Storicità del cristianesimo: andare oltre Bultmann

Beyond BultmannLa storicità del cristianesimo è stata per anni in balia di studiosi scettici che facevano a gara per chi distruggesse meglio l’autenticità storica dei quattro vangeli. Uno dei capostipiti di questo gruppo di “distruttori” è certamente stato il tedesco Rudolf Bultmann, figlio della scuola luterana.

Attraverso il suo metodo (il metodo della scuola tedesca) definito “critica delle forme”, egli riteneva gran parte dei Vangeli un mito e questa è l’idea che si sono fatti generazioni di studiosi e milioni di persone influenzate dai loro studi. Fortunatamente, nella fase recente degli studi, l’autenticità storica dei Vangeli è stata riaffermata dalla maggioranza degli studiosi e il pensiero di Bultmann, inevitabilmente, è stato decisamente superato.

Proprio in questi giorni viene pubblicato in America il volume Beyond Bultmann: Reckoning a New Testament Theology (Baylor University Press 2014), curato da tredici studiosi. Lo storico del cristianesimo Larry Hurtado, professore emerito di New Testament Language, Literature and Theology presso l’University of Edinburgh, ha presentato il volume spiegando: «Sono fortemente critico verso il lavoro di Bultmann. Lo critico per aver avvicinato gli antichi testi cristiani con un criterio teologico, una particolare formulazione di “giustificazione per fede”, con la quale ha poi giudicato se gli scritti fossero validi o meno».

Sono molti altri gli studiosi critici verso il suo lavoro: John P. Meier, docente di Nuovo Testamento presso il dipartimento di Teologia della University of Notre Dama (e considerato da molti il più importante studioso vivente della storicità del cristianesimo), ha scritto: egli aveva un «modo sconcertante di risolvere complesse questioni con poche ed evasive frasi, i suoi argomenti non reggono anche se sono stati tramandati per generazioni» (J.P. Meier, “Un ebreo marginale”, volume 2, p.9).

Per Bart D. Ehrman, presidente del Department of Religious Studies dell’Università della Carolina del Nord, «tra le nostre fila non vi sono più critici delle forme che concordano con le formulazioni di Bultmann, il pioniere di tale interpretazione» (B.D. Ehrman, “Did Jesus Exist?”, HarperCollins Publishers 2013, p. 86).

Perfino il biblista e storico Mauro Pesce, studioso minore ma sorprendentemente noto in Italia per un suo libro contro la storicità del cristianesimo (scritto con il presentatore televisivo anticattolico Corrado Augias), ha affermato: «Mi sembra anche superata quella corrente di studiosi (fra cui Bultmann) che riteneva impossibile avere su Gesù, su ciò che egli pensava e faceva, conoscenze storiche sufficientemente certe. Negli ultimi trent’anni la convinzione che si possa ricostruire un’immagine storica di Gesù si è molto rafforzata» (C. Augias e M. Pesce, “Inchiesta su Gesù”, Mondadori 2006 p. 65).

La redazione

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