Papa Francesco: «tutelare le convivenze è contro la famiglia»

Francesco incontra famigliaIeri mattina, nel suo discorso al corpo diplomatico, Papa Francesco ha sintetizzato i principali temi toccati nel 2014. Ad unirli il filo rosso della “cultura dello scarto”, definizione che descrive il fenomeno per cui al centro della società non c’è più l’uomo ma il potere, il denaro, il più forte. Così l’economia quando l’ansia del profitto sovrasta l’attenzione all’uomo, così la guerra usata per risolvere gli interessi politici degli uomini a discapito delle vite che saranno calpestate ecc.

In questi termini parla il Pontefice dei temi etici: aborto, eutanasia, fecondazione sono anch’essi frutti della cultura dello scarto, che sceglie di rifiutare la vita umana, sopratutto quando è debole, quando diventa un peso per gli altri. Ha quindi aggiunto: «La famiglia stessa è poi non di rado fatta oggetto di scarto, a causa di una sempre più diffusa cultura individualista ed egoista che rescinde i legami e tende a favorire il drammatico fenomeno della denatalità, nonché di legislazioni che privilegiano diverse forme di convivenza piuttosto che sostenere adeguatamente la famiglia per il bene di tutta la società».

Nonostante nessun quotidiano lo abbia fatto notare, è evidente la critica alle unioni civili (entreranno in agenda tra poco in Italia). Ne parlò anche nel 2010 quand’era arcivescovo di Buenos Aires: «Le situazioni giuridiche di reciproco interesse tra le persone dello stesso sesso possono essere sufficientemente tutelate attraverso il diritto comune. Di conseguenza, sarebbe una discriminazione ingiusta nei confronti del matrimonio e della famiglia attribuire al fatto privato dell’unione tra persone dello stesso sesso uno status di diritto pubblico». Tornano alla mente i commenti dei vaticanisti su un presunto pontificato “non più interventista”, come quelle di Marco Politi de “Il Fatto Quotidiano” quando descriveva Francesco come “star progressista” nelle cui parole ci sarebbe «l’assenza di qualsiasi accenno a “minacce” contro l’istituto familiare, qualsiasi deprecazione di forze oscure nella società moderna che vorrebbero disgregarlo». Oggi ha ripreso il discorso di Francesco, ovviamente sintetizzando tutti i temi da lui toccati ma guarda caso saltando proprio le parole sulla famiglia.

Il Papa critica però anche la convivenza in sé come alternativa al matrimonio. Il 25 ottobre scorso Francesco aveva infatti affermato: «Sono nuove forme, totalmente distruttive e limitative della grandezza dell’amore del matrimonio. Ci sono tante convivenze e separazioni e divorzi: per questo, la chiave di come aiutare è ‘corpo a corpo’, accompagnando e non facendo proselitismo, perché questo non porta ad alcuno risultato: accompagnare, con pazienza». Ma i suoi interventi su queste tematiche sono numerosi, ricordiamo ad esempio quando ha voluto «ribadire il diritto dei bambini a crescere in una famiglia, con un papà e una mamma capaci di creare un ambiente idoneo al suo sviluppo e alla sua maturazione affettiva. Continuando a maturare nella relazione, nel confronto con ciò che è la mascolinità e la femminilità di un padre e di una madre, e così preparando la maturità affettiva».

Nel discorso di ieri ha trovato nuovamente spazio anche il tema del fondamentalismo religioso, facendo nuovamente appello all’Islam (come già fece il 30/11/14): «Il Medio Oriente è purtroppo attraversato anche da altri conflitti, che si protraggono ormai da troppo tempo e i cui risvolti sono agghiaccianti anche per il dilagare del terrorismo di matrice fondamentalista in Siria ed in Iraq. Tale fenomeno è conseguenza della cultura dello scarto applicata a Dio. Il fondamentalismo religioso, infatti, prima ancora di scartare gli esseri umani perpetrando orrendi massacri, rifiuta Dio stesso, relegandolo a un mero pretesto ideologico. […]. Nel sollecitare la comunità internazionale a non essere indifferente davanti a tale situazione, auspico che i leader religiosi, politici e intellettuali specialmente musulmani, condannino qualsiasi interpretazione fondamentalista ed estremista della religione, volta a giustificare tali atti di violenza».

Proprio il giorno prima l’antipapista Antonio Socci aveva nuovamente accusato il Pontefice su questa tematica, sul fatto che sarebbe mancato «ogni riferimento all’islamismo» nella sua condanna all’attentato francese di Charlie Hebdo. «Una reticenza ormai costante in Bergoglio che lo rende di fatto “perdente” nel dialogo con l’Islam». Eppure, dopo l’intervento di ieri del Papa, nel quale ha invitato i musulmani, in particolare, a condannare «qualsiasi interpretazione fondamentalista ed estremista della religione», Socci non ha rettificato, nessun commento di scuse al Pontefice per averlo giudicato frettolosamente, spinto dalla foga della sua nuova guerra ideologica. Ma l’articolo di Socci contiene altre menzogne e disinformazioni, per questo abbiamo pensato di dedicargli un articolo a parte.

La redazione

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