L’ora di religione in crescita tra gli studenti delle superiori

Ora di religioneMolti studiosi si stanno convincendo che la nostra sarebbe, non più un’epoca di secolarizzazione, ma di “post-secolarizzazione”. Questo perché è indubbio il fenomeno del “ritorno religioso”, cioè del ripristino di una massiccia religiosità (o spiritualità religiosa), seppur istintiva e meno legata alle grandi religioni.

Inoltre, diversi dati indicano che proprio le società secolarizzate sono a rischio estinzione: lo ha stabilito proprio un anno fa il “Pew Research Center”, prevedendo nel corso dei prossimi quattro decenni un declino dei cosiddetti “non credenti” dal 16% attuale al 13%.

Molti opinionisti obiettano facendo notare l’aumento del numero dei “none”, ovvero coloro che non indicano alcuna “preferenza religiosa”. Eppure il sociologo americano Claude Fischer, docente presso l’Università della California, ha fatto notare che la maggior parte di chi non dichiara l’appartenenza ad alcuna religione, nelle indagini sociologiche non si rivela né come ateo né come agnostico ma dice di credere in Dio e prega, almeno occasionalmente.

Quindi, quello che sembra scontato alla fine non lo è affatto. Allo stesso modo, a molti sembrerà indubitabile che le statistiche sui frequentanti dell’ora di religione nelle scuole abbiano intrapreso una irrecuperabile strada di decrescita, sopratutto nelle scuole superiori dove gli studenti scelgono autonomamente se frequentarla o meno. Ancora una volta non sembra essere così.

Gli esperti di Tuttoscuola, la rivista più autorevole sul mondo scolastico italiano, hanno infatti analizzato il trend degli iscritti all’ora di religione degli ultimi quindici anni, rilevando un complessivo calo del 5,5% rispetto al 2001. Una contrazione che però ha riguardato gli ordini di scuola dalla materna alle medie, mentre proprio alle superiori -dove la scelta viene effettuata direttamente dai ragazzi- i numeri sono in deciso aumento. Se, infatti, nel 2013-2014 erano stati 2.082.938 (l’80,7% del totale) gli studenti che avevano deciso di avvalersi dell’Irc, nel 2014-2015 sono stati 2.109.607, cioè 26.668 in più. Aspetteremo i dati dello scorso anno per capire se vi è stata una inversione di tendenza.

Nicola Incampo, consulente della Cei per l’Irc, ha spiegato che laddove l’ora di religione «è adeguatamente presentata e valorizzata nel Piano dell’offerta formativa, gli avvalentisi aumentano. L’importante è far capire alle famiglie che non si tratta di un’ora di catechismo, che è un’altra cosa e, è bene ricordarlo, non si fa a scuola». Cosa significa adeguatamente presentata? Lo ha spiegato il card. Angelo Bagnasco, presidente della Cei: «L’insegnamento della religione cattolica è l’esposizione della storia e della dottrina cristiana; è l’affronto dei grandi temi dell’uomo e della vita. Introduce non solo agli universali interrogativi dell’esistenza, ma anche offre a tutti – cristiani e non cristiani – la possibilità di comprendere la società e la cultura del nostro Paese e dell’Europa».

La redazione

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7 commenti a L’ora di religione in crescita tra gli studenti delle superiori

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  1. Paxvobis ha detto

    Fiero di aver scelto e di fare l’ora di religione…

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  2. Fransi ha detto

    In due righe Incampo e Bagnasco han spiegato cosa è e cosa non è l’ora di religione, da far leggere ad anticlericali ed ignoranti della rete.

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  3. Mari ha detto

    Da far leggere anche agli insegnanti di religione… Io credo sinceramente che ci sia un po’ da lavorare sul programma scolastico di quest’ora, troppo spesso lasciata in balia dell’interpretazione di insegnanti che non sanno insegnarla

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    • Fransi ha detto in risposta a Mari

      ottima constatazione. In effetti molti insegnanti fanno ciò che vogliono, in realtà il piano formativo per tale ora è tutto sommato molto ambio e solo in parte è dedicato al cristianesimo in sé.

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  4. Matteo A. ha detto

    Inversione di tendenza? Direi proprio di no, il trend è costante negli ultimi venti anni ed evidenzia una netta spaccatura tra nord e sud, quasi come se si trattasse di due paesi completamente diversi: http://www.chiesacattolica.it/cci_new_v3/s2magazine/vedidocAreaRiservata.jsp?id_allegato=74312

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  5. giulia ha detto

    Forse è perché qualche giovane meno ideologizzato di tanti post sessantottini sta vivendo sulla loro pelle quell’orribile ma fondatissima frase per cui “o si tornerà cristiani o si diventerà musulmani”

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  6. giulia ha detto

    Quanto avrei voluto che nell’ora di Religione mi avessero parlato dei tanti scienziati cattolici, a partire da uno dei primi teorici del Big Bang invece di farmi crescere per anni nella convinzione che questo (il big bang)fosse in contraddizione con la Bibbia! di quante bugie sono state raccontate contro il cristianesimo, del fatto che buona parte di queste bugie erano anche causate dal monopolio protestante della stampa.
    Avrei voluto che mi avessero portata a conoscere qualche convento e parlato di quanto gli ordini religiosi ABBIANO VERAMENTE FATTO L’ITALIA. Che mi avessero parlato dei santi e non del solito San Francesco (almeno non di quello melenso interlocutore di animali), ma visto che San Tommaso e Sant’Agostino te li scordi durante filosofia almeno in religione avrei voluto conoscerli.
    Che mi avessero parlato dei tanti grandi miracoli eucaristici e delle tante e bellissime storie di conversione che coronano il mondo della Chiesa!

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