Nuovo studio: violenza domestica nelle coppie gay

Donne lesbicheUna recente meta-analisi, ovvero un’indagine su una serie di studi concentrati sulla stessa tematica, pubblicata sulla prestigiosa rivista “Plos medicine” e realizzata da ricercatori della London School of Hygiene & Tropical Medicine and King’s College London, ha rilevato che gli uomini che hanno rapporti sessuali con altri uomini (MSM) -un termine che comprende omosessuali, bisessuali e transgender- sono una categoria frequentemente colpita dal comportamento abusivo del loro partner. «I nostri risultati suggeriscono che le vittime di violenza domestica (IPV) sono comuni tra le coppie gay (MSM)»scrivono nelle conclusioni i ricercatori.

Lo studio non è stato ripreso da alcun quotidiano e il motivo per cui ne diamo diffusione si inserisce nel confronto sull’idoneità delle coppie dello stesso sesso di ricevere in adozione dei bambini. Questo ultimo studio si aggiunge alla vasta letteratura scientifica che sottolinea come le coppie omosessuali non siano -per vari motivi- il luogo ideale per la crescita di un bambino. Occorre anche sottolineare che tali argomentazioni vanno prese in considerazione solo in questo ambito, senza utilizzare questi dati a scopo discriminatorio contro le persone omosessuali.

«La violenza domestica (IPV) tra gli uomini che hanno rapporti sessuali con altri uomini (MSM) è un problema significativo», si legge nella meta-analisi, con valori che vanno dal 15% al 51% delle coppie omosessuali (altri studi parlano di percentuali dal 25% al 50%, altri ancora del 77%). Le conseguenze fisiche, il vero obiettivo dello studio, sono purtroppo notevoli: artrite, ipertensione, malattie cardiache e problemi psicologici, come la depressione, gli stress post-traumatici (PTSD) e pensieri suicidi. Effetti esasperanti per le persone omosessuali in quanto esse, si legge sempre nello studio, vivono già diverse problematiche, come più probabilità di contrarre l’HIV (il 63% delle nuove infezioni nel 2010), sono più propensi a impegnarsi in uso di sostanze nocive e soffrono maggiormente di sintomi depressivi. Proprio in questi giorni un ennesimo studio ha rilevato anche che i disturbi alimentari sono «un’epidemia tra gli uomini omosessuali».

Non è il primo studio che tratta questa tematica: nel 2004 su “Psychological Reports” si è concluso che «l’aggressione del partner potrebbe essere più diffusa tra gli uomini gay», stesse conclusioni in uno studio del 1991 e in un altro del 2012. Nel 2013 sul “Journal of Interpersonal Violence” si è rilevato ancora una volta che «la prevalenza di violenza domestica era maggiore nelle minoranze sessuali rispetto agli eterosessuali, in particolare per le donne bisessuali e gay». Secondo Lettie L. Lockhart, che assieme ad altri ricercatori ha approfondito tale tematica attraverso uno studio sul “Journal of Interpersonal Violence”, «lesbiche, gay, bisessuali, transgender e queer possono essere riluttanti a denunciare gli abusi, perché non vogliono essere visti come traditori della comunità LGBTQ, così le statistiche provenienti da fonti ufficiali probabilmente indicano soltanto i livelli minimi di violenza».

Studi di questo tipo dovrebbero essere un campanello d’allarme per i sostenitori delle adozioni omosessuali. Senza arrabbiarsi verso chi realizza tali studi o verso chi li cita e li divulga. Papa Francesco pochi giorni fa ha emesso un giudizio, difendendo proprio «il diritto dei bambini a crescere in una famiglia, con un papà e una mamma capaci di creare un ambiente idoneo al suo sviluppo e alla sua maturazione affettiva. Continuando a maturare nella relazione, nel confronto con ciò che è la mascolinità e la femminilità di un padre e di una madre, e così preparando la maturità affettiva».

 

AGGIORNAMENTO 15/04/14
In seguito ad alcune segnalazioni pervenuteci per e-mail abbiamo deciso di modificare leggermente l’orientamento dell’articolo. Ringraziamo i nostri lettori per l’attenzione.

La redazione

Condividi su:
  • Aggiungi su Facebook
  • Aggiungi su OKNOtizie
  • Aggiungi su Twitter
  • Aggiungi su Windows Live
  • Aggiungi su MySpace

38 commenti a Nuovo studio: violenza domestica nelle coppie gay

« nascondi i commenti

  1. Menelik ha detto

    Secondo voi perché questi fautori di ogni diritto si battono anche per la liberalizzazione di alcune droghe?
    Perché le droghe sono un potentissimo strumento per il controllo delle persone, in quanto indeboliscono la mente e la volontà, ed in tal modo i figli di coppie balorde non si ribellano, “si calmano”.
    La cannabis è più efficace dei tranquillanti in questo campo.
    Ai detenuti si usa somministrare grosse quantità di benzodiazepine e neurolettici.
    Droga libera vuol dire che sia a disposizione di tutti uno sfogo ai malesseri indotti da situazioni famigliari rischiose.
    Più droga porta meno ribellione.
    Se riescono nell’intento di far passare adozioni gay e utero in affitto, con la droga libera loro sarebbero a cavallo, potrebbero fare qualunque cosa ai loro figli, e chi li potrà fermare?
    Con la legge sull’omofobia, poi, nessuno più potrebbe azzardarsi a criticare e gli educatori, chiunque siano, strutture scolastiche o volontari parrocchiali, potrebbero trovarsi nei guai giudiziari seri per aver osato interferire con un ragazzo/a a rischio in una famiglia dove la situazione sia pesante da vivere per i figli.
    Ultima cosa: quel 67% di nuovi casi HIV del 2010 che verrebbero dai gays, i quali costituiscono il 2% o poco più della popolazione totale, da chi vengono quei dati, avete un link? Sono dati ufficiali del Ministero della Salute? Grazie.

    • Matteo ha detto in risposta a Menelik

      Mi ricorda sempre “Brave new world” di Huxley, dove il governo usava la droga “Soma” per controllare la popolazione.
      Non che ci serva eh, noi abbiamo la tv coi talkshow che ci parlano dei grandi problemi delle piccole star che nessuno conosce, ma i giovani d’oggi guardano meno tv quindi bisogna ottundere le menti con qualcos’altro.
      Per quanto riguarda i dati sull’AIDS c’era un link in un’articolo l’altro giorno: http://www.usnews.com/news/articles/2013/07/03/gay-community-won-battles-on-marriage-but-may-be-losing-war-on-hivaids
      È triste vedere come parlino tanto di preservativi e poi si prendono le malattie comunque. Speriamo in una cura presto.
      Tra l’altro, guardando quel sito, sono finito nella sezione delle vignette satiriche e ho notato che quando c’è una persona sovrappeso è sicuramente stupida e violenta… imparerai mai, USA?

      • Menelik ha detto in risposta a Matteo

        Io penso che loro facciano affidamento sui farmaci antiretrovirali.
        Cioè pensano di poter continuare a condurre una vita normale ricorrendo a questi farmaci.
        Dunque mettono nel conto che l’eventuale AIDS non li preoccupa più di tanto.
        Così facendo, però, vivrebbero schiavi di quel farmaco, e da esso dipende la loro vita.

        • Daniele ha detto in risposta a Menelik

          Infatti vivere sotto antiretrovirali (che hanno il merito di prolungare l’aspettativa di vita delle persone HIVpositive) non è una passeggiata.
          Gli effetti colaterali di tali farmaci, infatti, non sono trascurabili (e ricordo che la terapia antiretrovirale va fatta ogni giorno per il resto della vita, per cui pure gli effetti collaterali si presentano ogni giorno).
          Inoltre, i farmaci antiretrovirali vanno presi ogni giorno ed ad orari precisi: saltare anche un solo giorno o dimenticarsi un solo orario può comportare l’aumento della viremia (cioè della concentrazione di virus nel sangue) e la riduzione della concentrazione ematica di linfociti (le cellule del sistema immunitario), con gravi conseguenze per la salute del soggetto.
          Sbaglia perciò chi pensa “dell’AIDS me ne frego perché tanto ci sono i farmaci”.

    • Daniele ha detto in risposta a Menelik

      Nell’ex Unione Sovietica ai prigionieri politici ed ai dissidenti le autorità statali somministravano, a loro insaputa (glielo mettevano nel cibo), l’aloperidolo, un farmaco usato per trattare la schizofrenia.
      Ma i prigionieri politici ed i dissidenti erano tutto fuorché schizofrenici.
      Allora perché gli somministravano l’aloperidolo? Semplice: perché l’aloperidolo, mentre in una persona schizofrenica riduce i sintomi propri della malattia (deliri, allucinazioni, ecc…), in una persona non schizofrenica ha l’effetto di un potente calmante. Risultato: il prigioniero politico od il dissidente sottoposto al trattamento con aloperidolo “si spegne”, nel senso che la sua volontà e personalità viene fiaccata, per non dire annullata. Così i soggetti trattati con quel farmaco smettevano di pensare, scrivere o parlare in modo sconveniente per il “sistema sovietico”.
      Quindi non è una novità che lo Stato usi le sostanze per controllare la popolazione.
      Ma non c’è solo l’uso di sostanze: anche il gioco d’azzardo ed i mass-media sono potenti strumenti per impedire alle persone di pensare.

      • Daniele ha detto in risposta a Daniele

        Ah, mi sono dimenticato: anche il “sesso sempre, comunque e ovunque” (come ce lo propagandano le tv) è un metodo per “anestetizzare le coscienze”.

  2. athèos=a-éthos ha detto

    Redazione ha scritto: “Occorre anche sottolineare che tali argomentazioni vanno prese in considerazione solo in questo ambito, senza utilizzare questi dati a scopo discriminatorio contro le persone omosessuali”.

    Non comprendo l’uso del termine “discriminatorio”, quando si sta proprio discriminando in base alla realtà delle cose. Discriminare non è sbagliato, è sbagliato discriminare in modo ingiusto

  3. Alida Vismara ha detto

    A noi queste statistiche non servono, servono solo a loro stessi. Credo che ogni persona che ha intenzione di accoppiarsi in una relazione omosessuale dovrebbe essere informata di tutti i rischi che ci sono. Perchè nasconderli? … Sapere la verità va a loro vantaggio. L’errore è voler mostrare un mondo a colori, quando non lo è per niente e questa è una delle ragioni per la quale molte persone poi decidono di cambiare le emozioni omosessuali. Non ci sono più litigi perchè le persone con emozioni omosessuali sono peggiori delle altre, ma semplicemente perchè essendo più simili, 2 uomini o 2 donne … è più facile che il rapporto a lungo andare o cade nella monotonia per questo diventano coppie “aperte”, o al contrario causa lo scontro. Mentre nell’uomo e donna essendo anche psicologicamente diversi, si integrano di più le 2 cose.

  4. salvatore campagna ha detto

    ritengo che simili articoli dovrebbero farci aprire gli occhi sull’adozione di bambini,da parte di famiglie gay.Già un bambino è svantaggiato a non avere una mamma ed un papà,se a questo aggiungiamo il pericolo di una maggiore violenza in una famiglia gay,allora dico aumentiamo i nostri sforzi per scongiurare un tale pericolo.

  5. Franco Ligabue ha detto

    Questo articolo è un VERGOGNOSO esempio di disinformazione. La frase «I nostri risultati suggeriscono che le vittime di violenza domestica (IPV) sono prevalenti tra le coppie gay (MSM)>> NON c’è. Lo studio NON riguarda le COPPIE gay, riguarda un’eventuale correlazione tra abusi subiti e problemi di salute. Che non sappiate leggere un articolo non è inverosimile, che lo sappiate leggere e interpretare e rovesciate deliberatamente lo scopo, il significato, e le conclusioni dell’articolo stesso è invece – verosimile o meno – totalmente VERGOGNOSO e INDEGNO.

    • Norberto ha detto in risposta a Franco Ligabue

      Dai francuccio….ci hai provato vero?

      Davvero non sai leggere l’inglese? Puoi tradurmi questa frase: “Our findings suggest that IPV victimisation is prevalent among MSM” (dove IPV sta per violenza domestica e MSM per omosessuali)?
      http://www.plosmedicine.org/article/info%3Adoi%2F10.1371%2Fjournal.pmed.1001609

      L’articolo non riguarda coppie gay? E perché il titolo parla di “Men Who Have Sex with Men”?
      http://www.plosmedicine.org/article/info%3Adoi%2F10.1371%2Fjournal.pmed.1001609

      Non solo hai letto l’articolo, ma hai anche cercato di negare la realtà. E’ VERGOGNOSO, e la dice lunga sull’onestà intellettuale di chi sostiene il crimine delle adozioni gay (rendere orfani i bambini di un genitore è crimine).

      • Franco Ligabue ha detto in risposta a Norberto

        “Prevalent” in questo senso e in quella frase NON significa “prevalente”, ma “comune”. Legga le altre frasi che ho riportato, per favore, sulle “methodological weaknesses” e sul fatto che la “prevalence” NON può essere misurata.

        Si riferiva a individui NON a coppie stabili

        • Norberto ha detto in risposta a Franco Ligabue

          Ma di cosa parli? Prevalent significa comune?

          “Intimate partner violence (IPV) among men who have sex with men (MSM) is a significant problem”…si parla di PARTNER e cosa vuoi che sia un partner se non uno della coppia?

          Rispetto alla “methodological weaknesses” è ovvio che ogni studio vada preso con cautela, ma questo non esime i ricercatori dal concludere che: “Intimate partner violence (IPV) among men who have sex with men (MSM) is a significant problem”.

          • B'Rat ha detto in risposta a Norberto

            “Prevalent significa comune?”
            Beh, se uno cerca su un qualsiasi dizionario online… Fra l’altro pare che la redazione stessa abbia cambiato la parola nell’articolo (senza segnalare l’errore commesso :/ )

            • Norberto ha detto in risposta a B'Rat

              Se una cosa è “comune” non significa forse che è “abituale”, “frequente”, “usuale”…appunto “prevalente”?

              Ho notato il cambiamento più chiaro nell’articolo…ma dovrebbero comunicarti tutte le modifiche?

              Potresti spiegarmi perché non vuoi tradurre questa frase: “Recent reviews suggest that the prevalence in same-sex couples, in particular male–male couples, is as high as or higher than it is for women in opposite-sex relationships”?

    • LawFirstpope ha detto in risposta a Franco Ligabue

      Purtroppo sì, l’articolo originale parla d’altro.

      Conclusions: MSM who are victims of IPV are more likely to engage in substance use, suffer from depressive symptoms, be HIV positive, and engage in unprotected anal sex. MSM who perpetrate IPV are more likely to engage in substance use. Our results highlight the need for research into effective interventions to prevent IPV in MSM, as well as the importance of providing health care professionals with training in how to address issues of IPV among MSM and the need to raise awareness of local and national support services.

      Addirittura ci sono frasi in palese contrasto con quanto scritto nel titolo, cioè quello che si vorrebbe mostrare:

      Recent reviews suggest that the prevalence of IPV in same-sex couples is as high as the prevalence of IPV for women in opposite-sex relationships: reported lifetime prevalences of IPV in homosexual male relationships range between 15.4% and 51%.

      Avete preso un bel granchio UCCR e me ne dispiace molto.

      • Michele ha detto in risposta a LawFirstpope

        Perché dici preso un granchio? La stessa ricerca dice che la violenza dentro la coppia gay è forse anche più alta che in quella etero:

        “Recent reviews suggest that the prevalence in same-sex couples, in particular male–male couples, is as high as or higher than it is for women in opposite-sex relationships”

        • Norberto ha detto in risposta a Michele

          Ma infatti, comunque siamo sempre all’interno delle premesse. Non sono frasi prese dalle conclusioni!

        • LawFirstpope ha detto in risposta a Michele

          Non riesco a non vedere lo stridore tra il titolo di UCCR: “violenza domestica maggiore nelle coppie gay” e l’effettivo quid dell’articolo, che parla d’altro.
          Mi pare tirato per i capelli volere vedere una prova solida di quello che viene presentato dalla ricerca come opinabile (tu stesso dici “forse anche più alta”) e che compare solo tra le righe qua e là.

          Sicuramente si poteva parlare piuttosto del vero cuore della ricerca, a onor del vero.
          Ma comunque spero davvero di sbagliarmi…

          • Norberto ha detto in risposta a LawFirstpope

            Di certo il focus dell’articolo è rivolto alle conseguenze della violenza domestica, ma da esso si ricava che “la violenza domestica è un significativo problema tra partner omosessuali (MSM)”.

          • Michele ha detto in risposta a LawFirstpope

            Caro LawFirstpope, è l’incipit della ricerca linkata che dice che la violenza all’interno della coppia gay è alta o anche più alta che in quelle etero (il forse l’ho usato io, i ricercatori sono stati meno cauti di me!). Al titolo dell’articolo si può obiettare di aver esagerato, dando per scontato che le coppie gay siano più violente, ma non di aver sbagliato bersaglio perché il titolo è almeno in parte suffragato dalla ricerca. Ricerca che parla proprio della violenza all’interno della coppia e non solo delle sue conseguenze, come se le seconde fossero avulse dalla prima.

            • B'Rat ha detto in risposta a Michele

              Beh, il fatto di aver usato un titolo che, sforzandosi di trovare conferma nel testo, si scopre essere NON confermato dallo studio, nel momento in cui il dato che il tasso di violenza fosse PIU’ alto è strumentale al ragionamento “si picchiano di più -> non diamogli bambini!” è tutt’altro che un peccato veniale, in buona o cattiva fede E’ UN ERRORE/SCORRETTEZZA DI DIMENSIONI BIBLICHE!

              Già essendo abituato alle Hard Sciences guardo per principio con sospetto a qualsiasi ricerca sociologica, ma se le si vuole citare, si usino valanghe di virgolette e condizionali, a meno che i risultati non siano incontrovertibili, e non è questo il caso!

              Che poi logica di per sè la trovo opinabile e di cattivo gusto… Si vuole provare che le relazioni maschio-maschio sono più violente? All’infuori del fatto che correlazione non è causazione e quindi il legame “intrinseco” fra tassi di abuso e tipo di relazione è difficilmente provabile (un qualsiasi attivista lgtb incline al dibattito potrebbe obiettare che la colpa è dei cattolici cattivi, che diffondendo omofobia rendono i gay più stressati, e quindi più proni a perdere le staffe… chi ha ragione? Non ci sono dati per dirlo, e probabilmente mai ci saranno), uno potrebbe costruire un semplice ragionamento:
              E’ noto ed indubitabile (questo sì) che gli uomini sono maggiormente responsabili di aggressioni rispetto alle donne. La coppia normale è M-F, per cui la maggior parte delle violenze vengono dal M e in misura minore dalla F… Metti assieme M-M e voilà, secondo questa logica il tasso di violenza sarà ben maggiore dato che c’è stato uno scambio fra una F e un M (al netto delle stereotipo per cui i gay sono effemminati… e quindi più mansueti?).
              C’è un problema: ciò vorrebbe dire che la coppia migliore è F-F… per cui secondo lo stesso filo logico non dovremmo solo continuare ad impedire l’adozione ai gay (maschi), ma anche agli etero.
              Anzi, secondo questa logica eliminiamo i maestri maschi, sono un rischio inutile per i bambini… Anzi, eliminiamo direttamente i maschi dalla società…
              Spero appreziate la reductio ad absurdum

              @Redazione
              Mi dispiace dirlo, ma trovo il metodo seguito in questo articolo indegno di un sito che dice di voler aiutare la Chiesa. So di non essere nessuno per pretenderlo, ma penso che il più grande servizio che possiate rendere riguardo a questo sia censurarlo E pubblicare una rettifica con parole di scusa nei confronti di chi si sia sentito insultato da questi ragionamenti indebiti.
              Pace e bene

              • Norberto ha detto in risposta a B'Rat

                Secondo me dovresti stare più attento a quello che scrivi, anche perché con la tua volontà di censurare quel che è scomodo rischi di offendere e creare una pressione indebita su chi realizza e diffonde dati politicamente scorretti.

                Oltre al fatto che i ricercatori sono partiti dal fatto che “recent reviews suggest that the prevalence in same-sex couples, in particular male–male couples, is as high as or higher than it is for women in opposite-sex relationships”, le conclusioni mi sembrano fedelmente riportate nell’articolo, che invece tu chiedi di censurare.

                Se vuoi disquisire sull’attendibilità scientifica di uno studio sociologico è un comportamento scorretto in quanto dovresti parlarne non soltanto quando i dati ti scandalizzano.

                Il ragionamento che realizzi è totalmente ipotetico e non lo prendo nemmeno in considerazione. Al contrario, il tuo ERRORE/SCORRETTEZZA DI DIMENSIONI BIBLICHE è paragonare i rapporti etero (98% della popolazione) con quelli omosessuali (2% circa) non capendo che non solo non è possibile paragonarli ma nemmeno si possono paragonare i fenomeni che riguardano queste categorie.

                Spero vorrai scusarti per la tua scorrettezza, è il miglior servizio che puoi fare per chi si è sentito offeso dalla tua intolleranza e amore della censura. Commenti come il tuo dimostrano che chi chiede tolleranza non è disposto a concederla.

                • B'Rat ha detto in risposta a Norberto

                  simone,
                  a me del politicamente corretto importa assai poco (vedi la parte in cui casso a priori la maggior parte degli studi sociologici… sì, anche quelli che confermerebbero le mie idee).

                  Notiamo che l’articolo era assai diverso rispetto quello che appare nell’attuale momento, vedere per credere la copia cache. In particolare, il titolo era “Nuovo studio: violenza domestica maggiore nelle coppie gay” (già il fatto che si siano cambiati simili aspetti dell’articolo in questo modo non è proprio il massimo dello stile).
                  Ho fatto una semplice constatazione.
                  1) E’ vero? Da quello che poi si legge, NO. (Nello studio che dà il via alla notizia, non c’è conferma certa che la violenza sia maggiore che nella famiglia tradizionale… anche se seguendo il mio ragionamento ipotetico per i M-M ci si può aspettare di sì, qua semplicemente lo studio dice di non avere i dati di affermarlo)
                  2) Se anche fosse vero, è un argomento utilizzabile in modo diretto come fa l’articolo riguardo alle adozioni? Come ho mostrato sopra, credo di no, svariati motivi.

                  Peraltro, la versione attuale dell’articolo ha assai poco mordente, visto che affermare che la violenza fra omosex è almeno quella delle coppie etero non suona come grande argomento per impedire le adozioni ai gay (sapete quale altro tipo di relazione ha un tasso di violenza pari almeno a quello eterosessuale? Quella eterosessuale).

                  Trovo che l’UCCR faccia benissimo ad affrontare gli argomenti dell’adozione per le coppie gay e anche a riportare gli altri studi descritti nell’articolo… dico solo che in questo specifico caso, ha fatto un lavoro assai poco degno di presentazione del tutto.

                  E non ci si fissi sulle parole (questo sarebbe politicamente corretto): “censurare” nel contesto in cui lo ho usato era chiaramente nel suo significato esteso “praticare tagli e soppressioni nell’opera sottoposta a censura”.
                  Penso che ammettere l’errore sia l’unico modo per uscirne a testa alta, invece che cambiare i titoli o simili in modo che non da non far vedere che si era usciti con un titolo semplicemente falso (ma c’è la cache di google…).

      • Norberto ha detto in risposta a LawFirstpope

        Sbagli anche tu: ci sono due dati che emergono da questo studio. Il primo è quasi un punto di partenza: “Intimate partner violence (IPV) among men who have sex with men (MSM) is a significant problem”. Il secondo dato è il focus dello studio: “MSM who are victims of IPV are more likely to engage in substance use, suffer from depressive symptoms, be HIV positive, and engage in unprotected anal sex”.

        La seconda frase che citi fa parte delle premesse e non delle conclusioni. Le conclusioni sono diverse: “Our findings suggest that IPV victimisation is prevalent among MSM”

        • LawFirstpope ha detto in risposta a Norberto

          Appunto: il focus dello studio mi pare che siano gli effetti collaterali dell’IPV sull’individuo nelle coppie gay, non una maggior presenza di IPV nelle suddette coppie, come vorrebbe fare intendere l’articolo qui.
          Il fatto che poi il problema è significativo non dice quanto: uguale? Di meno? Di più che nelle coppie etero?

          Non lo so: la vedo davvero troppo fuori tema, non mi piace il taglio dato.
          Ma, come già detto, spero di sbagliarmi.

  6. Franco Ligabue ha detto

    Cito dalle conclusioni degli autori:

    “These results should be interpreted with caution because of methodological weaknesses such as the lack of validated tools to measure IPV in this population and the diversity of recall periods and key outcomes in the identified studies”

    Trad. “Questi risultati DEVONO ESSERE INTERPRETATI CON CAUTELA A CAUSA DI PUNTI DEBOLI METODOLOGICI, quali l’assenza di strumenti validi per rilevare la violenza da parte del partner in questo campione, la variabilità dei periodi di tempo analizzati e dei risultati chiave negli studi identificati.”

    “MSM who are victims of IPV are more likely to engage in substance use, suffer from depressive symptoms, be HIV positive, and engage in unprotected anal sex”

    Trad: “Gli uomini che fanno sesso con altri uomini E CHE SONO VITTIME DI VIOLENZA da parte del partner hanno una maggiore probabilità di far uso di sostanze, di soffrire di depressione, di essere sieropositivi e di praticare sesso anale non protetto”

    Cito dal commento dell’editor:

    ” Globally, nearly a third of women are affected by IPV at some time in their life”

    Trad: Globalmente, quasi un terzo delle donne sono colpite da violenza da parte del partner sessuale a un certo punto della loro vita.

    “Recent reviews suggest that the prevalence of IPV in same-sex couples is as high as the prevalence of IPV for women in opposite-sex relationships: reported lifetime prevalences of IPV in homosexual male relationships range between 15.4% and 51%”

    Secondo ricerche recenti la frequenza della violenza da parte del partner sessuale in coppie dello stesso sesso è alta quanto quella subita dalle donne nelle relazioni eterosessuali: le stime della la probabilità di incorrervi almeno una volta nella vita nel caso dei rapporti omosessuali maschili variano tra il 15.4% e il 51%”

    “There were insufficient data to estimate the lifetime prevalence of IPV perpetration among MSM”

    Trad.:”I DATI SONO INSUFFICIENTI PER STIMARE L’INCIDENZA DELLA VIOLENZA da parte del partner sessuale almeno una volta nella vita per gli uomini MSM”

    —-

    CONCLUSIONE MIA: o non sapete l’inglese, o non sapete la logica, o siete in malafede, o – più probabilmente – tutte e tre le cose.

    • beppino ha detto in risposta a Franco Ligabue

      Indipendentemente dal suo giudizio sull’articolo é difficile non prendere atto che fra coppie dello stesso sesso la violenza domestica, in proporzione, é maggiore (vedi ad esempio qui). Inoltre trovo il suo intervento velatamente violento e superficialmente accusatorio; potrebbe esprimere le proprie opinioni o argomentazioni usando atteggiamenti più consoni.

    • Norberto ha detto in risposta a Franco Ligabue

      Caro Ligabue, ogni studio riporta le frasi sulla prudenza e l’invito alla cautela, basta avere qualche familiarità con essi!

      La frase che citi “Recent reviews suggest that the prevalence of IPV ecc.” è estrapolata dalle PREMESSE e non dalla CONCLUSIONI!

      Sei un manipolatore!! Cita le conclusioni, non le premesse!!!

  7. Menelik ha detto

    “…
    MSM who are victims of IPV are more likely to engage in substance use, suffer from depressive symptoms, be HIV positive, and engage in unprotected anal sex. MSM who perpetrate IPV are more likely to engage in substance use.
    …”

    Infatti, ecco la campagna per la cannabis libera e gli smart shops.
    Quel mondo dev’essere davvero una gran fogna, la droga in un certo senso, è “indispensabile” per potervi sopravvivere.

  8. Roberto ha detto

    Ma l’articolo originale l’avete letto??? SIETE DEI MANIPOLATORI senza speranza! Mi fate orrore!!

    • Menelik ha detto in risposta a Roberto

      L’hanno letto, l’hanno letto.
      Mi sa che sei te..voi, che volete leggere tra le righe affermazioni che non sono contenute.
      Il testo dice espressamente che nelle relazioni gay la violenza sessuale è almeno uguale se non maggiore che nelle relazioni etero.
      E che c’è un marcato aumento di casi di HIV, droga e depressione tra le persone gay che sono vittime di violenza, rispetto alle altre persone.
      Del resto la sig.ra Alida Vismara, sopra, l’ha detto a chiarissime lettere, che le relazioni tra lo stesso sesso molto facilmente sfociano in situazioni a rischio di generare problemi sociali.
      E proprio a costoro si vorrebbe dare il diritto di noleggiare una donna povera per portare avanti una gravidanza con l’inseminazione artificiale.
      Ma neanche nel colonialismo più bieco dell’800 !!!!

    • Norberto ha detto in risposta a Roberto

      L’articolo originale conclude affermando: “Our findings suggest that IPV victimisation is prevalent among MSM. We also found evidence that exposure to IPV as a victim is associated with increased odds of substance use, depressive symptoms, being HIV positive, and UAS among MSM”.

      Ed inoltre: “The findings of this review underscore the need for health professionals to be aware that IPV is a problem for the MSM population”.

      E ancora: “These findings suggest that MSM frequently experience IPV”

      L’orrore è mio di fronte all’incapacità di stare costantemente davanti alla realtà!!

  9. Li ha detto

    Non mi stupisco di questa vioolenza. Sempre nascosta al popolo, ma non a chi la subisce. Tutto per mostrare inutili coppiette felici mentre i bambini soffrono.

  10. Positrone76 ha detto

    Anzitutto i dati sono dati e bisogna usare quelli e non altri. Si dice che la violenza domestica nelle coppie etero è pari o inferiore a quelle delle coppie omosessuale m/m. Siccome non viene riportata l’incidenza precisa percentualmente ne è riscontrabile per limiti della ricerca direi che l’articolo nel complesso sia sostanzialmente inutile ovvero ci dice un’ovvietà. La violenza del maschio come genere è prevalente visto che la violenza della coppia etero (maschio e femmina) viene correlata alla violenza femminile che verrebbe affrontata anche nelle relazioni gay (maschio maschio)…
    Questo tipo di studi che vuole attribuire alle relazioni affettive (non familiari nel caso gay) ma solidali un diverso grado di affidabilità mi pare legittima ma un po’ forzata.
    Probabilmente anche 2 fratelli saranno più violenti di due sorelle… (chissà se ci sarebbe stato il primo omicidio se invece di Caino ed Abele ci fossero state Caina e Abelina).
    Gli esseri umani sono creature di Dio nella stessa misura ed indipendentemente dalla natura delle scelte o dei condizionamenti sessuali. La violenza è una tara che ci portiamo dentro indipendentemente dalle relazioni. Chi è nato in una famiglia sana ed eterosessuale probabilmente vivrà meglio le proprie relazioni perchè avrà imparato a mediare senza la violenza a diversi punti di vista.
    Ora su questo sito in cui continuamente è espressa la complementarietà dei rapporti uomo donna non può sfuggire che le predisposizioni alla competizione presente negli esseri umani non abbiano importanza in base al sesso di abbartenenza ma in base alla relazione…
    Poi si parla di violenza ma non del tipo… E’ ovvio che uno spintone o un’aggressione verbale sono sempre aggressione ma è altrettanto vero che non specificandola i dati da ricavare sono davvero poco sensati ed utili…
    Non credo che ponendo l’accento sul tipo di relazione si debba o possa razionalmente ricavare un discrimine che abbia qualche valore anche morale…
    Il tentativo di criminalizzare i rapporti non tradizionali nulla ha a che vedere con la difesa invece della famiglia tradizionale che è essenziale ma ha solide basi non capziose

    • simone ha detto in risposta a Positrone76

      confondi l’articolo con lo studio e ti opponi ad un fantomatico tentativo di criminalizzare qualcuno. direi un commento-sbrodolata sostanzialmente inutile.

« nascondi i commenti