Fede e Laicismo

Il laicismo è qualcosa di diverso dalla laicità: esso pretende eliminare ogni aspetto religioso dalla vita pubblica, escludendo il credente dalla democrazia.

Tale visione negativa del concetto di laicità è sostenuto da una minoranza di popolazione apertamente anti-religiosa e fortemente militante, osservando la quale non si può fare a meno di osservare che l’ateismo moderno si è fatto chiesa.

Non si tratta più, infatti, dell’ateismo teoretico e riflessivo di Nietzsche, Stirner, Feuerbach, in parte Marx, o l’Ivan Karamazov di Dostoevskij. Si è davanti ad un ateismo che per certi aspetti ha perso i suoi tratti di maturità ed è regredito ad uno stato infantile nello stesso istante in cui è diventato militante, prasseologico, attivo. Da ateismo negativo, cioè fondato su un rifiuto di Dio e dell’idea di Dio, si è, con il tempo, sfociati (soprattutto dopo la caduta del muro di Berlino) in un ateismo positivo, cioè una lotta contro tutto ciò che si riferisce a Dio. L’ateismo nazional-popolare, quindi, è imploso in una sua variante più ingenua, cioè l’anti-teismo. E’ una vera e propria fede, sempre più organizzata come chiesa, con ministri, riti, azioni di proselitismo, dogmi (come quello della infallibilità della scienza). L’assurdità dell’anti-teismo contemporaneo (in Italia rappresentato benissimo dall’associazione UAAR e da personaggi come Piergiorgio Odifreddi) sta nella pretesa di combattere la religione divenendo esso stesso una fede.

Riteniamo, tuttavia, che l’uomo per sua natura difficilmente possa essere davvero ateo. Infatti, o si lascia spazio a Dio oppure inevitabilmente Egli verrà sostituito con un idolo, con un feticcio: lo scientismo, il politicismo, l’attivismo, l’anticlericalismo ecc. Qualcosa, insomma, in cui riporre tutta la salvezza e la speranza necessaria agli uomini. Non dovremmo quindi chiamarli atei ma “diversamente credenti”, e ne capiamo il motivo leggendo le parole di uno dei filosofi principali del ‘900, Fëdor Dostoevskij: «Vivere senza Dio è un rompicapo e un tormento. L’uomo non può vivere senza inginocchiarsi davanti a qualcosa. Se l’uomo rifiuta Dio, si inginocchia davanti ad un idolo. Siamo tutti idolatri, non atei». Uno dei maggiori idoli che hanno preso il posto di Dio nel cuore di molti uomini nelle nostre società secolarizzate è proprio la scienza, concepita come unica fonte di risposta a tutte le domande umane. Il filosofo della scienza Vittorio Mathieu ha spiegato: «Al fondo dell’ateismo attuale c’è proprio il senso dell’avvento di un nuovo Dio in terra. Di un Dio che non c’è ancora, o, meglio, che non c’è ancora esplicitamente, ma che si aspetta, e la cui venuta bisogna preparare. Questo Dio può essere chiamato in tanti modi, ma oggi ha un nome soprattutto: la scienza».

 

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