intende per Tradizione e la confonde con la tradizione.

    • Michele ha detto in risposta a Claudio

      Primo: proprio il fatto che sia antico mostra come appartenga alle “cose” credute dai cristiani sin dall’inizio. E questo trattandosi di una fede, come quella cristiana, che nasce da un evento storico è di primaria importanza. Evidentemente fa parte di un deposito di fede ritenuto tale sin dall’inizio.
      Secondo: il magistero è talmente legittimato a cantarsele e suonarsele che nella storia recente il dogma dell’infallibilità è stato adoperato solo due volte.
      Terzo: se Cristo guida la Chiesa secondo lo Spirito (che è Dio e quindi infallibile), appare congruo che anche il Pontefice, in determinate occasioni, possa essere rivestito del carisma dell’infallibilità. Se ciò non fosse dovremmo pensare ad un solco inseparabile tra il Dio infallibile e la Chiesa alla quale lo Spirito farebbe una guida puramente nominale.
      Quarto: essere umili aiuta sempre, a patto però di non considerare la Storia come la manifestazione di Dio, alla maniera di Hegel. A questo punto la presunta umiltà significherebbe solo mettersi in riga dietro l’opinione via via prevalente.
      Quinto: questo è un tuo problema.

  7. Angelo ha detto

    Che male c’è se una donna diventa prete ? I protestanti allora sono in errore ?! La parola di Dio interpretata alla lettera, come insegna la più moderna esegesi, ci porta lontani da Cristo !

    • Dario* ha detto in risposta a Angelo

      Quelli protestanti non sono sacerdoti ma predicatori ed anche nella Chiesa Cattolica ci sono predicatrici. Delle cose lecite e giuste non ci facciamo mancare niente stai tranquillo

    • sara ha detto in risposta a Angelo

      Entra in Seminario, fatti 7 anni di teologia piu’ due di dottorato in Cristologia. Poi ne riparliamo a parità di saperi basilari..senno’ non basterebbero gli anni che mi rimangono per spiegartelo.

  8. giannibinobis ha detto

    Ottimo articolo, grazie.

  9. Angelo ha detto

    A mio avviso c’è sempre stato un accanimento particolare nei confronti di Kung le cui tematiche sono tutte fondate storicamente e teologicamente ed incontestabili. È un teologo che fa teologia non con il para occhi ma con strumenti storico-critici a dosposizione della stessa moderna teologia un grande !!! Cara Sara credo che prete donna sia una professione che richiede una formazione come tante altre professioni.
    Se andiamo avanti con queste chiusure ci mettiamo dalla parte dei buoni e senza rendercene conto in nome di Dio giudichiamo il mondo ma vi sembra che Gesù ci abbia lasciato questa testimonianza ?

    • Vincent Vega ha detto in risposta a Angelo

      Per Angelo

      “A mio avviso c’è sempre stato un accanimento particolare nei confronti di Kung le cui tematiche sono tutte fondate storicamente e teologicamente ed incontestabili.”

      Bella questa! Ne conosco una anch’io: ci sono un francese, un inglese, un italiano…..

    • Michele ha detto in risposta a Angelo

      E invece sostenendo le “aperture” ci si mette dalla parte dei cattivi? Suvvia, Angelo, come se i modernisti non fossero i più convinti di tutti nell’essere dalla parte del giusto, del Vangelo, della profezia, ecc. Sempre pronti a farsi interpreti del pensiero di Cristo ed a tacciare gli altri di essere oscurantisti, contrari all’insegnamento di Cristo, e via dicendo (non è questo giudicare in nome di Dio?). Dopo decenni ormai non funziona più il continuo piagnisteo dei modernisti!
      E se poi voi modernisti giudicate la giustezza della dottrina in base all’accoglienza riscossa nell’umanità, ci sapete spiegare perché i protestanti liberali sono ridotti a 4 gatti?

    • sara ha detto in risposta a Angelo

      Se i sacerdoti fosseto solo pura professione so sarebbero estinti, come i monaci e le suore. Tu parli di cose umane in termini umani. Io parlo di cose trascendentali, ossia puoi essere il migliore teologo del mondo ma se non segui cristo , la sua strada e soprattutto non hai il suo spirito sei meno che niente. La vera sapienza e’ Cristo( per me in tutte le discipline) soprattutto Nella tua cara materia di Teologia, progressista o arretrata che sia. Io so solo una cosa : La gran maggioranza Dell volte che Dio si e’. Manifestato e’ stato con persone analfabete e semplici diventati poi i grandi Dottori Dell chiesa, che non si sono persi in fantomatiche rivelazioni teologali ma hanno cambiato la storia Dell chiesa agendo per e con Cristo.

    • Gabriele ha detto in risposta a Angelo

      Se consideri il sacerdozio solo una professione, non hai capito nulla

  10. Angelo ha detto

    Il cattolicesimo sta perdendo proseliti perchè si schiera dalla parte dei “giusti” ideologicamente creati da una certa casta cattolico romana. Gesù si schiera a dalla parte dell’uomo e sopratutto malato e peccatore!! Basta spaccare l’umanità in buoni e cattivi!

    • lorenzo ha detto in risposta a Angelo

      Dice Gesù: “E saranno riunite davanti a lui tutte le genti, ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri, e porrà le pecore alla sua destra e i capri alla sinistra. Allora il re dirà a quelli che stanno alla sua destra: Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo… Poi dirà a quelli alla sua sinistra: Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli.”

      Risponde Angelo: Gesù, basta spaccare l’umanità in buoni e cattivi!

    • Gabriele ha detto in risposta a Angelo

      Gesù si schiera dalla parte dell’uomo malato e peccatore perché vuole guarirlo e redimerlo, non perché vuole lasciarlo nel suo stato.
      Per il bene del peccatore bisogna condannare il male

    • sara ha detto in risposta a Angelo

      Esistono tre cose certe dopo la morte per noi Cattolici: Inferno, Purgatorio e Paradiso. Che dopo l’ ultima venuta di cristo, con l’ultima mietitura, in cui l’erba buona sara’ divisa dalla zizzania, si dividerà in due unici luoghi,perché sara’ la fine dei tempi e del Purgatorio non ci sarà più bisogno. Tu per chi credi siano stati pensati?. Non credere che Dio sia un buonista, misericordioso si, ma e’ anche giudice giusto perche’ legge i cuori e la storia di ogni persona. L’inferno esiste e molti santi ne son stati testimoni. Tutto il combattimento sulla terra,
      E’ finalizzato a salvarsi o a dannarsi. Sta a noi la scelta. In questo senso il Vangelo parla chiaro.

  11. Angelo ha detto

    I protestanti hanno fornito enormi suggerimenti al pensiero cristiano iniversale ed hanno contribuito enormemente allo sviluppo e crescita della moderna ermeneutica.

    • Gabriele ha detto in risposta a Angelo

      Protestanti? Quali? I luterani? I riformati? I battisti? Ci sono mille tipi di protestantesimo
      Comunque ti elenco delle belle idee che essi hanno suggerito al pensiero cristiano:
      -depravazione totale
      -inesistenza del libero arbitrio (tutto è già stato deciso da Dio)
      -alcune versioni orrende della teoria dell’espiazione penale di Cristo
      -antisemitismo (Lutero ha scritto un libro contro gli ebrei)
      -dipendenza del potere religioso da quello politico (Chiese nazionali)

      E posso continuare

  12. Angelo ha detto

    Cari Vincent, Sara e Michele, voi quanti libri avete letto di Kung ? Conoscete a fondo il suo pensiero ?

    • sara ha detto in risposta a Angelo

      Kung?..e chi sarebbe costui. Tu hai mai letto di Cristo, dei grandi mistici o Dottori della chiesa?..

    • Vincent Vega ha detto in risposta a Angelo

      Per quanto mi riaguarda lo conosco anche troppo, e nega parti importantissime del deposito della Fede.

  13. Angelo ha detto

    “…i quattro concili classici hanno presi le loro decisioni in base alle loro autorità. Non una parola che dica che essi dovrebbero venire convocati e diretti dal vescovo romano. Non una parola che dica che le loro decisioni dovrebbero venire confermate da Roma.E quanto poco la pretesa romana all’ortodossia venisse intesa come “infallibilità”, dimostrano in maniera drastica, dopo la fase di espansione del potere papale nel IV/V secolo due casi “classici” di papi erranti del VI/VIA secolo che anche al primo concilio Vaticano vennero adotti contro una definizione dell’infallibilità pontificia, anche se la maggioranza, come ha fatto in molti altri casi, preferì ignorarli …… Hans Kung – Cristianesimo

    • Gabriele ha detto in risposta a Angelo

      La storia dei papi eretici era ben conosciuta al CV1 ma non riguarda l’infallibilitá in quanto essi errarono solo sulla pastorale e mai in un pronunciamento del Magistero espressero eresie

  14. giorgio baldrati ha detto

    che una verita` di fede sia annunciata col sigillo della infallibilita`
    nulla toglie o aggiunge alla sua realta`. le verita` di fede possiedono ed
    esercitano tutta la loro potenza ,non ostante l` incredulita`
    dei piu`, anche senza il sigillo della infallibilita`. un pronunciamento
    falso , sia pure col sigillo della infallibilita`, sarebbe inefficace,
    per credenti e non. e` necessario il sigillo di infallibilita`
    perche il credente ritenga vera una pronunzia di fede e vi si adegui ?

    lo ” spirito di verita`” , il consolatore dalla mancata presenza fisica
    di Cristo; colui che ci rivelera` la verita` tutta intiera , e` con noi:
    con ciascuno di noi, sino alla fine dei tempi : dono immenso e largamente
    ignorato. che altro ci occorre per la salvezza ? ma chi ha il dovere
    di ricordarlo ai credenti, distratti e assorbiti dalle occupazioni quotidiane ?

    si ha l`impressione che la chiesa abbia ridimensionato il suo ruolo e
    giusifichi il suo essere , dalla testimonianza personale a Cristo ,
    al voler forzare , attraverso la porta
    stretta , tutti i dubbiosi, i vacillanti , i deboli di fede , gli indecisi ,
    con l`idea di salvarne molti , non ostante la loro poca fede.

    ma nessuno si illuda : ne pastori , ne gregge . la via della salvezza
    ha il suo prezzo : ” chi vuol venire dietro a me ,prenda la sua croce
    e mi segua ” ma aggiunge ” il mio giogo e` dolce ed il mio carico leggero ”
    tuttavia le misure della porta sono state fissate
    dall`eternita` dalla giustizia di Dio e non saranno ridotte sino
    alla fine dei tempi.

    • lorenzo ha detto in risposta a giorgio baldrati

      Scriveva S. Pietro: “Sappiate anzitutto questo: nessuna scrittura profetica sia soggetta a privata interpretazione.”

      Scrive giorgio baldrati: “Sappiate anzitutto questo: la scrittura profetica sia soggetta a privata interpretazione.”

      A chi dar retta?

  15. Angelo ha detto

    Ragazzi troppa teoria. La vita è fatta di problemi concreti da risolvere e qui che siamo cristiani siamo a discutere il sesso degli angeli. Cristo non era così raffinato da un punto di vista teologico. Dobbiamo parlare alla gente comune di carità e non di disquisizioni teologiche che ci mettono l’uno contro l’altro. Dobbiamo acquisire un linguaggio che ci fa incontrare indifferentemente dai credi. I nostri figli sono in classe con il 50% di musulmani, induisti, ebrei, etc e devono imparare ad integrare la verita che porta ciascuno nelle sue radici, fede e diversità cercando fondo comune che trascende le religioni perché le comprende; noi siamo qui a spaccare il capello in quattro su questioni poco pratiche. Un abbraccio fraterno a tutti

    • sara ha detto in risposta a Angelo

      L’abbraccio te lo do’. Ma per me la risposta ai problemi Dell’ uomo e ai problemi sociali, concreti, veri e’, e resta, solo Cristo.

  16. Angelo ha detto

    Cara Sara, è esattamente quello che sostiene Kung ..prova a leggere qualcosa di lui e vedrai che c’è tanto da imparare..poi è un uomo non è Dio nemmeno lui ma a me sembra un interprete fedele del messaggio di Cristo è della chiesa delle origini depurato il messaggio da tutte le incrostrazioni.. buona giornata..

  17. Angelo ha detto

    …fedele alla visione e interpretazione del Cristo delle prime comunità cristiane (chiesa delle origini)..

    • Gabriele ha detto in risposta a Angelo

      Se vuoi conoscere la Chiesa delle origini leggi i Padri Apostolici, non Kung
      E capirai quanto Kung è lontano

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